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Pianta della città tratta dal "Theatrum praecipuarum urbium" celebre teatro delle città del Janssonius, sullo stile del "Civitates Orbis Terrarum" di Braun & Hogenberg. L'opera, pubblicata nel 1657, contiene 500 tavole raffiguranti città di ogni parte del mondo.Contrariamente al lavoro degli acerrimi rivali Blaeu, Janssonius si servì per la realizzazione dell'opera delle lastre di precedenti cartografi ed editori. In particolare nel 1653 egli acquisto da Abraham Hogenberg le lastre del "Civitates orbis Terrarum" che incorporò nella sua opera, ristampandole. Per le piante delle città olandesi, ordinò delle nuove lastre basate sull'atalnte che Johannes Blaeu diede alla luce nel 1649. Per molte delle opere contenute nel 5° volume, quello dedicato all'Italia e denominato "Theatrum celebriorum urbium Italiae..", si servì delle lastre realizzate da Jodocus Hondius per l'opera "Italia Hodierna.." del 1627.A differenza di queste ultime il formato è in-folio, con testo sia nel recto che nel verso. Incisioni in rame, in ottimo stato di conservazione. Rarissima. Pianta della città tratta dal "Theatrum praecipuarum urbium" celebre teatro delle città del Janssonius, sullo stile del "Civitates Orbis Terrarum" di Braun & Hogenberg. L'opera, pubblicata nel 1657, contiene 500 tavole raffiguranti città di ogni parte del mondo.Contrariamente al lavoro degli acerrimi rivali Blaeu, Janssonius si servì per la realizzazione dell'opera delle lastre di precedenti cartografi ed editori. In particolare nel 1653 egli acquisto da Abraham Hogenberg le lastre del "Civitates orbis Terrarum" che incorporò nella sua opera, ristampandole. Per le piante delle città olandesi, ordinò delle nuove lastre basate sull'atalnte che Johannes Blaeu diede alla luce nel 1649. Per molte delle opere contenute nel 5° volume, quello dedicato all'Italia e denominato "Theatrum celebriorum urbium Italiae..", si servì delle lastre realizzate da Jodocus Hondius per l'opera "Italia Hodierna.." del 1627.A differenza di queste ultime il formato è in-folio, con testo sia nel recto che nel verso. Incisioni in rame, in ottimo stato di conservazione. Rarissima.
Paris, Firmin Didot Frères, 1835. In 8°, PP 384n+96n. Legatura mezza pergamena con titoli e decori in oro al dorso, lievemente sciupata. Testo su due colonne. L’opera è ricca di belle incisioni in rame fuori testo. 2 carte ripiegate.
Veduta tratta dall'edizione del 1678 della celebre Sciagraphia Cosmica nota anche con il titolo Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... stampata a Norinberga. La Sciagraphia Cosmica, venne ampliata sotto la supervisione di Kieser dopo la morte di Meisner nel 1625, arrivando quindi ad una composizione di 800 magnifiche incisioni. Ogni opera è caratterizzata da un motto sopra l'immagine, e da versi emblematici (in latino o tedesco). L'opera è la combinazione di due generi allora popolari, il libro degli stemmi e il "Teatro delle città". Tra i maestri incisori e miniatori che contribuirono a questa serie ci sono Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer e forse anche Meisner stesso, che concepì l'opera e contribuì a buona parte della prosa. Incisione in rame, con margini, in perfetto stato di conservazione. View taken from the 1678 edition of the famous Sciagraphia Cosmica also known with the full title Sciagraphia Cosmica: Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... printed in Nuremberg. The Sciagraphia Cosmica, was expanded under the supervision of Kieser after the death of Meisner in 1625, thus arriving at a composition of 800 magnificent engravings. Each engraving is characterized by a motto above the image, and by emblematic verses (in Latin or German). The work is a combination of two then-popular genres, the book of coats of arms and the "Town Book". Among the master engravers and illuminators who contributed to this series are Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer, and perhaps Meisner himself, who conceived the work and contributed much of the prose. Copperplate engraving, with margins, in perfect condition. Cremonini pagg. 57/58, 45a.
Veduta tratta dall'edizione del 1678 della celebre Sciagraphia Cosmica nota anche con il titolo Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... stampata a Norinberga. La Sciagraphia Cosmica, venne ampliata sotto la supervisione di Kieser dopo la morte di Meisner nel 1625, arrivando quindi ad una composizione di 800 magnifiche incisioni. Ogni opera è caratterizzata da un motto sopra l'immagine, e da versi emblematici (in latino o tedesco). L'opera è la combinazione di due generi allora popolari, il libro degli stemmi e il "Teatro delle città". Tra i maestri incisori e miniatori che contribuirono a questa serie ci sono Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer e forse anche Meisner stesso, che concepì l'opera e contribuì a buona parte della prosa. Incisione in rame, con margini, in perfetto stato di conservazione. View taken from the 1678 edition of the famous Sciagraphia Cosmica also known with the full title Sciagraphia Cosmica: Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... printed in Nuremberg. The Sciagraphia Cosmica, was expanded under the supervision of Kieser after the death of Meisner in 1625, thus arriving at a composition of 800 magnificent engravings. Each engraving is characterized by a motto above the image, and by emblematic verses (in Latin or German). The work is a combination of two then-popular genres, the book of coats of arms and the "Town Book". Among the master engravers and illuminators who contributed to this series are Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer, and perhaps Meisner himself, who conceived the work and contributed much of the prose. Copperplate engraving, with margins, in perfect condition.
Veduta tratta dall'edizione del 1678 della celebre Sciagraphia Cosmica nota anche con il titolo Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... stampata a Norinberga. La Sciagraphia Cosmica, venne ampliata sotto la supervisione di Kieser dopo la morte di Meisner nel 1625, arrivando quindi ad una composizione di 800 magnifiche incisioni. Ogni opera è caratterizzata da un motto sopra l'immagine, e da versi emblematici (in latino o tedesco). L'opera è la combinazione di due generi allora popolari, il libro degli stemmi e il "Teatro delle città". Tra i maestri incisori e miniatori che contribuirono a questa serie ci sono Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer e forse anche Meisner stesso, che concepì l'opera e contribuì a buona parte della prosa. Incisione in rame, con margini, in perfetto stato di conservazione. View taken from the 1678 edition of the famous Sciagraphia Cosmica also known with the full title Sciagraphia Cosmica: Das ist Newes Emblematisches Buechlei, dainen in acht Centurijs die vornembste Stat, Vestung, Schlosser der ganzen Welt... printed in Nuremberg. The Sciagraphia Cosmica, was expanded under the supervision of Kieser after the death of Meisner in 1625, thus arriving at a composition of 800 magnificent engravings. Each engraving is characterized by a motto above the image, and by emblematic verses (in Latin or German). The work is a combination of two then-popular genres, the book of coats of arms and the "Town Book". Among the master engravers and illuminators who contributed to this series are Matthäus Merian, Sebastian Furck, Christian Stimmer, and perhaps Meisner himself, who conceived the work and contributed much of the prose. Copperplate engraving, with margins, in perfect condition. Cremonini pagg. 57/58, 45a.
Carta nautica tratta dal raro Recueil de Plusiereurs Plans des Ports et Rades de la Mer Mediterranée Dediée A Monseigneur le Grand Prieur de France, General des Galeres Levé et Dessigné sur les Lieux par les Srs. Michelot Hydrographe et Pilote Real des Galeres du Roy et Bremond Hydrographe du Roy et de la Ville, avec Pri.ge Du Roy (1727), atlante nautico di 37 tavole, stampato a Marsiglia. I piani nautici sono incisi da Pieter Starckman, uno dei più attivi intagliatori dell’epoca, collaboratore di molti cartografi ed editori. Secondo Shirley [cfr. Maps in the Atlases of the British Library, p. 1234] la prima edizione dell’opera contiene 21 tavole, mentre la ristampa, senza data, contiene 37 tavole delle quali alcune datate 1730. La terza, e ultima, contiene 38 tavole e reca la data 1732. Henry Michelot, dopo il successo riscosso con la pubblicazione della sua guida nautica Le Portulan de Partie de la Mer Méditerranée, ou Le vray Guide des Pilotes Costiers (1703), si unì a Laurent Bremond. All’inizio del XVIII secolo Henry Michelot e Laurens Bremond pubblicarono due importanti atlanti nautici del Mediterraneo e piani nautici ampiamente utilizzati dai naviganti costieri. Le carte sono interessanti e importanti per l’attendibilità derivata dall’esperienza di Michelot che, a differenza dei successivi “geografi del Dépôt des cartes et plans de la Marine” come Jacques-Nicolas Bellin, ha avuto una lunga esperienza in mare. Il primo atlante prodotto contiene 16 carte, su piccola scala, del Mediterraneo e della costa atlantica in prossimità dello stretto di Gibilterra, integrate da una o più profili costieri. Le date delle carte sono comprese tra il 1715 e il 1726; in questo periodo Michelot si firmava come Hydrographe et Pilote Real des Galères du Roy (idrografo e pilota della cambusa reale per il corpo della galea dei re). Poco si sa del co-creatore dell’opera Laurent Bremond. Nella raccolta nautica il suo nome succede sempre a quello di Michelot, e viene qualificato come Hydrographe du Roy et de la Ville (idrografo del re e della città). Bremond sembrerebbe essere stato l’editore e il venditore della raccolta nautica, la forza commerciale della società; titolare di una sorta di negozio vicino al porto. Tutte le carte sono chiaramente contrassegnate: Ce vendent a Marseille chez Laurens Bremond sur le Port au coin de Reboul (venduto a Marsiglia da Laurens Bremond nel porto all’angolo di Reboul). Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia S. Bifolco, Mare Nostrum (2019), pp. 270-271, tav. 122; Palau, 168325. Tooley, 438,80. Nautical chart taken from the rare Recueil de Plusiereurs Plans des Ports et Rades de la Mer Mediterranée Dediée A Monseigneur le Grand Prieur de France, General des Galeres Levé et Dessigné sur les Lieux par les Srs. Michelot Hydrographe et Pilote Real des Galeres du Roy et Bremond Hydrographe du Roy et de la Ville, avec Pri.ge Du Roy (1727), nautical atlas of 37 plates, printed in Marseilles. The nautical plans are engraved by Pieter Starckman, one of the most active engravers of the time, collaborator of many cartographers and publishers. According to Shirley [see Maps in the Atlases of the British Library, p. 1234] the first edition of the work contains 21 plates, while the reprint, undated, contains 37 plates, some of which are dated 1730. The third and last edition contains 38 plates and is dated 1732. Henry Michelot, after the success achieved with the publication of his nautical guide Le Portulan de Partie de la Mer Méditerranée, ou Le vray Guide des Pilotes Costiers (1703), joined Laurent Bremond. In the early 18th century Henry Michelot and Laurens Bremond published two important nautical atlases of the Mediterranean and nautical plans widely used by coastal mariners. The charts are interesting and important for the reliability derived from the experience of Michelot who, unlike later "geographers of the Dépôt des cartes et plans de la Marine" such as Jacques-Nicolas Bellin, had long experience at sea. The first atlas produced contains 16 maps, on a small scale, of the Mediterranean and the Atlantic coast near the Strait of Gibraltar, supplemented by one or more coastal profiles. The dates of the charts are between 1715 and 1726; at this time Michelot signed himself as Hydrographe et Pilote Real des Galères du Roy (hydrographer and pilot of the royal galley for the kings' galley corps). Little is known about the co-creator of the work Laurent Bremond. In the nautical collection his name always succeeds that of Michelot, and he is qualified as Hydrographe du Roy et de la Ville (hydrographer of the king and the city). Bremond would seem to have been the publisher and seller of the nautical collection, the commercial force of the company; owner of a sort of store near the port. All charts are clearly marked: Ce vendent a Marseille chez Laurens Bremond sur le Port au coin de Reboul (sold in Marseille by Laurens Bremond in the port at the corner of Reboul). Copper engraving, in excellent condition. Literature S. Bifolco, Mare Nostrum (2019), pp. 270-271, tav. 122; Palau, 168325. Tooley, 438.80. C. Barbera Azzarello, "Raffigurazioni ricostruzioni vedute e piante di Palermo", sch. e tav. 105
Carta geografica pubblicata nella Cosmographia Universalis (Cosmographey Oder beschreibung Aller Länder) di Sebastian Muenster, a partire dal 1564 circa. La Gumina: "Il disegno della Sicilia si associa con-cettualmente alle produzioni tolemaiche che privilegiano l'aspetto artistico alla pura divulgazione geografica. Il profilo dell'Isola è assimilable a un triangolo equilatero che pone la costa meridionale sul fianco basso del foglio in parallelo alle coste africane, con proporzioni del tutto falsate. La rimodulazione sulla carta Münster 1550 è manifesta sia nel comparto grafico (ripresi i riferimenti a Graecia magna Calabria e Africa Barbarie), sia nella semiologia dell'entroterra e dei litorali, riprodotti con le tipiche rientranze semicircolari delle carte nautiche; la dislocazione e il disegno delle isole minori, l'idrografia fluviale e l'orografia sono anch'esse nuove interpretazioni della Münster 1550. Scarsa la toponomastica, con la citazione Saragozza (Siracusa) tipica delle carte nautiche e varianti riconoscibili in Lustegua per Ustica e Maretamo per Ma- rettimo, discostandosi in parte dal modello Münster anche nella resa di Capo passaro per Pachynus, Trapani per Drepanum Stromboli per Stringoli. Malgrado il ridotto numero di toponimi è segnalato, sullo stretto di Messina, Raso culmo (già nella Gastaldi-Maurolico pubblicata nel 1545) a sostituire Pharus della Münster. Animali marini e velieri arricchiscono l'apparato decorativo". Tavola tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, Basilea, seconda metà del XVI secolo. La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie. Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto. Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Silografia, bella coloritura a mano, in buone condizioni. Plate taken from the Cosmographiae Universalis, German edition, Basel, second half of the 16th Century. The Cosmographiae Universalis of Sebastian Münster (1488-1552), printed for the first time in Basel in 1544 by the publisher Heinrich Petri, was updated several times and increased with new maps and urban representations in its many editions until the beginning of the next century. Münster had worked to collect information in order to obtain a work that did not disappoint expectations and, after a further publication in German embellished with 910 woodblock prints, arrived in 1550 to the final edition in Latin, illustrated by 970 woodcuts. There were then numerous editions in different languages, including Latin, French, Italian, English and Czech. After his death in Münster (1552), Heinrich Petri first, and then his son Sebastian, continued the publication of the work. The Cosmographia universalis was one of the most popular and successful books of the 16th century, and saw as many as 24 editions in 100 years: the last German edition was published in 1628, long after the author's death. The Cosmographia contained not only the latest maps and views of all the most famous cities, but also a series of encyclopedic details related to the known, and unknown, world. The particular commercial success of this work was due in part to the beautiful engravings (among whose authors can be mentioned Hans Holbein the Younger, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Woodcut, beautiful hand-coloring, in good condition. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 71; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 22.
Mappa tratta dalla seconda edizione in lingua francese de Le Miroir du Monde.Le Mirour du Monde è l’edizione in lingua francese in prosa dello Spieghel der Werelt, il primo atlante tascabile pubblicato nel 1577, in lingua olandese, da Philip Galle, con testo in rima curato da Peeter Heyns, e stampato dalla tipografia Plantin.Lo Spieghel der Werelt era una versione ridotta del Theatrum Orbis Terrarum di Ortelius.Le lastre, quasi tutte derivate dal Theatrum, furono disegnate e incise da Philip Galle. Due anni dopo, nel 1579, fu data alle stampe l’edizione in lingua francese in prosa, perché Heyns non aveva avuto il tempo necessario per la resa in versi, col titolo Le Miroir du Monde. Il successo di questa edizione francese, è provato proprio dalla seconda edizione pubblicata a soli 4 anni di distanza, nel 1583.Dal 1577 al 1598, Galle & Heyns pubblicarono ben 11 edizione, di cui l’ultima – edita nell’anno della morte di Ortelius – conteneva ben 123 mappe.Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Miniature map published taken from the second French edition of Le Miroir du Monde, published by Galle & Heyns in 1583, printed by Plantin and first publsihed in 1577 under the title Spieghel der werelt.Le Miror du Monde is the French transaltion of the Duch poems Spieghel der Werelt, the first modern pocket-atlas, published by Philip Galle with text by Peeter Heyns in 1577, based on Abraham Ortelius’ Theatrum Orbis Terrarum. The maps were drawn and engraved by Galle. Between 1577 & 1598 Galle issued 11 editions, all printed by Christopher Plantin.Copperplate, very good condition. G. King, Miniature Antique Maps, pp. 60-61.
Carta geografica dell'isola, per la prima volta pubblicata nel volume “L’isole Piu Famose Del Mondo Descritte Da Thomaso Porcacchi Da Castiglione Aretino E Intagliate Da Girolamo Porro Padovan” di Tommaso Porcacchi (ca. 1532-1576), umanista e letterato originario di Castiglion Fiorentino.Gli interessi geografici coltivati sin dal Pomponio Mela del 1557 diedero vita nel 1572 al trattato, pubblicato dalla società tra il libraio Simone Galignani e l’incisore padovano Girolamo Porro, che si servirono della tipografia di Giorgio Angelieri (con privilegio di 10 anni concesso il 16 luglio 1572). Secondo Valerio (cfr. Valerio-Spagnolo, Sicilia 1477-1861, La Collezione Spagnolo-Patermo in quattro secoli di Cartografia, 2014, p. 163) il volume sarebbe stampato nell’officina di Domenico e Giovan Battista Guerra. Il volume, in formato in quarto, con dedica di Galignani a don Giovanni d’Austria, presenta le magnifiche tavole calcografiche di Porro (una seconda edizione, cospicuamente accresciuta di testo e tavole, usci nel 1576, poi ancora, postume, nel 1590, 1604, 1605, 1620 e 1686). Nella lettera dedicatoria Porro narra di essere stato il promotore dell’operazione e di aver incaricato Porcacchi di scrivere un libro sulle isole, riservandosene l’illustrazione. Il modello e quello degli “isolari”, sul quale però Porcacchi innesta lo spirito delle corografie antiche, aggiungendo per ciascuna isola una descrizione fisica, storica e culturale. La concezione e molto ampia (sono comprese penisole, grandi isole come l’Inghilterra o interi continenti: l’America Settentrionale), ma nel “Prohemio” Porcacchi fornisce un glossario di termini geografici che testimonia lo sforzo di impiegare in maniera corretta la terminologia della disciplina (cfr. Franco Pignatti, Porcacchi Tommaso, in "Dizionario Biografico degli Italiani" - Volume 85, 2016). Nel testo vi sono mappe di isole incise su mezza pagina, compreso il planisfero – riduzione della carta murale di Camocio del 1567 e la “carta da navigare con le rotte e i venti, di derivazione gastaldina. Incisione in rame posta nella parte superiore del foglio che contiene anche la parte descrittiva, in ottimo stato di conservazione. Map taken form “L’isole Piu Famose Del Mondo Descritte Da Thomaso Porcacchi Da Castiglione Aretino E Intagliate Da Girolamo Porro Padovan” by Tommaso Porcacchi (ca. 1532-1576), humanist and scholar from Castiglion Fiorentino. The geographical interests cultivated since Pomponio Mela in 1557 gave life to the treatise published in 1572 by the company between the bookseller Simone Galignani and the Paduan engraver Girolamo Porro, who used the typography of Giorgio Angelieri (with the privilege of 10 years July 1572). The volume, with a dedication by Galignani to Don Giovanni d'Austria, presents the magnificent calcographic plates by Porro (a second edition, conspicuously augmented with text and tables, came out in 1576, then again, posthumously, in 1590, 1604, 1605, 1620 and 1686). In the dedicatory letter Porro tells of having been the promoter of the operation and of having entrusted Porcacchi with writing a book on the islands, reserving the illustration. The model is that of the "isolari", on which however Porcacchi inserts the spirit of ancient chorographies, adding a physical, historical and cultural description for each island. The concept is very broad (including peninsulas, large islands such as England or entire continents: North America), but in the "Prohemio" Porcacchi provides a glossary of geographical terms that testifies to the effort to correctly use the terminology of the discipline (see Franco Pignatti, Porcacchi Tommaso, in "Dizionario Biografico degli Italiani" - Volume 85, 2016). In the text there are maps of islands engraved on half a page, including the planisphere - reduction of the wall map of Camocio of 1567 and the "carta marina”.Copperplate placed at the top of the sheet also including a descriptive part, in very good condition. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 82; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 39
Pianta della città tratta dal "Ausfuerliche und Grundriehtige Beschreibung des gantzen Italiens oder Welschlandes" opera edita a Francoforte e Lipsia nel 1692. Incisione in rame, rifilata ed applicata su antico supporto cartaceo, in ottime condizioni. Rara. Pianta della città tratta dal "Ausfuerliche und Grundriehtige Beschreibung des gantzen Italiens oder Welschlandes" opera edita a Francoforte e Lipsia nel 1692. Incisione in rame, rifilata ed applicata su antico supporto cartaceo, in ottime condizioni. Rara.
In 8, mezza pelle coeva, pp.670.Es.con tracce del tempo alla leg., internamente qualche fioritura.Luogo di pubblicazione PalermoEditore Officio Tipografico Lo BIancoAnno pubblicazione 1859Materia/Argomento Sicilia, Storia Letteraria
Quorum seriem folio subsequenti inueniens. Cum Privilegio, & superiorum permissu. L’autore, nato a Messina, abbracciata la carriera ecclesiastica rendendosi celebre nelle scienze sacre e profane, fu poeta, filosofo, storico e profondo conoscitore della lingua greca e latina. Nel 1587 fu in Spagna e venne elevato alla dignità di Regio Istoriografo da Filippo II. Tornato in Sicilia fu canonico della chiesa di Agrigento e venne consacrato vescovo di Giovinazzo da Sisto V nel 1589. Morì nella sua sede nel 1610. Capilettera xilografati. Esemplare totalmente coevo, fresco, mancanza assoluta di fori di tarlo, lieve macchia d'umido alle ultime dieci pagine. Pergamena molle con lacci (persi), titoli a penna al dorso, pp. [16], 317, [1], in 16°
in 4°; pp. XVI + 132 + 107 tavv. (ill. bn. e col.); leg.
2012DADAX9812836292World Scientific Publishing Company 2012-11-30. hardcover. New. 6.90x1.40x9.80. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. World Scientific Publishing Company hardcover
2012SONG9812836292World Scientific Publishing Company 2012-11-30. hardcover. Used: Good. 6.90x1.40x9.80. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. World Scientific Publishing Company hardcover
In 16, pp. XXXII di pubblicita' + 4 + LXXXIV + (4) + 295 + (1b) con una pianta della citta' f.t. piu' volte rip. Legatura edit. in p. tl. rossa con ill. in nero ai p. e tit. oro.
Opera in tre parti suddivisa in 5 volumi; seconda edizione modificata e accresciuta dall'autore, pubblicata con note a cura di Carlo Alfonso Nallino: volume primo - vol. secondo - vol. terzo (parte prima) - vol. terzo (parte seconda) e vol. terzo (parte terza).
In 8o oblungo, pp. 41 non num., br., 80 fotoincisioni eseguite presso lo Stab. Zincografico Guglielmo Schlatter di Catania da fotografie originali rilevate dal direttore dello stesso Stab. e dai signori S. Celso e Vachier. Bella copertina disegnata da Saru Spina con titolo 28 dicembre 1908 Album rovine di Messina Due minimi strappetti al piatto post. ed 1 a quello ant., cop. impolverata, ma ottimo e molto raro opuscolo con 80 tavv. fotogr., anche animate, dei danni prodotti dal tragico terremoto, in elegante cornice liberty (4183/MESSINA - TERREMOTO - SICILIA )
In 8°, mz. perg. coeva, tit. calligrafato al dorso, pp. (4nn)-376; 96. Testo corredato da 93 tavv. incise su acciaio dell'Italia e 24 tavv. della Sicilia. Fiorit. diffuse ai tagli e all'interno, altrimenti bell'es.
8° bross. edit. pp. XXXI-403, con un quadro d'unione, una carta geologica a colori ripieg. f.t. della Sicilia, 10 tavole f.t. in zincografia ed incisioni n.t. "Memorie descrittive della Carta Geologica d'Italia". Esempl. slegato e privo del dorso, timbro di bibl. estinta, margin. tracce d'uso ma buon esempl.
Tre voll. in 16°, brossura edit. a stampa in rosso e nero, pp. XVI + 193(1); pp. 165(1); pp. 168(4). Macchiette di polvere alle copertine e qualche carta lievemente arrossata, ma ottimi esemplari, intonsi. Prima edizione; Gambetti - Vezzosi, pag. 109.
in-8 (250x190), pp. LXXXII, (2), leg. carta antica. Orazione composta in lode di Diego Pignatelli d'Aragona Cortès (Madrid 1687- Palermo 1750). Sposò nel 1713 Anna Caracciolo, e nel 1717 Margherita Pignatelli, erede della Ducea di Bellosguardo nel Regno di Napoli. Fu titolare di un patrimonio feudale vastissimo, costruito attraverso i secoli e frutto di oculate politiche matrimoniali. Diego Pignatelli Aragona fu conosciuto come: duca di Terranova, Monteleone e Bellosguardo, principe di Castelvetrano e Noia, marchese del Vaglio, Caronia, Avola, Favara e Cerchiara, conte di Borrello e Borghetto, barone di Menfi, Santangelo, Casteltermine, Castelmonardo, Montedoro, Monterosso e Polia, signore della città di Briatico e Rosarno, gentiluomo di camera di Sua Maestà, grande di Spagna di prima classe, grande almirante e gran contestabile del Regno di Sicilia, capitano d'uomini d'armi nel Regno di Napoli e cavaliere del Toson d'oro. Elegante composizione adorna di frontalini, finalini e capilettera silografici.. Archivio di Stato di Napoli, Archivio Pignatelli Aragona Cortés, Museo, voll. 37-42, 51..
In 8, cm 14,5 x 21, pp. (8) + 146 + 38. Brossura editoriale con dorso rifatto. Testo di notevole interesse sull'economia agraria siciliana. Il barone mariano Di Michele e di Napoli aveva pubblicato nel 1846 una memoria nella quale propugnava la coltivazione dei cotoni in luogo di quella del riso, causa di aria malsana e funesti effetti, riscontrati nella zona di Termini Imerese. A distanza di anni il saggio viene ripreso da Filippo Maiorana a nome della Commissione di agricoltura nell'ottica di un aumento della superficie coltivata a cotone. Al contempo il Maiorana sostiene i buoni risultati da lui ottenuti nella coltivazione del riso in Biancavilla...
in folio, pp. VI, 102, (4), bross. edit. Con alcune incis. n.t. [369]
(Etna - Vulcano - Sicilia - Eruzioni vulcaniche - Geologia) In 8°, bella legatura novecentesca in mezza pelle goffrata marrone, dorso a 4 nervi, doppio tassello in pelle nera con titoli impressi in oro, ai piatti carta nera tipo serpente, pp. 210, con 6 incisioni intercalate nel testo ; due piante topografiche ripiegate a colori fuori testo : "Carta delle eruzioni dell'Etna eseguita sui lavori del B.ne di Waltershausen e del Prof. Orazio Silvestri, coll'aggiunta dell'ultima eruzione dall'Ing. B. Gentile nel 1886" - "Topografia della regione etnea a nord di Nicolosi coll'aggiunta del nuovo cratere Monte Gemmellaro, e dell'ultima corrente di lave" ; sette vedute in eliotipia fuori testo : L'Etna durante lo scoppio dell'eruzione centrale - Le bocche d'eruzione viste la sera del 19 maggio - L'Etna, veduta da Nicolosi il 21 maggio - Teatro dell'eruzione visto dai Monti Rossi il 2 giugno - Corrente di lava che invade una via campestre - Veduta degli Altarelli lasciati intatti dalla corrente di lava - Caverna eruttiva a sud-ovest di Monte Gemmellaro. Edizione originale "stampata a rischio dell'autore, venduta a beneficio dei danneggiati poveri dall'Eruzione dell'Etna, ai quali è destinato il ricavo della vendita, netto di spese". Lievi ed insignificanti punti di ossidazione ad alcune pagine, volume in ottimo stato di conservazione.