11 984 résultats
1813LBW-5880[Paris], 1813. 232 x 495 mm.
1784LBW-8779Venise, Mr. Remondini, [1784]. 478 x 659 mm.
1774LBW-8210Paris, S.r Jaillot, 1774. En trois feuilles coupées en sections montées sur toile et repliées, de 620 x 516 mm, 475/578 x 634/683 mm, et 444 x 638 mm ; étiquettes au dos portant le titre en manuscrit.
1816LBW-6179Paris, Journeaux l'aîné, 1816. 546 x 768 mm.
1786LBW-82501786-1904. En 8 sections montées sur toile de couleur bleu-gris et repliées, formant une carte de 1,24 x 1,89 m ; étiquette de papier vert au dos portant le titre.
1700LBW-811Amsterdam circa 1700 494 x 583 mm.
1845LBW-8047Paris, F. Sinnett, [circa 1845]. 370 x 501 mm.
1948LBW-7928Paris, Hubert Baille et Cie, [1948]. 547 x 740 mm.
1685LBW-3818[circa 1685]. 518 x 794 mm.
1860LBW-8069[1860]. En 32 sections montées sur toile et repliées, formant une carte de 638 x 961 mm.
Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Acquaforte e bulino, 1756 circa, firmata in lastra in basso a destra. Dalla serie Le Antichità Romane. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva, con pieni margini ed in perfetto stato di conservazione. Opera tratta dalla prima edizione, pubblicata a Roma nel 1756 nella stamperia di Angelo Rotili a Palazzo Massimo alle Colonne, dai signori Bouchard e Gravier, librai e mercanti in Roma con sede presso San Marcello al Corso. La raccolta conteneva un ritratto del Piranesi, inciso da Felice Polanzani, e recava una dedica a James Caulfield conte di Charlemont, dedica poi eliminata in seguito ad un litigio. Di questa edizione originale, che venne alla luce nel maggio del 1756, sono note tre diverse tirature, connesse con le vicende del litigio con lord Charlemont, vicende documentate dal Piranesi stesso nelle sue Lettere di Giustificazione del 1757. Le diverse tirature sono riconoscibili tra loro proprio nel frontespizio del primo tomo, quello originariamente dedicato al nobile inglese, che successivamente si presenta con dedica e stemma araldico abraso, quindi con l’aggiunta di una dedica dell’autore Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae. Henry Focillon, nel suo saggio del 1918, suppone che il Piranesi prepari ed incida le tavole per l’opera tra il 1750 ed il 1756, tuttavia, elementi architettonici fanno risalire alcune al 1746. In realtà le tavole più antiche utilizzate nella raccolta risalgono probabilmente ad anni ancora precedenti, come sembra suggerire sia l’estrema complessità dell’opera, legata ad un lunghissimo lavoro di preparazione e ricerca, sia l’oscillazione stilistica riscontrabile comparando le varie tavole. Ad ogni modo, la grandiosità delle Antichità Romane del Piranesi non sta solamente nel grande lavoro grafico prodotto dall’artista: l’opera risulta infatti fondamentale come innovazione metodologica nel settore dell’archeologia a lei contemporanea, con l’utilizzo di scritti che sono essenziali per comprendere il pensiero dell’autore e l’innovazione del metodo piranesiano. Si può quindi sostenere, come giustamente fa notare il Focillon, che l’artista veneziano fondi l’archeologia moderna. Questa innovazione comporta, però, un enorme stacco e una grande divergenza con il pensiero e la cultura ufficiale ed accademica del periodo - di derivazione anglosassone - causando enormi polemiche di cui Piranesi fu bersaglio, e il fiorire di una negativa aneddotica intorno alla sua persona, il cui scopo era quello di ristabilire l’egemonia minacciata della cultura “classica”. Il principale pensiero espresso nelle Antichità Romane consiste nel documentare e conservare in effige un patrimonio monumentale che andava di giorno in giorno sgretolandosi, linea di condotta che andava contro l’atteggiamento culturale di amatori ed antiquari, il cui piacere era puramente estetico, non disdegnando all’occorrenza, l’asporto di frammenti anche vistosi di antichità a titolo di puro collezionismo o alla stregua di souvenir. La principale novità della sua impostazione consiste nell’unificare in un solo momento le operazioni di scavo, di rilievo, le indagini strutturali e la misurazione con lo studio delle fonti letterarie, a cui egli fa riferimento diretto. Questo momento di unificazione è rappresentato dallo studio topografico, che unito alla tecnica di rilievo, alla conoscenza dei materiali e delle tecniche antiche, allo scavo ed al sopralluogo dava luce all’archeologia, ovvero lo studio della storia antica. Stampata su contemporanea carta vergata con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), tipica di ques... Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Etching with engraving, 1756, signed at the bottom margin. From the Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper, with margins, perfect conditions. The first edition of this work, in four volumes, was published in Rome in 1756 at the printing-works of Angelo Rotili at the Massimo alle Colonne Palace, by Bouchard and Gravier, book-dealers and tradesmen located in Rome near the church of St. Marcel at the Via del Corso. This collection included a portrait of Piranesi, engraved by Felice Porziani, and a dedication to James Caulfield, count of Charlemont. This dedication was later abolished in the aftermath of a quarrel, described by Piranesi in his Lettere di Giustificazione [Letters of Justification] (1757), which also gave rise to three different versions of this first original edition (May 1756). These different versions are distinguishable from the title-page of the first volume, which initially was dedicated to the Irish aristocrat, then exhibited a cancelled dedication and coat of arms and, finally, bore a Latin motto written by the artist "Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae". Henry Focillon, in his 1918 treatise, presumed that Piranesi prepared and engraved the plates for this collection between 1750 and 1756, although some architectural features could have a few of them dating back to 1746. Actually, the oldest plates included in this collection probably date back even further, as suggested by the extraordinary complexity of this work, due to a prolonged phase of preparation and research, together with the stylistic alterations which can be observed by comparing the different plates. The magnificence of Piranesi's Antichità Romane, however, is not only in the artist's large graphic output. Indeed, this work is of primary importance from the standpoint of methodological innovation within the framework of contemporary archaeology, with the utilisation of texts which are of essential importance for the comprehension of the author's ideas and of the innovations implied in Piranesi's methodology. It can be asserted, as correctly emphasised by Focillon, that the Venetian architect founded modern archaeology. However, this new-fashioned approach implied an important disassociation and a significant deviation from the convictions and the official and academic culture of the time, which was of Anglo-Saxon derivation. This gave rise to a serious controversy, whose target was Piranesi, and to an adverse anecdotal literature concerning his person, the objective being the re-establishment of the endangered authority of the culture it was threatening. The main motivation behind the Antichità Romane was the documentation and preservation, utilising illustrations, of a heritage of ancient monuments which was being ravaged on a daily basis. This approach was incompatible with the one held by amateurs and antiquarians who only took pleasure from aesthetic contemplation and would not refrain from occasionally removing rather imposing parts from ancient relics for their private collections or, more simply, as souvenirs. The main new feature in his procedure was to unify into a single space the acts of excavating, surveying, structural inquiries and measurement together with the analysis of literary sources, the latter of which he examined for himself. This step of unification is characterised by the study of topography which, together with surveying techniques, the knowledge of antique procedures and materials, excavations and on-site inspections, gave rise to archaeology, in other words to the study of ancient h... Focillon 153, Wilton Ely 288; A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XXXV, tav. 69.
1857LBW-8912Paris, Dépôt de la Guerre, 1857-1884. En 25 sections montées sur toile et repliées, formant une carte de 1,31 x 0,98 m ; étiquette au dos du papetier et relieur nancéen René Wiener ; sous chemise et étui de papier marbré vert de l'époque.
1856LBW-8245Paris, Aimé Robiquet, 1856. 635 x 892 mm.
1805LBW-6489Paris, C.F. Delamarche, [circa 1805]. En 24 sections montées sur toile et pliées, formant une carte de 1 x 1,14 m.
1970LBW-8188Édition Mireille, [circa 1970]. 459 x 610 mm ; sur papier fort.
1658LBW-7142Paris, Pierre Mariette, 1656 [1658]. 394 x 542 mm.
1872LBW-8975La Haye, J. Smulders & C.ie, & Amsterdam, C.L. Brinkman, 1872. En 12 sections montées sur toile et repliées, formant une carte de 376 x 758 mm, montée dans une reliure de percaline noire de l'époque, avec titre en lettres dorées sur le premier plat.
1787PHO-1778Paris, Buisson, 1787. 2 vol in-4° (26 x 20 cm) , 2ff.-XXI-3pp.-478pp.[2] ff., 2ff.-462 pp., illustré d’un frontispice, une carte et 15 planches, relié plein basane époque, dos à nerfs orné avec pièces de titre et tomaison vertes, triple filets aux plats et roulette intérieure, tranches marbrées, coiffe sup. réparée, tache au coin, travail de ver (tome 2) sur 15 feuillets, 2 cahiers brunis, petite mouillure marginale.
1833LBW-8327Avril 1833. En deux feuilles coupées en 19 sections montées sur toile et repliées, formant une carte de 0,45 x 1,18 m ; étiquette au dos portant le titre et la date en manuscrit.
1621LBW-6514Paris, Melchior Tavernier, [1621]. 384 x 575 mm.
1671LBW-5776Paris, A. de Fer, 1671. 380 x 525 mm.
1860LBW-5643Paris, Garnier frères, [circa 1860-1865]. 0,81 x 1,14 m.
1847LBW-5812Paris, Fatout, 1847-1848. 0,84 x 1,06 m.
1858LBW-6410Paris, Fatout, 1858. En 32 sections montées sur toile et pliées, formant un plan de 0,86 x 1,10 m.
178358667(Potsdam, 1783-85). 4to. (36 x 29 cm.). 4 portfolios in hcalf with ties. Gilt titlelabels on upper boards. Containing maps to all 4 campaigns. 64 (of 70 ?) folded maps in folio, partly handcoloured. Occasionally faint scattered brownspots, but generally clean.