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br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. Della vicenda metafisica postmoderna, Deleuze rappresenta senz'altro l'espressione positiva e non ideologica, costruttiva e non rassegnata della filosofia. La fine della dialettica e di qualunque forma di trascendentalismo non consegnano all'uomo uno spettacolo catastrofico e insensato. La crisi della modernità viene assorbita e trasfigurata da Deleuze all'interno di un orizzonte positivo, fondativo, costruttivo. Il costruttivismo ontologico e politico rappresenta la sfida deleuziana lanciata al mondo della fine della metafisica politica borghese. In questo quadro ritorna a splendere il motivo materialista in filosofia sul doppio versante ontologico ed etico-politico.
brossura Tutti possiamo essere vittime di ingiustizia. Questo è il motivo immediato per il quale dovremmo essere interessati alla giustizia. Ma che cos'è la giustizia? Nella storia del pensiero occidentale si sono intrecciate molte risposte. Per quanto diverse, queste risposte possono essere raggruppate attorno a tre polarità: quella sostanza/forma, quella trascendenza/immanenza, infine quella libertà/eguaglianza. Sebbene si tratti di tre forme di un'unica problematicità, la prevalenza dell'una o dell'altra segna diverse modalità storico-concettuali della declinazione del problema della giustizia.
br. Questo è un libro filosofico, interessato a influenzare niente altro che le riflessioni. Non ambisce a portare a termine l'impossibile cerimonia di seppellire Dio, né vuole assumere un ruolo diretto sul piano politico o giuridico e neanche presentare dogmi nei quali si possano riconoscere gli arei per costituire la chiesa di coloro che sono senza chiesa. Questo libro muove dalla fiducia che la civiltà del nostro paese permetterà di accogliere le idee di coloro che sostengono esplicitamente che la morale e i valori sono qualcosa che non solo può unire credenti e non credenti, ma esige da tutti noi un surplus di indipendenza e di autonomia, da realizzare vivendo come se Dio non esistesse.
brossura L'argomento musicale investe l'opera e il pensiero di Thomas Mann costituendo una chiave di lettura privilegiata delle tematiche propriamente filosofiche messe in gioco dallo scrittore nella sua vasta produzione letteraria e saggistica. Lo statuto metafisico che la musica vi assume permette di dare una peculiare collocazione ad argomenti come l'eros, la soggettività, la morte, la libertà, l'arte e la sua 'morale', alla luce dell'apporto fornito dai numerosi referenti e modelli filosofici, musicali e letterari, che confluiscono nell'opera di Mann secondo una prospettiva critica saldamente radicata nella realtà storico-culturale del suo tempo.
br. "Un'etica della personalità" costituisce il volume conclusivo - dopo "Etica generale" e "Filosofia morale" - della trilogia "Una teoria della morale", con la quale Ágnes Heller ha compiuto il suo "quasi-sistema" filosofico. Il libro si apre con l'analisi dell'etica della personalità di Nietzsche, trattata in "Genealogia della morale" e messa in rapporto con il "Parsifal" di Wagner, di cui viene proposta una nuova lettura. Seguono tre dialoghi in cui due giovani filosofi immaginari, Joachim e Lawrence, discutono da diversi punti di vista e confrontandosi con una misteriosa figura femminile, Vera, la possibilità di un'etica della personalità. Il libro si chiude con alcune lettere scambiate tra Sophie Meller, la nonna di Ágnes Heller considerata una figura esemplare, e la nipote Fifi (Heller giovane). Una scrittura filosofica che usa differenti stili, anche letterari, corrisponde a un'etica che si ispira esplicitamente più a Shakespeare, a Goethe e a persone reali che a "teorie". L'etica della personalità s'incarna infatti in donne e uomini concreti, con i loro dubbi, le imperfezioni, gli amori e le amicizie e soprattutto la scelta di vivere una vita buona.
brossura Immaginiamo la nostra vita interiore come un orto. Esso ha bisogno di semina, cura, pazienza e di irrigazione giornaliera affinché non ci troviamo in uno stato di aridità dei sentimenti, ma anche se ciò dovesse accadere, non dobbiamo mai dimenticare l'esistenza di una fonte inesauribile presente in ognuno di noi: l'amore! A questa fonte possiamo sempre attingere per far rigermogliare i fiori della nostra crescita interiore. Siamo soggetti a vari mutamenti nella nostra vita proprio come accade in natura con le stagioni. Pensiamo ai condizionamenti climatici come condizionamenti che riceviamo dall'esterno ne siamo immersi fin dalla nascita e spesso si radicano divenendo convinzioni che difficilmente riusciamo a modificare. Con questo manuale ogni giorno ci dedicheremo a coltivare azioni benefiche, anche in mezzo alle tempeste che minacciano i delicati fiori, noi possiamo restare comunque fiduciosi. Saranno i personaggi delle favole a trasmetterci e donarci questi semini "magici". Tante piante infestanti le abbiamo inconsciamente seminate noi con paure, odio, rancori ma esse però possono offrirci soluzioni uniche dal punto di vista di una crescita personale se decidiamo di affrontarle in modo costruttivo. Il tutto terminerà con un gioco, con il quale il divertimento sarà assicurato!
brossura Immaginiamo la nostra vita interiore come un orto. Esso ha bisogno di semina, cura, pazienza e di irrigazione giornaliera affinché non ci troviamo in uno stato di aridità dei sentimenti, ma anche se ciò dovesse accadere, non dobbiamo mai dimenticare l'esistenza di una fonte inesauribile presente in ognuno di noi: l'amore! A questa fonte possiamo sempre attingere per far rigermogliare i fiori della nostra crescita interiore. Siamo soggetti a vari mutamenti nella nostra vita proprio come accade in natura con le stagioni. Pensiamo ai condizionamenti climatici come condizionamenti che riceviamo dall'esterno ne siamo immersi fin dalla nascita e spesso si radicano divenendo convinzioni che difficilmente riusciamo a modificare. Con questo manuale ogni giorno ci dedicheremo a coltivare azioni benefiche, anche in mezzo alle tempeste che minacciano i delicati fiori, noi possiamo restare comunque fiduciosi. Saranno i personaggi delle favole a trasmetterci e donarci questi semini "magici". Tante piante infestanti le abbiamo inconsciamente seminate noi con paure, odio, rancori ma esse però possono offrirci soluzioni uniche dal punto di vista di una crescita personale se decidiamo di affrontarle in modo costruttivo. Il tutto terminerà con un gioco, con il quale il divertimento sarà assicurato!
br. La nostra società attribuisce una grande importanza all'istruzione e fornisce una preparazione adeguata agli studenti in qualsiasi ambito. Formiamo piloti e neurochirurghi, revisori contabili e igienisti dentali, ingegneri e insegnanti di greco antico. Ma tutte le nostre energie si concentrano sull'intelligenza razionale, trascurando quella emotiva. Ci preoccupiamo se i nostri figli prendono un brutto voto in matematica, ma non ci chiediamo se saranno persone gentili, se sapranno gestire la rabbia nel corso di una discussione o lo stress durante un colloquio di lavoro. Eppure, un buon grado di abilità emotiva è un requisito essenziale per migliorare la vita di tutti noi: partiamo dal presupposto che sia futile o che non si possa insegnare, che sia qualcosa di relegato all'ambito dell'istinto e dell'intuito. Niente di più sbagliato. Leggere queste pagine ci permetterà di capire come funzionano gli ingranaggi delle emozioni, di sviluppare una competenza vera e propria che, al pari di tutte le altre, richiede esercizio, ma che ci aiuterà ad accettare i nostri fallimenti, a vivere l'amore in modo sereno e appagante, a trarre profitto dal lavoro senza essere ossessionati dal denaro. Combinando saggezza pratica e profondità filosofica, Alain de Botton ci illustra con grande chiarezza e vivacità espositiva un metodo efficace per diventare individui emotivamente maturi e consapevoli.
br. Muovendo dall'incontro con il pensiero di Carlo Sini, e nel dialogo costante con alcuni autori che accompagnano da anni il suo cammino, Bartolini propone un'ecologia delle pratiche per affrontare sapientemente tre temi decisivi del nostro tempo: il confronto tra culture diverse, la giustizia sociale e ambientale, le forme di cura indispensabili per offrire un orientamento esistenziale di fronte al caos della contemporaneità. Questo libro esplora la zona liminale tra natura e cultura, là dove i possibili astratti del linguaggio e della tecnica impattano con la resistenza dei corpi e i limiti degli ecosistemi. La ricerca di una compatibilità tra i progetti umani mediati dall'agire strumentale, e i delicati equilibri del mondo "naturale", è oggi un compito al quale non possiamo sottrarci. O il potere o la vita, questa sembra l'alternativa radicale che la crisi odierna, e la sua figura di verità emergente, consegnano a una civiltà planetaria ancora in gestazione.
br. Arrestato a Venezia nel maggio del 1592, Giordano Bruno è costretto a difendersi dall'accusa di eresia di fronte al Tribunale dell'Inquisizione: è l'inizio della lunga e dolorosa trafila processuale che, quasi otto anni dopo, lo condurrà sul rogo. Le sue prime deposizioni, raccolte in questo libro accanto agli interventi dei giudici e dei testimoni, sono la traccia di un profilo autobiografico intenso e sofferto, che del filosofo ci restituisce anche il carattere, lasciandolo emergere nella serrata corrispondenza tra le scelte di vita e gli sviluppi del pensiero. È una confessione resa sotto minaccia, un'abile mistura di verità, intelligenza oratoria e dissimulazione, eppure Bruno rimane orgoglioso anche nell'atto di chiedere perdono. Le sue parole, allora, ci aiutano a comprendere come la scelta di consegnarsi al martirio fu il risultato di una progressiva presa di consapevolezza del proprio ruolo di libero portatore di verità: un'estrema affermazione di autocoscienza. Selezionata e commentata da Michele Ciliberto, tra i maggiori studiosi del filosofo nolano, questa insolita autobiografia, oltre che un'introduzione all'opera del filosofo, è così anche una chiave per decifrarne le complesse ragioni, al di là di stereotipi e mitologie consolidate.
br. L'estetica post hegeliana ridiscute la relazione tra produzione artistica e riflessione estetica sull'arte, ora dirigendosi verso un radicale superamento dell'estetica a favore della fondazione di una scienza dell'arte, ora sostenendo una riforma filosofica dell'estetica che la renda una via d'approccio alla produzione artistica contemporanea più flessibile ad accoglierne le esigenze di sperimentazione e infrazione della norma. Si tratta di un percorso ispirato da Kant e che si articola attraverso le riflessioni di Fiedler, Dessoir, Utitz, Mukarovsky, in gran parte raccolte e ulteriormente elaborate dall'estetica d'orientamento fenomenologico della Scuola di Milano.
brossura La serenità è l'aspirazione di tutti ed è anche la condizione ideale per qualsiasi lavoro proficuo; essa è alla portata di tutti coloro che applicheranno i suggerimenti dell'autore. La stragrande maggioranza degli uomini vive la propria giornata tra ansie e preoccupazioni: timori, apprensioni e incertezze di ogni genere, agitazioni e inquietudini interne sono il tessuto ordinario della vita e delle relazioni umane in quest'epoca tormentata, che non ha riscontro con altre del passato. Solo le medicine morali, elaborate dall'antica saggezza possono aiutare i nostri contemporanei a ritrovare l'equilibrio smarrito.
br. La riflessione di Simone Weil sull'impersonale dischiude un orizzonte di speranza a un Occidente che sembra avere smarrito il proprio senso. La nozione di impersonale compare nella sua opera matura, precisandosi in particolare negli scritti di Londra. Si tratta di un concetto che coinvolge le coordinate metafisiche, filosofiche ed esistenziali dell'intero percorso di ricerca di Simone Weil, tanto da poterlo interpretare come un aprés-coup, che, una volta messo a fuoco, risignifica tutto il suo percorso. Esso prende forma nella riflessione nata da un'esperienza mistica, che è rimasta un evento privato della sua esistenza ma che ha dato una svolta radicale alla sua ricerca. Il concetto di impersonale viene considerato in particolare nei suoi effetti sul pensiero politico di Simone Weil, che lo pone al centro della propria riflessione così da arrivare a concepire un legame politico sottratto sia al collettivo sia all'individualismo. Il testo essenziale per questa indagine è "La persona e il sacro", opera scritta a Londra, assieme a La prima radice. L'impersonale, come ciò che non è riducibile alla persona, le permette di aprire un campo di indagine che riguarda le istituzioni, il diritto e la loro insufficienza a contrastare il movimento montante delle società di massa e dei totalitarismi che sorgono negli anni Venti e Trenta del Novecento in Europa. Si apre allora una precisa e appassionata indagine su cosa siano istituzioni accettabili, comunità che non alienino ciò che di sacro esiste nella singolarità.
br. Circa quarant'anni or sono gli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno dato alle stampe una serie di lavori in cui mostravano come la mente umana tenda a cadere in errore quando si trova costretta a scegliere in situazioni di incertezza. Le loro scoperte hanno posto le basi di una nuova disciplina, l'economia comportamentale, e la loro teoria della mente è stata premiata con il Nobel vinto da Kahneman nel 2002. Un'amicizia da Nobel racconta la storia di una collaborazione avvincente, quella tra due menti d'eccezione che hanno al tempo stesso la statura di grandi figure letterarie. Le ricerche di Kahneman e Tversky, eroi sul campo di battaglia oltre che dell'accademia - entrambi avevano alle spalle importanti carriere nell'esercito israeliano -, erano indissolubili dalle esperienze fuori dal comune che avevano segnato le loro vite. Tversky era un combattente dinamico, un carattere estroverso, sempre al centro dell'attenzione; Kahneman era un introverso dominato dalle proprie insicurezze. La storia delle loro ricerche viene ricostruita a partire dalle personalità di due individui affascinanti, anche se molto diversi. Eppure il loro sodalizio ha cambiato per sempre il modo in cui gli uomini percepiscono la propria mente.
br. Carlo Michelstaedter è un personaggio affascinante del Novecento che tuttavia, sino alla fine della sua parabola, è rimasto uno studente, con l'opera maggiore che è una tesi di laurea, non discussa e pubblicata postuma. È un giovane che, dentro un orizzonte giovanile, guarda al presente e al futuro con una carica forte di idealità e si rivolge prioritariamente a un pubblico di giovani. Nel centenario della morte l'Università di Roma Tre, con la collaborazione della Provincia di Roma, gli ha dedicato nei giorni 23-24 novembre 2010 un Convegno Internazionale per esplorare le condizioni della cultura contemporanea nel rapporto e nell'attrito con la sua energia ribelle e con la sua richiesta alternativa.
br. È possibile una convivenza tra identità diverse nella società post-moderna? Su cosa si regge il pluralismo? Cosa vuol dire essere liberi di scegliere? Esiste un'esperienza del significato ultimo? Identità, appartenenza, estraneità, ospitalità, libertà sono le questioni più urgenti che la coscienza dell'uomo di oggi si trova ad affrontare e alle quali la posizione della domanda dell'antropologia filosofica indica una strada verso la risposta. Il volume enuclea gli interrogativi di partenza e, in un dialogo con alcune importanti stagioni della filosofia moderna e contemporanea, sviluppa la domanda filosofica sull'uomo come metodo per una soluzione.
ill., br. Questo libro è per tutti. Perché tutti dovrebbero interrogarsi su chi sono, per darsi l'opportunità di vivere l'unica vita che hanno nel miglior modo possibile. E il modo migliore lo si conquista soprattutto con la consapevolezza di sé. Per chi ha fatto un percorso di psicoterapia. Per chi sta pensando di intraprenderlo. E anche per chi vuole solo conoscere un po' di più della psicoterapia. Per chiunque consideri le relazioni umane pietra miliare della propria esistenza. Perché questo libro parla di psicoterapia, e di una relazione tanto difficile quanto profonda, di quelle che tutti dovrebbero provare, ma che forse non tutti hanno la fortuna di sperimentare nella propria vita. A scrivere sono due donne che si sono incontrate per caso. E a cui, ogni tanto, il caso fa iniziare delle storie che lasciano il segno.
br. Potrà sembrare un paradosso, ma l'umorismo è una cosa seria. Fare ridere non è facile, anzi diremo difficile. L'umorismo ha la capacità di sorprenderci, perché ci permette di dire cose che sono difficili da dire e può avere una funzione catartica, sia nelle relazioni comuni che in quelle terapeutiche. L'umorismo, se usato al momento giusto, con la possibilità di essere accolto, può aprire aree di gioco e di divertimento. Freud ne "Il poeta e la fantasia" avvicina il bambino all'artista, che non ha dimenticato il piacere del gioco e lo ripete nell'atto creativo. Se il sogno è per Freud "la via regia dell'inconscio" cosa possiamo dire dell'umorismo che può aggirare meccanismi di difesa, quali il diniego, e arrivare a memorie affettive rimosse? L'umorismo rappresenta un meccanismo maturo, non rinnega aspetti spiacevoli della vita, ma trova strategie costruttive e sblocca situazioni spiacevoli, rendendole accettabili. Papa Francesco ha detto che "l'attitudine umana più vicina alla grazia di Dio è l'umorismo", e dalle Beatitudini ricaviamo un ossimoro "Beati voi che ora piangete perché riderete". Umoristico potrebbe anche sembrare quello di occuparci dell'umorismo teorizzato da Freud, i cui libri sono tra i più letti nel mondo e da Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, con Alberto Cantoni considerato tra gli scrittori minori della Scapigliatura milanese. Proprio questo connubio appare di per sé umoristico, se un libro di Cantoni, "Un re umorista", non avesse attratto la nostra curiosità e quella di Pirandello, suo grande estimatore. Se l'umorismo rappresenta la rottura di schemi tradizionali, forse interessarsi di Cantoni si colloca sulla stessa linea trasgressiva e irriverente o, se vogliamo dire "scapigliata", come in fondo, a suo modo, lo era lo scrittore mantovano.
br. Allo sguardo dei suoi contemporanei, come a quello della critica più recente, il filosofo e teologo Tommaso de Vio (Gaeta, 20 febbraio 1469 - Roma, 10 agosto 1534) appare spesso come un pensatore controverso: da una parte - quale commentatore della «Summa theologiae» di Tommaso - come uno dei maggiori esegeti moderni dell'Aquinate; ma dall'altra, come un interprete fin troppo sensibile alla temperie umanistico-rinascimentale. Il volume rilegge una delle opere che più hanno alimentato la fama della grandezza di de Vio, insieme a quella della sua originalità, il trattato «De nominum analogia», con il quale, volendo sistematizzare in via definitiva un problema di lunga ascendenza nella tradizione aristotelico-tomistica, il Gaetano proponeva di fatto un approccio unico e personale alle fonti. A partire dalle peculiari scelte esegetiche operate da de Vio in questa sede, il presente studio monografico tratteggia un profilo intellettuale dell'autore seguendo il filo rosso delle più contestate prese di posizione gaetaniane in seno ai dibattiti che hanno maggiormente animato la sua epoca - da quello sulla psicologia aristotelica a quello sulla difesa della «libertas philosophandi» dei docenti universitari.
brossura Questo lavoro è dedicato ad un testo fondamentale del paganesimo tardo-antico, venato di influssi neoplatonici: il De diis et mundo di Salustio. Passando dalla questione relativa all'identità dell'autore, si giunge alla storia manoscritta dell'opera, venuta alla luce, dopo tredici secoli di oscurità, soltanto nel 1638. Un testo nato durante la riforma religiosa di Giuliano, ovvero quando si tentò di dare nuova linfa al tradizionale politeismo greco-romano per combattere il sempre più forte e agguerrito cristianesimo. Vengono affrontate la concezione degli dèi, la provvidenza da essi esercitata e l'escatologia, strettamente connessa alla metempsicosi, professata da tutti i neoplatonici. Per concludere con uno sguardo fugace sulle sorti del paganesimo dopo Giuliano e Salustio, attraverso le più importanti tappe della sfida con il cristianesimo e con gli ultimi difensori delle antiche concezioni politeistiche nelle due zone geografiche dell'Impero, di lingua latina e greca.
br. La guerra, sostiene Hillman in questo libro, è una pulsione primaria e ambivalente della nostra specie. Una pulsione dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l'amore e la solidarietà. Il presupposto è che, se di quella pulsione non si avrà una visione lucida, ogni opposizione alla guerra sarà vana.