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Very light shelfwear. Scholar's name to ffep (W. G. Slater) ; History of Women in the West; Vol. 1; 572 pages
Very light pencilling. DJ has some creasing. ; History of Women in the West; Vol. 1; 572 pages
br. Curati da Gianfranco Miglio e Pierangelo Schiera, gli scritti di Cari Schmitt qui presentati coprono l'intera parabola di pensiero del filosofo tedesco: certamente uno dei più rappresentativi e controversi della cultura europea del Novecento. Il volume riunisce infatti i saggi più importanti della sua produzione politologica dal 1922 al 1953; si tratta di: "Teologia politica", "Il concetto del 'politico'", "Legalità e legittimità", "I tre tipi di pensiero giuridico", "Il problema della legalità" e "Appropriazione divisione - produzione".
br. L'essenza del potere e la struttura del nuovo spazio planetario in due dialoghi filosofici che sono vere e proprie pièce teatrali.
br. A vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, questo studio analizza il cinema della Repubblica democratica tedesca, in particolare la DEFA, l'industria cinematografica della Germania orientale attiva tra il 1946 e il 1992. Il libro, scandito per decenni, presenta i più significativi lungometraggi di finzione, i registi e gli attori, i generi, le fasi storico-politiche che hanno determinato i soggetti, l'accoglienza del pubblico, le politiche culturali e la censura. Attraverso il filtro cinematografico è soprattutto presentata la società tedesca orientale, come è andata modellando, pur sotto l'influenza sovietica, una propria identità e culture, miti, gusti e svaghi. La cinematografia tedesca orientale evidenzia inoltre conflitti e confronti interni esistenti tra generazioni, tra uomini e donne, tra ceti sociali, tra apparati dello stato e società civile, tra correnti riformiste e conservatrici nel partito guida, tra partito e intellettuali. Il lavoro si sofferma soprattutto sul ruolo di quest'ultimi, divisi tra progetti e realtà, tra l'impegno nella costruzione di un stato socialista e l'influenza esercitata su di loro dalle democrazie e dai mercati occidentali. Una particolare attenzione è conferita al conflitto tra potere e creatività e tra la politica culturale e il lavoro degli autori; e non ultimo al complesso rapporto della cinematografia con il passato recente tedesco, con il nazismo e con la tradizione antifascista.
In-8 (cm. 24), tela editoriale, titoli impressi in oro al dorso su tassello, pp. VII, (1), 203, (1). Deutscher text. Singoli segni a matita a margine alle primissime carte; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
ill., br. La scrittura musicale ha avuto e probabilmente sempre avrà due obbiettivi non del tutto coincidenti: indicare all'esecutore le azioni necessarie a produrre un determinato flusso di suoni, e registrare, attraverso un sistema di scrittura, la struttura stessa della musica presente in quel momento culturale. Schmid chiama scrittura 'funzionale', o 'esecutiva', una modalità di scrittura pensata prevalentemente per il primo di questi due obbiettivi, e scrittura 'sistemica', o 'strutturale', una modalità volta essenzialmente al secondo scopo. E particolarmente interessante che la ripresa, verso la fine del primo millennio d. C, del sistema notazionale greco-romano privilegiasse l'aspetto sistemico, mentre il metodo di notazione alternativo diffuso all'epoca, quello cosiddetto 'neumatico', mettendo in condizione il cantore che già conoscesse l'altezza delle note di riprodurre una melodia, si collocava piuttosto sul versante funzionale. Tutta la storia della scrittura della musica occidentale fino ai suoi esiti attuali è stata segnata dalla confluenza di queste origini miste, e il libro di Schmid ne costituisce una narrazione minuziosa e appassionante. Ma c'è un secondo assunto che questo libro intende dimostrare. Il tipo di scrittura della musica disponibile nei vari momenti del suo sviluppo storico, da un lato è conseguenza della musica viva che si faceva a quell'epoca, dall'altro a sua volta condiziona fortemente la creazione di nuova musica: letteralmente, rende possibili sviluppi del linguaggio musicale prima impensati (o anche ne condanna all'obsolescenza altri). Dunque la musica che fu scritta in e per una certa notazione non può essere trascritta in un linguaggio storicamente lontanissimo da essa senza che se ne perdano quote più o meno importanti di senso. Ma se la scrittura non è neutrale o ininfluente per la trasmissione del senso di un'opera, come consentire l'accesso a quell'opera in un mondo in cui la scrittura è interamente cambiata? A questo dilemma Schmid propone una soluzione, per così dire, mista. Per accedere oggi a un'opera del passato lontano lo studioso non può che tornare alla scrittura originale, ma per l'esecutore questa può essere resa più comprensibile con vari procedimenti di trascrizione che Schmid discute, illustra e insegna con opportuni esercizi di pratica, mostrando attraverso casi concreti come questo tipo di trascrizione intermedia chiarisca e in certi casi letteralmente illumini il senso della musica.
pp. xiii, 498. Edges foxed. 4to. Original cloth spine over paper covered boards. Original dust jacket, soiled. Hardbound. Very good. AMERICANA BOX 10
RARE comprehensive monograph on the life and works of the renowned Swiss painter Alfons Schilling (1934-2013), one of the first artists to become interested in spin art and action painting. Contains numerous color and b&w plates of Shilling's works, critical appraisals and manuscripts of the artist. 305x235mm. 350 pages. Blue Hardcover with illustrated dust-jacket. Jacket slightly rubbed. Several scratch marks on jacket rear side. Jacket edges slightly worn. Small hole on jacket spine rear hinge. Cover corners and edges slightly bumped. Bump-marks on rear cover upper edge. Small stain on front cover upper edge. Binding slightly curved, thus pages slightly wavy. [SUMMARY]: This extremely rare album of works by an influential modern artist is in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
br. "Chi è un Maestro?" La domanda corre lungo le pagine di questo libro, vicende che vengono narrate, episodi, figure, personaggi, di cinquant'anni di storia di un Paese alla ricerca d'una propria identità, per il futuro del suo territorio e della sua architettura. Un racconto sul filo della memoria, una "saggistica autobiografica" che mantiene vivo l'interesse su approfondimenti anche disciplinari, l'attrazione per l'architettura con le contraddizioni che l'attraversano tanto più nelle incertezze di oggi. Pagine che fanno parte del nostro vissuto, su problemi aperti a ribadire l'importanza del mestiere di architetto, come vocazione, ricerca, impegno militante. Punti di vista anche controcorrente, che rimandano al rigore di tanti protagonisti conosciuti dall'autore, icone ma anche comprimari del progetto come espressione d'una pluralità di attori.
235 S. Notenbeisp., Index. Vorsatz mit Namenseintrag des Komponisten Sem Dresden.
22x24 cm. 239 pages. Softcover. Ex-Library copy with the usual marks. Else in good condition.
2 Bde. 308 S.
25x16.5 cm. 282 pages. Soft cover. Contains black-and-white plates. Spine is worn, stained and partially missing. Cover is yellowing and slightly scuffed and dirty. Else in good condition.
Scholar's bookplate to inner cover (G. P. Goold). Spine sunned. Endpapers slightly browned. ; Menschen. Völker. Zeiten. Eine Kulturgeschichte in Einzeldarstellungen I; 178 pages
EXTREMELY RARE autobiography of Jewish artist Boris Schatz, founder of the Betzalel school of art. In this bilingual monograph, he relates his works to his life and ideals. The work is prefaced by historian Joseph Klausner and is accompanied by 40 plates large b&w plates, of which 8 are missing in this copy (missing plates - nos. 4, 15, 16, 17, 23, 27, 30 & 33). The text pages themselves also feature some illustrations and text decoration. 395x300mm. 28+35 pages. 32 plates (unbound-folder format). Text is in orange softcover booklet, placed along with the plates within a gray cloth slipcase with some decoration on front. Slipcase slightly worn and very lightly stained. Booklet spine worn and peeling at the middle. Pages slightly yellowing. [SUMMARY]: This rare album is else in good condition.
ill., br. Questo libro offre una visione inedita dell'impressionismo inquadrandolo nella cultura parigina di fine Ottocento ed esplorando il fitto intreccio di temi storico-artistici, economici, politici, filosofici, linguistici e letterari dell'epoca. Schapiro esplora i tratti comuni e le intenzioni radicali di una comunità artistica profondamente consapevole di se stessa. Monet, Manet, Pissarro, Degas, Bazille, Renoir, Sisley scelsero di esporre sotto la medesima sigla; si opposero all'arte tradizionale e pur sviluppando uno stile personale trovarono ognuno la propria ispirazione nell'opera degli altri. L'autore studia lo specifico modo impressionista di vedere "fisicamente" al fine di scoprire fondamentali peculiarità di questo movimento artistico: in tal modo, perfino le analisi di celebri capolavori riservano al lettore illuminanti intuizioni. Nella prospettiva di Schapiro, un singolo dipinto diventa il luogo di discussione della pennellata impressionista, della città in turbinosa espansione, dei nuovi caratteri della vita cittadina e del profondo influsso esercitato dalla fotografia. Intrecciando lo studio dei dettagli a quello di ampie tematiche storiche, risalendo alla storia dell'Ottocento e spingendosi fino all'espressionismo astratto, Schapiro offre un resoconto dell'impressionismo come punto di svolta della storia dell'arte.
24x16.5 cm. 231 pages. Softcover. Pen writing on page sides. Pencil markings on several pages. Else in good condition.
(Codice RU/1277) In 4° (30x23 cm) 84 pp. Battle between the Republic of Novgorod led by prince Alexander Nevsky and the crusader army led by the Livonian branch of the Teutonic Knights. Russian edition, b/w and colour illustrations. Pictorial hardcover. Very good. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. «L'opera di Eric von Stroheim - ha scritto André Bazin - appare come la negazione di tutti i valori cinematografici della sua epoca». Capolavoro maledetto, martoriato dalla casa di produzione e ultimamente trascurato dai film studies, Rapacità [Greed, 1924) evidenzia ancora oggi una ricerca visiva dal fortissimo impianto politico, finalizzato a distruggere determinati cardini dell'ideologia dominante - la famiglia, il matrimonio, il denaro - smascherandone il marcio e l'ipocrisia. Dietro la parabola tragica di McTeague e della moglie, coppia corrosa da ingordigia, avarizia e sadomasochismo, si nasconde la volontà di raccontare l'orrore del quotidiano, la frustrazione del desiderio, la vanità del tutto. Invece di far sentire lo spettatore al centro del mondo, come farà di lì a poco la Hollywood roosveltiana, Stroheim esplora le potenzialità simboliche della profondità di campo, rielabora in modo personale le regole del montaggio analitico e costruisce inquadrature polisemiche, molto simili ai futuri «labiriniti senza centro» di Orson Welles. Alla luce dell'analisi filmica, integrata da un'interessante conversazione dell'autore con Michel Chion, si delineano dunque le forme di un realismo volto a restituire non solo l'immagine come pulsione, ma anche il tempo come durata. Durata che la ricostruzione filologica di Rick Schmidlin - a cui qui è dedicato un attento studio - ha cercato invano di ricomporre. La versione del film che è giunta fino a noi, consultabile nel DVD - allegato, ci permette comunque di cogliere - per usare le parole di Stroheim - «la vita vera con il suo lereiume, le sue oscurità, la sua violenza, la sua sensualità e, in singolare contrasto, anche la sua purezza».