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br. La crisi, intesa come malattia strutturale del contemporaneo, come disumanizzazione radicale del mondo e rifiuto del valore anche negativo della vita è il grande rimosso dei nostri tempi. Una realtà dolorosa osservata da una prospettiva scomoda, quella della psicoanalisi, senza il conforto di alcun orizzonte salvifico, ma con il favore di un metodo contro intuitivo, che fa dello spostamento e della dislocazione uno strumento di scoperta profonda, ci mostra questa malinconica verità nascosta. Sorta di bustine di minerva senza lezione morale, di sguardo abissale e lucido puntato sulle tragedie quotidiane dell'uomo questo libro, che raccoglie in maniera nuova i contributi raccolti negli ultimi anni da Sarantis Thanopulos su «Il Manifesto», riesce con icastica semplicità a far riflettere sulle gioie e le miserie dell'affettività, mostrando che la vita, se vuole essere pienamente se stessa, deve fare davvero i conti con il lutto e il negativo.
brossura
br. Il 28 settembre 1958 Karl Jaspers viene insignito del Premio per la pace dei Librai tedeschi. A pronunciare il suo pubblico encomio è Hannah Arendt. Nel discorso di accettazione Jaspers, ispirandosi agli scritti politici di Kant, delinea, nel contesto della Guerra fredda e della minaccia atomica, un progetto per la pace di cui la libertà è condizione di partenza. Al contempo, individuando nella menzogna in politica il più grande pericolo per la Germania del dopoguerra, egli indica nell'esperienza della verità il fondamento di una rinnovata vita pubblica. Per Hannah Arendt la laudatio è lo spunto per riflettere sul modo con cui il discorso espone il chi di ciascuno alla sfera pubblica, sottolineando così la rilevanza del pensiero come lucida resistenza all'inumano. Additando Jaspers ad esempio, Arendt allude ad un modo attivo di essere presenti al proprio tempo, rischiando di agire pubblicamente e assieme rischiarando quell'elemento personale sfuggente eppure manifesto che è l'humanitas.
br. Le seguenti considerazioni, risalendo nell'analisi dell'atto conoscitivo fino agli elementi ultimi, si prefiggono di formulare giustamente il problema della conoscenza e di indicare la via alla soluzione del medesimo.
brossura L'edizione completa, con testo tedesco a fronte, di quest'opera è curata da Gianni Vattimo, con un'introduzione di Giovanni Reale e postfazione dell'autore stesso. Pubblicato per la prima volta nel 1960, rappresenta un importante lavoro nel panorama filosofico del Novecento, come recupero antiscientista del valore di estetica, storiografia e dialogo interpersonale in quanto veicoli di verità.
brossura
br. A volte la temiamo e la fuggiamo, più spesso la desideriamo e la ricerchiamo. La verità ci interessa. Ma che cos'è?
br. Questo volume raccoglie oltre dieci secoli di riflessioni del pensiero antico sulla verità. Sin da Omero, la verità inizia a presentarsi, nella cultura greca, come l'esito del processo del pensiero che si conforma in maniera corretta alla realtà. Ciò emerge in maniera articolata soprattutto in Platone e Aristotele. Nell'opera dei due grandi filosofi classici, Grecchi argomenta la presenza di una concezione non solo logico-fenomenologica, ma anche onto-assiologica della verità. Quest'ultima non può in effetti essere ridotta, in larga parte del pensiero greco, al mero conformarsi logicamente coerente e fenomenologicamente adeguato del pensiero alla realtà per come essa effettualmente si manifesta. La verità delinea infatti, in questi autori, anche la realtà (sociale) per come essa idealmente deve essere, per consentire la buona vita degli esseri umani nel cosmo naturale. Questa "verità-bene" costituisce il fine primario della philosophia, la quale per questo motivo si presenta, in pressoché tutto il pensiero antico, come attività insieme teorica e pratica.
brossura
ril. In questo mondo turbolento, molti di noi hanno ricominciato ad affidarsi alle stelle per trovare una guida. Stella Andromeda vi spiegherà tutto quello che c'è da sapere sulla vostra vita astrologica, insegnandovi come imbrigliare l'antico potere dello zodiaco e aprire la vostra mente all'universo.
br. Viviamo oggi in quella che George Steiner chiama «l'era dell'epilogo»: l'arte non ha più un senso, e a contare non sono le intenzioni del creatore ma solo le infinite - e apparentemente tutte valide - interpretazioni possibili di un'opera. Eppure l'autore afferma con orgoglio che esiste un accordo, una corrispondenza tra la parola e il mondo, tra le strutture del linguaggio umano e l'esperienza estetica, e che ogni comprensione coerente di cosa sia e di come funzioni la lingua è garantita, in ultima analisi, dalla presenza di Dio. Alimentando i suoi esempi con riflessioni tratte dalla letteratura, dalla musica e dalla pittura, il critico ci invita così a scommettere di nuovo sul significato, persino sullo scandalo, della trascendenza, perché solo recuperando questa dimensione superiore saremo nuovamente in grado di godere e di cogliere fino in fondo la necessità dell'arte.
brossura Sei sicuro di volere capire di cosa tratta questo libro? Ma cosa scrive mai questo autore nella descrizione del suo libro? È impazzito? Si negozia sempre: con il datore di lavoro, con l'acquirente e il venditore, con il partner, con l'insegnante... etc. In questo libro affronteremo tutti quei temi che spiegano come negoziare in tutti gli ambiti della nostra vita perché la negoziazione è uno strumento che già impariamo da piccoli... solo che alcuni schemi magari ci sono sfuggiti e tendiamo a ripresentare solo schemi che hanno funzionato in alcune situazioni... ma non è detto che funzionino in altre. Dall'analisi della comunicazione verbale, a quella non verbale snoccioleremo quali schemi sono più funzionali in ogni situazione e analizzeremo passo dopo passo tutte le fasi della negoziazione: dallo studio iniziale del target alla conclusione delle trattative.
br. I saggi qui raccolti sono dedicati alla natura, al potere e alla finalità della parola e dell'immagine nel pensiero di Niccolò Cusano. Una metafisica del linguaggio si esprime in un complesso coordinato di congetture che è in grado, da un lato, di abbracciare e sovrapporsi a tutto il reale e, dall'altro, di tradurre la verità, sebbene sempre in modo approssimativo ed enigmatico. La parola, in cui alberga il germe della sapienza, può distendere il suo valore veritativo secondo la logica transitiva della ragione oppure intensificare la propria carica simbolica nel segno di una scienza enigmatica. Il piano della congettura vibra, allora, tra la raffigurazione e l'enigma, tra la positività dell'immagine e la lontananza della verità. La congettura è, nel contempo, immagine della divinità e rappresentazione della natura, stretto varco verso il nascosto e l'incommensurabile e passaggio all'esperienza del mondo sensibile. La parola congetturale, inoltre, è in grado di rappresentare lo statuto dell'essere umano: un ente che è insieme viva immagine di Dio e problematica contrazione della divinità.
br. Siete in auto e tamponate la macchina davanti a voi, il guidatore scende infuriato e avanza minaccioso. Un vicino esagitato suona alla porta perché il vostro cane non smette di abbaiare. Dovete comunicare a un vostro collaboratore che è stato licenziato. Quali sono le parole giuste per calmare, mediare, muovere una critica, convincere, esprimere il proprio disaccordo? Siete un medico, un insegnante, un avvocato, un controllore, un tutore dell'ordine: come evitare di dire le cose sbagliate, quelle che potrebbero far degenerare in conflitti le rivendicazioni e le lamentele? Le incomprensioni con il partner, il capo, i colleghi, i clienti sono sempre in agguato, e talvolta ci si trova a dover fronteggiare anche rabbia e aggressività. Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, spiega con un'ampia casistica di esempi e situazioni illuminanti quali sono le tecniche, i segreti e le strategie per disinnescare i conflitti nella vita di tutti i giorni al lavoro, a scuola, in famiglia. Un libro con i consigli di un esperto e le storie reali di negoziatori, leader, profiler per praticare l'autodifesa verbale e diventare un guerriero della parola capace di disarmare qualunque avversario e trasformarlo in un alleato. Perché le parole sanno anche costruire, fare squadra, consolare, rassicurare, salvare: possono essere muri, ma anche finestre.
brossura Questo libro può essere letto come un viaggio attraverso le tappe di sviluppo verbale di tutti gli individui che crescono e imparano. La teoria e le tappe di sviluppo identificate da Verbal Behavior Analysis, derivano da 40 anni di ricerca applicata in centri specializzati e scuole d'Italia e del mondo. L'individuazione delle capacità verbali che ne deriva, dai prerequisiti attentivi ai più alti risultati di lettura, scrittura e problem-solving, e la descrizione della sequenza con cui tali capacità possono essere indotte anche in chi ha Disturbi dello Sviluppo, rappresentano il superamento del principio di addestramento, nel campo della riabilitazione evidence-based, a favore di un approccio evolutivo, personalizzabile e capace di indurre capacità spontanee e socialmente appropriate. Il libro propone un resoconto delle origini delle capabilities "listener" e "speaker" e della loro unione funzionale, verso apprendimenti più complessi e in continua espansione per bambini, ragazzi e adulti che il professionista o il genitore vuole aiutare a migliorare. Gli autori guidano il lettore verso la comprensione di come ABA (Applied Behavior Analysis) sia oggi in grado di fornire una branca sperimentale, l'Analisi del Comportamento Verbale (VBA), in grado di offrire strategie d'intervento che permettano a tutti di acquisire linguaggio, autonomia, nuovi interessi, abilità didattiche, relazioni sociali.
br. Una planata a volo radente sui territori dell'inconsueto e dell'improbabile, talvolta ai confini dell'impossibile, senza che peraltro questi vengano mai valicati. Mario Pellegrini Dà segni di forte squilibrio fin dalla nascita. I suoi guai con la giustizia (divina e umana) hanno termine quando, ispirato dalla figura del nonno, biscazziere mirabilis e bon vivant d'accatto, s'autogenera letterariamente in un fluidissimo parossismo partenogenetico.
ill. Un Oracolo del tutto italiano, che nell'Ottocento era conosciuto in tutti i salotti popolari e aristocratici della nostra penisola. Le immagini sono simboli del quotidiano, semplici da interpretare e da capire. Il libro è una guida all'uso dell'oracolo e alla sua interpretazione efficace. Con la Vera Sibilla Italiana è facile trovare la risposta alle proprie domande con diverse stese cartomantiche.
br. Assieme al suo lavoro sull'etica, "Fudo" è l'opera più nota di Watsuji - uno dei classici del Novecento filosofico giapponese. L'analisi del volume riguarda l'esposizione dell'essere umano al "tempo" inteso come atmosfera o spazio, alla qualità specifica di diversi ritmi climatici. Una delle occasioni del volume è una critica all'"Essere e tempo" heideggeriano, in cui la temporalità è quella parcellizzata dell'individuo singolo, spazio privato che per Watsuji è ancora legato a un'idea di ego cartesiano. Per Watsuji, l'atmosferico - in giapponese fudo, "vento e terra" - è interfaccia del mondo e immersione pratica nella sua variabilità, naturale e umana. Una riflessione pienamente filosofica su un tema poco dibattuto dalla nostra tradizione di pensiero, espressione di una filosofia non europea, in grado di porre questioni proprie nel linguaggio dell'altro. Un riconoscimento filosofico della relazione tra uomo e ambiente in un mondo contemporaneamente locale e globale, un tema di attualità e urgenza crescenti.
br. «L'arte - anzi, le Belle Arti, come recita il titolo dell'opera - è stata soltanto uno dei moltissimi temi attraversati dal pensiero di Alain. Professore del Lycée Henri IV a Parigi, maestro amatissimo da tanti allievi destinati a ricoprire un ruolo importante nella vita culturale francese del Novecento (alcuni nomi: Simone Weil, Georges Canguilhem, Julian Gracq, Mikel Dufrenne), Alain ha scritto sui temi più svariati: l'estetica, certo, ma anche l'educazione, la politica, la guerra, i classici della filosofia e della letteratura, la religione... Le arti, però, in questa scena così ricca e variegata, sono un tema ostinatamente presente, non affidato soltanto alle pagine veloci, sintetiche dei propos, ma anche affrontato in modo sistematico in due tra le opere maggiori, il Système des Beaux-Arts, del 1920, e proprio le Vingt Leçons sur les Beaux-Arts, edite da Gallimard nel 1937, ma riprese da un ciclo di lezioni tenute tra l'autunno e la primavera del 1929-30. La lettura di questi due testi consente di mettere a fuoco un'estetica con molti tratti originali, radicati nella lettura di classici (su tutti, Descartes e Hegel), profondamente influenzata da echi di Comte e della cultura positivista, ma insieme capace di aperture inattese su prospettive che avrebbero trovato in seguito sviluppi radicali nell'estetica fenomenologica di Merleau-Ponty o Dufrenne... Il punto di avvio di Alain è il corpo: i suoi fremiti, sommovimenti, le sue agitazioni - emozioni passioni e sentimenti, secondo una scansione triadica che ritorna in modo incessante nelle pagine delle Vingt Leçons. Il corpo, anzi, è nell'estetica di Alain il perno attorno a cui si costruisce tutto il sistema delle arti: a partire da danza, musica e canto, poesia, le prime a nascere, inscritte materialmente, fisicamente nella carne dei corpi, per giungere infine alle arti che dei corpi, dei loro moti e dei loro gesti depositano i segni nella natura, nei materiali - scultura, pittura, disegno». Roberto Peverelli
br. Pubblicato per la prima volta nel 1978, questo libro raccoglie una serie di conversazioni tra un ventenne sconosciuto, militante di sinistra attivo nei movimenti omosessuali, e un interlocutore molto più grande di lui, che all'epoca aveva preferito mantenere l'anonimato per evitare che la sua fama eclissasse le parole del ragazzo. La presente edizione, arricchita da uno scritto dello stesso autore redatto quarant'anni dopo quei dialoghi, getta una nuova luce su un testo che inizialmente non riscosse successo. Quell'interlocutore appassionato, che senza posa incalzava Thierry Voeltzel su temi quali la sessualità, la politica, il lavoro, l'amore, la droga, il piacere e la famiglia, era Michel Foucault. Da qui la duplice importanza del libro: da un lato, la vertiginosa distanza che ci separa dall'esperienza pur così prossima di Thierry; dall'altro, l'occasione per inattese e inedite incursioni nel pensiero di uno dei più grandi teorici del Novecento.
br. Pubblicato per la prima volta nel 1978, questo libro raccoglie una serie di conversazioni tra un ventenne sconosciuto, militante di sinistra attivo nei movimenti omosessuali, e un interlocutore molto più grande di lui, che all'epoca aveva preferito mantenere l'anonimato per evitare che la sua fama eclissasse le parole del ragazzo. La presente edizione, arricchita da uno scritto dello stesso autore redatto quarant'anni dopo quei dialoghi, getta una nuova luce su un testo che inizialmente non riscosse successo. Quell'interlocutore appassionato, che senza posa incalzava Thierry Voeltzel su temi quali la sessualità, la politica, il lavoro, l'amore, la droga, il piacere e la famiglia, era Michel Foucault. Da qui la duplice importanza del libro: da un lato, la vertiginosa distanza che ci separa dall'esperienza pur così prossima di Thierry; dall'altro, l'occasione per inattese e inedite incursioni nel pensiero di uno dei più grandi teorici del Novecento.