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27.5x24.5 cm. 277 pages. Hardcover with dust jacket. Spine edges bumped. Pages yellowing. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
Fine Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. [x], 508 p. Halkbiliminde kuramlar ve yaklasimlar. Reflections and theories of folklore.
29x24 cm. 383 pages. Hardcover. Spine slightly yellowing and wrinkled. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
Ex-library copy with usual stamps, call numbers and removed pocket. Discard stamps along with adhesive stains and pocket remnants on ffep. Tape stains on back fep. Dustjacket is protected in mylar. Dustjacket spine is sunned. ; Looks at the 'querelle des anciens et des modernes' -- the question whether writers should imitate the classics or use literary forms which seemed more suited to their own era--and the debate in Europe since the earliest days of the Renaissance. ; 240 pages
303x260mm. 497 pages. Gilt hardcover with dust-jacket. Cover corners and spine edges slightly bumped. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
25.5X18 cm. 389 pages. Hardcover in dust jacket. Spine edges a bit rubbed. Pages a bit yellowing. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
1.5kg. 285x245 mm. 178 pages. Hardcover with dust jacket. Jacket edges slightly wrinkled. Spine edges slightly bumped. Inner cover yellowing. Text block edges slightly age stained. Pages slightly yellowing. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
Light pencilling to a couple of pages. Scholar's name to ffep (Robert Brown). Very light shelfwear to book. DJ has a couple of small tears; with faint browning and 1 small stain to spine. ; 1.18 x 8.5 x 5.75 Inches; 360 pages; Extensive English introduction, commentary and Latin Text.
235x155mm. L+266 pages. Softcover. Cover stained and wrinkled. Cover edges worn. Cover partly detached. Spine worn and partly missing. Loose binding - group of first pages detached. Tape marks on first and last white pages. Pages yellowing. Pages edges roughly cut. In fair condition.
No DJ, dings. ...
No dust jacket. 1972 Books for libraries reprint. Previous owner blind embossing, NF otherwise. Discusses Golding, Salinger, Kerouac, Wolfe, James, David Michael Jones. ...
As new except for light rubbing of the boards. No dust jacket, as issued. Unmarked. ...
No dust jacket. Near fine with the price written on the rear endpaper. Clean tight, unused, unmarked, long-warehoused example. ...
br. L'enciclopedia è un manuale teorico e pratico di consultazione per studenti, musicisti a tutti i livelli ed insegnanti. È un metodo utile per tutti i generi di strumenti (con notazioni in chiave di violino e basso) e affronta il complesso e delicato rapporto che intercorre tra gli accordi e le scale, visto da entrambe le angolazioni. Utile per tutti i musicisti che vogliono addentrarsi nel mondo sempre più in evoluzione del Jazz, della Fusion e del Rock più avanzato. L'enciclopedia è divisa in tre sezioni principali. La prima sezione è dedicata alle scale (oltre trecentocinquanta scale modali, simmetriche, etniche e sintetiche) con spiegazioni sulla loro costruzione e applicazione. La seconda sezione è dedicata agli accordi con spiegazioni dei voicings, del sistema di siglatura e dei polychords (con un elenco dettagliato e istruzioni per l'uso). La terza sezione è un vero e proprio manuale di consultazione con 120 schede di accordi, divisi per famiglie (maggiori, minori, di dominante, semidiminuiti e diminuiti) con applicazione comparata delle scale, posizioni pianistiche e un innovativo sistema inventato dagli autori che mette in risalto le note da enfatizzare e le note dissonanti contenute in ogni scala.
brossura Maturato nell'ambito dell'esperienza didattica dei due autori, il presente manuale è stato redatto per fornire agli studenti universitari un testo esauriente, scientificamente aggiornato (e allo stesso tempo chiaro e scorrevole) della storia del pensiero politico nei suoi aspetti essenziali e più significativi. La trattazione prende le mosse dalla formazione in età moderna di un "discorso politico autonomo" che si differenzia da altri ambiti di riflessione (religione, morale, diritto), per giungere sino all'epoca contemporanea, ricostruendo anche il profilo intellettuale di autori che animano l'attuale dibattito scientifico. Il volume è articolato in una serie di capitoli e paragrafi, in cui sono ricostruiti i tratti delle problematiche via via emergenti e i profili degli autori coinvolti, ed è corredato da varie schede esplicative utili a chi intraprende per la prima volta lo studio della disciplina.
brossura Fortunato Depero (1892-1960) è stato il protagonista dell'arte meccanica che ha caratterizzato il futurismo degli anni venti. La raccolta dei suoi scritti teorici permette di ripercorrere e analizzare le tappe più significative di un itinerario creativo che, investendo la pittura, la scultura, il teatro, l'architettura, le parole in libertà e l'arte pubblicitaria, è stato tra i maggiori contributi formulati dal futurismo per il rinnovamento dell'arte italiana. Giovanni Lista, specialista del futurismo, firma questa riedizione dei testi, procedendo inoltre ad un nuovo esame del particolare metodo di sfigurazione e stilizzazione con cui Depero rielaborava le apparenze fenomeniche della realtà per restituirle in chiave meccanica. Ne riabilita quindi la poetica qualificandola di ludica e felice parentesi di meccanicismo dal sapore illuminista all'interno della modernolatria tecnologica preconizzata dal futurismo marinettiano.
ill., ril. I creativi più noti e quelli più radicali, le tendenze più classiche e quelle più estreme. Un libro per capire la moda e i suoi collegamenti con l'arte contemporanea
ill., br. Il volume ricostruisce la trasformazione del discorso politico e sociale in Gran Bretagna tra Otto e Novecento attraverso la biografia e l'opera di Beatrice Potter (1858-1943), madrina riconosciuta della sociologia britannica e prima donna a fare della società una disciplina di studio e il fulcro della propria vita politica. Grazie al suo legame con eminenti pensatori della fine dell'età vittoriana e alla posizione autonoma occupata nella Fabian Society, Potter elabora un socialismo come scienza della civiltà. Uno degli scopi di questo volume è mostrare l'originalità della sua riflessione, finora considerata come un apporto tutto sommato minore all'opera del marito Sidney Webb. La sua vicenda biografica rappresenta una parte essenziale della storia del pensiero politico inglese ed europeo e pone questioni che in forme diverse continuano a interrogare il nostro tempo: il governo della povertà, la ristrutturazione dello Stato e il significato reale della democrazia. Il rapporto con il modello sovietico di Stalin, a cui Potter si avvicina negli ultimi anni della sua carriera scientifica e politica, porta infine in superficie un più ampio dibattito sulla sovranità, sul capitalismo e su una nuova concezione di civiltà, che sia capace di amministrare la democrazia e di disciplinare il cambiamento senza abbandonare lo spirito di libertà espresso dalla cooperazione operaia.
br. Globalizzazione e democrazia: i due termini "emblema" del nostro tempo, cui ogni dibattito, teorico e politico, muove ed approda, tracciano il perimetro di questo scritto. Un approccio insieme descrittivo e critico disegna qui un percorso di 'problematizzazione' del mutamento politico contemporaneo; lavorando non su Foucault ma con Foucault, per una "ontologia critica del presente" globale. Da questa angolatura infatti è possibile affrontare il tema della "crisi" della democrazia, che è duplice perché riguarda la "normatività immanente" della promessa democratica, e la fine del modello fordista-keynesiano che aveva dato forma al compromesso democrazia-capitalismo nei "trent'anni gloriosi" del secondo dopoguerra. Nell'intreccio dei diversi linguaggi e paradigmi interpretativi, si susseguono una serie di narrazioni analitiche (governance, società civile, diritti umani, movimenti, sfera pubblica, democrazia, populismo, antipolitica, immaginario) che tematizzano le questioni affrontate con una particolare attenzione al lessico della costellazione politica attuale. In questa direzione ci si è mossi, ricostruendo la scena da più inquadrature: la "doppia lettura" mainstream e critica del resoconto su governance, governamentalità, neoliberismo, la ricostruzione analitico-critica del nesso gvernance-democrazia nella teoria politica, normativa ed empirica...
br. Gianni Rodari, uno dei più grandi scrittori del '900, auspicava che qualche musicista, sull'esempio di uno dei suoi libri più famosi, scrivesse una Grammatica della fantasia "occupandosi dell'esperienza e della educazione musicale dei bambini". Gli autori, con una decisione che definiscono un po' temeraria, hanno seguito l'indicazione di Rodari: Grammatica della fantasia musicale, che anche nel sottotitolo riprende quello rodariano, vuole essere un testo che cerca di dare forma a idee e proposte relative all'arte di inventare musiche nei contesti di educazione e formazione musicale. Prendendo spunto dalle tecniche suggerite da Rodari, coniugandole con le sollecitazioni di autori quali Cage, Delalande, Globokar, Munari, Morin, Paynter, Porena, Spaccazocchi, Stefani e altri, vengono proposte riflessioni e suggerite attività mirate a sviluppare la fantasia e la creatività compositiva ed esecutiva. Il testo si rivolge principalmente agli insegnanti di musica delle scuole di ogni ordine e grado, ma può essere utile anche agli animatori, agli studenti di composizione, agli appassionati di musica e a tutti coloro che sono convinti che il suono, la musica, soprattutto nelle sue pratiche inventive e creative, sono strumenti indispensabili alla formazione democratica di tutti i cittadini e le cittadine, non perché tutti diventino "musicisti", ma perché nessuno sia schiavo di tutti quegli "ismi" che alcune culture dominanti vogliono far ritenere come valori assoluti.
br. Simbolicamente rilegato in rosso, il colore della rivoluzione, il manoscritto di Oper und Drama fu completato il 10 gennaio del 1851 e spedito all'amico Theodor Uhlig, critico musicale e fervente sostenitore di Wagner, con la dedica: "Rossa, o amico, è la mia teoria!". Il volume era nato come un articolo di ampie dimensioni sull'opera moderna, ma crebbe a dismisura tra le mani di Wagner, ed apparve a Lipsia alla fine di quell'anno in tre tomi. Sebbene ne curasse la ristampa altre due volte, nel 1869 e nel 1872, con correzioni e l'eliminazione di vari riferimenti polemici, dopo la prima edizione Wagner sentì il bisogno di prendere le distanze dal suo maggiore trattato teorico, senz'altro anche influenzato dal pensiero di Schopenhauer, che lo portò a rivedere in parte la propria concezione della musica come mezzo dell'espressione al servizio del dramma. Questa nuova edizione italiana ricostruisce filologicamente l'intero tragitto editoriale dell'opera, e la propone per la prima volta al lettore non solo nella sua integralità ma anche nel suo divenire. Il testo principale qui tradotto segue quello dell'ultima edizione (che Wagner giudicò definitiva), riportando in nota le parti inedite del manoscritto fatte conoscere da Klaus Kropfinger nella sua riedizione dell'edizione del 1851, nonché le principali varianti introdotte da Wagner nelle edizioni successive, riscontrate direttamente sugli originali.
br. "Come orientamento generale, basterà dire quanto segue: i "Concetti fondamentali" sono sorti dalla necessità di offrire una più salda base all'analisi della storia dell'arte; non a un giudizio di valore, dunque, di cui qui non si parla, bensì alla definizione dello stile. A tale scopo è sommamente interessante conoscere la forma rappresentativa dinanzi a cui ci si trova volta per volta (conviene parlare di forme della rappresentazione piuttosto che di forme visive). La forma della rappresentazione visiva non è ovviamente qualcosa di esteriore, ma ha un'importanza determinante anche per il contenuto della rappresentazione, e in questo senso la storia del succedersi dei concetti figurativi è già storia dell'arte. Il modo di vedere o, come preferiamo dire, della rappresentazione visiva, non è sempre e ovunque identico, avendo, come tutto ciò che vive, una sua evoluzione. Vi sono gradi nella rappresentazione visiva di cui lo storico dell'arte deve tener conto. Si parla di modi di vedere arcaici e "immaturi", così come si parla, d'altra parte, di periodi di "arte matura" e di "arte tardiva". (...) Ora, nel presente volume non si vuole offrire un compendio di storia, ma si cerca di stabilire certi criteri di valutazione con cui si possono misurare, con una certa esattezza, i mutamenti storici e i caratteri nazionali."
br. Gli autori che si rifanno al cosmopolitismo iniziano la riflessione da una visione ideale di come le leggi dovrebbero essere, ma omettono di considerare gli individui come essi sono; per contro, gli autori statisti perlopiù partono da un'analisi realistica della società ma tralasciano di considerare le potenzialità di trasformazione radicale delle leggi. In questo libro si propone una versione di cosmopolitismo concepito come agire politico di avanguardia. L'analisi è radicata in una concezione dialettica della giustizia sociale e dimostra come sia possibile promuovere la desiderabilità normativa dell'ideale cosmopolitico di eguaglianza grazie al contributo di forze politiche progressiste contenute nello Stato.
Clear and tight. Used