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432 pages. Printed upon glossy stock. Numerous reproductions of archival black and white photos. Presents a comprehensive history of Euphrasia Township and vicinity in Ontario. Includes lists of names in nine area cemeteries and details of five local censuses performed in the last half of the 1800s, plus much more. Binding tight. Moderate wear. Occasional bits of high-lighting to contents. Dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart cover. A quality copy of this marvelous reference. Book
Books are fine. ; Unchanged reprint of 1903-1916 and 1920-1930 London editions. V1: ISBN: 348704272X. V2: ISBN: 3487042738. ; 5 Volume Set Reprinted in 2 Volumes. COMPLETE; Marcus Manilius (M Manilii) , 1st century A. D. Roman poet and astrologer. The Astronomicon contains the earliest appearance of astrological systems of Houses. Housman's is considered the authoritative edition. Introduction in English. Latin apparatus.
Books are fine. ; Unchanged reprint of 1903-1916 and 1920-1930 London editions. V1: ISBN: 348704272X. V2: ISBN: 3487042738. ; 5 Volume Set Reprinted in 2 Volumes. COMPLETE; Marcus Manilius (M Manilii) , 1st century A. D. Roman poet and astrologer. The Astronomicon contains the earliest appearance of astrological systems of Houses. Housman's is considered the authoritative edition. Introduction in English. Latin apparatus.
Ex-library copies with usual stamps, call numbers and pocket. ; Volume I & II
Amsterdam, Paris, Desaint & Saillant, Durand, Vincent, Duchesne, 1758 - Edition originale in-12 - Complet en 2 volumes, seuls édités - Reliure plein veau de l'époque (coiffes et coins frottés) - Dos à nerfs orné de caissons fleuronnés - Pièce de titre havane - titre doré - Ecoinçons dorés aux 1 & 4 plats - Gardes marbrées - Toutes tranches rouges - signet - LVIII-[2]-317 & 448 pp - Bon exemplaire, très propre - Envoi rapide et soigné Philippe-Auguste, Comte de SAINTE-FOIX, dit le chevalier d'Arc ou d'Arcq (1721-1795) était l'un des fils naturels de Louis-Alexandre de Bourbon, comte de Toulouse, un des légitimés de Louis XIV. Il fit une carrière militaire assez brillante dans la cavalerie, et quitta le service en 1748, lors de son anoblissement, pour se consacrer aux lettres
In-4 gr. (mm. 340x240), 2 parti in 1 vol., cartonato rustico antico con unghie (dorso rifatto). La prima: 12 cc.nn., 772 pp.num.; la seconda “Sacrae Rotae Romanae decisiones ad Statuta Urbis”: 4 cc.nn. (“Index decisionum post annotationes ad Statuta impressarum”), 211 pp.num., 52 cc.nn. Testo su due colonne, ornato da fregi, grandi iniziali figurate e finalini. inc. su legno. Al verso dell’ultima carta, marca e note tipografiche ripetute. Un solo frontespizio con tit. in rosso e nero e grande vignetta che riporta lo stemma di Urbano VIII al quale la raccolta è dedicata. <br> Cfr. Cat. Piantanida,I,960 - Manzoni “Bibliografia statutaria”,I, p. 422.<br> Ca. 20 carte ben restaur. per mancanza margin.; lievi aloni o uniformi arross. o fiorit. interc. nel t. ma complessivam. discreto esemplare.
Mm 310x410 Volume rilegato in tutta tela editoriale color mattone, fregio al piatto e titolo in oro al dorso, xx-565 pagine, testo in latino e numerose tavole a colori fuori testo, custodia in cartoncino morbido muto. Edizione e note di Reto Niggl. Esemplare in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8 gr. (mm. 277x220), mz. pelle coeva (lievi abras. alle cerniere), dorso a cordoni con fregi e tit. oro, pp. (8). Interessante raccolta che illustra, in 80 tavv. litografate a colori e ritoccate a mano - accompagnate da testo descrittivo - gli sfarzosi costumi indossati dal Papa e dai dignitari della Chiesa in occasione di cerimonie, accanto ai costumi di più umile e a volta rozza fattura delle congregazioni religiose, e a quelli delle guardie papali. Le tavv., copiate dal vero da G. Perugini, sono descritte dal Padre Helyot. Seconda edizione. Cfr. Lipperheide,II,1825 - Colas,2323. Nel ns. esempl. 3 pp. di testo descrittivo presentano abras. con relativa perdita di testo; fioriture più o meno lievi intercalate nel t. e aloni marginali su circa 10 cc. (sempre di testo), ma complessivam. in buono stato.
In folio (42x32) tiratura limitata a mille esemplari. esemplare n 977; cartonato con stampa e legatura in tutta pelle dalla SAGDOS Officine Grafiche e Legatoria di Brugherio (Milano); splendide tavole a colori su carta speciale della Cartiera Ventura; pp.44 . 72c. di tavole; ottimo
Lotto di ben venticinque foto all'albumina, 1880 circa, cm. 19 x 25,5 circa, tutte relative a differenti chiese, montate su altrettanti cartoni rigidi. Interessante documentazione. Tutte :
Acquaforte misure: mm 167 x 212 Pittore e incisore italiano soprannominato "il re dei disegnatori". La più grande vocazione dell'artista è, infatti, la grafica. Dal 1860 studia a Napoli all'Istituto di Belle Arti sotto la guida di maestri come Domenico Morelli (Napoli 1826 - 1901), Filippo Palizzi (Vasto 1818 - Napoli 1889), Tommaso Aloysio Juvara (Messina 1809 - Roma 1875) e Francesco Pisante (Napoli 1830 - 1889). Qui egli studia la tecnica dell'acquaforte d'invenzione e aderisce al verismo di matrice palizziana. Agli inizi del 1873 si trasferisce a Roma e frequenta i corsi di incisione alla Calcografia Nazionale. Tra il 1878 e il 1880 è a Parigi presso l'editore Cadart e proprio questa parentesi parigina colloca il Piccinni tra gli artisti europei fautori della rinascita dell'acquaforte originale. Sperimentatore delle nuove possibilità legate al mezzo fotografico è tra i primi in Italia a impiegare la fotoincisione tra il 1874 ed il 1886. I temi affrontati da Piccinni dimostrano l'attenzione costante verso i gesti più semplici della quotidianità della vita, gli individui vengono rappresentati come modelli di categorie sociali. Il soggetto è riconducibile ad un gruppo di lavori appartenenti alle prime acqueforti di invenzione realizzate dall'artista, tutte hanno per soggetti personaggi e situazioni colti durante il soggiorno romano. In questa stampa vediamo rappresentati dodici spettatori a teatro che si sporgono dalla balconata per osservare meglio la rappresentazione. Grazie a potenti giochi chiaroscurali emergono dalla sfondo scuro e i loro volti indagati minuziosamente sono illuminati dalle luci teatrali della ribalta. Le luci imbiancano anche i due pilastri con capitelli che spezzano l'andamento lineare e prospettico volto a sinistra della superficie della balconata. Proprio l'effetto di luce e il punto di osservazione da sotto in su trasforma i volti in una serie di maschere il che suggerisce un'analisi psicologica dei "tipi da teatro". In alto a sinistra all'interno del soggetto firma e data incisi. Oltre l'immagine in alto a destra numero 470, in basso "A. Piccinni pinx. et sc," titolo e "V.ve A. Cadart Edit. Imp. 56 B.ard Haussmann.Paris". Questa lastra fu pubblicata su L'Illustration Nouvelle, album edito dalla Maison Cadart nel marzo del 1879. Impressione eccellente con leggero effetto di tono, carta vergata. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Timbro in alto a destra non identificato. Un altro esemplare è conservato presso la Raccolta Davoli di Reggio Emilia, Davoli 11329 Bibliografia: A. Petrucci, “A. Piccinni incisore”, 1931; G. Bassi “Antonio Piccinni”, Fasano di Puglia 1978; F. Fiorani G. Scaloni, “Antonio Piccinni incisore”, Roma 2005, 1.13.a, pag.75
Mm 200x265 Due volumi pubblicati tra il 1826 ed il 1827. Legatura coeva in mezza pelle, tasselli ai dorsi con titoli oro impressi, piatti marezzati con angoli in pelle, 384 + 571 pagine con 67 tavole incise in rame (68 in verità perchè il numero 26 del primo tomo è ripetuto per una tavola di contenuto diverso) ripiegate fuori testo, 35 al primo volume, e 32 al secondo. I due volumi sono in buone condizioni con legature ben salde, presentano fioriture in alcune parti del testo ed in alcune tavole. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Veduta tratta dalla raccolta Ruinarum varii prospectus, ruriumque aliquot delineationes pubblicato da Philip Galle con incisioni tratte da disegni di Hendrick van Cleve o Cliven III. Figlio e allievo di William van Cleve, si trasferisce in Italia nella metà del XVI secolo; oltre ad un dipinto raffigurante una veduta di Roma, datato 1550, realizza un cospicuo numero di disegni che serviranno come modelli per l’opera incisa, realizzata al ritorno ad Anversa e pubblicata nel 1587. Le vedute, che raffigurano principalmente Roma ma anche altre città europee, recano in basso l’iscrizione “Henri. Cliven. inven." o "Henri Cliven pingebat" che ne attestano la derivazione ma non l'autografia. È certo che Hendrick viaggiò in Italia. Gli studiosi non sono d'accordo sui tempi del suo soggiorno, che alcuni collocano prima del 1551, anno in cui divenne maestro della Gilda, mentre altri lo collocano tra il 1551 e il 1555, data in cui si sposò. In Italia fece molti disegni di vedute di montagne, edifici e paesaggi urbani, che poi utilizzò nelle sue opere. Sulla base dei suoi disegni noti di città italiane, probabilmente trascorse del tempo a Roma, Firenze e Napoli. Hendrick van Cleve era un artista di paesaggio, creando sia vedute topografiche che paesaggi immaginari. I suoi paesaggi sono in stile italianizzante e tipicamente raffigurano ampie vedute con rovine che possono essere o meno interamente immaginarie. Le rovine sono di solito una compilazione di elementi caratteristici dell'architettura classica. Alcune sono basate su rovine esistenti che possono essere identificate, mentre altre sono costruzioni completamente di fantasia dell’artista. I disegni di Hendrik van Cleve furono quindi usati dai tipografi contemporanei di Anversa. Due serie di stampe secondo i disegni di van Cleve furono pubblicate dal famoso incisore ed editore Philips Galle. La prima serie, Regionem, rurium, fundormumq[ue], varii atove amoeni prospectus fu pubblicata nel 1587. Consiste di 10 tavole che raffigurano principalmente paesaggi pastorali immaginari con rovine. Hendrik van Cleve è menzionato come disegnatore su ogni stampa e Philip Galle come incisore. La seconda serie intitolata Ruinarum varii prospectus, ruriumq[ue] aliquot delineationes non è datata ma fu probabilmente pubblicata intorno allo stesso periodo della prima. Le 38 stampe mostrano vedute mediterranee. Non è chiaro chi abbia inciso questa serie. La firma con il monogramma di H. van Cleve appare su tutte le 38 incisioni, ad eccezione dell'incisione n. 22 della serie. Anche la firma di Philip Galle appare su tutte le incisioni mentre quella di suo figlio Theodoor appare solo su una. Anche Hendrick van Cleve stesso potrebbe essere stato l'incisore della serie. Incisione al bulino, bella impressione su carta vergata coeva, in ottimo stato di conservazione. A nice view taken from the rare Ruinarum vari prospectus ruriumq. Aliquot delinationes. Hendrick van Cleve or Cliven III, son and pupil of William van Cleve, moved to Italy in the second half of the XVI century; besides a painting depicting a view of Rome (1550), he realized a considerable amount of drawing which he afterwards used as preparatory for the engravings he realized in Antwerp and published by Philip Galle in 1587. The views, whose main subject is Rome but there are also other European cities, bear the inscription “Henri. Cliven. inven" or "Henri Cliven pingebat" on lower part, which testify their origin, but not necessarily the fact that he realized them. It is certain that Hendrick travelled to Italy. Scholars disagree about the timing of his stay in Italy. Some place it before 1551, the year in which he became a master of the Guild, while others place it between 1551 and 1555, the date on which he got married. In Italy he made many drawings of mountain views, buildings and cityscapes, which he later used in his works. Based on his known drawings of Italian cities, he likely spent time in Rome, Florence and Naples. Hendrick van Cleve was a landscape artist. He created topographical views as well as imaginary landscapes. His landscapes are in the Italianising style and typically depict wide views with ruins that may or may not be entirely imaginary. The ruins are usually a compilation of characteristic elements from classical architecture. Some are based on existing ruins which can be identified. Others are completely fabricated constructions Hendrik van Cleve's drawings were used by contemporary printmakers in Antwerp as designs. Two series of prints after van Cleve's designs were published by the renowned engraver and publisher, Philips Galle. The first series, Regionem, rurium, fundormumq[ue], varii atove amoeni prospectus was published in 1587. It consists of 10 plates that mainly depict imaginary pastoral landscapes with ruins. Hendrik van Cleve is mentioned as the designer on each print and Philip Galle as the engraver. The second series entitled Ruinarum varii prospectus, ruriumq[ue] aliquot delineationes is undated but was likely published around the same time as the first one. The 38 prints show Mediterranean views. It is not clear who engraved this series. H. van Cleve's signature and monogram appear on all 38 engravings with the exception of engraving n.22 of the set which lacks the monogram. Philip Galle's signature also appears on all the engravings while that of his son Theodoor appears on engraving only. Hendrick van Cleve III may also have been the engraver as his monogram is present on the print. Engraving, with fine later hand colour, some paper fold perfectly restored, otherwise good conditions. Hollstein, F. W. H. Dutch and Flemish Etchings, Engravings, and Woodcuts, v.4, pl.170, n.1-38 and v.7, p.80, n.423-460.
Paris, Chez Desaint & Saillant, rue S. Jean de Beauvais (de l'Imp. de P. G. Le Mercier, rue S. Jacques), 1750-56, volumi 5 (su 6), in-4, bella legatura coeva in pieno vitello marmorizzato, dorso a 5 nervi con titolo su tassello ed eleganti fregi floreali impressi in oro a piccoli ferri negli scomparti, piatti riquadrati da triplo filetto oro, come il merletto interno, tagli e sguardie marmorizzati, nastrino in seta rossa, pp. VIII, (8), 616, (22); (8), 507, (17); (4), 546; (4), 500; (4), 540. Fregi xilografici al frontespizio e in forma di testate e finali. Con 4 carte geografiche (Germania, Impero dei Parti, Palestina, Dacia, Mesia e Tracia) di Jean Baptiste Bourguignon d'Anville incise in rame da Guillaume Nicholas Delahaye, su tavole piegate fuori testo. Ricordiamo che d'Anville, che fu geografo del Re di Francia è considerato il 1° cartografo moderno per l'accuratezza delle sue mappe; De la Haye fu membro di una famiglia di ugonotti francesi che contò diversi incisori al servizio dei più importanti cartografi francesi del 700. Qualche difetto alle coperte, ed alcune carte brunite, ma ottime condizioni. Edizione originale. Manca il volume IV.
Veduta di Piazza di Spagna con la scalinata di Trinità dei Monti, edita a Roma da Agapito Franzetti all'inizio del XIX secolo.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Veduta di Piazza di Spagna con la scalinata di Trinità dei Monti, edita a Roma da Agapito Franzetti all'inizio del XIX secolo.Incisione in rame, in buono stato di conservazione.
In 4°, pp. XII+428. Pergamena coeva.4°, Incisione a piena pagina con dedica epigrafica a Giulio Cesare Barberini Colonna davanti all'antiporta, ritratto del dedicatario in specchio incorniciato con muse sedute sotto il ritratto all'antiporta, tomba romana incisa al frontespizio, 8 tavole epigrafiche incise fuori testo di cui 5 ripiegate. Le incisioni sono di Zaballi, Palini, Carloni, disegni di Carloni e Giusti. Testatine, iniziali e finalini incisi. In fine l'opera contiene: De veteri quodam solari horologio nuper invento epistola, di François Jacquier.
in-folio (mm 275x210), ff. 169 manoscritti su entrambe le facciate in chiara grafia, 3 ff. bianchi, legatura coeva in pergamena floscia (piccola mancanza alla cuffia superiore ). Una bella iniziale con decorazione floreale in inchiostro. Interessante cronaca degli avvenimenti romani assemblata da anonimo compilatore raccogliendo e disponendo secondo nuovo ordine le notizie contenute nella ''Storia Universale'' di Giovanni e Matteo Villani, la cui prima edizione a stampa apparve a Venezia nel 1537. Il compilatore divise il suo lavoro in 28 capitoli, secondo l'indice ma ne venNero composti solo 26, che abbracciano l'arco cronologico 1327-1358. Buon esemplare.. .
Pianta topografica delle vestigia dell'antica Roma, a proiezione e figurazione verticale, pubblicata nel 1763 nell'opera di Ridolfino Venuti "Accurata, e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma".Incisa da Niccolò Mogalli e Giovanni Petroschi, su disegno di R. Venuti.Le indicazioni toponomastiche in parte sono riportate nella pianta, in parte in una rubrica di 77 numeri posta ai lati. In basso, a destra, la firma degli incisori. La seconda edizione della lastra, reca la data 1823.Incisione su rame, in ottimo stato di conservazione. Pianta topografica delle vestigia dell'antica Roma, a proiezione e figurazione verticale, pubblicata nel 1763 nell'opera di Ridolfino Venuti "Accurata, e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma".Incisa da Niccolò Mogalli e Giovanni Petroschi, su disegno di R. Venuti.Le indicazioni toponomastiche in parte sono riportate nella pianta, in parte in una rubrica di 77 numeri posta ai lati. In basso, a destra, la firma degli incisori. La seconda edizione della lastra, reca la data 1823.Incisione su rame, in ottimo stato di conservazione. Frutaz, Le piante di Roma, XXXVIII; L. Schudt, Le guide di Roma, p. 405, n. 769; Caldana (2013): p. 107, n. I.64.
In-8 gr. (mm. 275x207), p. pergam. coeva, tit. oro su tassello al dorso, 3 cc.nn. (compreso il frontesp.), XVIII,361,(1) pp.num., 17 cc.nn., marca tipografica al frontesp. inc. in rame, ornato da testate, grandi capilett. figur. e finali inc. su legno. L’opera è illustrata dal ritratto dell'A. in medaglione, inc. in rame da F.M. Francia, e da 1 tav. f.t. che raffigura una lapide, oltre ad alc. xilografie nel t. relative a monete. Nuova edizione aumentata dal nipote dell'A. e introdotta da una "Vita" del Conte Orsato, scritta da Gianantonio Volpi. Cfr. "Trecento opere della Tipografia Volpi-Cominiana",181: "Si tratta dell'opera più valida dell'erudito padovano Sertorio Orsato (1617-1678)" - Lozzi,II,4453: "E' la prosecuzione de "Li Marmi Eruditi", edita a Padova da Pietro Maria Frambotto, nel 1659" - Brunet,IV,239: "Bon ouvrage" - Graesse,V,54 - Haym,IV,159(8) - Choix de Olschki,20831. Esempl. marginoso, solo alc. carte lievem. arross. altrim. ben conservato.
25 fascicoli in folio ognuno accompagnato da relativa brossura, pp.198. L'opera è figurata da 198 incisioni f.t. in delineato che descrivono le statue del Campidoglio. Barbe originali. Ex libris. Si tratta solo del primo volume dell'opera.Olschki Choix, XI, 17949. Brunet, IV, 1302.
gr. vol. in-8, pp. (8), 30, (1), 525, 7, bella solida leg. p. perg. coeva con tit. oro al d. Tagli spruzzati. Prima ediz. anche al front. compare la scritta "accresciuta". Imp. guida sul palazzo e capolavori d'arte in esso contenuti. Comodi indici delle opere artistiche e degli artisti al fine. Olschki 18116. Lozzi 4539. Rossetti III, 10841. Picc. lavoro di tarlo al margine bianco interno che mai lede il testo. Ottimo esempl. su carta forte. [022]
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE. EDIZIONE MONUMENTALE A TIRATURA LIMITATA DI 235 ESEMPLARI, LA NOSTRA COPIA E' LA N. 23. COPIA FUORI COMMERCIO. DISEGNI DI LUCIO CARTOCCI, PREFAZIONE DI ALBERTO CALZA-BINI. CON 59 TAVOLE A PIENA PAGINA PROTETTE DA VELINA, VARIE INCISIONI NEL TESTO E DUE VEDUTE VIA GIULIA E ROMA DAL GIANICOLO (SIGLATE A E B) numero pagine: 108 + INDICE TAVOLE E NOTE formato: 43.8X34 stato conservazione: BUONO L'INTERNO, COPERTINA MARGINI CON PICCOLE MANCANZE E TAGLIETTI. SCRITTA TITOLI AL DORSO
Veduta tratta dalla monumentale opera Delle magnificenze di Roma antica e moderna.Pubblicata in 10 volumi dal 1747 al 1761, l’opera presenta 238 incisioni in rame, ciascuna incisione con testo narrativo che fornisce informazioni storiche e documentarie. Conosciuto dai più semplicemente come il "maestro" di Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi rivela in quest'opera monumentale la pienezza della sua creatività grafica. I 10 libri che la compongono hanno ognuno un frontespizio con titolo e data diversi: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. Le Magnificenze forniscono un panorama completo e al tempo stesso anticonvenzionale dell'Urbe: così, insieme alle consuete, celeberrime inquadrature desunte dalla migliore tradizione vedutistica, si trova anche una Roma insolita, quella che, talvolta, non esiste più. A quest'opera, di centrale importanza nell'editoria romana di metà Settecento, l'Autore aveva lavorato per quasi un ventennio realizzando una monumentale guida dell'Urbe dove accanto alle consuete e celeberrime inquadrature tratte dalla migliore tradizione vedutistica, immortala anche scorci insoliti che sono poi scomparsi con il cambiare della città. Il testo che accompagna le vedute nel primo volume è opera di Giuseppe Bianchini, nel secondo di Orazio Orlandi e nei restanti del Vasi stesso. A partire dall'edizione del 1786, l'opera del Vasi, fu aggiornata dal figlio Mariano, che la pubblicò col titolo Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, mostrando solo il nome del padre come autore. Questa nuova edizione presentava molte tavole della prima edizione, ed alcune nuove. Anche la pubblicazione di Mariano Vasi fu stampata più volte, sempre con l’aggiunta di nuove tavole. Esemplare tratto dall'edizione del 1786. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, completa dei margini, in ottimo stato di conservazione. View taken from the monumental work Delle magnificenze di Roma antica e moderna. Published in 10 volumes from 1747 to 1761, the work features 238 copper engravings, each engraving with a narrative text that provides historical and documentary information. Known by most simply as the "master" of Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi reveals in this monumental work the fullness of his graphic creativity. The 10 books that compose it each have a title page with a different title and date: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. The Magnificences provide a complete and at the same time unconventional panorama of the City: thus, together with the usual, celebrated shots taken from the best tradition of vedutistica, one also finds an unusual Rome, one that, at times, no longer exists. The author had worked on this work, of central importance in Roman publishing in the middle of the eighteenth century, for almost twenty years, producing a monumental guide to the “Urbe” where, alongside the usual and famous shots taken from the best tradition of vedutistica, he also immortalized unusual views that have since disappeared with the change of the city. The text that accompanies the views in the first volume is by Giuseppe Bianchini, in the second by Orazio Orlandi and in the remaining ones by Vasi himself. Starting from the edition of 1786, the work of Vasi, was updated by his son Mariano, who published it under the title Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, showing only the name of his father as author. This new edition presented many plates of the first edition, and some new ones. The publication of Mariano Vasi was also printed several times, always with the addition of new plates. View taken from 1786 edition of the Vasi’s Delle Magnificenze di Roma Antica e Moderna. Etching, printed on contemporary laid paper, in very good condition. Scalabroni, 183
Veduta tratta dalla monumentale opera Delle magnificenze di Roma antica e moderna.Pubblicata in 10 volumi dal 1747 al 1761, l’opera presenta 238 incisioni in rame, ciascuna incisione con testo narrativo che fornisce informazioni storiche e documentarie. Conosciuto dai più semplicemente come il "maestro" di Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi rivela in quest'opera monumentale la pienezza della sua creatività grafica. I 10 libri che la compongono hanno ognuno un frontespizio con titolo e data diversi: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. Le Magnificenze forniscono un panorama completo e al tempo stesso anticonvenzionale dell'Urbe: così, insieme alle consuete, celeberrime inquadrature desunte dalla migliore tradizione vedutistica, si trova anche una Roma insolita, quella che, talvolta, non esiste più. A quest'opera, di centrale importanza nell'editoria romana di metà Settecento, l'Autore aveva lavorato per quasi un ventennio realizzando una monumentale guida dell'Urbe dove accanto alle consuete e celeberrime inquadrature tratte dalla migliore tradizione vedutistica, immortala anche scorci insoliti che sono poi scomparsi con il cambiare della città. Il testo che accompagna le vedute nel primo volume è opera di Giuseppe Bianchini, nel secondo di Orazio Orlandi e nei restanti del Vasi stesso. A partire dall'edizione del 1786, l'opera del Vasi, fu aggiornata dal figlio Mariano, che la pubblicò col titolo Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, mostrando solo il nome del padre come autore. Questa nuova edizione presentava molte tavole della prima edizione, ed alcune nuove. Anche la pubblicazione di Mariano Vasi fu stampata più volte, sempre con l’aggiunta di nuove tavole. Esemplare tratto dalla seconda edizione dell'opera, edita nella seconda metà del '700. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, completa dei margini, in ottimo stato di conservazione. View taken from the monumental work Delle magnificenze di Roma antica e moderna. Published in 10 volumes from 1747 to 1761, the work features 238 copper engravings, each engraving with a narrative text that provides historical and documentary information. Known by most simply as the "master" of Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi reveals in this monumental work the fullness of his graphic creativity. The 10 books that compose it each have a title page with a different title and date: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. The Magnificences provide a complete and at the same time unconventional panorama of the City: thus, together with the usual, celebrated shots taken from the best tradition of vedutistica, one also finds an unusual Rome, one that, at times, no longer exists. The author had worked on this work, of central importance in Roman publishing in the middle of the eighteenth century, for almost twenty years, producing a monumental guide to the “Urbe” where, alongside the usual and famous shots taken from the best tradition of vedutistica, he also immortalized unusual views that have since disappeared with the change of the city. The text that accompanies the views in the first volume is by Giuseppe Bianchini, in the second by Orazio Orlandi and in the remaining ones by Vasi himself. Starting from the edition of 1786, the work of Vasi, was updated by his son Mariano, who published it under the title Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, showing only the name of his father as author. This new edition presented many plates of the first edition, and some new ones. The publication of Mariano Vasi was also printed several times, always with the addition of new plates. From the second edition of Vasi's Delle Magnificenze di Roma Antica e Moderna. Etching, printed on contemporary laid paper, in very good condition.
pp. (24), 348, (21). Handsome engraved title page by Decker. Fine woodcut initials and devices. All edges gold. 24mo. [127 x 72 mm]. Early 19th century English full crimson leather binding, modestly gold gilt, in the style of Sir John Thorold's Syston Park Library books. Engraved Ex Libris of Sir John Trollope, M.P. (1800-1874), who owned the hamlet of Ashton and was a book collector. The Trollopes were related to the great book collecting Thorold family, and probably used their binder for this book. Frontinus was the Roman Military Governor in Britain, and later, the superintendent of the water works at Rome. this book was bought from Maggs in 1977 by Edwin Wolf II, famed for his connections to the great bookseller Rosenbach and the Library Company of Philadelphia. This is a fine, Elzevier-like edition of this important treatise on the stratagems of war. Fine and scarce. **PRICE JUST REDUCED! SMALL BOX 1