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br. Nonostante sia cresciuta sui monti afgani al confine con il Pakistan, in una zona molto tradizionalista, Ukmina sin da piccola va in bicicletta, gioca a pallone, si sposta da sola per le commissioni, parla da pari con gli uomini del suo villaggio. Il motivo per cui può farlo è perché Ukmina non esiste. È un fantasma. Undicesima dopo sette femmine e tre maschi morti in fasce, quando ha compiuto un anno suo padre ha capito che ce l'avrebbe fatta e ha sentenziato: «Tu sarai un maschio, figlia mia». È un'usanza diffusa in Afghanistan, tollerata anche dai mullah: una famiglia senza figli maschi, può crescere una bambina come fosse un bambino. Per salvare l'onore e scongiurare la malasorte sui figli futuri. Malasorte che consiste nell'avere figlie femmine. Vengono chiamate bacha posh, "bambine vestite da maschio", e sono tantissime. In virtù di un semplice cambio di abiti, Ukmina ha avuto tutta la libertà riservata agli uomini. E ha compreso fino in fondo quale prigionia sia nascere donna nel suo Paese. Così, al raggiungimento della pubertà, quando l'usanza impone alle bacha posh di mettere il velo, sposarsi e fare figli, Ukmina si ribella. Come potrebbe, di punto in bianco, seppellirsi tra quattro mura e ricevere ordini da un marito? Sa di dover pagare con pezzi della propria anima ogni giorno di libertà, ma sa anche che ne vale la pena. Sa che solo rimanendo uomo, libero e con diritto di parola, può aiutare le donne affinché non debbano nascondersi, sotto un burqa o in abiti maschili, per esistere.
brossura Dopo "Il mio Afghanistan", Gholam Najafi torna nella sua terra d'origine attraverso 16 racconti: storie di donne, di infanzie, di amicizie, di difficoltà e di piccole gioie che, come fili intessuti, tracciano la trama dell'Afghanistan, "terra aspra e un non sempre morbido tappeto", come scrive Giampiero Bellingeri nell'introduzione. Storie che sono testimonianza di un legame ancora forte dell'autore con la sua terra e con il distendersi dei suoi ricordi. Introduzione di Giampiero Bellingeri.
brossura «Sorrido ma col cuore incerto. I nostri vecchi vestiti e il nostro vecchio gommone sono diventati l'assurda casa per i pesci sott'acqua! L'unica vita che avevamo l'abbiamo giocata, le nostre parole ora infiammano da lontano. Non sono da solo, non sono orfano, intorno e me sento i suoni di tutti coloro che non sanno di essere orfani.» Due famiglie per una sola persona sono un fardello molto difficile da portare: vuol dire avere più affetti, più ricordi, ma anche più sofferenze. Due società così lontane, così sconosciute l'una all'altra, così diverse tradizionalmente e mentalmente, possono essere tanto per una persona sola. In queste pagine, Gholam Najafi costruisce nuovi collegamenti tra le sue due vite, dei ponti tra il suo passato e il suo presente, che sono inevitabilmente ponti tra l'Oriente e l'Occidente, tra l'Afghanistan, terra natia, e l'Italia, terra adottiva.
Broché. 228 pages.
Casale Monferrato, Piemme, 2006, in-8, cartone editoriale con sovraccoperta, pp. 414, (2), Con 40 illustrazioni (da foto di Luigi Baldelli) in b.n. e a colori f.t. Ottime condizioni.
Broché. 296 pages.
A clean, unmarked book with a tight binding. 8 3/4"w x 9 3/4"h. Photography of Afghan women.
New English Paperback. Demy 8vo. (22 x 14 cm). In English. 488 p. Inward and outward tracing the paths of internationalized civil wars in Afghanistan, the Democratic Republic Congo and Iraq.
24pp. + 17 plates out-of-text, 30cm., in the series "Osterreichische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-historische Klasse. Denkschriften" Band 88 Abhandlung 1, softcover, dustwrapper (bit used), else VG, X71448
br. All'aeroporto di Kabul grandi cartelloni colorati, in lingua inglese, danno il benvenuto 'nella terra degli uomini coraggiosi'. Forse è l'unica iscrizione autentica, voluta dalle autorità afgane, in mezzo ai riti della sicurezza imposti dagli occidentali dentro quell'edificio. È un avvertimento più che una garanzia, il proclama che lì non abita gente docile. La tradizione ricorda che questo paese da secoli è l'orgoglioso e turbolento 'cimitero degli imperi', o meglio degli eserciti imperiali. Dopo oltre trenta anni di macerie l'Afghanistan è un mondo dissociato tra aquiloni e kalashnikov, tra giardini segreti curati con amore e attentati brutali, continui, tra vendette tribali e nevrosi del mondo digitale. Per la burocrazia internazionale qui sei afgani uccisi possono valere come due pecore. Nel carcere di Kandahar i prigionieri si sono cuciti da soli le labbra per protestare contro le guardie corrotte. Qui lo stesso commando americano che ha catturato Bin Laden, l'élite del primo esercito al mondo, ha perso parte dei suoi uomini in un attacco dei talebani malnutriti e malvestiti. Ma nelle valli del Badakhshan altri integralisti non hanno mai sfiorato sessanta nuove scuole femminili. A Kabul un libraio analfabeta ha salvato libri introvabili, e oggi un giovanissimo profugo afgano studia in Europa i robot applicati alle neuroscienze. Queste pagine raccontano senza pregiudizi storie di vita autentiche e inattese, ambientate in un paese che avremmo voluto conoscere da tempo.
Book shows light wear to covers only. Binding is solid and square, covers have sharp corners, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket has light wear, edge wear, no tears.
In-4 (cm. 29.70), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 244, (8), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. Graffio al piatto posteriore della sovraccoperta, peraltro in ottimo stato (nice copy).
1 Vol. In-8 p pag. 306 24 ill. e 3 cartine f. t. Copt. ill PROG 36441 CATT_ATT 48
Collana “Restorations”, II. Un volume di VII-33 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 24,5x34,5 cm. Ottime condizioni. 33 figure in b/n fuori testo. Testo in lingua inglese.
In 8°, t.t. edit. con sovracc. ill., pp. 427,(5); ottimo es. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Hardback; pp. 245; 12mo; In the spring of 2002, journalist Asne Seierstad went to Afghanistan to live with a family for several months. Here she reveals her experiences, telling the story of Sultan Khan - who defied the authorities for 20 years to supply books to the people of Kabul - and his family. new/nuovo/neu/nouveau New DJ reprint ISBN: 0316726052
Sm. folio, First Edition; red cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. EDITION LIMITED TO 1000 COPIES (this copy out-of-series).
Fine Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 2 volumes set: (192 p.; 64 p., b/w ills). Hindistan, Svat ve Afganistan seyahatnâme. 2 volumes set. Turkish Edition of travels into India, Svat and Afghanistan.
Fine English Paperback. Cr. 8vo. (19 x 12 cm). Mostly in Turkish, preface in English and some texts in German. 137, [3] p., [40] p. color photographs. Reporting Afghanistan.= Haber Afganistan. Belgesel. "I traveled to Kabul via Peshewar by ground transportation as a freelance photographer and journalist at the end of Afghanistan civil war. I went to Kabul with the hopes of capturing images of people after he war. Once I achieved my goal, I planned on putting together a black and white photography exhibition. This was the extend of my vision until I got there...". (From preface).
Broch?. 361 pages.
Fine English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. [viii], [v], 379 p. Kasgar tarihi. Bâis-i hayret ahvâl-i garibesi. History of Kashgar.