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John Reader.<br />Gli anelli mancanti - L'avventura della paleoantropologia.<br />1983.<br />Collana Saggi Rossi.<br />Garzanti Milano.<br />Brossura illustrata.<br />Pagine 240.<br />Cm. 14 x 21.<br />1^ edizione - Titolo originale "Missing links" - Traduzione di Stefano Jesi - Presentazione di Giacomo Giacobini.<br />Esemplare in buonissime condizioni.
In-8° pp. 314, bross. edit. ill. Sottolin. e annotaz. a matita.
in-16, 480 pages, broche, couv. illustree. Bon etat [LP-10]
in-16, 504 pages, ill. in-.t. n., index, broche, couv. illustree. Bon etat [PP-1]
Petite Bibliothéque Payot 1967, In-12 broché. 270 pages. Bon état.
Madrid, Cuadernos para el Diálogo, 1968. 4to. menor; 256 pp., 2 hs. Cubiertas originales.
Ginevra, Ferni, 1977, 16mo legatura editoriale in mezza pelle con illustrazione a colori applicata ai due piatti e fregi dorati al dorso, pp. 247 con numerose tavole fotografiche in nero nel testo. Volume III.
In-4°, leg. in bross. ed., pp. 43 con molte foto in b/n ed una cartina a colori allegata.
In-4°, leg. in bross. ed., pp. 36, con molte foto in b/n nel testo e due cartine a colori allegate.
Broch?. 157 pages.
Cm. 22; pp. LXXII, 200, (8). Brossura editoriale illustrata. Numerose illustrazioni nel testo. Come nuovo
Milano, Adelphi, 1996, 16mo brossura, pp. 253. Firma di possesso in penna all’occhiello, sottolineature in lapis e in biro nel testo, evidenti tracce d’uso. (”Piccola Biblioteca”, 377).
C. Lévi-Strauss Tristi tropici. Milano, Il Saggiatore 1960 italian, 441 BTT161G Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 441 pagine circa Copertina come da foto
Imbriani Eugenio La sarta di Proust : antropologia e confezioni. Bari, Pagina 2008 italian, 110 BTT164 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, illustrato in b\n 110 pagine circaCopertina come da foto
Fasicolo trimestrale, copertina editoriale flessibile, con titoli marroni, fioritura, ingiallita ai margini, segno di piega centrale e verticale, scritta e francobolli timbrati al posteriore, pagine leggermente ingiallite, con sporadica fioritura, pieghe al margine laterale della prima pagina e qualche segno a matita ai margini. Numero pagine 40 USATO
br. Una riflessione sul mestiere dell'etnologo prima e dell'antropologo poi e sulla materia della loro indagine.
brossura L'ordine delle cose non è un ordine naturale contro il quale non si possa far nulla. È piuttosto una costruzione mentale, una visione del mondo con la quale l'uomo appaga la sua sete di dominio. Una visione talmente esclusiva che le stesse donne, che ne sono le vittime, l'hanno integrata nel proprio modo di pensare e nell'accettazione inconscia di inferiorità. Solo l'antropologo può restituire al principio che fonda la differenza tra maschile e femminile il suo carattere arbitrario, contingente, ma anche, contemporaneamente, la sua necessità sociologica. Bourdieu prende spunto dalle strutture androcentriche dei cabili in Algeria per dimostrare la continuità della visione fallocratica del mondo nell'inconscio di uomini e donne. Anche nelle donne che, secondo il sociologo francese, partecipano passivamente al dominio maschile. Ne risulta una denuncia, tanto più efficace politicamente in quanto scientificamente fondata, dei molti paradossi che il rapporto tra i generi finisce per alimentare, oltre a un invito a riconsiderare, accanto all'unità domestica, l'azione di quelle istanze superiori - la chiesa, la scuola, lo stato responsabili in ultima analisi del dominio maschile.
br. In questo breve saggio Philippe Descola, uno dei maggiori antropologi contemporanei, introduce in modo semplice e originale alla pratica dell'antropologia e a un'"ecologia delle relazioni". La prima ricerca sul campo in Amazzonia gli ha consentito di vivere per anni con la tribù Jivaros Achuar, di osservare le relazioni degli amerindi con gli esseri della natura e di mostrare che l'opposizione occidentale tra natura e cultura tra gli Achuar non esiste. Descola definisce inoltre quattro modalità di relazione con il mondo - totemismo, animismo, naturalismo e analogismo - rendendo conto delle relazioni dell'uomo con il suo ambiente.
br. La nostra scienza è giunta alla maturità il giorno in cui l'uomo occidentale ha cominciato a rendersi conto che non avrebbe mai capito se stesso, finché sulla faccia della terra, una sola razza, o un solo popolo, fosse stato da lui trattato come oggetto. Solo allora l'antropologia ha potuto affermarsi per quello che è: un'impresa, che rinnova ed espia il Rinascimento, per estendere l'umanesimo a guisa dell'umanità. Permetterete dunque, che le mie ultime parole siano per quei selvaggi, la cui oscura tenacia ci offre ancora modo di assegnare ai fatti umani le loro vere dimensioni: quegli Indiani dei tropici, e i loro simili sparsi per il mondo, che mi hanno insegnato il loro povero sapere in cui consiste, tuttavia, l'essenziale delle conoscenze che voi mi avete incaricato di trasmettere ad altri; e verso i quali ho contratto un debito di cui non mi sentirei liberato nemmeno se, al posto in cui mi avete messo, potessi giustificare la tenerezza che mi ispirano, e la riconoscenza che ho per loro, continuando a mostrarmi quale fui fra loro, e quale, fra voi, vorrei non cessare di essere: loro allievo, e loro testimone.
br. Il totemismo, ossia il particolare fenomeno per cui un uomo o un gruppo di uomini si legano con un rapporto di parentela e di mutua protezione a una specie animale - o a piante e fenomeni naturali -, è stato variamente considerato: gli sono stati di volta in volta riconosciuti e negati carattere religioso e carattere universale; a volte è stato considerato tipico di una fase del progresso culturale; altre volte se ne è constatata l'assenza nei popoli più primitivi. L'analisi critica di Claude Lévi-Strauss prospetta il fenomeno in una luce tutta nuova: "Il totemismo partecipa della conoscenza; le esigenze alle quali risponde, il modo stesso in cui cerca di soddisfarle, sono in primo luogo d'ordine intellettuale. In questo senso non ha nulla d'arcaico e di lontano".
br. Che cosa rivela l'inarrestabile diffusione della retorica identitaria? Il fatto che nella nostra epoca, mentre le merci e gli oggetti si mondializzano, gli esseri umani si tribalizzano. Fabbricare le identità serve soprattutto a questo, ad alzare una barriera di tradizioni e religioni che protegga 'noi' dagli 'altri', ignorando la dimensione del mutamento da cui nessuna storia è immune. Come tutto ciò che serve a distinguere e a prendere coscienza di una separazione, la parola 'identità' contiene un potenziale violento pronto a giustificare aggressioni e guerre.
Mm 120x165 Collana "Piccola biblioteca". Volume nella sua brossura originale, 100 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
24x15. 23p. Fotogr. Ilstr.