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Celebre pianta topografica di Roma, una rielaborazione, su invenzione di Giovanni Battista Nolli, della pianta xilografica di Leonardo Bufalini raffigurante la città nel 1551. La pianta era venduta insieme a quella grande e piccola del Nolli, di cui costituisce le tavv. 35 e 36. Fu incisa da Franco Monaco e Carlo Nolli, la cui sottoscrizione si legge in basso a sinistra. In alto a sinistra, entro un cartiglio, dedica del Nolli al cardinale Silvio Valenti Gonzaga. Nei due angoli inferiori, sono state inserite le vedutine del Pantheon a sinistra, e dell'Arco di Giano a destra. Orientamento con il nord in alto. Scalimetro in palmi romani. Ai lati, legenda di 307 voci. In basso a destra, le note tipografiche della pianta edita da Leonardo Bufalini nel 1551: "Edita per Mag[ist]r[u]mLeonardum Die XXVI. Men. Maij Anno Domini MDLI"; al centro, la notizia del privilegio e la data: "Romae cum privil. Sum. Pontificis, et Super. permissu anno 1748". Nolli non fece alcun tentativo di migliorare le incongruenze della mappa del Bufalini: gli angoli del Tridente di Piazza del Popolo sono ancora disuguali, e il Circo Massimo ha entrambe le estremità di forma, invece che una sola. Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Bibliografia Frutaz, Le piante di Roma, CLXIX a-c. Famous topographical map of Rome, a reworking, on the invention of Giovanni Battista Nolli, of Leonardo Bufalini's xylographic plan depicting the city in 1551. The plan was sold together with Nolli's large and small plans, of which it constitutes Tables 35 and 36. It was engraved by Franco Monaco and Carlo Nolli, whose signature can be read at lower left. Nolli made no attempt to rectify inconsistencies of the Bufalini map when he prepared the reduced copy. The Popolo trivium still has its unequal angles, and the Circus Maximus is still semicircular at both ends instead of one. He did, however, give greater relief than the original to the densely populated part of the city by shading in the city blocks. This is the same graphical convention he used on his own map. He maintained Bufalini's emphasis on antiquity by copying them exactly as in the original. Indeed he acknowledges this aspect by including views of ancient buildings at the bottom, where the map appears to be scrolled up, so as to reveal the "Colonnacce," a broken aqueduct, and the Pantheon (with Baroque additions) in the lower left corner, and the three ruins of the Forum Boarium in the lower right hand corner: The round Temple of "Mater Matuta," the Arch of Janus (with Medieval additions) and the Temple of "Fortuna Virilis." The map was engraved, as signed, by Franco Monaco and Carlo Nolli. On the upper left, the cartouche with the dedication to the Cardinal Silvio Valenti Gonzaga. Etching with engraving, a fine impression on contemporary laid paper, with margins, perfect condition. Bibliografia Frutaz, Le piante di Roma, CLXIX a-c.
- PRIMO STATO DI QUATTRO -Acquaforte e bulino, 1776. Tiratura avanti il numero, esemplare della contemporanea tiratura romana. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "doppio cerchio e giglio", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF FOUR -Etching and engraving, 1776, signed on plate.Example from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 132, I/IV; Focillon 846.
Acquaforte e bulino, 1775 circa, firmata in lastra in basso. Tiratura “postuma romana” della lastra, nel secondo stato di quattro descritto da Hind. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con filigrana “Bracciano”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 122, II/IV; Focillon (1918): n. 724. Etching and engraving, 1775 circa, signed on plate. Example of the second state of four described by Hind, from the late Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "Bracciano" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 122, II/IV; Focillon (1918): n. 724.
17621105901762. In der Platte signiert "Piranesi F." und mit dem Titel "Sepolcro di Cecilia Metetla". 45 x 64, 5 cm (Plattengröße).
0714-Bo.J. Radierung, 1766, auf Bütten mit Wasserzeichen. 42,8:61,3 cm.- Links unten in der Platte signiert: "Cavalier Piranesi F." Literatur: Focillon 781; Hind 79, II (v.IV); Taschen 950; Wilton-Ely 212. - Kräftiger Abdruck mit vollem Rand, die Ränder fleckig, vertikale Mittelfalte geglättet.
0728-Bo.J. Radierung 1762, aus Vedute di Roma, auf Bütten. 46:64,2 cm.- Unten links auf einer Tafel bezeichnet: "Sepolcro di Cecilia Metella / or detto Capo di bove, fuori della porta / di S. Sebastiano su l' antica via Appia. / A. Costruttura co' merli aggiuntavi ne' tempi bassi. / B. Rovine di altre fortificazioni de' medesimi tempi."; unten rechts nummeriert: "112 XXVI"; rechts daneben signiert: "Piranesi F." - Kräftiger Abdruck mit dem vollen Rand, fleckig, Bugfalte geglättet. Literatur: Hind 67, III (von V); Focillon 772; Wilton-Ely 200; Taschen 938.
0817-Bo.J. Radierung, 1757, auf Bütten. 40,8:62 cm, Blattgröße 58,2:87,5 cm.- Im Unterrand bezeichnet, rechts unten signiert ?Gio. Batt. Piranesi Archit. F?. Literatur: Focillon 749; Hind 42, V (v.VII); Ficacci 919; Wilton-Ely 181. ? Schöner Abdruck mit dem vollen Rand, die Ränder nach außen leicht gebräunt und stockfleckig.
0819-Bo.J. Radierung, 1757, auf Bütten. 41,8:55,2 cm, Blattgröße 58,2:87,5 cm.- Im Unterrand bezeichnet, rechts unten signiert ?Piranesi Architetto fec.?. Literatur: Focillon 813; Hind 45, V (v.VI); Ficacci 899; Wilton-Ely 161. ? Schöner Abdruck mit dem vollen Rand, die Ränder nach außen leicht gebräunt.
0832-Bo.J. Radierung, 1776, auf Bütten. 49,2:71,2 cm, Blattgröße 58,4:89,2 cm.- Unten mittig auf einer Kartusche bezeichnet und signiert ?Cav. Piranesi F.?. Literatur: Focillon 838; Hind 127, III (v.IV); Ficacci 998; Wilton-Ely 260. ? Kräftiger Abdruck mit dem vollen Rand, die Ränder nach außen leicht gebräunt.
0720-Bo.J. Radierung, 1776, auf Bütten mit Wasserzeichen. 42,3:68 cm.- Unten auf einem Schriftband bezeichnet: "Architettura di Raffaele d? Urbino. / 1 Chiesa del Gesù."; unterhalb davon rechts signiert: "Cav. Piranesi F." Literatur: Focillon 842; Hind 128, I (v. III); Taschen 999; Wilton-Ely 261. - Kräftiger Abdruck mit dem vollen Rand, fleckig, vertikale Bugfalte geglättet.
ff. [60], 320 numbered leaves. Woodcut Aldine anchor and dolphin printer's device on the title page and last leaf. Latin Italic type. Some age stain, especially on first and last leaves. In several places the name of Erasmus is obliterated in ink by a censor. An early ownership on the title has been washed out, and a small marginal chip has resulted. Small 8vo. 160 mm. Edges decorated red. Early nineteenth century full vellum binding. Lacks front fly leaf. This second and improved Aldine edition is essentially a reprint of the edition of 1516, edited by Giovanni Battista Cipelli, called Egnazio (1478-1553), with the addition of annotations by Erasmus, which were first published in the Froben edition of 1518. Both Aldine editions contain the relevant texts of Aurelius Victor and Eutropius with the continuation by Paulus Diaconus. The full work was once the common manual of almost everyone who wished to study Roman history, and because of this long and hard use, it is extremely difficult to obtain a clean and perfect example - Renouard. This second edition is considered the more valuable, as containing an 'Index Memorabilium' and the notes of Erasmus and the Venetian philologist Joannes Baptista Egnatius (ca. 1473-1553). Gaius Suetonius Tranquillus, commonly known as Suetonius (ca. 69/75-after 130). Suetonius was a close friend to Senator and letter-writer Pliny the Younger. Pliny describes him as 'quiet and studious, a man dedicated to writing'. Through Pliny, Suetonius came into favor with Trajan and Hadrian. Under Trajan he served as secretary of studies (precise functions are uncertain) and director of Imperial archives. Under Hadrian, he became the Emperor's secretary. In 122, Hadrian dismissed him for disrespectful behavior towards Empress Vibia Sabina. Suetonius may have later regained imperial favor under Hadrian and returned to his position. It was probably in Hadrian's time that he wrote his most important surviving work - this set of biographies on the Lives of the Twelve Caesars. Entitled 'De Vita Caesarum' it deals with successive Roman rulers, from Julius Caesar to Domitian. It also includes other texts on Roman history, notably Eutropius. This collection of ancient Roman historians is dedicated to the great book collector - Jean Grolier, and is followed by a letter from Erasmus commending the edition as well as Egnatius' scholarship. Renouard 91:7; Schweiger 974-975; Adams S-2035; UCLA A4S93; Graesse VI, 521; Ahmanson-Murphy 201 (incomplete); Bibliotheca Erasmiana Bruxellensis 499 (incomplete); Dibdin II, p. 439; STC Italian p. 651. Very good. Scarce. **PRICE JUST REDUCED! ALDINE BOX SAFE
Dustjackets have minor shelfwear. Volumes I & II djs are price-clipped. Else DJs are Near Fine-VG +. 2 photocopied obituaries of Syme and stapled photocopied reviews of Volume 1 tipped in. Foxing/dustsoiling to top of some textblocks. Scholar's bookplate to inner covers (G. P. Goold) except Vol 6 & 7. ; Volume 1: (1979) ISBN: 0198143672 Volume 2: (1979) ISBN: 0198143672 Volume 3: (1984) ISBN: 0198148399 ; Volume 4: (1988) ISBN: 0198148739 ; Volume 5: (1988) ISBN: 0198148852; Volume 6: (1991) ISBN: 0198144946; Volume 7: (1991) ISBN: 0198144903; 7 Volume Set COMPLETE; Vol. 1/7/2022; Additional Charges for shipping may apply.
5 gr. voll. in folio, cc 307; 81; 54; 624; 291, leg. m. tela con tit. oro al d. Parti del I, III e IV vol. sono impaginate nei voll. successivi. I dispacci contenuti nell’opera sono compresi negli anni 1604 e 1605. Copia manoscritta ricavata dall’originale custodito nell’Archivio dei Frari in Venezia, ad uso del Conte Filippo Nani Mocenigo nel 1892.
226986S.l., s.d. (1769) in-4, 175 ff., couverts d'une écriture cursive, moyennement lisible (environ 20 lignes par page), ratures et biffures, cartonnage d'attente de papier marbré, dos à nerfs (reliure de l'époque). Coiffes rognées, charnière supérieure entièrement fendue, coins et coupes abîmés.
052-Io.J. Feder und Pinsel in Grau und Zartbraun, mit grauer Feder umrandet, rechts unten signiert ?A. Andreae del.?, auf chamoisfarbenem Velin. 7,7:13,7 cm. Blatt aus einem Freundschaftsalbum. Verso mit Widmung des Künstlers, datiert, bezeichnet und signiert ?Hannover 11ten May 1829 August Heinrich Andreae?.
Acquaforte e bulino, 1789 circa, firmata in lastra in basso a destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “Fabriano”, con margini, piccolo strappo sul lato destro perfettamente restaurato, per il resto in ottimo stato di conservazione. L’opera viene stampata in occasione della sistemazione definitiva della piazza di Montecitorio, opera dell’architetto Giovanni Antinori. Nel 1789, infatti, Pio VI conferì, all'architetto Antinori l’incarico di innalzare al centro della piazza l'obelisco che l'Imperatore Augusto, dopo la conquista dell'Egitto, aveva portato a Roma. La stele - trovata nel 1748 nei pressi di piazza San Lorenzo in Lucina - proveniva da Eliopoli dove era stata innalzata in onore di Psammetico II, fra il 594 e il 589 a.C., per commemorare la vittoria sugli Etiopi. Sulla cima, Pio VI volle fosse posto un globo di bronzo con una fessura centrale attraverso la quale, a mezzogiorno, passa il sole, disegnando così un punto luminoso nell'ombra che l'obelisco proietta sul pavimento della Piazza, in ricordo dell'antica funzione di gnomone, il cui quadrante era stato già disegnato sul pavimento di una piazza presso San Lorenzo in Lucina, alla quale l'imperatore Augusto l'aveva destinato. Opera di grandissima rarità.Dimensioni 515x725. Etching with engraving, about 1789, signed in plate lower right. Beautiful proof, printed on contemporary laid paper with watermark "Fabriano", with margins, small tear on the right side perfectly restored, otherwise in excellent condition. The work is printed at the final settlement of the square of the House, designed by architect Giovanni Antinori. In 1789, in fact, Pius VI gave Antinori to task the center of the square with the obelisk which the Emperor Augustus had brought to Rome. The stele - found in 1748 near Piazza San Lorenzo in Lucina - came from Heliopolis where he was raised in honor of Psammetichus II, between 594 and 589 BC, to commemorate the victory over the Ethiopians. On top, Pius VI took place was a globe of bronze with a central slot through which, at noon, the sun passes, drawing a bright spot in the shade so that the obelisk casts on the floor of the square, in memory of function gnomon, the dial of which had already been drawn on the floor of a plaza at San Lorenzo in Lucina, to which the Emperor Augustus had intended. Work of great rarity. Size 515x725.
Acquaforte, 1658, in basso a sinistra “Petrus Berrettin. Corton. Arch.”; in basso a destra “Dominicus Barriere Marsilien delin. et sculp”; al centro la dedica al papa Alessandro VII:"Alexandro VII Pontifici Optimo Maximo Quae olim, Beatissime Pater, sub Glandibus Pax Aurea Terras incoluit,...". Da un disegno di Pietro da Cortona (Pietro Berrettini). Rarissima incisione della facciata di Santa Maria della Pace, eseguita da Dominique Barriere. Con ogni probabilità è riferibile al 1658, quando ne incise una versione ridotta, e con qualche variante, per la terza edizione dell’opera “Roma ricercata nel suo sito” (la prima edizione della fortunata guida risale al 1644) di Fioravante Martinelli (1599-1667), pubblicata a Roma da G. B. de Rossi appunto nel 1658. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con ampi margini, in perfetto stato di conservazione. Rara ed importante opera sulla Roma barocca di Alessandro VII. Etching, 1658 circa, lettered in cartouche upper left 'Prospetiva della Chiesa di Sta Maria della Pace di Roma'. Along bottom 'Petrus Berrettin Corton Arch / Dominicus Barriere Marsilien delin et sculp' followed by Alexander's name and 'Jo. Jacobus de Rubeis'. EXTREMELY RARE work showing the façade of Santa Maria della Pace's church, with Pope Alexander VII and his suite on the square. The work probably dates back to 1658, when D. Barriere engraved a reduced version, with some variations, for the third edition of the guide “Roma ricercata nel suo sito” by Fioravante Martinelli (1599-1667), published in Rome by G. G. de Rossi in 1658 (the first edition in 1644). A great impression, printed on contemporary laid paper, with wide margins, perfect condition. A very rare work.
172812092Brüssel, Jean Leonard, 1728. Nouvelle Édition (Neue Auflage) 4° (30-35 cm). 3 Bll., SS. 608-909, 12 Bll. Ganzleder der Zeit über fünf Bünden zwei montierten Rückenschildern und goldgeprägter Rückenverzierung
38198Paris,chez Creuzevault en 1935. In-folio en plein maroquin signé André Bruel, Angers. 25 gravures sur cuivre d'Albert Decaris. Exemplaire n° 126 sur Rives, avec un dessin original de Decaris, pleine page, portrait au crayon de Chateaubriand. Lettres à Monsieur Joubert, à Monsieur de Fontanes, à Madame Récamier. Bel exemplaire avec quelques rousseurs. Magnifique reliure de Bruel sillonnée de traits dorés représentant des monuments romains avec titre en lettres en gros caractères mosaïqués sur le 1er plat.Tête dorée.
La pianta del Cruyl, pubblicata per la prima volta nel 1665 dalla tipografia De Rossi, è una delle rare immagini della città che presenta contemporaneamente sia un impianto iconografico che prospettico.Le vedute presenti in questa pianta sono le stesse che furono poi oggetto di specifiche vedute intagliate dall’artista fiammingo, quasi come una sorta di catalogo personale.L’esemplare in questione è edito da Giovanni Battista De Rossi nel 1665. Sono note una ristampa con l'aggiunta di alcune vedute dei luoghi notabili ad opera di Matteo Gregorio de Rossi (1696) e un’ulteriore tiratura a cura di Carlo Losi, datata 1773.Incisa da Giulio Testone, su due matrici di rame, tracce di pieghe di carta, alcune abrasioni, nel complesso in ottimo stato di conservazione.In alto al centro il titolo: PIANTA DI ROMA COME SI TROVA AL PRESENTE COLLE ALZATE DELLE FABRICHE PIU NOBILI COSI ANTICHE COME MODERNE. Nel bordo superiore del riquadro: a sinistra L. Cruyl delin., al centro Superiorum licen. a destra Giulio Testone Romano Sculp.Opera molto rara e ricercata. Magnifico esemplare della tiratura di Carlo Losi, in perfetto stato di conservazione.BibliografiaArrigoni-Bertarelli (1939): n. 142; Christie’s (1998): p. 50, n. 1043; Ehrle (1908): p. 23; Frutaz (1962): pp. 216-217, n. CLIV, Tav. 343; Hülsen (1915): XXIV, pp. 87-89, nn. 110-111; Jatta (1992): p. 166, n. 31s; Jatta (2012); Marigliani (2007): pp. 216-217, n. 124 e p. 249, n. 155; Roma Veduta (2000): p. 175, n. 31; Scaccia Scarafoni (1939): pp. 125-126, n. 241. Etching with engraving, 1665. A fine impression, with plate tone, of the third state of three, printed on 2 sheets of contemporary laid paper, full margins, very good condition.This map was published for the first time in 1665 by De Rossi; it is one of the rare images of the city depicting, at the same time, an iconographic and perspective system. The views are the same that the Flemish artist engraved afterwards as a sort of personal catalogue. The first state has been printed by Giovanni Battista De Rossi in 1665. The plate was then published by Matteo Gregorio de Rossi in 1696 and finally reissued by Carlo Losi, in 1773. It has been engraved by Giulio Testone on two copper plates.A very rare and important map of Rome. A great example. Literature Arrigoni-Bertarelli (1939): n. 142; Christie’s (1998): p. 50, n. 1043; Ehrle (1908): p. 23; Frutaz (1962): pp. 216-217, n. CLIV, Tav. 343; Hülsen (1915): XXIV, pp. 87-89, nn. 110-111; Jatta (1992): p. 166, n. 31s; Jatta (2012); Marigliani (2007): pp. 216-217, n. 124 e p. 249, n. 155; Roma Veduta (2000): p. 175, n. 31; Scaccia Scarafoni (1939): pp. 125-126, n. 241.
Disegno et Prospettiva della Piazza del Popolo di Roma con le due chiese della Madonna di Monte Santo, et della Madonna de miracoli che di nuovo si fanno d’ordine della Santità di N. S. Alessandro VII. Bulino, 1676 circa, in basso a destra, nell’immagine: Eques C. Rainaldus Inv./ Si Stampano in Roma da Gio. Iacomo Rossi alla Pace con Licenza di Sup Veduta della Piazza del Popolo in prospettiva a sud verso le chiese gemelle di Santa Maria in Montesanto (sinistra, costruita nel 1662-75) e Santa Maria dei Miracoli (destra, costruita nel 1675-79), al centro si erge l'obelisco egizio di Ramesse II di Eliopoli. Veduta finamente incisa all'acquaforte da un disegno di Carlo Rainaldi, che raffigura la piazza dopo le modifiche volute da papa Alessandro VII. La lastra, stampata dalla tipografia di Giovanni Giacomo de Rossi potrebbe essere attibuita alla mano di Giovan Battista Falda o di Dominique Barriere. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con ampi margini, in perfetto stato di conservazione. Opera sconosciuta ai repertori consultati. Forse da identificarsi con la “Entrata della Porta del Popolo di Roma colla veduta delle due nuove Chiese fatte fabbricare dal Cardinal Castaldi con Architettura del Cavalier Rainaldi, intagliata a bulino da Clovet in foglio reale per traverso” che troviamo nell'Indice De Rossi [p. 30 c. 9 (cfr. Grelle Iusco p. 200)]. Engraving, 1676 circa, lettered lower left of image 'Eques C. Rainaldus Inv / Si stampano in Roma da Gio. Iacomo de Rossi alla Pace con Licenza di Sup'. Along bottom 'Disegno et prospettiva della Piazza del Popolo di Roma con le due Chiese della Madonna di Monte Santo, et della Madonna de miracoli che di nuovo si fanno d’ordine della Santità di N. S. Alessandro VII. View of the Piazza del Popolo looking south toward the twin churches of Santa Maria in Montesanto (left, built 1662-75) and Santa Maria dei Miracoli (right, built 1675-79), in the centre stands the Egyptian obelisk of Ramesses II from Heliopolis. Finely etched view from a drawing by Carlo Rainaldi, depicting the square after the modifications desired by Pope Alexander VII. The plate, printed by the tipography house of Giovanni Giacomo de Rossi, could be attributed to the hand of Giovan Battista Falda or Dominique Barriere. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, with wide margins, in perfect condition. Work unknown to the repertories consulted.
Rara pianta della città, a proiezione verticale, orientata con il nord in alto.La pianta fu pubblicata per la prima volta nel 1829: "La pianta del Censo è senz'altro la più accurata e significativa pianta della Roma Papale nel sec. XIX. Gli edifici sono campiti a tratteggio; chiese e monumenti principali sono rappresentate con la pianta interna. L'orografia è chiaramente leggibile così come il disegno del verde. Ampia legenda sul lato sinistro ed in basso a destra elenco dei XIV rioni. È raffigurata la sola città entro il perimentro delle mura che risalta pertanto nitidamente sul fondo bianco. Il Cardinale Cesare Guerrieri, primo presidente della Congregazione dei Catasti (poi Censo) dal 1816 al 1832, fece incidere e pubblicare questa pianta, basandosi sulle mappe manoscritte del Catasto Urbano ordinate da PIO VII nel 1818 e completate nel 1822" (cfr. Marigliani p. 323). Una seconda stesura dell'opera viene alla luce nel 1854, ristampa delle lastre originali, che contiene l'indicazione del ponte di ferro costruito accanto a Ponte Rotto. La pianta fu poi definitivamente emendata nel 1866 - questa nostra edizione."E' la più accurata immagine della città subito prima che diventasse capitale. Compare il ponte di ferro a San Giovanni dei Fiorentini (1863) ed è indicata la fabbrica dei tabacchi (1863) con l'antistante Piazza Matai (1864). Ci sono le linee ferroviarie a Termini (1862) mentre manca ovviamente il fabbricato die viaggiatori (1867). È riportato infine il primo tratto di via Nazionale (fino a via Quattro Fontane), tracciata proprio nel 1866" (cfr. Marigliani p. 411).Acquaforte, stampata da 4 lastre su altrettanti fogli di carta coeva, tagliati, applicati su tela e montati ad astuccio. Tela leggermente lesionata nelle pieghe, per il resto in buono stato di conservazione.Esemplare con ex-libris della libreria di Ulderico Bossi, che aveva sede in Roma a via del Corso 401.BibliografiaA. P. Frutaz, "Le piante di Roma", n. 191; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", n. 354; Scaccia Scarafoni, "Le Piante di Roma", n. 312. Rare map of the city, with vertical projection, oriented with the north at the top.The map was published for the first time in 1829, and is undoubtedly the most accurate and significant map of Papal Rome in the nineteenth century. Wide key-legend on the left side and at the bottom right list of the XIV districts. It is represented the only city within the perimeter of the walls that stands out clearly on the white background. Cardinal Cesare Guerrieri, first president of the Congregazione dei Catasti (later Censo) from 1816 to 1832, had this map engraved and published, based on the manuscript maps of the Catasto Urban ordered by PIO VII in 1818 and completed in 1822. A second issue of the map comes to light in 1854, reprint of the original plates, which contains the indication of the iron bridge built next to Ponte Rotto. The map was then definitively amended in 1866 - our edition.It is the most accurate image of the town just before it became capital of Italy. The iron bridge appears in San Giovanni dei Fiorentini (1863) and the tobacco factory (1863) is indicated with the opposite Piazza Matai (1864). There are the railway lines at Termini (1862) while the travellers' building (1867) is obviously missing. Finally, shows the first part of Via Nazionale, traced in 1866.Etching, printed from 4 plates on 4 sheets of contemporary paper, cut, applied on canvas and mounted in a box. Canvas slightly damaged in the folds, otherwise in good condition.Exemple with ex-libris of the book seller Ulderico Bossi, which was based in Rome in via del Corso 401.BibliografiaA. P. Frutaz, "Le piante di Roma", n. 191; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", n. 354; Scaccia Scarafoni, "Le Piante di Roma", n. 312. A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", n. 191; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", n. 354; Scaccia Scarafoni, "Le Piante di Roma", n. 312.
120210Roma: Edizioni Eos 1998. Quartini sciolti in cartelletta loose as issued in original portfolio. Perfetto Mint. Libro opera su poesia di Guido Ceronetti pensato e realizzato a mano in ogni sua parte da Giosetta Fioroni avvalendosi di varie tecniche: tempera china collage. Con una poesia di Guido Ceronetti. Ogni copia presenta interventi diversi dell'artista per cui può";" essere considerata opera unica. Firma a penna di Giosetta Fioroni e Guido Ceronetti. Cm 355 x 255. pp. 12. Perfetto Mint. Edizione di 35 5 copie es. numerati e firmati. Edizioni Eos, unknown
21598Venise, Giovanni Varisco & i compagni, 1569. Petit in-8, [8]-201 ff. [sign : 8 A-Aa8 Bb10], chagrin noir moderne, triple filet à froid en encadrement sur les plats, dos long orné de filets à froid,tranches mouchetées (petites épidermures, restaurations du papier au titre, pâle mouillure en début de l'ouvrage, petit manque sans atteinte au deux premiers ff. de texte, 2 restaurations de papier à la carte, quelques taches).
1830049-I1830. Bleistift, mit unregelmäßiger Bleistiftlinie umrandet, auf Velin, rechts unten bezeichnet und datiert ?Rom 1830?. 15:22,2 cm.