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Grande carta murale raffigurante il Patrimonio di San Pietro, toponimo con cui si indicava una delle quattro divisioni amministrative dei territori del Vaticano istituite da Innocenzo III governate da funzionari di nomina papale. Si estendeva dal Monte Argentario alla foce del Fiume Tevere, a nord di Roma.Incisa da Giovanni Maria Cassini, su quattro lastre, la carta era allegata all’opera di Giuseppe Morozzo della Rocca “Analisi della carta corografica del Patrimonio di S. Pietro, corredata di alcune memorie storiche ed economiche”, edita nel 1791 a Roma, Stamperia Giunchiana.Negli angoli superiori, due vignette raffiguranti il ritratto del papa regnante, Pio VI, e quello di San Pietro.Molto dettagliata, la carta si presenta applicata su antica tela, più volte ripiegata, ed è contenuta in astuccio coevo.Incisione in rame, lieve gora d’acqua, nel complesso in ottimo stato di conservazione.Molto rara. Great wall map depicting the northern part of the region, between mount Argentario and the mouth of the Tiber, engraved by Cassini and printed in 1791. Full of details, the map has been laid on old canvas, folded many times, and put in a contemporary case. Copper engraving, light water stain, otherwise in excellent condition. Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XLV.a tav. 211
Bellissima grande veduta panoramica a volo d’uccello della città incisa da Bastian Stoopendal. Esemplare tratto dal primo volume del Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 e nel 1724, quale integrazione al progetto di Johannes Baleu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città", manchevole delle piante di gran parte della parte settentrionale della penisola. Il Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre, suddivisi in Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli e Sicilia. Alla sua morte i suoi eredi danno alla luce altri due volumi datati 1682 incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera è in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. La grande veduta è composta da due lastre. Incisione in rame, due fogli uniti verticalmente, dimensioni 1005x445. Marvellous bird-eye-view of the city, engraved by Bastian Stoopendal, from the second edition of Pierre Mortier’s Nouveu Theatre de L’Italie, printed in Amsterdam in 1724 by Alberts. The view has been realized on two plates. Copperplate, two sheets joined vertically. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90.
In-4 p., legatura in mz. pelle e piatti in legno di ciliegio (quello anteriore con una apertura circolare che permette la visione della scultura di Pietro Cascella posta all’interno del vol., astuccio di cartoncino-legno con profili in pelle, pp. (26). Libro polimaterico - ideato da Cascella e da lui intitolato "Scheggedellalba" - che contiene una epigrafe e sette poesie originali di Jacopo Ricciardi appositamente scritte per quest’opera. I testi sono stati composti (su indicazione dell’artista e del poeta) da Giovannni de Faccio con il carattere “stilo” e sono stati poi impressi su lamine di legno. Il libro, formato da pagine composite cartoncino-legno, contiene una scultura di Pietro Cascella (1921-2008) in metallo bianco, fusa a cera persa da Roberto Geccherle e sette schegge di marmo bianco di Carrara e di granito blu di Bahia. Questo bellissimo libro d’artista consta di 130 esemplari di cui quelli “ad personam” sono numerati da 1 a 100. Tutti sono firmati al colophon: per Cascella (appena scomparso) dalla moglie Cordelia Van den Steinen, anch’essa scultrice..”. Il ns., n. 4, è allo stato di nuovo.
Questa carta, stampata su quattro fogli, in scala 1:240.000, rappresenta la prima importante realizzazione della cartografia moderna; è scientificamente impostata, precisa nel rilevamento di tutti gli elementi geografici. Nel disegno si avvale di una simbologia assai vicina a quella del secolo successivo. Il taglio dato alla raffigurazione geografica, nonostante nel titolo si legga "la Lombardia", è significativo: il bordo superiore della carta corre appena a nord di Milano, escludendo così non solo le Alpi ma anche i principali laghi, ad eccezione della parte inferiore del Garda. La carta, infatti, fu realizzata tra il 1794 ed il 1795 e doveva servire alla coalizione militare antifrancese, alla quale aveva aderito il Regno di Napoli, per le guerre che si prospettavano nell'Italia Settentrionale. Rizzi Zannoni fu un genio versatile, attivo prima a Venezia, poi a Parigi ed infine a Napoli. Nella propria produzione mise sicuramente a frutto i progressi della grande scuola cartografica francese. Bibliografia: Vladimiro Valerio "Società uomini e istituzioni", p. 179-181; Davoli, Sanfelici, Zanasi, pag. 178, n° 83. Associazione Roberto Almagià, "L'Italia del Cavaliere Rizzi Zannoni", p. 6; Cintori 2016, p. 72
La carta dell’Italia Settentrionale e dell’intero arco alpino, da Ginevra al golfo del Quarnero, da Firenze al Tirolo austriaco, è un ampliamento e un aggiornamento della carta della Lombardia, pubblicata da Rizzi Zannoni nel 1795. La carta, ordinata da Ferdinando IV nel 1799, fu realizzata in scala 1:460.000 circa e incisa nel 1800 da Giuseppe Guerra. La corte napoletana partecipava alla coalizione antifrancese, oltre che con le truppe, con la messa a punto di carte geografiche su cui studiare piani militari e la difesa dei confini italiani. Il foglio orientale, contenente l’Istria e il Quarnero costituisce una vera novità in quanto l’autore poté utilizzare una grande messe di dati cartografici inediti, provenienti da personali osservazioni, svolte nel 1778, e da manoscritti donatigli dal geologo e naturalista Alberto Fortis (Valerio, Società, Uomini, pp. 190-192). Le montagne furono disegnate dal pittore di corte Alessandro D’Anna che, pur non avendo mai visitato quei luoghi, riuscì a rendere le valli alpine e l’andamento delle catene montuose con grande abilità. La carta è contornata da un’ampia cornice a greca su fondo nero secondo schemi e forme delle pitture che si andavano scoprendo nei scavi di Pompei e di Ercolano. La carta fu superata dopo oltre un decennio, a seguito dei rilevamenti diretti sul terreno effettuati dai geografi italiani e francesi impiegati nel Deposito della Guerra di Milano. Carta molto rara e difficile a trovarsi completa dei cinque fogli. Incisione in rame, divisa in 43 sezioni ed applicata su tela coeva, racchiusa in astuccio coevo, in perfetto stato di conservazione. Esemplare posto in vendita alla libreria Artaria di Vienna. Rarissima. Bibliografia: Valerio, Società, Uomini . . ., Firenze 1993, p. 190/2; Terre di Langobardia p. 178, 83. Dim.1480x875. Map of Northern Italy and of the Alps, from Geneve to the gulf of Quarnero,from Florence to Austrian Tyrol. It is an enlargement and update of the map of Lombardia, published by Rizzi Zannoni in 1795. The map was commissioned by Ferdinando IV in 1799; it was realized in a 1:460.000 scale and engraved in 1800 by Giuseppe Guerra. The Neapolitan court had joined the alliance against France both with the army and with the realization of geographic maps which depicted military plans and the defence of the Italian borders. The Eastern sheet, depicting Istria and Quarnero, is a real novelty for the author had the chance to use a lot of unpublished cartographic data, deriving both from personal and direct observation, realized in 1778, and from the manuscripts he received from the geologist Alberto Fortis as a gift (Valerio, Società, Uomini, pp. 190-192). The mountains have been drawn by the painter Alessandro D’Anna; though he had never visited those places, he was able to depict the Alps with great skills. The map is decorated by a great Greek fret on a dark background, respecting the schemes and the forms of the paintings recently discovered in Pompei and Ercolano. The map remained valid for more than ten years; then new and direct research and measurements were realized by Italian and French geographers for the Deposito della Guerra in Milan. Very exceptional map, even more rare to be found in five sheets. Copper engraving, divided in 43 sections and laid on contemporary canvas, contained in a contemporary case, in excellent condition. Example sold by the bookshop Artaria in Vienna. Extremely rare. Dim. 1480x875.Valerio, Società, Uomini . . ., Firenze 1993, p. 190/2; Terre di Langobardia p. 178, 83.
1st edition. Full gorgeous period vellum binding with leather label on spine. 8vo, 256 pages + 7 full plate color illustrations throughout. In Latin. Engraved frontispiece and engraved illustrated title page. Frontispiece, title page, and plates done in green, ochre, and blue. Engraved initials done in red. Brunet V:427. Created by the Grand Ducal Printing House of Florence with great typographical luxury. A beautifully printed work by the Florentine Carmelite Soldini, who expounded the theory that animals possess souls, which was somewhat counter to Church teaching at the time. Soldini discusses a pre-Darwinian idea of evolution, exploring the connections between different kinds of animals, some of which are strikingly illustrated in the colourful plates. The plates depict animals and pastoral scenes featuring prehistoric beasts, shellfish invading the land from the sea, animals and birds, including an ape, and sea creatures. Soldini also wrote a history of the Reformation and a study of Florentine philosophy. The author mentions all those authors who in ancient times claimed the presence in animals of a reflexive soul. "Soldini's publication undermines the belief in the cognitive superiority of man over animals.The eight engraved plates that enrich the edition portray marine animals, in particular crustaceans, as they colonize the earth. This representation is inspired by the theory of the French Benoit de Maillet (1656-1738) who, in his work Telliamed (the title repeats his name written in the opposite sense) reports his Neptunian theory of the earth: the globe would have been covered with water in ancient times which would be gradually retreating. And life would have originated in water through tiny seeds that would have generated all the aquatic forms from which all the terrestrial ones and then the winged ones should come up. Every plant or animal, including man, would essentially have a corresponding aquatic form Unexplored treasures. The exhibition of the Medici-Laurenziana Library). Copies sold at Christies in 2001 and 2006 for well over $3000.00. Subjects: Animal intelligence. Animal behavior. Evolution -- Early works to 1800. Psychology, Comparative. Engravings -- Color. Etchings -- Color. A la poupée prints. OCLC: 53019892. Faint blindstamp on final page of index and blank rear endpaper. Very Good Condition. An outstanding copy, much nicer than generally offered. (AC-21-21)
In-4 p. (mm. 307x205), 2 volumi, mz. pergamena mod., fregi e tit. oro su tassello al dorso, tagli a spruzzo, pp. (2),XXX,364; XII,360; titolo in rosso e nero. L'opera è molto ben illustrata da: antiporta, ritratto del poeta in ovale "vera effigie copiata dall'originale delineato al vivo da Agostino Carracci"; vignette allegoriche ai frontespizi e altre 75 intercalate nel t.; ad ogni canto belle cornici floreali racchiudono gli argomenti; con grandi iniziali figurate e finali, tutto finemente inc. in rame da Jac. Leonardis, su disegni di Pier A. Novelli (Serassi). Le 20 bellissime tavole f.t., una per ogni canto, sono composizioni di Bernardo Castelli (tratte dall'ediz. del 1617), tutte in pregevoli cornici decorate, pure inc. in rame dal Leonardis. Splendida edizione, corredata da note e osservazioni di Scipione Gentili e Giulio Gustavini. Cfr. Raccolta Tassiana Bibl. “A. Mai”, 270: "..questa edizione merita di essere annoverata fra le piu' belle e ornate che si abbiano della Gerusalemme.." - Gamba,948: "Cio' che fece il Novelli per questa edizione si vide poi eseguito dagli artisti moderni che ornarono le stampe dell'Ariosto, dell'Allighieri e del Tasso medesimo" - Morazzoni, pag. 256. Bello e fresco esemplare, molto ben conservato.
Amberes, vendese la presente obra en Anvers en casa de Arnaldo Byrcman, a la enseña de la Gallina Gorda. [Al colofón:] acabose de imprimir, en la çiudad imperial de Colonia Agrippina, a costas de Arnoldo Byrckmanno librero 1553. Dos volúmenes en folio; portada con el escudo real grabado, CCCXLV folios numerados para la primera parte y la segunda parte abarca del folio CCCXLVI al DCVII en que finaliza la Quinta Década. Siguen 19 folios numerados LXXXV - CIII, que contienen el "Aviso notable para entender las cosas que se escriven en las hystorias de los Romanos y de los otros gentiles que parescen ser milagrosas, en favor de sus Dioses" y las Tablas, una explicativa y la otra para la descripción de capítulos, todo ello único remanente actual de los textos originales de Enzinas para esta edición y de su traducción del "Compendio" de Floro. La última hoja de esta segunda parte contiene el colofón en el anverso y el emblema de Birckman en el reverso. Ejemplar falto, como la mayor parte de los existentes, de las dos hojas preliminares de la primera parte y de la portada que precedería al comienzo de la segunda parte, donde aparecía el nombre del herético traductor. Portada y último folio de la primera parte reforzados. Manchas marginales y antiguas de humedad en los márgenes de la segunda parte. Encuadernación en pergamino de época para la primera parte y del siglo XIX, fatigada, para la segunda parte.
In folio (mm. 400x258), bella legatura in p. pergam. coeva, cornice dorata ai piatti, decoraz. e titolo oro su tassello al dorso, tagli rossi, 4 cc.nn. (inclusa l’antiporta), XXXII,462 pp.num., 1 c.nn. (indice dei rami), illustrato da 25 tavole inc. in rame (con relativa descriz. a fronte, su foglio separato). Opera dedicata alla Maestà di Carlo Re delle Due Sicilie.. Testo latino affiancato dall'ottima traduzione e commento del Marchese Galiani (1724-1774), autore anche dei disegni delle tavole, inc. da Francesco Cepparulli. Il vol. è ornato da interessanti grandi iniziali e finali, con vedute di rovine classiche, inc. su legno da Ignazio Lucchesini; l'antip. (che rappresenta un allegorico "trionfo dell'architettura"), il frontesp. e la vignetta alla dedica sono inc. in rame da Francesco La Marra. Il lavoro dell'erudito marchese napoletano è di grande pregio. Fu una delle iniziative più importanti tra gli studi vitruviani di tutto il secolo e fu accolto con generale favore dall'ambiente colto italiano, tanto che ebbe almeno sette ristampe. I commenti sono in strettissima relazione con l’interesse per l’archeologia, che si diffuse in Europa nella seconda metà del Settecento, grazie soprattutto agli scritti di Winkelmann. Importante "prima edizione" della traduzione e commento del Galiani. Cfr. Berlin Katalog,1820 - Fowler Collection,424 - Comolli,III,54-55 - Cicognara 733 - Cat. L’Archivolto (1983) - Riccardi,II,618. Antip. e pp. 267 e 273 con antico restauro al solo margine; alc. carte con uniforme arross. più o meno lieve, ma certamente un buon esemplare su carta distinta.
Cm. 21 x 14, antiporta decorata, bel frontespizio figurato e 100 tavole incise in rame. Legatura d'inizio '900 in piena tela con decorazioni e titoli a stampa. Poche fioriture marginali, peraltro esemplare genuino e ben conservato. Seconda edizione di quest'iteressante album che contiene le vedute di molte città italiane, con una indubbia prevalenza dell'Emilia Romagna (soprattutto Bologna). sono però presenti anche Como, Venezia, Vicenza, Firenze, Verona, Padova, Terni, Parma, Milano, Cremona, Roma, Bassano, Pisa, Possagno, Mantova, Livorno, Ferrara, Genova, Arezzo, Siena, Prato, Pistoia, Urbino, Napoli, Ancona, Lugo, Pavia, Faenza, Forli', Imola, Malta, Palermo e Rimini. Cfr. Cremonini, "L'Italia nelle vedute e carte geografiche dal 1493 al 1894" il quale elenca le differenze fra la prima edizione del 1833 e la presente.
Quattro volumi di cm. 22,5, pp. lxviii, 307; xi, 359; viii, 414 (2); viii, 394 (2). Con 24 tavole in rame ripiegate f.t. fra cui 22 vedute, un albero genealogico e una carta geografica dell'Italia Meridionale. Bella legatura coeva piena pergamena, dorsi lisci con fregi in oro e titoli su tasselli bicolore. Bell'esemplare, fresco, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Terza edizione, con menzione fittizia di seconda edizione, di questo famoso resoconto di viaggi in Sud Italia del Swinburne (Bristol, 1743-Trinidad, 1803). L'edizione originale era apparsa a Londra in due voll. nel 1783-85. Le principali località interessate nell'itinerario di viaggio sono: Napoli, Sorrento, Taranto, Reggio Calabria, Paestum, Palermo, Agrigento, Siracusa, Messina, Tropea, Roma e Avezzano. Cfr. Pine-Coffin 773: "A more comprehensive work than Brydone's Tour"; Mira, II, 392.
In-4 p. (mm. 300x215), 3 parti in 1 volume, cartonato muto coevo + Atlante di tavole in folio (mm. 500x375). Il vol. di testo è così suddiviso: Parte prima, “Della vita, degli studi, e delle opere di Giambattista Vermiglioli”, pp. (10),180 + “Appendice di documenti: Lettere o estratti di lettere indirizzate a G. Vermiglioli - varietà”, pp. CLII // Parte seconda, “Il sepolcro dei Volunni”, pp. 148 // Parte Terza, “Monumenti della necropoli del Palazzone circostanti al sepolcro de’ Volunni”, pp. (12),248, con 1 tav. fuori testo. In fine “Aggiunte, mende e dilucidazioni. L’Atlante (contenuto in astuccio mod. in tela con legacci), è completo di 109 magnifiche tavole sciolte incise in rame (alc. a colori) ed è così composto: bross. edit. (restaur.), foglio di titolo, indice delle tavole I-XVI che illustrano il "Sepolcro dei Volunni e dei monumenti" // Titolo, indice delle tavole XVII-XXVI (le tavole sono in effetti 11 perchè la 21 è bis) che illustrano i "Monumenti circostanti al sepolcro dei Volunni" // Titolo, indice delle tavole XXVII-CVI + tavole A e B, che illustrano "Monumenti venuti alla luce per escavazioni eseguite in vari punti del territorio di Perugia ed in parte esistenti nel museo o nelle collezioni particolari di detta città, in parte nei musei esteri, in parte smarriti o distrutti". "Edizione originale" di questa importante opera. Raro trovarla completa. Cfr. Borroni,II (IV/II),7383 - Brunet,V,1143 - Graesse,VII,286. “Giovanni Battista Vermiglioli (1769-1848) fu archeologo, storico e numismatico. La sua attività di studioso fu rivolta ad illustrare in ogni campo e in ogni epoca la vita culturale perugina”. Cosi' Diz. Treccani,XII, p. 711. Bell’esemplare, ben conservato.
Cm. 19,5, pp. (2) (12) 656. Antiporta illustrata, una carta geografica ripiegata e 40 vedute fuori testo. Il tutto nitidamente inciso in rame. Legatura coeva in piena pergamena rigida. Cerniere internamente da rinsaldare ed una tavola (la Piramide) con una fenditura alla piegatura. Esemplare peraltro genuino e ben conservato.
In-4 p. (mm. 283x195), p. pergamena ottocentesca (restaurata per piccole manc.), ai piatti una delicata cornice a secco, titolo impresso al dorso, 56 cc.nn., caratteri tondi. “Contiene solo il "De sermone", essendo il "De bello Neapolitano" pubblicato dal Mayr nel mese di maggio dello stesso anno”. Così Manzi “La tipografia napoletana nel '500” (1971), n. 16. Nel "De Sermone" compaiono considerazioni sull’utilità dell’arguzia e della facezia. In questo trattato l’A. propone l’ideale di una conversazione libera e aperta, capace di alleviare gli aspetti piu’ ingrati e severi della vita quotidiana. Rarissima "seconda edizione" (la prima è del 1508). Cfr. Choix de Olschki,VIII,12246 - Brunet,IV,807. Antiche scritte margin., solo qualche lieve fiorit., altrim. esempl. ben conservato. "Giovanni Gioviano Pontano (Cerreto, Umbria, 1422 o 1426 - Napoli 1503), poeta, fecondissimo scrittore e uomo politico. Padrone della lingua e del verso latini come forse nessun altro umanista, il Pontano non ebbe nel Rinascimento chi lo uguagliasse come prosatore; a lui poeta solo il Poliziano può esser messo vicino". Così Diz. Treccani,IX, p. 621.
In-folio max. (mm. 655x490), mz. pelle coeva, fregi e titolo oro al dorso, pp. IV,84, illustrato fuori testo da 20 splendide tavole: 10 in chiaroscuro e 10 (ripetute) al tratto, disegnate ed inc. in rame da Faustino Anderloni, con relativa descrizione. Vi sono contenute 5 Memorie. "Rara edizione originale". Cfr. Choulant "Bibl. of Anatomic Illustr.", p. 298: "Scarpa himself trained the famous Faustino Anderloni to become his engraver. His prints are therefore models of anatomic representation as regards correctness of form, and the utmost perfection of engraving" - Morton,3583: "Scarpa's contribution to the subject of hernia ranks with that of Cooper, and he did much towards modernizing the knowledge of this speciality" - Sallander, p. 377 cita solo la II ediz. di Pavia, 1819 - Castiglioni, p. 614-16: "Scarpa (1752-1832) fu anatomico e chirurgo di grandissimo valore. Assieme allo Spallanzani, al Volta, al Frank, fu uno dei più illustri insegnanti alla scuola di Pavia che raggiunse verso la fine del '700 l'apice del suo splendore".<br> Testo con fiorit. per lo più margin.; tavole ben conservate.
In-4 gr. (mm. 337x235), mz. pergam. con ang., dorso a cordoni con ricca decoraz. e tit. oro, conservata la copertina originale, pp. 133,(15), frontespizio in elaborata cornice figurata; illustrato nel t. da 5 belle composizioni a p. pagina e 15 grandi fregi, tutte pregevoli xilografie di Francesco Gamba. "Seconda edizione" (la I e’ del 1916). Cfr. Gambetti-Vezzosi (ediz. 2007), pp. 934-935: “Comprende 30 poesie tratte (con varianti) dal volume omonimo; 26, con varianti, da "Allegria di Naufragi"; 1 apparsa in “La Ronda” (1921) e 7 inedite. Non rarissimo, ma molto ricercato”. Bella edizione in tiratura limitata di 500 esemplari numerati su carta a mano Magnani di Pescia. Il ns., 179, presenta solo lievi fiorit. altrimenti ben conservato, con barbe.
gr. vol. in folio pp. (8) 566 (2) leg. ottocentesca cartone dec. con tass. al d. Front. a due colori. Con 4 gr. tavv. in rame ripp. raffiguranti la via Appia da Terracina a Benevento la topografia di Capua antica la topografia del Molise e la mappa della via Appia da Terracina a Roma. Con belliss. testat. inc. in rame. Front. legg. rinforzato al margine bianco interno ma belliss. esempl. [014]
Due volumi di cm. 24,5 contenenti 223 tavole di vedute nitidamente incise all'acquatinta. Solida legatura coeva in mezza pelle, dorsi lisci con filetti e titoli in oro. Esemplare genuino e marginoso, in ottimo stato di conservazione. Si tratta della sola sezione che comprende quasi tutte la tavole di questa celebre opera di illustrazione sull'Italia. Gli esemplari più completi ne contano 260 (comprese le antiporta e le carte geografiche).
In-8 p. (mm. 207x169), cartonato rustico coevo (dorso restaur.), pp. (12),LXII, fregio tipografico xilografato al frontespizio. "Prima edizione", dedicata dall’A. al Barone Giuseppe De Sperges e Palenz (Cavaliere dell’Insigne Reale Ordine di Santo Stefano d’Ungheria, etc.). Trattato suddiviso in 16 paragrafi che contengono: “Della necessità, del fine, e della misura delle Pene in generale - Di alcune Nazioni, le quali non hanno dato la Pena di Morte - Pretesa contradizione della Pena di Morte - Se la Religione diminuisca l’impressione della Pena di Morte - Incovenienti della troppo grande estensione della Pena di Morte - Delle leggi, le quali decretano la Pena di Morte contro il Furto, ecc.”. “Il milanese Paolo Vergani (1750-1821) approfondì gli studi in storia e diritto canonico divenendo prelato. Si formò nell’ambiente intellettuale e culturale milanese dei fratelli Pietro e Alessandro Verri, oltre che di Cesare Beccaria, dal quale successivamente in parte prese le distanze. D’impronta moderata e illuminista, nel 1777 pubblicò con l’editore Malatesta "Della pena di morte", in cui si poneva l’obiettivo di elaborare una sorta di difesa del sistema criminale allora vigente, nella convinzione dell’ineluttabilità della pena di morte. La sua posizione oscillava, tuttavia, tra la necessità che la pena di morte venisse inflitta esclusivamente nei casi di maggiore gravità, in presenza di prove certe, e l’effetto intimidatorio insito nella stessa per la repressione dei reati. Anche per Vergani le leggi penali dovevano avere come fine l’utilità sociale ma, diversamente da Beccaria, sosteneva quanto le disuguaglianze delle condizioni sociali potessero giustificarne l’inflizione.. Ricevette per quest’opera il plauso su riviste come il “Journal encyclopédique”. Così Diz. Biograf. Ital., vol. 98. Fresco esemplare ben conservato, con bell’ex-libris al risguardo.
In-16 gr. (mm. 184x129), 4 parti (dello stesso A.) in 1 tomo, p. marocchino ottocentesco, sottili cornici con fregi oro ai piatti, dorso a cordoni con ricca decoraz. e titolo oro, dentelles dorate ai risg., tagli dorati, 36 cc.nn., marca tipografica al frontespizio. Segue: - “Seconda parte delle Rime Piacevoli”. Raccolte dal Comm. fra Iacopo Gucci Cav. Gerosolomitano; e da Francesco Allegri date in luce. Verona, Bortolamio Merlo dalle Donne (1607), 33 cc.nn., 1 c.b., marca tipografica al frontesp. Dedicato da Francesco Allegri (fratello dell’A.) a Lorenzo Mattioli. Segue: - “La Terza parte delle Rime Piacevoli”. Raccolte dal Comm. Agnol Minerbetti; e dal Cav. Lorenzo Mattioli date in luce. Fiorenza, Gio. Antonio Caneo e Raffaello Grossi (1608), 3 cc.nn., 1 c.b., 30 cc.num., 1 c.nn. (errata), 1 c.b. Dedicata dal Mattioli ad Andrea Morelli. Segue: - “La Quarta Parte delle Rime Piacevoli”. Dal Sig. Francesco Caliari raccolte, e date in luce. Verona, Bortolamio Merlo dalle Donne (1613), 56 cc.nn., marca tipografica al frontesp. Dedicata dal Caliari ad Angelo Marzi-Medici, Canonico del Duomo di Pisa. Tutto il testo è inquadrato in bella cornice xilografica e ornato da fregi e grandi capilettera figur. a vignetta, pure inc. su legno. Al fine è stato aggiunto un antico manoscritto (di 8 cc.nn.) con la trascrizione di un’altra opera dell’A. Sono le “Lettere di Ser Poi, Pedante nella corte de Donati”, dirette a Pietro Bembo, Giovanni Boccaccj & Francesco Petrarca. Dedicate à M. Giovanni della Casa (Bologna, per Benacci, 1613). Cfr. Gamba,29 che cita la “rarissima” ediz. del 1613 e precisa “sono queste lettere un guazzabuglio di stravaganti modi di dire”. Tutte le quattro parti delle “Rime Piacevoli” del letterato fiorentino Alessandro Allegri (1560-1620), membro dell’Accademia della Crusca, sono in "edizione originale". Raccolta estremamente rara. Cfr. Piantanida,III/IV,2871: “Tra le poesie sono sparse in gran numero le lettere dell’A. a vari. E’ compresa in questa raccolta la famigerata canzone XI (della I parte), che fu proibita dai Revisori e fu esclusa dalle ediz. successive (Gamba,27). Il Belloni (p. 319) loda la ricchezza linguistica di queste rime, e parecchie ne cita come pregevoli per brio, “vis comica”, e vivacità satirica, o come documenti della scapigliatura secentesca” - Brunet,I, p. 189 - Gay-Lemmonyer,III/IV, p. 1024 - Razzolini-Bacchi della Lega, p. 18: “Vi sono alcuni rarissimi esemplari che a tergo del frontespizio della prima parte hanno un lungo "errata"” (come nella ns. copia). Leggerm. smarginato; la prima parte con arross. solo su 2 cc. e la terza con arross. interc. nel t., altrimenti esemplare ben conservato.
Sette parti in quattro volumi di cm. 25,5, pp. 1.000 ca. complessive. Con 294 tavole incise in rame raffiguranti vedute di città e paesi, panorami, costumi, mestieri e scene di vita popolare. Le tavole sono numerate da 1 a 291 ma vi sono 6 bis. Solida ed elegante legatura strettamente coeva in mezzo marocchino verde con punte, dorsi a nervi con titoli impressi e fregi in oro ed a secco. Tagli di testa dorati. Esemplare particolarmente fresco e marginoso, in eccellente stato di conservazione. complessivamente esemplare genuino e ben conservato. Al presente esemplare mancherebbero, (sicuramente dall'origine) le tre tavole della Valle d'Aosta (n. 282-283-284) e la carta geografica. Cfr. Cremonini, Fossati-Bellani e Olschki (1108): "Ouvrage monumental qui conservera toujour une grande valeur".
Sei volumi di cm. 25, pp. 839 (9); 830; 1244; 1014; 1091; 791. Frontespizio inciso a ciascun volume, 4 piante di città ripiegate (Venezia, Milano, Venezia e Mantova), una veduta di Venezia a doppia pagina, 2 tavole ripiegate, 20 ritratti fuori testo e 977 incisioni xilografiche prevalentemente di vedute, panoramiche, scene storiche e particolari delle città e dei paesi descritti. Elegante legatura coeva in mezza pelle, dorsi lisci con ricchi fregi in oro. Esemplare fresco, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Si tratta della seconda edizione, pressochè uguale alla prima e pubblicata contemporaneamente ma che da quest'ultima si differenzia almeno per la presenza dei ritratti. Spesso il numero delle piante fuori testo e dei ritratti varia secondo l'operato del legatore, la nostra copia presenta il maggior numero di tavole possibile. Opera ancor'oggi ricercata per la quantità di informazioni storiche, statistiche e topografiche riguardanti l'alta Italia. Ogni provincia viene descritta dettagliatamente a partire dal capoluogo fino a tutti i centri minori che la compongono. Notevole inoltre l'aspetto vedutistico che risulta una delle maggiori fonti documentarie del tempo soprattutto per quanto concerne la provincia e le zone solitamente meno privilegiate dal punto di vista iconografico. Insieme ormai piuttosto raro a reperirsi completo, anche perché formato da studi monografici che vengono spesso proposti singolarmente. Cfr. Cremonini 164 (che cita 17 ritratti); Catalogo Hoepli, 593: "Opera delle più interessanti e compiute per quel tempo, che illustra le regioni del Lombardo-Veneto sotto tutti gli aspetti, storico, artistico, culturale, economico, ecc". Ormai non comune, soprattutto quando completa di tutte le tavole ed i ritratti come nel presente esemplare (nessuna copia censita recentemente porta un tale numero di ritratti). Esemplare impreziosito inoltre da una legatura assai decorativa.
In-24 gr. (mm. 147x100), p. pelle coeva, ricche cornici a secco ai piatti, dorso a cordoni, 284 cc.nn. Al frontespizio grande vignetta xilografata (mm. 100x75) che raffigura un giovane uomo, quasi nudo, legato ad un albero; nell’aria vola un Amorino che lo mira con una freccia; a destra e a sinistra due satiri suonano strumenti musicali; in alto la scritta “Ancora spero solver me” e in basso “P. Amor”. Ciascuno dei 3 libri in cui è divisa l’opera è introdotto da una vignetta (mm. 46x66), pure xilografata, che raffigura il Pellegrino che parla “a Violante, a Hacate e a Theodoro”. Al verso della c. AA12, inno al lettore inquadrato in cornice architettonica. Dedica a Lucrezia Borgia, Duchessa di Ferrara. “Romanzo del sacerdote parmense Iacopo Caviceo (1443-1511), pubblicato nel 1508. E’ la storia boccaccesca degli amori di due giovani, Peregrino e Ginevra, che l’autore finge d’aver ascoltato (in tre tempi) dall’ombra del protagonista stesso apparsogli in visione.. e reso piccante dalle numerose allusioni a uomini contemporanei e dalla lubricità di parecchi episodi. Godette al suo tempo di una grandissima popolarità; in mezzo secolo fu ristampato 19 volte e tradotto in francese e in castigIiano.” Così Diz. Opere Bompiani, IV, p. 394. Cfr. Sander,I,1876 - Short-Title Cat. British Library, p. 163 - Essling, vol. II-p. I, 1891 - Choix de Olschki,IX,12696 - Brunet,I,1701: “il y a aussi des éditions de Venise, 1520, 1526, .. qui sont rares”. Solo prime 3 carte con picc. fori di tarlo margin. (restaurati al frontesp.), altrimenti esemplare ben conservato.
In-4 gr. (mm. 350 x 240), legatura in p. pelle coeva (restaurata anche per abras.) con eleganti cornici impresse a secco e oro ai piatti, decoraz. e tit. oro al dorso, tagli dorati, pp. (6),74, illustrato da 32 magnifiche tavole f.t., incise in rame da Godby e finemente colorate d’epoca, sui disegni originali di Lerberghi. Ciascuna tavola è accompagnata da testo descrittivo in lingua francese e inglese. Manca, a p. 12, solo la tavola con la musica della tarantella (qui in fotocopia). I pregevoli soggetti rappresentati riguardano scene popolari in costume di varie regioni d’Italia ma appartengono soprattutto alla cultura popolare di Roma, Napoli e del Piemonte. Rara "edizione originale", celebrata dalle principali bibliografie. Cfr. Choix de Olschki,VIII,10995: “Superbes gravures coloriées.. On y remarque 4 planches qui ont trait à la musique: Dance of Lazzaroni children, Dance of the Tarantella, the Street Singers, a Piedmontese Dance. Ouvrage rare” - Colas,2970 - Brunet,II,1639 (sotto il nome di Godley): “Ouvrage assez bien exécuté, tant dans les gravures que dans le texte”. Solo lievi fiorit. alle pagine di testo, altrimenti esemplare ben conservato.
In-4° (cm. 22,2), legatura coeva in p. pergamena floscia (lievi tracce d'uso); pp. [16], 134 con numerose illustrazioni n.t. in xilografia (epitaffi, scene mitologiche, vedute, tombe, medaglie, ecc.); bella vignetta con ritratto al frontespizio, deliziose testatine e capilettera in xilografia. Qualche segno d'uso, in specie in fine (ultima carta con margine riparato), antiche note ms. al front. e in fine, mancanza dell'ultima carta sicuramente bianca. Edizione originale del resoconto di un viaggio compiuto dall'umanista Simeoni (1509-1575), che dopo i mesi di reclusione per eresia, accompagnò il duca di Guisa in Italia. Libro di potente immaginazione cinquecentesca, ricco di erudizione e insaporito da «le favole e le sciocchezze astrologiche che vi ha sparse per entro» [G. Tiraboschi. Storia della Letteratura italiana IV, 78]. Cfr. Graesse VI, 409; Admas S, 1161. Buon esemplare genuino.