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2192Paris, Ch. Piquet, 1830. Texte + Atlas, complet. In-12, 10,5 x 17,5 cm (texte) ; In-folio oblong, 36 x 28 cm. Reliure postérieure pastiche en demi-veau fauve et coins crème en vélin, dos lisse orné de filets à froid et roulettes dorées, pièce de titre en maroquin noir, tranches du volume de texte marbrées. viii, 238 pp. ; 21 pl. (atlas). Deuxième édition, publiée la même année que l’originale. « La première édition de cet Aperçu a été envoyée à l’armée expéditionnaire d’Afrique. On trouvera, à la fin de celle-ci, quelques plans nouveaux, et, dans le texte ou en appendice, quelques additions que de nouvelles recherches nous ont mis à même de présenter au lecteur ». L’atlas contient 7 cartes ou plans gravés, dont 6 dépliants (2 établis d’après les relevés du Capitaine Boutin) et 14 planches lithographiées, dont plusieurs issues de la collection du Colonel Rottiers représentant des vues et des costumes, le tout monté sur onglets.« Ouvrage publié par le Dépôt Général de la Guerre à l'usage de l'armée expéditionnaire d'Afrique, qui quitta le port de Toulon le 25 mai 1830, en direction d'Alger. Il fut rédigé par le géographe Charles Piquet, en grande partie d'après le rapport du capitaine Boutin, envoyé en mission d'espionnage, en 1808, dans la régence d'Alger ». Gay, 852 et 873 ; Tailliart, 1455. Ex-dono JJL de Querelles sur la première carte.
Incisione in rame di mm 170 x 120 alla battuta su carta spessa. Esemplare privo di difetti. L'immagine, in mancanza di informazioni più precise, doveva far parte dell'opera di Jean Baptiste Benoit "Viaggio pittoresco in Asia ed in Africa : riassunto generale dei viaggi antichi e moderni secondo Arman ... / di G.B. Eyries ; prima traduzione italiana di Silvestro Bandarini"
In 4o, pp. 318, t.tela con sovrac. (minimi strappetti ai bordi), 42 carte f.t. Ottimo atlante tedesco diviso in 2 parti: TEXT (Astronomie, Entdeckungsgeschichte der erde, Natur der erde, Geographisches worterbuch, Die welt in zahlen, Namen und sprachen, Landerkunde) e KARTEN (1305/ ATLANTE - ATLAS - CARTOGRAFIA)
Carta geografica a COLORI ripiegata in 16 parti, cm. 66x56,2), DA INTELARE o restaurasre perché separata alle pieghe in 4 settori e con strappetti lungo le altre pieghe, senza perdite di stampato. Rete mediterranea, Afriatica, Sicula, Ferrovie diverse, e, in Sadegna, linnee della Compagnia reale delle Ferrovie Sarde, della Società Italiana delle Ferrovie Secondarie Sarde in esercizio, e in costruzione od in progetto. Così com'è, da restaurare o riunire. eDIZIONE IGNOTA A sbn, che censisce la carta analoga per il 1882 in una sola bibl.
Cm. 66x65, ripiegata entro la sua cartellina/copertina editoriale., con 1 foglio pubblicitario della flotta Lariana ecc.; strappo senza perdite e piccole abrasioni presso una piega; le pieghe sono correttamente rinforzate a tergo da strisce di carta, probabilmente editoriali..
ANONIMO CARTA GEOGRAFICA DELL'ISOLA DI FRANCIA. , XVIII sec., Molto buono (Very Good) buon es.. acquaforte <br> cm. 43,5 x 33,5 <br> <br> <br>
Litografia a coll. di cm. 70x68 pi? vv. rip. Carta geografica litologica dei fiumi Fiora, Chiarone, Albenga, Osa, Ombrone, Bruna, Pecora, Cornia, Cecina e del fosso Chairone nelle provincie toscane di Siena, Grosseto e dell'isola d'Elba. Paesi menzionati: Asciano, Chiusdino, Pomarance, Massa marittima, Campiglia, Gavorrano, Roccastrada, Montalcino, Radicofani, S. Fiora, Scansano, Pitigliano, Manciano, Valentano ed Orbetello. Minimi strappetti ai bordi e rinforzi alle pieghe. mancanza dell'angolo alto a dx, senza perdita di stampa (1354/ TOSCANA - SIENA - GROSSETO - CARTOGRAFIA)
Grande carta geografica della provincia di Siena, compilata dagli Ufficiali Tecnici Provinciali nell'anno 1888. Dimensioni cm. 190x190, in scala 1:50.000. Litografia in 12 riquadri applicati su tela, con coloritura coeva all'acquerello in svariata cromia, a significare i vari comuni della provincia senese. 5 specchiature relative ai: Segni convenzionali; Notizie risguardanti le strade provinciali; Notizie risguardanti i Mandamenti ed i Comuni; Notizie risguardanti le Stazioni dei R.R. Carabinieri; Scala). Alcuni difetti su di una piega con piccole perdite, da restaurare. Rarissima (00771/ SIENA - CARTOGRAFIA)
Grande carta geografica a COLORI dell'ISOLA di SAMO. Cm. 99,5x68,5. Ripiegata, difetti o strappetti marg. o lungo le pieghe, senza perdite. Con applicata una copertina rosa stampata con tit. in cornice e una (brutta e sbiadita) veduta in bianco e nero in cop. Così com'è
Grande mappa cm. 48 x 155 circa, disegnata e colorata a mano su carta lucida, piu vv. ripiegata. Proprietà Conte Bortolo Bellati. Strappi e rotture alle cerniere (4797/ FELTRE - BELLUNO - CARTOGRAFIA)
Carta geografica delle Dolomiti, pieghevole pubblicitario a coll., di cm. 33,5 x 45,5, al cui retro sta la reclame della sartoria Marcello di Cortina, con 3 immagini fotografiche (veduta di Cortina e moda). Minime fioriture. Ottimo (3539/ CORTINA - MODA - CARTOGRAFIA)
In 8 (cm 14 x 22), pp. 16 copertine comprese con illustrazioni in nero alle pagine. Brossura editoriale con timbretto al piatto anteriore. Catalogo delle carte geografiche, dei mappamondi e dei libri di geografia edito da questo editore tedesco.
In 16, pp. 79 con foto, cartine, mappe n.t. Br. ed. con anelli al dorso. Testo in italiano, francese, inglese, spagnolo, portoghese. Pubblicazione relativa al sistema cartografico Eira realizzato mediante il metodo fotogrammetrico, ovvero l'utilizzo della fotografia aerea o terrestre per la realizzazione delle cartine. Acclusi gli occhiali stereoscopici.
Rarissima mappa dell’isola di Creta, priva di data ed indicazioni editoriali. Si tratta di un’anonima carta italiana databile ai primissimi anni del XVII secolo derivante dal modello di Giovanni Domenico Zorzi del 1538, e come questa mostra il famoso labirinto di Cnosso. Nel cartiglio in basso a destra di legge: Creta Isola, volgarmente chiamata Cand[i]a da Candia Citta insigne: anticamente fu chiamata Cidone overo Cidonia. Quest’Isola è dotata quasi di tutti li beni per l’uso humano et è abondantissima, pretiosissimi vini. È situata in mezzo del mar pontico; La cui lunghezza è di 270 miglia; la laghezza di 50; et il circuito di 589; come si legge appresso Strabone Cosmografo, di cui questa fu la Patria. La mappa viene descritta da Zacharakis come “Italian C type, loose leaf map, measuring 38x28 cm, almost identical to the corresponding ones of Camocio and D. Bertelli, but under a different title and with the decorative addition of many sailing ships around the island” (cfr. Zacharakis, De Situ Insulae Cretae, Four centuries of printed cartography of Crete, 1477-1800 (2004), p. 171). Per “tipo C” Zacharakis identifica il terzo modello – in ordine cronologico - delle carte dell’isola di Creta, quello compilato da Giovanni Domenico Zorzi e stampato a Venezia da Matteo Pagano nel 1538 “La mappa di Creta pubblicata dalla tipografia di Matteo Pagano viene attribuita dalla letteratura al cartografo Giovanni Domenico Zorzi e rappresenta la più antica mappa stampata dall’editore. Dal punto di vista cartografico l’opera sembra essere una derivazione, seppure con distorsioni nella morfologia, della Tabula Neoterica Crete sive Candia Insula pubblicata a Strasburgo da Martin Waldsemuller nel 1513. Notevoli i dettagli rappresentati nella mappa, che conta oltre 250 toponimi. Si tratta della prima carta a rappresentare il famoso labirinto di Cnosso, raffigurato sotto forma di piccoli cerchi concentrici” (cfr. S. Bifolco-F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 1496-97, tav. 714). Tuttavia, come fa giustamente notare Zacharakis, questa carta anonima sembra una fedele replica della carta incisa da Paolo Forlani per l’editore Giovanni Francesco Camocio nel 1564, che “costituisce, nella sua prima stesura, una delle mappe più diffuse nelle raccolte cartografiche cinquecentesche; ne abbiamo censiti ben 38 esemplari. La carta ebbe una seconda edizione nel 1584, curata da Donato Bertelli, con piccole differenze in alcuni toponimi e nella forma delle baie di Chania e Candia, ed una terza stesura, anonima, probabilmente databile alla fine del XVI secolo” (cfr. S. Bifolco-F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 1504-5, tav. 719). Prima di oggi, ho avuto modo di incontrare questa rarissima opera, solo nella raccolta fattizia cinquecentesca del Fondo Corsini, conservato alla Biblioteca Corsiniana di Roma [29.K.1]; una raccolta contenuta in un volume del XIX secolo. Essendo applicata su supporto ottocentesco non ho, pertanto, potuto esaminare la carta in controluce per verificare la presenza di un’eventuale filigrana; l’impossibilità di datare la carta mi aveva, sebbene titubante, indotto a non inserire l’opera in Cartografia e topografia italiana del XVI secolo (2018), ritenendola prodotto dell’inizio del secolo successivo. Il nostro esemplare – in precedenza nella celebre collezione di Fritz Hellwig – è stampato su una carta vergata che reca una filigrana “ancora nel cerchio”. Si tratta di una marca molto diffusa tra le carte italiane del XVI secolo. David Woodward, nel suo studio sulle filigrane riscontrate nella cartografia italiana del XVI secolo identifica ben 24 diverse varianti di questa filigrana, dove l’ancora nel cerchio è associata ad altri elementi quali una stella (di diverse dimensioni e fattura), un trifoglio, un quadrifoglio etc. Il riscontro più antico viene fatto su due carte datate 1538, una proprio di Creta, l’altra di... Very rare map of the island of Crete, without date and editorial indications. This is an anonymous Italian map datable to the early years of the seventeenth century derived from the model of Giovanni Domenico Zorzi of 1538, and like this one shows the famous labyrinth of Knossos. In the cartouche in the lower right corner reads: Creta Isola, volgarmente chiamata Cand[i]a da Candia Citta insigne: anticamente fu chiamata Cidone overo Cidonia. Quest’Isola è dotata quasi di tutti li beni per l’uso humano et è abondantissima, pretiosissimi vini. È situata in mezzo del mar pontico; La cui lunghezza è di 270 miglia; la laghezza di 50; et il circuito di 589; come si legge appresso Strabone Cosmografo, di cui questa fu la Patria. The map is described by Zacharakis as "Italian C type, loose leaf map, measuring 38x28 cm, almost identical to the corresponding ones of Camocio and D. Bertelli, but under a different title and with the decorative addition of many sailing ships around the island" (cf. Zacharakis, De Situ Insulae Cretae, Four centuries of printed cartography of Crete, 1477-1800 (2004), p. 171). For "type C" Zacharakis identifies the third model - in chronological order - of the maps of the island of Crete, the one compiled by Giovanni Domenico Zorzi and printed in Venice by Matteo Pagano in 1538 "The map of Crete published by the printing house of Matteo Pagano is attributed by the literature to the cartographer Giovanni Domenico Zorzi and represents the oldest map printed by the publisher. From the cartographic point of view the work seems to be a derivation, albeit with distortions in morphology, of the Tabula Neoterica Crete sive Candia Insula published in Strasbourg by Martin Waldsemuller in 1513. Remarkable details represented in the map, which has over 250 place names. It is the first map to represent the famous labyrinth of Knossos, depicted in the form of small concentric circles" (cf. S. Bifolco-F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 1496-97, table 714). However, as Zacharakis rightly points out, this anonymous map seems to be a faithful replica of the map engraved by Paolo Forlani for the publisher Giovanni Francesco Camocio in 1564, which "constitutes one of the most widespread maps in the sixteenth-century cartographic collections; we have surveyed as many as 38 copies. The map had a second edition in 1584, edited by Donato Bertelli, with small differences in some place names and in the shape of the bays of Chania and Candia, and a third issue, anonymous, probably dating from the end of the sixteenth century" (see S. Bifolco-F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 1504-5, table 719). Before today, I have only encountered this very rare work in the sixteenth-century factual collection of the Fondo Corsini, preserved in the Biblioteca Corsiniana in Rome [29.K.1]; a collection contained in a nineteenth-century volume. Being applied on a nineteenth-century support, I have not, therefore, been able to examine the paper against the light to verify the presence of a possible watermark; the impossibility of dating the paper had, although hesitant, induced me not to include the work in Cartografia e topografia italiana del XVI secolo (2018), considering it a product of the beginning of the following century. Our example - previously in the famous collection of Fritz Hellwig - is printed on a laid paper that bears a watermark "anchor in the circle". This is a very common mark among Italian papers of the 16th century. David Woodward, in his study on watermarks found in Italian cartography of the sixteenth century identifies 24 different variants of this watermark, where the anchor in the circle is associated with other elements such as a star (of different sizes and workmanship), a clover, a four-leaf clover etc.. The oldest match is made on two maps dated 1538, one from Crete, the other from Cyprus, respectively printed by Giovanni Andrea Vavassore and ...
Cabreo manoscritto in folio, pp. 14 nn., 3 tavv. acquarellate cm. 39 x 29. Censiti beni nei comuni di Pedavena, Murle e Facen. Note a matita, piatti impolverati, minimi strappetti ai bordi e tracce di uso. Ottimo (4810/ FELTRE - BELLUNO - CARTOGRAFIA)
cm. 62x57 circa, in stoffa leggera (cotone?), con la CARTA d'ITALIA in bianco e nero su fondino avorio. Agli angoli e al centro dei lati gli stemmi di Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Venezia, Firenze Palermo; e , più piccoli, di 56 capoluoghi di provincia.in bianco e nero su fondino beige (e rispettiva popolazione), a far da cornice con fasce ornate e bordi beige. Alla base della carta, entro riquadri la ricca TABELLA INDICATIVA con i simboli dei CORPI d'ARMATA e geografici, e le lunghe fitte liste dei DISTRETTI.
Incisione in rame di mm 170 x 120 alla battuta su carta spessa. Esemplare privo di difetti. L'immagine, in mancanza di informazioni più precise, doveva far parte dell'opera di Jean Baptiste Benoit "Viaggio pittoresco in Asia ed in Africa : riassunto generale dei viaggi antichi e moderni secondo Arman ... / di G.B. Eyries ; prima traduzione italiana di Silvestro Bandarini"
In 16 (cm 9,5 x 15), pp. 780 con 5 carte topografiche ripiegate fuori testo. Legatura editoriale in piena tela con qualche sbiaditura ai piatti e lievi sfilacciamenti ai tagli. Sporadiche bruniture alle pagine. Edizione non datata ma ascrivibile al 1862 di questa guida del viaggiatore in Italia. Testo su due colonne.
Incisione in rame di mm 170 x 120 alla battuta su carta spessa. Esemplare privo di difetti. L'immagine, in mancanza di informazioni più precise, doveva far parte dell'opera di Jean Baptiste Benoit "Viaggio pittoresco in Asia ed in Africa : riassunto generale dei viaggi antichi e moderni secondo Arman ... / di G.B. Eyries ; prima traduzione italiana di Silvestro Bandarini"
In 8 (cm 17 x 24,5), pp. 23 + (1 bianca) con 1 grande carta finale piu' volte ripiegata stampata al recto e al verso del foglio con il quadro d'unione delle levate di campagna per la costruzione della carta topografica del Regno. Catalogo editoriale, del gennaio 1928, dell'Istituto Geografico Militare con le uscite editoriali sia cartografiche sia librarie.
Carta dell' Italia Meridionale, 1870 Italien, incisione in rame colorata al contorno, 1870 ca. Misura dell'incisione cm.26x20, più piccoli margini , su carta leggera, retro bianco. Ottime condizioni. Bella e decorativa carta dell' Italia Meridionale.
Incisione in rame di mm 170 x 120 alla battuta su carta spessa. Esemplare privo di difetti. L'immagine, in mancanza di informazioni più precise, doveva far parte dell'opera di Jean Baptiste Benoit "Viaggio pittoresco in Asia ed in Africa : riassunto generale dei viaggi antichi e moderni secondo Arman ... / di G.B. Eyries ; prima traduzione italiana di Silvestro Bandarini"
Al centro, entro un cartiglio a forma di nastro svolazzante, il titolo: La Mirandola. In basso al centro, la firma dell’editore: Henricus van Schoel formis. Orientazione fornita ai lati dalle iniziali dei punti cardinali, il nord è a destra. Acquaforte e bulino. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “ancora nel cerchio con stella”, con margini, tracce di colla al verso, per il resto in eccellente stato di conservazione.Veduta prospettica della città, anonima; rappresenta il secondo assedio della città, del 1551. Alleata della Francia, e per questo avversa a Roma, la cittadella fu assediata da papa Giulio III nel mese di luglio del 1551. Difficile stabilire la datazione della lastra, che potrebbe derivare dall’opera di Bartélémy Bonhomme (Lione, 1557) oppure esserne il modello Appare evidente il collegamento di questa lastra con quella raffigurante l’assedio di Parma del 1551, anch’essa anonima. Le due lastre, all’incirca di formato identico, sono ascrivibili - per evidenti motivi stilistici - alla stessa mano. Nessun esemplare noto di questa veduta è privo dell’indirizzo di Giovanni Orlandi (o di quello di Van Schoel). Benevolo (1969) asserisce che la carta sia un originale del Salamanca ristampato poi da Orlandi. Si può identificare questa lastra con quella inserita nel catalogo della vedova di Giacomo Gherardi, Quintilia Lucidi, del 17-19 ottobre 1598 (n. 44 descritta come “la mirandola” incisa al verso de “la Veronica”). Possiamo quindi supporre che la matrice sia stata acquisita da Antonio Lafreri ed ereditata da Claudio Duchetti e infine dal Gherardi. Giovanni Orlandi acquisì il fondo calcografico del Duchetti da Quintilia Lucidi (atto del 25 giugno 1602) e ristampò la lastra apponendo la propria firma. Dopo il 1614 è datata l’edizione di Hendrick van Schoel. Nel catalogo della tipografia del fiammingo, redatto il 27 luglio 1622 dopo la morte dell’editore, sono presenti le opere di cartografia descritte sotto un’unica voce “Cosmografia pezzi numero 80.ottanta”. Le lastre vennero poi cedute a Francesco de Paoli, come documentato dall’inventario della vendita del 2 novembre 1633. Possibile quindi l’esistenza di un’ulteriore stesura della lastra, della quale tuttavia non abbiamo avuto riscontro. Al centro, entro un cartiglio a forma di nastro svolazzante, il titolo: La Mirandola. In basso al centro, la firma dell’editore: Henricus van Schoel formis. Orientazione fornita ai lati dalle iniziali dei punti cardinali, il nord è a destra. Acquaforte e bulino. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “ancora nel cerchio con stella”, con margini, tracce di colla al verso, per il resto in eccellente stato di conservazione.Veduta prospettica della città, anonima; rappresenta il secondo assedio della città, del 1551. Alleata della Francia, e per questo avversa a Roma, la cittadella fu assediata da papa Giulio III nel mese di luglio del 1551. Difficile stabilire la datazione della lastra, che potrebbe derivare dall’opera di Bartélémy Bonhomme (Lione, 1557) oppure esserne il modello Appare evidente il collegamento di questa lastra con quella raffigurante l’assedio di Parma del 1551, anch’essa anonima. Le due lastre, all’incirca di formato identico, sono ascrivibili - per evidenti motivi stilistici - alla stessa mano. Nessun esemplare noto di questa veduta è privo dell’indirizzo di Giovanni Orlandi (o di quello di Van Schoel). Benevolo (1969) asserisce che la carta sia un originale del Salamanca ristampato poi da Orlandi. Si può identificare questa lastra con quella inserita nel catalogo della vedova di Giacomo Gherardi, Quintilia Lucidi, del 17-19 ottobre 1598 (n. 44 descritta come “la mirandola” incisa al verso de “la Veronica”). Possiamo quindi supporre che la matrice sia stata acquisita da Antonio Lafreri ed ereditata da Claudio Duchetti e infine dal Gherardi. Giovanni Orlandi acquisì il fondo calcografico del Duchetti da Quintilia Lucidi (atto del 25 giugno 1602) e ristampò la lastra apponendo la propria firma. Dopo il 1614 è datata l’edizione di Hendrick van Schoel. Nel catalogo della tipografia del fiammingo, redatto il 27 luglio 1622 dopo la morte dell’editore, sono presenti le opere di cartografia descritte sotto un’unica voce “Cosmografia pezzi numero 80.ottanta”. Le lastre vennero poi cedute a Francesco de Paoli, come documentato dall’inventario della vendita del 2 novembre 1633. Possibile quindi l’esistenza di un’ulteriore stesura della lastra, della quale tuttavia non abbiamo avuto riscontro. Benevolo (1969): pp. 75-77, tav. XIII; Bifolco-Ronca (2014): n. 79; Bonasera (1979): p. 84, n. 9; Destombes (1970): n. 23a; Ganado (1994): III, n. 197 & VI, n. 119 & p. 212, n. 38
Magnifico esemplare del rarissimo prima stato (di quattro) della pianta dell'assedio di Mirandola. Tiratura avanti l'indirizzo di Giovanni Orlandi, in prefetto stato di conservazione.Al centro, entro un cartiglio a forma di nastro svolazzante, è impresso il titolo: LA MIRANDOLA. Orientazione fornita ai lati dalle iniziali dei punti cardinali, il nord è a destra. Acquaforte e bulino, dimensioni mm 265x395.Veduta prospettica della città, anonima. L’opera rappresenta il secondo assedio del 1551. Alleata della Francia, e per questo avversa a Roma, la cittadella fu assediata da papa Giulio III nel mese di luglio del 1551. Difficile stabilire la datazione della lastra, che potrebbe derivare dall’opera di Bartélémy Bonhomme (Lione, 1557) oppure esserne il modello. Appare evidente il collegamento di questa lastra con quella raffigurante l’assedio di Parma del 1551, anch’essa anonima. Le due lastre, all’incirca di formato identico, sono ascrivibili - per evidenti motivi stilistici - alla stessa mano. Sebbene non conosca la tiratura originale – priva di indicazioni editoriali e assolutamente rarissima - Benevolo (1969) asserisce che la carta sia un originale del Salamanca ristampato poi da Orlandi. Si può identificare questa lastra con quella inserita nel catalogo redatto per conto della vedova di Giacomo Gherardi, Quintilia Lucidi, del 17-19 ottobre 1598 (n. 44) dove è descritta come “la mirandola”, incisa al verso de “la Veronica”. Possiamo quindi supporre che la matrice originaria sia stata acquisita da Antonio Lafreri ed ereditata da Claudio Duchetti e infine dal Gherardi. Giovanni Orlandi acquisì il fondo calcografico del Duchetti attraverso Quintilia Lucidi (atto del 25 giugno 1602) e ristampò la lastra apponendo la propria firma. Dopo il 1614 è datata l’edizione di Hendrick van Schoel. Le lastre di van Schoel vennero poi cedute a Francesco de Paoli, come documentatodall’inventario della vendita del 2 novembre 1633, che potrebbe averne curato un’ulteriore tiratura.Stati & edizioni1°: come descritto e illustrato, privo di indicazioni editoriali.2°: aggiunto in basso l’imprint Ioannes Orlandi formis Ramae 1602.3°: il nome di Orlandi è sostituito da Henricus van Schoel formis.4°: congetturato, con l’indirizzo di Francesco de Paoli.BibliografiaBonasera (1979): p. 84, n. 9; Destombes (1970): n. 23a; Ganado (1994): III, n. 197 & VI, n. 119 & p. 212, n. 38; Benevolo (1969): pp. 75-77, tav. XIII; Bifolco-Ronca (2014): n. 79; Pagani (2012): p. 83; Pagani (2017): p. 47, C11 e p. 52; Tooley (1939): n. 397.Censimento2°: Fano, Federiciana. 3°: Chicago, Newberry Library; Londra, British Library; Malta, National Library (3); Roma, Istituto Centrale per la Grafica. Magnificent example of the very rare first state (of four) of the plant with the siege of Mirandola, before the Giovanni Orlandi's address, in perfect condition.In the center, in a cartouche, the title: LA MIRANDOLA. Orientation given to the sides by the initials of the cardinal points, North is on the right. Etching and engraving, dimensions mm 265x395.Anonymous perspective view of the city,representing the second siege of 1551.BibliographyBonasera (1979): p. 84, n. 9; Destombes (1970): n. 23a; Ganado (1994): III, n. 197 & VI, n. 119 & p. 212, n. 38; Benevolo (1969): pp. 75-77, tav. XIII; Bifolco-Ronca (2014): n. 79; Pagani (2012): p. 83; Pagani (2017): p. 47, C11 e p. 52; Tooley (1939): n. 397. Bifolco-Ronca (2018): tav. 1147, I/IV.
Grandissima carta topografica di tipo militare di cm. 196,4 x 167,2 perfettamente TELATA e in ottime condizioni, divisa in rettangoli di cm. 20,8x16,4 editorialmente applicata alla tela grigia, e ripiegata a formare un oggetto di cm. 21x 16,5 x 2 di spessore. Impressa in bianco e nero, con bella evidenza dei rilievi, corsi d'acqua e laghi in azzurro, confine nazionale in rosso-viola, reticolo grande in nero con indicaz. dei gradi a margine. reticolo piùpiccolo in rosso. Parrebbe in scala 1:50.000 (cioè un cm. sulla carta equivale a 500 metri nella realtà).