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2 vol. in-4 oblungo (255x353), 2 titoli, dedica incisa alla regina Carlotta, 1 carta d'Italia, 72 tavole incise all'acquaforte da J. Emes, W. Byrne e altri dai disegni di Smith, ognuna accompagnata da 2 fogli di testo a stampa, in francese ed in inglese, con la descrizione località per località del gran tour d'Italia fatto dallo Smith in quegli anni: belle vedute di Bologna, Firenze (varie), Cortona, Perugia, Assisi, Spoleto, Terni, Civita Castellana, Roma (varie), Frascati, Marino, Albano, Nemi, Velletri, Cuma, Pozzuoli, Posillipo, Napoli, Salerno, La Cava, Genova, Volterra, etc. Magnifica legatura in pieno marocchino granata a grana lunga, duplice bordura oro ai piatti, tit. oro e fregi al dorso, tagli dorati. Bell'esemplare su carta forte ben conservato nella sua elegante legatura inglese del tempo.. Cremonini 78..
In folio (mm. 400x290), legatura edit. in mz. pergamena (tre piccole macchie al piatto in carta marmorata), astuccio, pp. 95,(7), magnificamente illustrato nel t. da 23 litografie di Arturo Martini, anche a p. pagina. "Prima edizione" del racconto. Opera ampiamente descritta nel Cat. Mardersteig n. 55, soprattutto per quanto riguarda la genesi delle litografie di Martini. Pregiata edizione di 175 esemplari numerati. Il ns. - “stampato per Massimo Bontempelli” - fa parte dei 20 esemplari fuori serie non numerati, su carta a mano di Fabriano per i collaboratori e il servizio. Molto ben conservato.
Acquaforte e bulino, 1600, firmata in lastra in basso. Esemplare nel secondo stato di due, con la data 1613; il primo stato, datato 1600, è descritto solo dal Tooley. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata alla linea marginale su tre lati, poco entro in basso con perdita della cornice ornamentale inferiore, restauro all’angolo superiore sinistro perfettamente eseguito, per il resto in ottimo stato di conservazione. La pianta prospettica e planimetrica edita dal Thomassin è opera di Francesco Parenzi o Parenzio ed è dedicata a Paolo Giordano Orsini, il cui stemma di famiglia appare nel bellissimo cartiglio sulla sinistra. Philippe Thomassin si stabilisce a Roma verso il 1585 dove incide soprattutto soggetti religiosi alla bottega del Duchetti, del Vaccari e del Clodio. Come d’uso nel periodo però, dal 1588, diviene anche editore, ottenendo nel 1599 il beneficio del privilegio da papa Clemente VIII. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234. Dimensioni 535x395. Etching and engraving, 1600, signed on lower plate. Example in the second state of two, dated 1613; the first state, 1600, has been listed only by Tooley. Magnificent work, printed on contemporary laid paper trimmer to marginal line on three sides, slightly inside the margin on lower part, with the consequent loss of part of the decorative frame, minor repair on upper left corner perfectly executed, otherwise in excellent condition. Perspective and planimetric plan published by Thomassin and realized by Francesco Parenzi or Parenzio, dedicated to Paolo Giordano Orsini, whose family coat of arms is depicted in the beautiful cartouche on the left. Philippe Thomassin moved to Rome in 1585, where he engraved mainly religious subjects in the workshops of Duchetti, Vaccari and Clodio. As usual in those times, he became also a publisher in 1588 and was granted the Pope’s privilege in 1599 by Clemente VIII. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234. Dimensioni 535x395. Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234.
In-folio (mm. 500 x 360), elegante contenitore editoriale in tela, piatto anteriore in cuoio con titoli e fregio di bronzo in rilievo con un breve testo iniziale di Vercellotti al quale seguono, racchiuse in singole cartelline in cartoncino Murillo beige con impresso il testo storico curato dal Prof. Mauro Vercellotti (studioso di storia della cultura tessile), 43 tavole originali, tutte numerate e firmate a matita, eseguite da grandi artisti italiani: Valerio Adami // Giuseppe Ajmone // Pietro Annigoni // Enrico Baj // Enzo Bellini // Renzo Biasion // Floriano Bodini // Remo Brindisi // Antonio Bueno // Mario Calandri // Giovanni Cappelli // Arturo Carmassi // Robert Carroll // Bruno Caruso // Francesco Casorati // Bruno Cassinari // Giancarlo Cazzaniga // Fabrizio Clerici // G.Battista De Andreis // Lucio Del Pezzo // Gianni Dova // Federica Galli // Giuseppe Giannini // Emilio Greco // Giuseppe Guerreschi // Giuseppe Migneco // Luciano Minguzzi // Ennio Morlotti // Ugo Nespolo // Enrico Paulucci // Arnaldo Pomodoro // Antonio Possenti // Concetto Pozzati // Domenico Purificato // Franco Rognoni // Francesco Tabusso // Emilio Tadini // Orfeo Tamburi // Ernesto Treccani // Valeriano Trubbiani // Vanni Viviani // Tono Zancanaro // Giuseppe Zigania. Eccezionale raccolta di grafica, tirata in soli 150 esemplari numerati più 10 in numeri romani per i Musei delle principali città tessili del mondo. Il ns. esempl., n. 17, è molto ben conservato.
In-16 gr. (mm. 198 x 142), p. pergamena molle coeva (risg. rifatti), 26 cc.nn., 262 (ma 260) pp.num., 26 cc.nn., ornato da eleganti capilettera figurati a vignetta su fondo nero, illustrato da 129 inc. su legno nel t. che si rifanno a quelle dell’edizione in folio, stampata a Como nel 1521. Seguono, alla fine del volume: Sexti Iulii FRONTINI “De aquaeductibus urbis Romae libellum” e Nicolai CUSANI Card. “De staticis experimentis, fragmentum”. "Prima edizione di Vitruvio stampata in Germania". Cfr. Fowler,401 - Berlin Catalog,1806 - Cicognara,707: “Edizione di un certo pregio poichè prodotta da Giorgio Macheropieo che si servì de’ buoni testi di Fra Giocondo e del Commento del Cesariano, oltre i suoi proprj disegni e figure per illustrarla”. Uniformi arross. più o meno lievi su tutto il volume, ma certamente un buon esemplare.
In folio (mm. 380x245). Di questo celebre periodico bisettimanale offriamo una "raccolta completa" di 116 numeri sciolti, dal 3 settembre 1818 (n. 1) al 10 ottobre 1819 (n. 116), stampati su carta azzurrina (da qui la denominazione di “Foglio azzurro”); con timbro austriaco da 5 cent su ogni numero. Vittore Branca nel suo studio sul “Foglio azzurro” ("Il Conciliatore", Le Monnier, 1954) scrive che col n. 116 terminava la parte del "Conciliatore" distribuita agli associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione, causa il sequestro quasi immediato da parte della polizia austriaca. I numeri 117 e 118 non vennero neppure distribuiti: se ne stamparono solo poche copie, destinate ai redattori. Verso la fine del 1920 pervennero al Museo del Risorgimento di Milano delle pagine inedite del glorioso periodico: si trattava delle bozze di stampa predisposte per i nn. 119 e 120, che non videro mai la luce per il veto della polizia austriaca. "”Il Conciliatore” fu fondato a Milano nel settembre 1818 da un gruppo di gentiluomini liberali, capeggiati da Luigi Porro-Lambertenghi e Federico Confalonieri. Suoi principali collaboratori furono Silvio Pellico (che curò anche la pubblicazione dei singoli numeri), Giovanni Berchet, Pietro Borsieri, Giuseppe Pecchio, Gian Domenico Romagnosi, Ermes Visconti e Lodovico Di Breme. Fu l'organo di battaglia dei romantici e, anche se non esplicitamente, dei liberali; sicchè divenuto ben presto sospetto alla censura, fu soppresso al suo 118° numero, nell'ottobre 1819”". Cosi' Diz. Treccani,III, p. 415. Fascicoli con qualche lieve fioritura, altrimenti ben conservati, con barbe.
In-8 p. (mm. 221x146), brossura orig., 50 volumi. Importante collana di economia, curata da Pietro Custodi, e composta di due serie: "Parte Antica" tomi I-VII - "Parte Moderna" tomi I-XLI + 1 vol. di “Supplimento” (n. IL) + 1 vol. di “Indici generali” (n. L). E' questa la prima raccolta completa di notizie e studi sull'economia, l'agricoltura, i tributi e la moneta, nonchè appendici legislative, del Sette e Ottocento. La "Parte antica" raccoglie i seguenti autori: Serra, Turbolo (1 vol.) - Davanzati, Scaruffi (1 vol.) - Montanari (1 vol.) - Broggia (2 volumi) - Neri (2 volumi). La "Parte moderna": Bandini, Algarotti (1 vol.) - Belloni, Pagnini (1 vol.) - Galiani (4 volumi) - Genovesi (4 volumi) - Beccaria (2 volumi) - Carli (2 volumi) - Verri (3 volumi) - Zanon (2 volumi) - Paoletti (1 vol.) - Ortes (7 volumi) - Briganti (2 volumi) - D'Arco (2 volumi) - Filangeri (1 vol.) - Vasco (3 volumi) - Mengotti (1 vol.) - Palmieri (2 volumi) - Delfico, Coriani, Solera (1 vol.) - Cantalupo, Caracciolo, Scrofani (1 vol.) - Ricci (1 vol.). Cfr. "Catalogo della Biblioteca Einaudi",5193. Nel ns. esemplare una ventina di brossure con piccoli strappi o piccole manc., un vol. ingiallito e con aloni sulle ultime 18 carte, altrimenti tutti i testi (con barbe) sono ben conservati.
In-8, 11 volumi in 25 tomi (di cui: 7 rilegati in mz. pergam. e 2 in mz. pelle; 16 sono in brossura orig.), con una straordinaria documentazione iconografica di 18.300 ill. in b.n. Piano dell'opera: - Vol. I: "Dai primordi dell'arte cristiana ai tempi di Giustiniano" // Vol. II: "Dall'arte barbarica alla romana" // Vol. III: "L'arte romanica" // Vol. IV: "La scultura del Trecento e le sue origini" // Vol. V: "La pittura del Trecento e le sue origini" // Vol. VI: "La Scultura del Quattrocento" // Vol. VII: "La pittura del Quattrocento" (in 4 tomi) // Vol. VIII: "L'architettura del Quattrocento" (in 2 tomi) // Vol. IX: "La pittura del Cinquecento" (in 7 tomi) // Vol. X: "La scultura del Cinquecento" (in 3 tomi) // Vol. XI: "L'architettura del Cinquecento" (in 3 tomi). "Edizione originale". Si unisce 1 volume, tela edit., pp. VIII,482, pubblicato nel 1988, sempre da Hoepli, contenente "Nuovi indici generali e Note di aggiornamento alla "Storia dell’arte italiana" di Adolfo Venturi", a cura di Fabrizia e Stefania Rossetti. Esemplare ben conservato.
Cm. 29,5, pp. (8) liv, 416. Bel ritratto inciso in rame all'antiporta. Elegante legatura di poco posteriore in pieno vitello, dorso a nervi interamente ornato con ricchi fregi in oro e decorazioni policrome a copertura dei nervi. Titoli in oro su tassello in marocchino rosso. Piatti inquadrati da cornici dorate, dentelles interne e sguardie marmorizzate. Legatura firmata Bradel le Jeune (etichetta applicata alla sguardia). Solo qualche macchietta sparsa, limitata a 2/3 pagine, minimi segni d'uso alle cerniere (comunque assai solide). Esemplare complessivamente in ottimo stato di conservazione ed impreziosito da una legatura assai decorativa. Monogramma nobiliare inciso in luogo di ex libris. Edizione apparsa contemporaneamente ad altre tirature di formato minore. Le bibliografie concordano nel considerare la presente come l'originale. Celebre relazione del viaggio cinquecentesco intrapreso da Montaigne il cui manoscritto fu ritrovato e pubblicato solo 200 anni più tardi. Gran parte della trattazione è scritta (come d’origine) in lingua italiana con la traduzione francese a fronte. Cfr. Tchemerzine viii, 445; D’Ancona pp. 665 e Fossati-Bellani I, n. 387.
Importante e rarissima carta del territorio di Pavia disegnata da Lodovico Corte e fatta realizzare da Ottavio Ballada, famoso storico e letterato pavese. La lastra venne incisa da Giacomo Cotta, come si evince dalla firma in basso "Jacobus Cotta Bergomensis sculp.".La carta rappresenta il territorio pavese, con proiezione vista da nord, con piccole piante planimetrico prospettiche, le città di Pavia e di Vercelli, Novara, e Vigevano. Nell'angolo in basso a sinistra entro una decorativa cornice a volute, la dedicatoria, sormontata dallo stemma della città troviamo la dedica: "Agl'Ill.mi Sigri Abbati e Decurioni Della Regia Città di Pavia. I confini del Territorio Pavese furono dai re Goti chiamati Contea, e dall'Imp Massimil.o Principato destinato a Primog. Di chi la signoreggia […]. Pavia li 13 Agosto 1654 Ottavio Ballada"Il Principato di Pavia fu una storica ripartizione territoriale della Lombardia, precursore dell'odierna Provincia di Pavia. Nel 1499 il territorio pavese, passato con Milano agli Sforza, ebbe dall'imperatore la qualifica di Principato e nel 1535 passò con Milano alla Spagna. Il Principato fu smembrato nel XVIII secolo; nel 1707 la Lomellina, e nel 1744 l'Oltrepò con il Siccomario furono annessi al Piemonte, cui fu ceduto anche il Vigevanasco.Acquaforte, impressa su due fogli di carta vergata coeva uniti al centro, con margini, due strappi di carta perfettamente restaurati al margine bianco sinistro, per il resto in eccellente stato di conservazione.Meraviglioso esemplare di questa rarissima carta prospettica del Principato di Pavia. Importante e rarissima carta del territorio di Pavia disegnata da Lodovico Corte e fatta realizzare da Ottavio Ballada, famoso storico e letterato pavese. La lastra venne incisa da Giacomo Cotta, come si evince dalla firma in basso "Jacobus Cotta Bergomensis sculp.".La carta rappresenta il territorio pavese, con proiezione vista da nord, con piccole piante planimetrico prospettiche, le città di Pavia e di Vercelli, Novara, e Vigevano. Nell'angolo in basso a sinistra entro una decorativa cornice a volute, la dedicatoria, sormontata dallo stemma della città troviamo la dedica: "Agl'Ill.mi Sigri Abbati e Decurioni Della Regia Città di Pavia. I confini del Territorio Pavese furono dai re Goti chiamati Contea, e dall'Imp Massimil.o Principato destinato a Primog. Di chi la signoreggia […]. Pavia li 13 Agosto 1654 Ottavio Ballada"Il Principato di Pavia fu una storica ripartizione territoriale della Lombardia, precursore dell'odierna Provincia di Pavia. Nel 1499 il territorio pavese, passato con Milano agli Sforza, ebbe dall'imperatore la qualifica di Principato e nel 1535 passò con Milano alla Spagna. Il Principato fu smembrato nel XVIII secolo; nel 1707 la Lomellina, e nel 1744 l'Oltrepò con il Siccomario furono annessi al Piemonte, cui fu ceduto anche il Vigevanasco.Acquaforte, impressa su due fogli di carta vergata coeva uniti al centro, con margini, due strappi di carta perfettamente restaurati al margine bianco sinistro, per il resto in eccellente stato di conservazione.Meraviglioso esemplare di questa rarissima carta prospettica del Principato di Pavia. Perini (1996): pp. 67-68; Sinistri-Belloni (1975): pp. 44-45, n. 35. "Pavia nelle stampe" di Sinistri - Belloni pag. 54 n° 45 & " Cartografia rara " di Valeria e Piero Bella pag. 107 n° 99.
Pianta dell’Italia composta da 15 tavole incise in rame su 15 fogli sciolti intelati dalle dimensioni complessive di cm. 200x190 circa. Dimensioni medie dei fogli: mm. 64,5x41. Titolo al centro del foglio n. 13 (in basso a sinistra nella carta) entro raffinato cartiglio circondato da figure allegoriche. Splendido esemplare in ottima conservazione e tiratura. Ogni tavola reca al verso due eleganti tasselli con numerazione e descrizione della parte incisa manoscritte entro cornice xilografica. Entro custodia coeva in cartone marmorizzato con applicata etichetta muta. Magnifica mappa murale dell’Italia completa dei 15 fogli. La monumentale pianta del Cassini non conobbe altre ristampe dopo l’edizione di Roma della Calcografia Camerale. Cfr. Borri, n. 239: “La carta, maestosa e di gran pregio, deriva da quella del D’Anville del 1743 [...]. Trattasi di carta molto decorativa, con vascelli e mostri nei mari, figure allegoriche, stemmi e profili di monumenti caratteristici dell’iconografia romana e pontificia”. Notevole la ricca toponomastica. Axs
In-16 gr. (mm. 185x130), 47 volumi di cui 3 di “Memorie”, cartoncino edit. (44 dorsi anticamente rifatti, i 3 delle “Memorie” con picc. manc.). Ciascun volume è di ca. 400 pp.; tutti i frontespizi sono arricchiti da suggestive vignette e l'opera è illustrata nel t. da ca. 400 bellissime vignette di P.A. Novelli, inc. in rame da Zuliani, Dell'Acqua, Alessandri, De Pian, Zatta, Bonato, Daniotto, Scattaglia. Manca il ritratto del Goldoni inciso da Pitteri, da disegno del Piazzetta. Questa pregevole edizione di opere teatrali edite ed inedite, è suddivisa in quattro classi: “Commedie in prosa” (10 volumi) - “Commedie buffe in prosa” (12 volumi) - “Commedie e tragedie in versi” (12 volumi) - “Drammi giocosi” (10 volumi). I 3 volumi che contengono le “"Memorie" scritte da lui medesimo”, portano la data 1788 e contengono un ritratto dell’A. inc. in rame da Daniotto. Precisiamo inoltre che nel vol. XXVII le ultime pagg., 65-80, relative agli atti IV e V della commedia “Le Morbidose”, non sono state editorialmente inserite. Nel ns. esemplare solo un volume con alone al marg. bianco super., altrim. è tutto ben conservato. Cfr. Morazzoni, p. 234 e 143-44: "Contemporaneamente al "Parnaso Italiano" lo Zatta lancia le commedie di Carlo Goldoni e la nuova edizione può considerarsi frutto prelibato della sua probità editoriale. Goldoni non chiede 'decorazioni preziose' e lo Zatta ha trovato 'rami allusivi' che nella loro casalinga semplicità devono esser riusciti graditissimi anche all'autore che vedeva le sue ormai divulgatissime commedie commentate, nel modo più chiaro ed esatto, da minuscole vignette poste a capo di ogni atto. Lo Zatta è ricorso a Pietro Antonio Novelli per l'invenzione, tradotta con diligente cura da uno stuolo di incisori. La doviziosa serie dei piccoli rametti ci interessano infinitamente proprio come rievocazione della vita vissuta dalla modesta borghesia veneziana. Come interpretazione dello spirito goldoniano crediamo che l'edizione zattiana sia più vicina allo spirito di Goldoni di quella del Pasquali, le cui tavole elegantissime non starebbero male in un volume di Marivaud. Una particolare considerazione in questa edizione merita il primo volume delle "Memorie", per il gioviale ritratto del commediografo, che ci si presenta paternamente sorridente: questo, dopo i due famosi ritratti del Pitteri, è senza alcun dubbio uno dei più espressivi del Goldoni, e riteniamo pure ch'esso abbia anche il pregio della somiglianza, perchè certamente il Damiotto l'avrà inciso dopo l'approvazione del grande commediografo".
In-8 p. (mm. 205x118), 7 volumi più un Atlante. - I volumi di testo sono rilegati in mezza pelle coeva con angoli (lievi abras. ai piatti), filetti e tit. oro su doppi tasselli al dorso, oltre 2.000 pp. complessive. Celebre diario “contenant l’histoire et les anecdotes les plus singulières de l’Italie et sa description; les usages, le gouvernement, le commerce, la litterature, les arts, l’histoire naturelle et les antiquités; avec des jugemens sur les ouvrages de peinture, sculpture et architecture..”. E’ una dettagliata relazione del viaggio compiuto dal grande astronomo francese (1732-1807), dalle Alpi al Regno di Napoli, ricco di notizie di grande interesse. - L’Atlante (mm. 280x225), mz. pelle mod., filetti e tit. oro al dorso, conserv. piatti in cartonato coevo, raccoglie 36 bellissime tavole ed è così composto: 2 carte geografiche (l’Italia, più volte ripieg., e il territorio compreso fra Bologna e Ferrara, a doppia pag.) - 27 piante di città (Torino - Milano - Pavia - Cremona - Piacenza - Parma - Modena - Bologna - Firenze - Siena/Livorno/Pisa - Lucca - Roma - Capua - Napoli - Ancona - Rimini - Ravenna - Ferrara - Venezia - Padova - Vicenza - Verona - Mantova - Brescia - Bergamo - Genova - Nizza), tutte a doppia pag., tranne Verona e Nizza - 5 vedute (S. Pietro, Fontana di Trevi, Pza Colonna e Pza del Popolo a Roma, a una pagina + Pestum a doppia pag.) - 2 piante di monumenti. Cfr. Graesse,IV,81 e Brunet,III,778 che citano la prima e seconda ediz. (1769 e 1786). Qualche lieve arross. al testo, altrim. esemplare ben conservato.
Two decorated wooden panels, painted in polychrome tempera, gold gilt, and gesso, with a leather spine. 330 x 250 mm. Elaborately decorated on one board with four armorial shields, surrounded by incised stamps on gilt fields and gilt floral sprays on a blue field. The text below the shields reads: "INVENTARIO DELLE COSE DEL LA SAGRESTIA DEL DUOMO EDE LALTRE COSE MOBILI DELU OPARA RIFATTO LASICO DA VOLTA AL TENPO DEL UENE RABILE UOMO FRANCESCHO DI PAOLO TADDEI ANNO D. 1475." [Roughly translated: Inventory of the things in the sacristy of the Duomo Ede. Taken from the last by the incomparable Frances Taddei in the year 1475. The front board has a lovely Rennaisance Madonna and Child, with "Samis de Petris" below. This de may have been an attempt to attribute the painting to the artist Sano di Pietro. Beveled edges. Brass bosses at each corner. Very good. RARE. A contemporary of the famed "Spanish Forger", Icilio Federico Joni (1866-1946) was born in Siena. As a young man he worked in the shop of a gilder and art restorer. He began, as a sideline, to produce imitations of fifteenth century Sienese painted wooden panel book covers. He based these tempera painted wooden panels on the Tavolette in the Archivio di Stato, which he probably never saw in person. It is quite clear from his autobiography (1932) that he was proud of his skill and his brilliant imitations of the ancient art of Siena. He considered them original art rather than 'forgeries'. There are probably no more than twenty examples of his work extant today. From the Bridwell Library, SMU: "A skilled producer of imitation "Gothic" altarpieces, he received a commission c. 1890 to create a book cover in imitation of those found on Siena's Tavole di Biccherna, the elaborately gilt and painted fourteenth-century tax registers. Without ever seeing a real Biccherna, he established a lucrative business of faking Biccherna covers. Joni later boasted of incidents in which the local police were alerted to books purportedly stolen from Siena Cathedral or the state archives, only to discover that they were by Joni. A number of book collectors were deceived by Joni's creations, and several of his works were published as Gothic originals. Today, Joni's forgeries are highly valued in their own right. In his autobiography Joni discussed his methods for antiquing the covers by mixing soot, turmeric, chrome yellow, and gilding gesso with gum arabic to produce the patina on the gold. The bosses were bathed in ammonia and the clasp plates were dipped in iodine, "which rusted them in just the right way." Note that Joni's boards are simply glued onto a rough leather spine; he apparently did not know how to replicate a fifteenth-century sewing structure." Research in America has clarified Joni's role as a restorer in such works as Piermatteo d'Amelia's Annunciation (Gardner Museum) and the half-length figures in Fra Angelico's Annunciation (Mrs E. Ford Collection). **PRICE JUST REDUCED! Front Case 1/R
Cm. 27, pp. (8) 136 + (2) con l'indice delle tavole. Una carta geografica all'antiporta e 36 belle tavole fuori testo all’acquatinta con coloritura coeva. Solida legatura ottocentesca in mezza pelle con ampie punte, dorso liscio con titoli in oro. Sguardie marmorizzate. Esemplare pulito ed in ottimo stato di conservazione. Celebre opera che illustra il percorso alpino tra Ginevra e Milano. Molto affascinanti le vedute che riguardano il Monte Rosa, il Sempione e i suoi ponti, Crevola, Val d’Ossola, Villa d’Ossola, Baveno, il Lago Maggiore, Arona, Sesto. ecc. Edizione celebrata da tutte le bibliografie alpine, di viaggio e di storia locale del norditalia. Cfr. almeno Fiammetta Olschki (viaggi in Italia) n. 608. Non comune, soprattutto quando completa di tutte le tavole e ben conservato come il presente esemplare.
In-8, brossura orig. Di questa famosa rivista mensile illustrata, ca. 100 pagine ogni numero, offriamo una raccolta di 48 annate complete, dal 1952 (Anno I della “Nuova Rivista di Cucina”) al 1999. Segnaliamo inoltre che 10 annate hanno in più un “Numero Speciale” e precisamente: 1986 (Supplemento al n. 10) - 1988 (Speciale di Primavera) - 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1998 (Speciale di Natale) e 1999 (Speciale di Natale + un ulteriore Supplemento). "La Cucina Italiana" è dal 1929 il più autorevole mensile di gastronomia e di cultura alimentare, e di più lunga tradizione in Italia e nel resto del mondo. E’ ricchissimo non solo di ricette ma anche di rubriche, segnalazioni di nuove tendenze, novità di cucina e consigli per la casa. In questa importante raccolta, solo pochi fascicoli hanno lievi mancanze al dorso, altrimenti è tutta ben conservata, e 11 annate (dal 1952 al 1963 - tranne il 1958) sono contenute in un cofanetto editoriale in tela rossa.
Rara carta raffigurante lo Stato di Milano ad opera di Gaetano Bianchi. L’incisione segue il modello inaugurato dalla carta del Frattino del 1703, presentando rispetto a questa degli ornati completamente differenti, si veda ad esempio: il decorativo cartiglio in cui si trova iscritto il titolo od ancora la parte riservata alla dedica al Marchese de l’Isle. Affascinante coloritura coeva all’acquerello.Bibliografia: Motta, p. 12
In-24 p. (mm. 101x70), p. pergamena coeva, 608 pp.num., 16 cc.nn., titolo al frontespizio entro cornice decorata, testo in carattere corsivo. Dedica a Gio. Battista Minardi. Al fine: Tavola dei Capitoli e una Tavola degli argomenti sopra i Capitoli. Rarissima edizione, assai ricercata, nonostante le scorrettezze tipografiche, poichè rappresenta la prima delle sole tre edizioni della "Commedia" pubblicate nel Seicento, insieme a quelle stampate a Venezia e a Padova nel 1629. Si tratta di un numero di edizioni assai esiguo rispetto ai secoli precedenti, che denota una tendenza regressiva della fortuna dell’opera dantesca, destinata a perdurare fino agli inizi del XVIII secolo. In questa edizione, che segna il ritorno all’essenzialità tipografica, essendo priva di commenti e illustrazioni, compare per la prima volta il titolo "Visione" in luogo di Divina Commedia, che vuole significare “il complesso delle cose da lui vedute nel mistico suo viaggio” (Scartazzini, Enciclopedia Dantesca,II,2154). Cfr. De Batines,I, pp. 101-102: “A senso del de Romanis questo titolo di "Visione", dal Volpi giudicato fantastico, si addice al Poema di Dante forse meglio che quel di "Commedia"” - Mambelli,53. Corto del margine super.; 1 carta (pp. 95/96) molto ben restaurata per angolo infer. mancante (incluse alcune lettere del testo, qui sapientemente trascritte a mano), altrim. esemplare ben conservato.
La carta del de Jode rappresenta la prima ristampa estera del mitico rilievo cartografico della penisola di Giacomo Gastaldi, edito a Venezia nel 1561. La carta del Gastaldi ebbe subito un incredibile successo e dopo il 1567, anno della morte del cartografo piemontese, iniziarono subito le ristampe, riduzioni, derivazioni e contraffazioni, che continuarono fino al 1600. Gerard de Jode, editore e cartografo con fervente attività in Anversa, già nel 1568 realizza una carta in 4 fogli di derivazione “gastaldiana”; nel 1578 l’editore fiammingo pubblica la prima edizione del suo celebre Speculum Orbis Terrarum, dove inserisce una riduzione della carta dell’Italia. L’atlante, che nella sua prima stesura risulta essere di incredibile rarità, venne successivamente ristampato nel 1593 dal figlio Cornelis, con alcune varianti nel testo e nel numero delle tavole. Incisione in rame, intagliata dai fratelli Johoannes o Lucas van Deutecum, lievi pieghe di carta centrali, piccolo strappo restaurato, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Borri pp. 51-52, 48; Perini pp. 30-32; Almagià p. 27. De Jode’s map represents the first foreign reissue of the great carthographic analysis of the peninsula of Giacomo Gastaldi, published in Venice in 1561. Gastaldi’s map was immediately appreciated and after 1567, the year of its author’s death, it was reprinted under many circumstances: reissues, reductions, copies and fakes, until 1600. Gerard de Jode, publisher and cartographer of Antwerp, had already realized, in 1568, a map in four sheets whose inspiration was clearly Galtaldi’s; in 1578 the Flemish publisher printed the first edition of his famous Speculum Orbis Terrarum, where a reduction of the map of the peninsula was included. The atlas, whose first edition is extremely rare, has benne afterwards reissued by the son Cornelis in 1593, with some changes in the text and the numre of plates. Copper engraving, engraved by the brothers Johoannes or Lucas van Deutecum, light ceintral paper folds, small tear perfectly repaired, otherwise in good condition. Bibliografia Borri pp. 51-52, 48; Perini pp. 30-32; Almagià p. 27. R. Borri "L'Italia nelle antiche carte…" (2011), scheda 54; Perini pp. 30-32; Almagià p. 27.
In-4 gr. (mm. 339x225), mz. pergam. settecentesca con ang., pp. CLV, incluso il frontespizio figurato; corredato nel t. da numerose grandi incisioni su legno e al colophon, entro elaborata cornice, marca tipografica pure xilografata. "Prima rara edizione" del terzo libro dell'architettura. Uscito nello stesso anno del IV (primo pubblicato), contiene i rilievi delle antichita' romane, in particolare del Pantheon, e di costruzioni romane ad Ancona, Benevento, Spello, Verona, Pola; a questi vengono affiancati rilievi e progetti delle più moderne architetture come quelli del Bramante e del Peruzzi per S. Pietro. Il libro si conclude con un interessante saggio sull'architettura egiziana. Cfr. Fowler 308 - Schlosser p. 406. Prime 6 cc. sapientemente restaur. al marg. bianco infer. per manc. (in 1 anche di un piccolo tratto della figura) e ultime 3 cc. al margine interno; con tracce d’uso ma discreto esemplare.
In-8, brossura orig. (tracce d'uso), pp. 423. "Prima edizione". Cfr. CLIO,V, p. 3505. Al gesuita Francesco Pellico il Gioberti aveva dedicato il più noto dei suoi scritti, il "Primato morale e civile degli italiani", pubblicato nel 1843. Il presente testo è una confutazione all'opera giobertiana, in cui l'A. difende la sua Congregazione e ribatte le considerazioni filosofiche ma anche reali dimostrate nel "Primato..". Il ns. esemplare è quello inviato a Gioberti dal Padre Pellico, con sua firma manoscritta "il tuo Pellico Sac. G.". Il Gioberti, non solo lo lesse ma lo sottolineò e lo chiosò a matita per tutta la sua estensione e volle, poi a penna, annotare l'ultima carta e il recto della brossura posteriore ed infine allegare un foglio manoscritto (aderente al verso del piatto anteriore) che contiene numerosi nominativi con indirizzi, probabilmente persone con le quali era in rapporto a Parigi. Uniamo anche alcune lettere che testimoniano che l'antico possessore lo acquistò nel 1854 dal nipote di Gioberti (cioè due anni dopo la morte del "grande italiano"). L'acquirente, studente del primo anno di Legge, precisa: "mi costò 10 fran. che economizzerò non andando per questi due mesi al Caffè a far colazione". Con qualche fiorit. ma certamente un buon esemplare. Di particolare importanza per l’appartenenza sopra descritta.
In-8 p. (mm. 220x165), cartonato rustico settecentesco, tit. ms. al dorso, pp.num. 404, cc.nn. 14 (di Indice) incluso il bel frontespizio figur. che porta al verso il ritratto dell'A. in ovale, inc. su legno; con l'aggiunta di 2 carte (segnate S, fra "S"6 e "S"7) che raffigurano la parte superiore di due torri e di altre 2 carte (segnate X, fra "V"8 e "X"1) che riportano la pianta dei bagni di Diocleziano. L'opera è illustrata nel t. da 90 xilografie di dettagli architettonici, piante e diagrammi. Inoltre, all’inizio del ns. esemplare figurano 2 carte contenenti: endecasillabi di Pagani Paganini e una seconda dedica di Cosimo Bartoli al Signore Cosimo de Medici, duca di Firenze et di Siena (non citate nelle bibliografie). Cfr. Fowler Collection,9: "First quarto edition of Bartoli's translation (la I, in folio è del 1550). The title is within a reduced copy of the architectural woodcut border of the title page of the 1550 folio edition. The illustrations are also reduced and reversed copies of the same edition" - Cicognara,376. Nel ns. esemplare, corto del marg. super., il frontespizio è stato restaur. per piccole manc. al marg. infer. bianco; lievi aloni o fiorit. interc. nel t. ma certamente un buon esemplare.
in-folio (mm 460x320), leg. coeva in mezza pelle e angoli, tit. in oro lungo il dorso, armi non identificate coronate e con serto d'alloro impresse in oro al piatto anteriore. Comprende: 1 foglio a stampa con titolo e indice della serie; 30 vedute dis. e lit. dall'artista, di eccezionale livello artistico e di grande finezza (varie di Roma e Napoli, nonchè di Pisa, Firenze, Venezia, Lago Maggiore, Tivoli, Parma, etc.). J.B.Isabey (pittore, miniatore e litografo, Nancy 1767 - Paris 1855) fu artista assai reputato e quotato. Viaggiò in Italia nell'aprile-giugno del 1822 e ne trasse le 30 presenti impressioni poi riportate in lito al suo ritorno a Parigi. Esemplare con arrossature, più accentuate su 4 tavole.. Cfr. Benezit, V, p.730. Cremonini, L'Italia nelle vedute, n.95..
La carta è incentrata sullo studio della via che Traiano fece costruire per arrivare a Brindisi, che costituiva il prolungamento della via Appia, che da Roma arrivava a Benevento. Passando per l’antica Gnathia (Egnazia), importante porto commerciale della Roma Imperiale, la strada, chiamata Traiana, assunse anche il nome di Egnazia. La mappa, ideata da Giuseppe Galasso è opera dal geometra Pietro Chiariotti, sullo stile di quelle del cartografo napoletano Benedetto Marzolla. La carta copre gran parte della regione, sino a Paestum, parte del Molise sino a Larino ed una piccola porzione di Puglia e Basilicata. Curiosa la forma rotonda. Acquarello policromo su carta, pieghe di carta, in ottimo stato di conservazione. La carta è incentrata sullo studio della via che Traiano fece costruire per arrivare a Brindisi, che costituiva il prolungamento della via Appia, che da Roma arrivava a Benevento. Passando per l’antica Gnathia (Egnazia), importante porto commerciale della Roma Imperiale, la strada, chiamata Traiana, assunse anche il nome di Egnazia. La mappa, ideata da Giuseppe Galasso è opera dal geometra Pietro Chiariotti, sullo stile di quelle del cartografo napoletano Benedetto Marzolla. La carta copre gran parte della regione, sino a Paestum, parte del Molise sino a Larino ed una piccola porzione di Puglia e Basilicata. Curiosa la forma rotonda. Acquarello policromo su carta, pieghe di carta, in ottimo stato di conservazione.
Paris, Robert Estienne, 1549 (Ex Officina Rob. Stephani, typographi Regii). In-4 relié plein vélin de l'époque, titre manuscrit en dos. 2 feuillets blancs, titre, 199 pages. Bien complet des 10 gravures sur bois hors texte. Les dix portraits représentent Archibishop Otho, Matthaeus Magnus, Galeacius Primus, Actius, Luchinus, Ioannes Archiepiscopus, Galeacius Secundus, Barnabas, Galeacius Primus Dux Mediolani Valentinae Pater, Philippus. Ces gravures sont attribuées à Jean Goujon. Relié à la suite : Vita Sfortiae clariss. ducis a Paulo Jovio conscipta, ad Guidonem Ascanium Sfort. a Sancta Flora cardin. Aerariique praefectum. Romae, Antonio Blado 1539. Titre 2 feuillets non chiffrés, XLVIII pages + 2 feuillets d'index non chiffrés, 1 marque d'imprimeur, colophon. 1 gravure hors texte . Quelques erreurs de pagination (numéros de pages inversées). Cette très belle édition est l'un des rares livres illustrés de Robert Estienne, mais est typique de sa production en ce qu'il est typographiquement très fin, et les portraits sur bois sont produites exceptionnellement. Jovius était un historien italien, auteur d'ouvrages historiques et propriétaire d'une célèbre collection d'art. Après la mort de Clément VII (1534), Jovius se retira dans une villa sur le lac de Côme. Edition originale. Bel exemplaire.