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Corners are bumped and top corner edgeworn. Fraying to spine ends. Small tear to spine cloth (1 cm). Ex-library copy with usual stamps, call numbers and pocket. ; 203 pages; A complete biography of Marcus Vipsanius Agrippa (c. 63 BC–12 BC) , was a Roman statesman and general. He was a close friend, son-in-law, lieutenant and minister to Octavian, the future emperor Augustus. He was responsible for most of Octavian’s military triumphs, most notably winning the naval Battle of Actium against the forces of Mark Antony and Cleopatra VII of Egypt.
In-4° grande, pp. (12), C, bel frontespizio inciso su rame da Marco Carloni con putti e motivi floreali, e dedicatoria incisa su rame raffigurante il “monumento di gloria inciso in marmo per ordine dei conservatori del popolo romano”, nel testo 3 vignette incise su rame che raffigurano cammei e una medaglia in onore di Clemente XIV. Legatura in carta varese policroma. Bell’esempio di produzione tipografica romana del XVIII sec. dedicata dalla Colonia Arcadica a Clemente XIV e Giuseppe I di Portogall “pel felice ritorno all’antica corrispondenza “ (forse dopo la condanna della Compagnia di Gesù). Tra gli autori dei componimenti Guiseppe Albani, Ottavio del Bufalo, Francesco Cancellieri, Luigi Godard, Baldassarre Odescalchi. Rossetti 57.
In-4°; pp. 22, 1 tavola ripiegata incisa su rame da Filippo Neri, che raffigura Luigi XIV. Legatura in cartonato
IN-8°; pp. (4)e 1 incisione su rame ripiegata che rraffigura l’ordine con cui si doveva svolgere il corteo per il funerale del papa dal quirinale al vaticano. Legatura in cartonato.
In Roma, Crispino Puccinelli in Via Valle, 53, 1828. In 8vo (cm. 21); pp. 8. Rarissimo e interessante prezziario. Axs
In 8, pp. 66 + LXX con tavv. con riproduzioni in b/n di opere nella seconda parte del catalogo con numeri romani e una pianta dell'esposizione n.t. Sporadiche fioriture. Tracce d'uso ai p. Interessanti annotazioni a matita. Br. ed. dec. a due colori argento e beige. Opere di J.E. Blanche, A. Rodin, L. Bistolfi, F. Carena, F. Casorati, B. Ciardi, U. Coromaldi, W. Crane, J.L. Forain, P. Fragiacomo, C. Innocenti, H. Matisse, U. Moggioli, P. Nomellini, C. Pissarro, A. Protti, A. Rodin, A. Terzi, P. Troubetzkoy e altri. La secessione romana e' un movimento artistico fondato a Roma nel 1912 da alcuni membri della Societa' degli Amatori e dei Cultori di Belle Arti, che abbandonarono la storica istituzione prendendo le distanze dall?ideologia estetica della dirigenza e della maggior parte dei soci. Le mostre della Secessione romana si tennero annualmente dal 1913 al 1916, e costituirono un'importante occasione di conoscenza e scambio tra le correnti piu' innovative dell?arte italiana e i grandi maestri dell'arte europea contemporanea (soprattutto francese e austriaca). Le mostre organizzate al Palazzo delle Esposizioni dal 1913 al 1916 ospitarono artisti emergenti nel panorama italiano, come Lorenzo Viani, Felice Casorati, Primo Conti, Giorgio Morandi, Primo Conti, Arnaldo Gentili, Carlo Corsi, Alfredo Protti, Ferruccio Ferrazzi, Felice Carena, e grandi nomi dell'arte europea, tra cui Rodin, Matisse, Degas, Cezanne, Pissarro, Denis, Munch che in molti casi arrivavano per la prima volta in Italia.
[Paris], chez Pierre Datri, [1849], in-16, formato album, legatura moderna in mezza pelle, titolo fregi in oro al dorso, frontespizio inciso + 60 piccole vedute incise in rame (l'impronta delle lastre mm. 47x80 + ampi margini bianchi). Condizioni più che buone.
Veduta tratta dall’opera “Nuova Raccolta delle principali vedute antiche e moderne dell’alma città di Roma e sue vicinane…” edita da Giacomo Antonelli a Roma intorno al 1830.Le tavole dell’opera, furono incise tra il 1825 e il 1829 da diversi incisori.Ciascuna reca il nome dell’incisione, l’indirizzo editoriale e una doppia didascalia in italiano e in francese.Acquaforte, in ottimo stato di conservazione ad opera di Giovanni Acquaroni e Pietro Parboni. Nice large view , from “Nuova Raccolta delle principali vedute antiche e moderne dell’alma città di Roma e sue vicinane…” published in Roma by Giacomo Antonelli around 1830.The plates was engraved between 1825-1829.All plates bear the engraver’s name, the editor’s address and captions in Italian and French.Etching, in very good condition engraved by Giovanni Acquaroni and Pietro Parboni.
Acquaforte, circa 1740, firmata in lastra in basso a destra. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con sottili margini, in eccellente stato di conservazione. Molto rara. Etching, circa 1740, signed at lower right. A fine impression, on contemporary paper, tirmmed to the platemark, in very good condition.Very rare work.
Rara opera del 1804, la guida alla città di Roma scritto dall'antiquario Angelo Dalmazzoni. All'interno descrizione degli Acquedotti, Albano, Archi, Bagni, Basiliche, Camere dei Conservatori, Cappella Paolina, Carcere Tulliano, Casa aurea di Nerone, Cascata del fiume Annio, Cavalli di Monte Cavallo, Chiese, Circo di Caracalla, Cloaca massima, Colonna, Colosseo, Emissario del Lago di Albano, Frascati, Gabi, Grottaferrata, Grotta di Nettuno, Lago di Albano, Curzio, Isole natanti, Nemi, Tartari, Libreria Vaticana, Loggie di Raffaele, Lupercale, Monumento sepolcrale, Meta sudante, Museo Borgiano, Capitolino, Vaticano, Obelischi, Orti di Farnese, Statua equestre di Domiziano, Templi, Tivoli, Trattato delle acque e degli acquedotti ecc... In buone condizioni Copertina cartonata coeva in discrete condizioni generali con usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. Alcune gore d'umidità marginali. In 16. cm 18,5x11. Pp. 333+(1) Scarce work of 1804, the guide tot he city of Rome written by the antiquarian Angelo Dalmazzoni. Inside description of aqueducts, Albano, Archi, Bagni, Basiliche, Camere dei Conservatori, Cappella Paolina, Carcere Tulliano, Casa aurea di Nerone, Cascata del fiume Annio, Cavalli di Monte Cavallo, Chiese, Circo di Caracalla, Cloaca massima, Colonna, Colosseo, Emissario del Lago di Albano, Frascati, Gabi, Grottaferrata, Grotta di Nettuno, Lago di Albano, Curzio, Isole natanti, Nemi, Tartari, Libreria Vaticana, Loggie di Raffaele, Lupercale, Monumento sepolcrale, Meta sudante, Museo Borgiano, Capitolino, Vaticano, Obelischi, Orti di Farnese, Statua equestre di Domiziano, Templi, Tivoli, Treaty of waters and aqueducts ecc... In good conditions. Carton coeval cover in fair general conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxing. Some dump stains in the extremities. In 16. cm 18,5x11. Pp. 333+(1)
Acquaforte, databile alla fine del XVIII secolo. Magnifica prove, impressa su carta vergata coeva con filigrana “petalo di fiore”, con margini, in perfetto stato di conservazione. Sconosciuta a tutti i repertori da noi consultati, queste rarissima incisione è stilisticamente databile all’ultimo decennio del XVIII secolo. Sulla prima tavola della serie, raffigurante la chiesa di San Giovanni e Paolo, che sembra essere anche il frontespizio della serie, troviamo l’iscrizione “Vedute di Roma Disegnate e Intagliate da Icaorat”. Opere non descritta. Dimensioni 260x195. Etchings, dating from the late eighteenth century. Magnificent proofs, printed on contemporary laid paper with watermark "flower petal", with margins, in good condition. Unknown to all repertoires that we consulted, these rare works depicting places in Rome are stylistically dated to the last decade of the eighteenth century. The first plate depicts the church of San Giovanni e Paolo, which appeared to be the title of the series; we find the inscription "Views of Rome Designed and Carved by Icaorat." However, we were not able to attribute the works, possibly belonging to a series of more than 5 prints. Works not described.
Acquaforte, databile alla fine del XVIII secolo. Magnifica prove, impressa su carta vergata coeva con filigrana “petalo di fiore”, con margini, in perfetto stato di conservazione. Sconosciuta a tutti i repertori da noi consultati, queste rarissima incisione è stilisticamente databile all’ultimo decennio del XVIII secolo. Sulla prima tavola della serie, raffigurante la chiesa di San Giovanni e Paolo, che sembra essere anche il frontespizio della serie, troviamo l’iscrizione “Vedute di Roma Disegnate e Intagliate da Icaorat”. Opere non descritta. Dimensioni 260x195. Etchings, dating from the late eighteenth century. Magnificent proofs, printed on contemporary laid paper with watermark "flower petal", with margins, in good condition. Unknown to all repertoires that we consulted, these rare works depicting places in Rome are stylistically dated to the last decade of the eighteenth century. The first plate depicts the church of San Giovanni e Paolo, which appeared to be the title of the series; we find the inscription "Views of Rome Designed and Carved by Icaorat." However, we were not able to attribute the works, possibly belonging to a series of more than 5 prints. Works not described.
Acquaforte, databile alla fine del XVIII secolo. Magnifica prove, impressa su carta vergata coeva con filigrana “petalo di fiore”, con margini, in perfetto stato di conservazione. Sconosciuta a tutti i repertori da noi consultati, queste rarissima incisione è stilisticamente databile all’ultimo decennio del XVIII secolo. Sulla prima tavola della serie, raffigurante la chiesa di San Giovanni e Paolo, che sembra essere anche il frontespizio della serie, troviamo l’iscrizione “Vedute di Roma Disegnate e Intagliate da Icaorat”. Opere non descritta. Dimensioni 260x195. Etchings, dating from the late eighteenth century. Magnificent proofs, printed on contemporary laid paper with watermark "flower petal", with margins, in good condition. Unknown to all repertoires that we consulted, these rare works depicting places in Rome are stylistically dated to the last decade of the eighteenth century. The first plate depicts the church of San Giovanni e Paolo, which appeared to be the title of the series; we find the inscription "Views of Rome Designed and Carved by Icaorat." However, we were not able to attribute the works, possibly belonging to a series of more than 5 prints. Works not described.
Bulino misure: mm 320 x 519 Impressione eccellente. Delicati giochi chiaroscurali esaltano il modello. Foglio rifilato lungo la battuta come da edizione, Lafrery infatti tagliava i fogli per poi incollarli su una sorta di margini in carta in modo che una volta legati avessero tutti la stessa dimensione. Stato: I/II con l'indirizzo “Bolognini Zalterii formis” (Bolognino Zaltieri è editore in Venezia attivo fra il 1555 e il 1576) ma prima della sostituzione dell'indirizzo con quello di “Donati Rascicotti formis 1597”. La lastra deriva da un'altra dello stesso formato con il privilegio e l'indirizzo di Mich. Tramezini 1553. Titolo dell'opera iscritto in lastra in alto a sinistra. Filigrana: “scudo con lettera M barrata sormontata da giglio” Bibliografia: Christian Huelsen, 1921, 35/aA.
Incisione all'acquaforte di mm 265 x 155 alla battuta su carta vergatina settecentesca di buon corpo. Traduzione manoscritta del titolo in francese sotto quello calcografico. Proviene dall'album di 50 incisione dal titolo "Nuova Raccolta Delle Più Belle Vedute Di Roma. Dissegnate, E Intagliate Da Celebri Autori" di Domenique Montagu.
Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara. Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara.
Bellissima veduta della Villa Phamphili stampata dalla tipografia di Giovanni Giacomo de Rossi alla metà del XVII secolo.Sebbene priva di firma, l'opera è attribuita, per motivi stilistici, all'artista francese Dominique Barriere, collaboratore della tipografia De Rossi. Quello che all'epoca era solo un modesto appezzamento agricolo fuori dalle mura gianicolensi, la cosiddetta Villa Vecchia, venne acquistata dal nobile Panfilo Pamphili il 23 ottobre 1630. Tra il 1644 e il 1652, mentre la famiglia Pamphili otteneva prestigio grazie al pontificato di Innocenzo X, fu affidata la progettazione della Villa Nuova allo scultore Alessandro Algardi e al pittore Giovanni Francesco Grimaldi, con la collaborazione del botanico Tobia Aldini per quanto riguardava i giardini Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva e applicata su antico supporto di collezione, in ottimo stato di conservazione. Esemplare privo del titolo in basso. Rara. Beautiful view of Villa Phamphili printed by the typography of Giovanni Giacomo de Rossi, around 1650 Although unsigned, the plate is attributed, for stylistic reasons, to the French artist Dominique Barriere. The Villa Pamphili was the last and most magnificent of the Roman villas built in the 16th- and 17th- centuries: the construction of the villa, under the architect G.F. Grimaldi and the sculptor Algardi,lasted from 1644 to 1648, and the gardens were laid out in 1650. The house included some of the finest stucco work of the 17th century, and a main feature of the gardens was the collection of Roman and Greek statuary, displayed in niches in the facade of the villa and in the grounds. Magnificent proof, printed on coeval laid paper and applied to antique collection mount, in excellent condition. Example without the title and excudit at the bottom. Rare.
In-4°; pp. 15, (1), stemma reale xilog. al front. Legatura in cartonato.
In Roma, appresso Guglielmo Facciotto, 1600, in-8, legatura moderna in piena pergamena, pp. 75, [1]. Nota manoscritta coeva sul frontespizio: "Auctoris donum". Qualche piccolo restauro marginale in carta velina.
Bella veduta dell'arco di Gallieno. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Gallieno.Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Portogallo, che un tempo si appoggiava a Palazzo Fiano, residenza romana dell'ambasciatore portoghese (da qui il nome); fu demolito nel 1662. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Portogallo, che un tempo si appoggiava a Palazzo Fiano, residenza romana dell'ambasciatore portoghese (da qui il nome); fu demolito nel 1662. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Settimio Severo. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Settimio Severo. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.