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Mm 200x240 Brossura editoriale con bandelle di pp. XXIII-701, collana di studi e ricerche sulla cultura popolare veneta realizzata su iniziativa della Regione Veneto, Cultura popolare veneta. Fondamentale studio sulla stamperia di Bassano attiva per oltre un secolo. Lieve scoloritura al dorso e in sua prossimità causa luce, peraltro copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Cm. 64 x 60. Carta topografica in litografia raffigurante il tirolo ed impreziosita da una cornice contenente le vedutine di tutte le maggiori città ed o costuni tipici tirolesi. Con elegante cartiglio e due incisioni allegoriche. Applicata su tela e più volte ripiegata. Ottimo stato di conservazione. Rara.
Roma, 1939, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 4/18 con una cartina e 4 tavole fotografiche. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
1953133696Berlin, Technik, 1953. M. einigen Taf. 66 S. OBr. Umschl. etwas beschabt. u. leicht stockfl. Vorsatz u. Tit. auch gering stockfl. St. u. Sign. a. Tit. (Wiss. Berichte V/1).
185631024ABWinterthur, Topographische Anstalt von J. Wurster u. Comp., (1856). Quer-Folio. Titelseite, 17 Blatt mit Karten, 26 Seiten, 29 Blatt mit Karten. Halblederband mit Pappdeckeln. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, A|B [2 Warenabbildungen]
in-4°, pp. 91-(1) con 55 illustrazioni n.t. tratte da antiche mappe cartografiche, di cui alcune a colori. Bross. edit. con sovrac. che incornicia l'illustrazione a colori del piatto ant. Tracce del tempo e d'uso, timbri di biblioteca all'interno.
Acquaforte e bulino, dimensioni mm 151x195, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in perfetto stato di conservazione.Magnifico esermplare della prima tiratura della piccola carta della regione dello Zenoi.Nel cartiglio rettangolare in alto a destra si trova il titolo: Descritione dell’Austria, et Ongheria, Transilvania, Baviera, Stiria, Carintia, Dalmatia, Venetiano, et altri assai particolari non piu stampati in così picciola forma, in Venetia l’anno 1567. D[ome]n[i]co Zenoi Cum privilegio. Carta priva di orientazione, scala grafica e graduazione ai margini. Questa piccola carta della regione di Domenico Zenoi, è una replica di formato ridotto della sua carta edita l’anno precedente, e documenta ancora gli avvenimenti bellici della guerra contro i turchi, che si concluse con l’assedio di Szigetvár (8 settembre 1566).Sono presenti dettagliate rappresentazioni delle truppe austro-ungariche di Massimiliano II d’Asburgo e di quelle turche del sultano Solimano il Magnifico.La carta è inserita in due delle cinque copie conosciute della raccolta "Il primo libro delle citta et fortezze del mondo", frutto della collaborazione tra lo Zenoi e Paolo Forlani. Si trova, alcune volte, inserita nelle raccolte fattizie di piccolo formato. È però anche possibile trovare le carte nelle raccolte cinquecentesche di grande formato, come ad esempio l’Atlante Doria e quello conservato alla Biblioteca Casanatense di Roma. Non sono note ristampe, sebbene la carta venga occasionalmente inserita nell’opera De’ disegni delle piu illustri città et fortezze del mondo di Giulio Ballino, edito a Venezia da Bolognino Zaltieri nel 1569. A differenza delle altre tavole che compongono l’opera, non è presente il testo descrittivo al verso.BibliografiaAlmagià (1927): n. 69; Ganado (1982): n. 27; Kraus (1972): n. 38; Shirley (2004): I, n. 59; Sotheby’s (2005): n. 43; Ganado (1993): p. 33, nn. A13, C16; Lago-Rossit (1981): p. 59, tav. XXIX; Marinelli (1881): n. 542; Kozličić (1995): p. 90; cfr. Szalai-Matković (2012): pp. 4-36; Szathmáry (1987): n. 72; Tooley (1939): n. 125. Etching with engraving, printed on contemporary laid paper, trimmed to the platemark, very good condition.Early issue of this small map from the region of Domenico Zenoi, is a small-sized replica of his work published the previous year, and still documents the war events against the Turks, which ended with the siege of Szigetvár (September 8, 1566) .There are detailed representations of the Austro-Hungarian troops of Maximilian II of Augsburg and of the Turkish troops of the sultan Suleiman the Magnificent.The map is included in two of the five known copies of the collection "Il primo libro delle citta et fortezze del mondo", the result of the collaboration between Zenoi and Paolo Forlani.It is sometimes found in small-format Atlas Factice. However, it is also possible to find in the 16th-century large-format collections, such as the Atlante Doria and the one kept at the Biblioteca Casanatense in Rome.There are no known reprints, although the map is occasionally included in "De’ disegni delle piu illustri città et fortezze del mondo" by Giulio Ballino, published in Venice by Bolognino Zaltieri in 1569. Literature:Almagià (1927): n. 69; Ganado (1982): n. 27; Kraus (1972): n. 38; Shirley (2004): I, n. 59; Sotheby’s (2005): n. 43; Ganado (1993): p. 33, nn. A13, C16; Lago-Rossit (1981): p. 59, tav. XXIX; Marinelli (1881): n. 542; Kozličić (1995): p. 90; cfr. Szalai-Matković (2012): pp. 4-36; Szathmáry (1987): n. 72; Tooley (1939): n. 125. Bifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, Catalogo ragionato delle opera a stampa (2018), pp. 1170-1171, tav. 493.
Un magnifico esemplare del primo stato di quattro, avanti l'indirizzo del Camocio, con pieni margini, condizioni perfette. Molto rara.In basso al centro, in un cartiglio sormontato dallo stemma imperiale, si legge: TOCQUAY, over DOGGEY, fortezza inespugabile ne Confini d’ Ongheria, & Transilvania, Circha 30, leghe dilà da Buda, fra doi fiumi presa da Massimiliano Imp. L’anno 1565. per Lazaro fanswendi, suo Capitano & General nella detta jmpresa fatta sop’il giaccio con 33. Pecci d’Artiglierie, metterà basso li rampari & in due assalti presa & guadagnata nel termine de 4 giorni, trovorno nella detta fortezza denari & munitio[ni ] da guerra. Domenico Zenoi f.Orientazione con l’est in alto (ORIENS). Sulla tavola sono presenti alcune iscrizioni che identificano i diversi schieramenti e descrivono la battaglia. Acquaforte e bulino, dimensioni mm 405x290.Pianta prospettica che mostra la fortezza di Tokay, durante la conquista imperiale del 1565. L’occupazione di Tokaj è stato il primo evento a essere raffigurato in un largo numero di incisioni pubblicate a Vienna, Parigi e Venezia, subito dopo il suo accadimento. Tra queste incisioni, l’opera di Zenoi è di particolare interesse perché rappresenta la prima veduta di una fortezza ungherese incisa su rame.Nel 1565 l’imperatore Massimiliano, approfittando del fatto che i Turchi erano occupati nel Mediterraneo, s’impadronì sia di Tokaj che Szerencs, appartenenti alla Transilvania del principe Giovanni Sigismondo Zápolya, stato vassallo dei Turchi, creato dal sultano Solimano il Magnifico intorno al 1550. Il successo dell’operazione fu agevolato da Lazarus Freiherr von Schwendi, uno dei migliori comandanti e strateghi militari del tempo, che fu impegnato nelle guerre ungheresi dal 1565 al 1568. La riconquista di Tokaj, comequella di Szatmár, era di particolare importanza, poiché dal 1560 in avanti, l’Alta Ungheria ebbe due funzioni: serviva da bastione difensivo non solo contro gli Ottomani ma anche contro lo stato vassallo dei Turchi, ovvero il Principato di Transilvania. La fortificazione di Tokaj, su base pentagonale bastionata agli angoli, era stata progettata da Francesco da Pozzo nel 1556. Attraverso la cooperazione tra il Consiglio di Guerra di Corte e i possidenti ungheresi, entro il sesto decennio del XVI secolo fu istituito un nuovo sistema di difesa dei confini in Ungheria e in Croazia. Elemento portante del sistema era la linea di fortezze di frontiera che si estendeva dal mar Adriatico fino alla Transilvania, realizzata individuando una serie di zone di difesa che, anche per caratteristiche del territorio, oltre che per affinità etniche e politiche, potessero formare una rete difensiva omogenea. I vecchi castelli furono rinforzati con moderne fortezze progettate perlopiù da architetti militari italiani. Questa catena di 100-120 fortezze, di diverse dimensioni, fu divisa in sei Generalati di confine (Grenzgeneralat). Ciascun generalato si trovava sotto il comando di un capitano generale di frontiera: il generalato di Croazia e Adriatico; Slavonia e dei Vendi; di Canisia, il confine di Györ che proteggeva direttamente Vienna; il confine delle città minerarie, e infine quello dell’Alta Ungheria. Oltre ai sei confini, un ruolo di grande importanza spettava alla fortezza di Komáron.BibliografiaBifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, Catalogo ragionato delle opera a stampa (2018), tav. 552 I/IV; Destombes (1970): n. 174; De Vries (1981): n. 30; Hatfield House (1992): n. 93; Meurer (2002): n. 179; Ruge (1904-16): IV, n. 87.84; Tavernari (2014): n. 109; Szalai (2001): p. 131, tav. 220, nn. 1565/1a-c; Szalai-Matković (2012), p. 4; Szalai-Szantai (2006): n. 1565/1 a-c, tav. 211; Tooley (1939): n. 550. TOCQUAY, over DOGGEY, fortezza inespugabile ne Confini d’ Ongheria, & Transilvania, Circha 30, leghe dila da Buda, fra doi fiumi presa da Massimiliano Imp. L’anno 1565. per Lazaro fanswendi, suo Capitano & General nella detta jmpresa fatta sop’il giaccio con 33. Pecci d’Artiglierie, mettera basso li rampari & in due assalti presa & guadagnata nel termine de 4 giorni, trovorno nella detta fortezza denari & munitio[ni ] da guerra. Domenico Zenoi f. FIRST STATE OF FOUR, before the Camocio’s address.Etching and engraving, a fine impression, printed on contemporary laid paper, with margins, very good condition. Very rare.Perspective map showing the fortress of Tokay, during the imperial conquest of 1565. The occupation of Tokaj was the firstevent to be depicted in a large number of engravings published in Vienna, Paris and Venice, immediately after its occurrence. Between these etchings, the work of Zenoi is of particular interest because it represents the first view of a Hungarian fortress engraved on copper. In 1565 Emperor Maximilian, taking advantage of the fact that the Turks were occupied in the Mediterranean, took possession of both Tokajthat Szerencs, belonging to the Transylvania of Prince John Sigismund Zápolya, vassal state of the Turks, created by the sultanSuleiman the Magnificent around 1550. The success of the operation was facilitated by Lazarus Freiherr von Schwendi, one of the bestcommanders and military strategists of the time, who were engaged in the Hungarian wars from 1565 to 1568. The reconquest of Tokaj, asthat of Szatmár, was of particular importance, since from 1560 onwards, Upper Hungary had two functions: it served as a bastion defensive not only against the Ottomans but also against the vassal state of the Turks, or the Principality of Transylvania. The fortificationof Tokaj, on a pentagonal base bastioned at the corners, was designed by Francesco da Pozzo in 1556. Through cooperation between the Court War Council and the Hungarian landowners, a new system was established within the sixth decade of the sixteenth century defense of borders in Hungary and Croatia. Carrier of the system was the line of frontier fortresses that extended from the sea Adriatic up to Transylvania, created by identifying a series of defense zones which, also due to the characteristics of the territory, as well as for ethnic and political affinities, they could form a homogeneous defensive network. The old castles were reinforced with modern fortresses designed mostly by Italian military architects. This chain of 100-120 fortresses, of different sizes, was divided into six Generalates of border (Grenzgeneralat). Each generalate was under the command of a general border captain: the generalate of Croatia and the Adriatic; Slavonia and the Sell; of Canisia, the Györ border that directly protected Vienna; the border of the mining towns, finally that of Upper Hungary. Beyond the six borders, a role of great importance lay with the fortress of Komáron.BibliografiaBifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, Catalogo ragionato delle opera a stampa (2018), tav. 552 I/IV; Destombes (1970): n. 174; De Vries (1981): n. 30; Hatfield House (1992): n. 93; Meurer (2002): n. 179; Ruge (1904-16): IV, n. 87.84; Tavernari (2014): n. 109; Szalai (2001): p. 131, tav. 220, nn. 1565/1a-c; Szalai-Matković (2012), p. 4; Szalai-Szantai (2006): n. 1565/1 a-c, tav. 211; Tooley (1939): n. 550. Bifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, Catalogo ragionato delle opera a stampa (2018), tav. 552 I/IV
tavole in bianco e nero fuori testo
tavole in bianco e nero fuori testo
Antonio Zatta, Venezia, 1782. Dall’ “Atlante Novissimo…” (1776 – 1782). Incisione in rame, confini in colore d’epoca, cm 33 x 43,5 (alla lastra), disegnata da G. Zuliani e incisa da G. Pitteri, piccola vignetta nel titolo. Decorativa e in buono stato.
Antonio Zatta, Venezia, 1782. Dall’ “Atlante Novissimo…” (1776 – 1782). Incisione in rame, confini in colore d’epoca, cm 34,5 x 43,5 (alla lastra), disegnata da G. Zuliani e incisa da G. Pitteri, piccola vignetta nel titolo. Decorativa e in buono stato.
Antonio Zatta, Venezia, 1781. Dall’ “Atlante Polacco” del Rizzi Zanoni. Incisione in rame, confini in colore d’epoca, cm 32,9 x 42,3 (alla lastra), disegnata da G. Zuliani e incisa da G. Pitteri, piccola vignetta nel titolo. Decorativa e in buono stato.
Mm. 420 x 325 (con i margini 470 x 380). Incisione originale in rame con acquerella tura dell’epoca a più colori.
50388BBo.J. Antonio Zatta geboren 1757, gestorben 1797, italienischer Kartograph.
ZATTA ANTONIO (1757 - 1797) AMERICA MERIDIONALE DIVISA NE' SUOI PRINCIPALI STATI. , 1779, Molto buono (Very Good) Ottimo es. a pieni margini. acquaforte acquerellata a mano <br> inciso cm. 42 x 32,8 <br> <br> <br>
ZATTA ANTONIO (1757 - 1797) AMERICA SETTENTRIONALE DIVISA NE' SUOI PRINCIPALI STATI. , 1785, Molto buono (Very Good) Ottimo es. a pieni margini. acquaforte acquerellata a mano <br> inciso cm. 42 x 32,8 <br> <br> <br>
ZATTA ANTONIO (1757 - 1797) LA DALMAZIA VENETA. , 1784, Buono (Good) Buon es.. acquaforte acquerellata <br> inciso cm. 33 x 42,5 <br> <br> <br>
ZATTA ANTONIO (1757 - 1797) LE ISOLE DI TERRA NUOVA E CAPO BRETON. , 1778, Buono (Good) buon es.. acquaforte acquerellata a mano <br> in quarto cm. 31.5x 42 <br> <br> <br>
Incisione all'acquaforte di mm 420 x 323 alla battuta su carta vergata veneziana tre lune, filigrana "GF" in perfetta coloritura d'epoca. Esemplare privo di alcun difetto, fresco, candido e a larghi margini. Proviene dal celebre Atlante stampato da Zatta a Venezia nel 1785 dal titolo : "Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte di piu celebri e piu recenti geografi".
In folio (mm 390x265). Frontespizio calcografico con figure allegoriche, 54 tavole di mappe a doppia pagina in coloritura coeva incise finemente in rame da Giuliano Zuliani e Marco Alvise Pitteri.<BR>Mezzo vitellino marezzato con angoli coevo, dorso a nervi con titolo su tassello in marocchino rosso, piatti in cartone marmorizzato. Solo il tomo III dell' Atlante Novissimo, fra i più fascinosi e completi mai pubblicati in Italia nel XVIII secolo, l'opera più monumentale e famosa di Zatta; esce in 4 volumi con 216 tavole che illustrano tutto il mondo conosciuto dell'epoca, accresciuto delle più significative scoperte geografiche, la comparsa delle nuove isole scoperte nell'Oceano Pacifico da James Cook e la prima carta italiana della Nuova Zelanda. Ottimo esemplare di questo celebre atlante con minime tracce del tempo agli spigoli e cuffie, tassello al dorso un po' sbiadito. Indice delle tavole corto nei margini, la marca di Ancona e la Calabria ultra probabilmente da un altro esemplare; carta del Vicentino e del Bolognese/Ferrarese con alone marginale in basso a sinistra, generale lieve arrossamento alla piega centrale. Minime sporadiche macchioline marginali. <BR>Cremonini 72; Phillips 651<BR>Beautiful copy of this celebrated atlas, with all maps in fine contemporary hand-colouring. <BR>
Incisione calcografica di mm 655 x 485 su carta vergatina settecentesca in perfetta coloritura d'epoca. Foglio a grandi margini privo di alcun rilevante difetto. Il foglio proviene dall' "Atlante Novissimo", l'ultima grande fatica della tradizione cartografica veneta, e si riferisce alle ultime fasi della Guerra di Successione Austriaca.
2 tavole fuori testo
59420BBo.J. [2 Warenabbildungen] Giovanni Antonio Bartolomeo Rizzi Zannoni, geboren am 2. September 1736 in Padua, gestorben am 20. Mai 1814 in Neapel. I