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ill., br. Condividiamo con gli scimpanzè oltre il 98% del nostro Dna, eppure siamo molto diversi dai nostri cugini antropomorfi. Quello che ci pone in una posizione unica è la ricchezza della vita mentale e la capacità di immaginare un mondo esterno a noi. Come, quando e perché ciò è avvenuto? Come si sono fatte strada nel corso di milioni di anni le differenze grazie alle quali i nostri progenitori hanno acquisito quella manciata di caratteri - linguaggio, cultura, religione e scienza - che ci distaccano nettamente dagli altri animali con cui abbiamo condiviso tanta parte della nostra storia? Una risposta ci viene fornita da questa storia dell'evoluzione umana, che attinge alla biologia così come alle scienze cognitive, alla paleontologia, all'archeologia.
Mm 120x190 RARO / RARE. Edizione francese / French edition - Brossura editoriale con copertina illustrata a due colori, 123 con alcune tavole in nero fuori testo. Restauro al piede del dorso, peraltro esemplare ben conservato con legature ben salde. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1 vol in-8°, 240 pages, broche, couverture illustree. Bel exemplaire, SIGNE par l'auteur. [NV-31](nv-16?)
Nimes, Christian Lacour Éditeur, 1991. 4to. 155 pp. + 103 pp. Cubiertas originales.
In 8, pp. (4) + XVI + 308. Lievi danni ai piatti e al dorso. M. pl. coeva con fr. in oro al d.
br. "L'Áme tigrée" si pone come coerente sviluppo dell'ermeneutica durandiana. I cinque capitoli di cui si compone il testo costituiscono un originale tentativo di tematizzare la costitutiva pluralità dell'anthropos e della sua Psyché. Nel primo capitolo Durand si confronta con Bachelard, mostrando come quest'ultimo, inizialmente partigiano della purezza del discorso scientifico contro le "illusioni" dell'immaginario, si sia progressivamente reso conto del carattere fallimentare di tale impresa: anche il dato scientifico più obiettivo è originariamente impregnato di un'aura simbolico-immaginaria, che immette sapiens entro un regime poetico-mitico, dipartimento antropologico più essenziale d'un pensiero che si configura come arida scienza senza coscienza. Nel secondo capitolo l'Autore applica le sue categorie strutturali d'indagine alla nozione di polarità magnetica, istituendo un originale parallelo tra metodo aperto e plurale dell'antropologia e sperimentazione scientifica. Nel terzo capitolo si analizzano le strutture drammatiche dell'immaginario sociale. Nel quarto l'Autore istituisce un parallelo tra l'ermeneutica ricoeuriana e lo strutturalismo di Lévi-Strauss; oltre a una preziosa descrizione dello status quaestionis della querelle dello strutturalismo, s'avanza qui un'originale lettura della stessa, cui s'accompagna una denuncia di limiti e criticità dei due approcci, e una proposta di possibile, fruttuosa contaminazione. Il quinto capitolo propone una "mitocritica" di Psyché. Occultata e rimossa nel secolo dei lumi, la sposa di Amore è invece più presente che mai. Il lato d'ombra e opacità che inquieta coscienze "chiare e distinte" costituisce una dimensione antropologica che lo studioso rivendica con forza, e che riconosce come operativa fin nel cuore della società più demistificante sogni, immagini e follie umane.
In-8, broché, couverture imprimée, (4), 647 p., et 36 de catalogue éditeur (Alcan), carte pliée hors texte. Édition originale de cet ouvrage fondateur, illustré d'une carte pliée hors texte. "A partir d'une analyse du totémisme australien, défini comme une forme élémentaire de la vie religieuse, Durkheim entreprend une étude pionnière de la religion et met à jour les aspects symboliques de l'intégration sociale par la religion" (J.-P. Willaime). Précieux exemplaire comportant un envoi autographe signé d'Emile Durkheim à François Simiand: "A F. Simiand, Affectueux souvenirs". Sociologue, historien et économiste, François Simiand (1873-1935) est considéré, avec Durkheim, comme l'un des fondateurs de l'école sociologique française. Simiand s'engagea très tôt auprès d’Émile Durkheim et participa à ses combats pour la promotion de la sociologie comme discipline autonome et en faveur de son intégration dans l’université. "Maître d'oeuvre de la sociologie économique dans l'école durkheimienne", François Simiand appliqua à l’étude des phénomènes économiques les principes d’analyse des faits sociaux énoncés par Durkheim. La descendance dans les sciences humaines en fut immense. Papier légèrement bruni. Bon exemplaire.
br. Se la modernità è stata l'epoca delle grandi narrazioni, "Le forme elementari della vita religiosa" (1912) appartiene indubbiamente a questo tipo di opere. L'oggetto viene studiato - nell'intenzione dell'autore - in modo esaustivo a partire da un'ipotesi: la religione degli aborigeni australiani, stando all'immensa mole di ricerche condotte su di essa tra gli ultimi decenni dell'800 e gli inizi del '900, rappresenterebbe e avrebbe mantenuto nel tempo, per la semplicità dei suoi elementi costitutivi, la forma più antica di esperienza del sacro che l'umanità abbia conosciuto nella sua storia. Il legame dell'uomo con determinate specie animali e vegetali, nonché l'"entusiasmo" che i gruppi raggiungono in particolari situazioni di esaltazione collettiva, costituiscono, secondo Durkheim, il primum religioso dell'umanità su cui egli polarizza quel particolare istituto etnologico indicato come totemismo. Ora, se da un lato nella religione così concepita «c'è qualcosa di eterno», dall'altro le modalità, i meccanismi psichici e le forme religiose di rappresentazione della realtà, contengono in nuce, secondo il sociologo francese, un processo di autocostituzione e autoregolazione delle società umane che sfugge in gran parte agli individui che ne sono gli attori. E dunque il religioso rappresenterebbe il sistema generatore e fors'anche il nucleo costitutivo delle diverse dimensioni con cui si esprimono le culture umane. Da questo punto di vista, quest'opera di Durkheim può essere definita un classico delle scienze delle religioni.
in-8, 239 p., ill. h.t. coul., broché Bel exemplaire [CA31]
Paris, Adrien Delahaye & Emile Lecrosnier, Éditeurs, 1886. 4to.; 2 hs., LX-576 pp., con siete ilustraciones entre el texto. Encuadernación en media piel, de la época. Duval realizó notables investigaciones sobre el desarrollo de la placenta en ratones y ratas, y fue el primero en identificar la invasión del trofoblasto en roedores. Su nombre y el del ginecólogo Walter Schiller (1887-1960), nominan los cuerpos de Schiller Duval, estructuras que se encuentran en los tumores del seno endodérmico.
México, El Colegio de México, 1976. 4to. menor; XII pp., 2 hs., 283 pp. Cubiertas originales.
Very Good Turkmen Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkmen. 33, [4] p., b/w ills. Il ogli: Türkmen dövletinin ilkinci presidenti, Magtimkulu [sic. Mahtumkulu] adindaki Jalkara bayraginin laureati Caparmirat Ataevic Niyazov.
E. Biocca Yanoama. Paris, Plon 1968 french, 469 Excellent état. Broché
Hardback with dusjacket, 270x235mm, 192p, Dutch (NL) edition . ISBN 9789061539513. De afgelopen jaren trok de Incacultuur (1250-1532) wereldwijd de aandacht door spectaculaire vondsten van mummies van geofferde kinderen hoog op de toppen van het Andesgebergte. De mensenoffers bij de Inca's vonden niet elke dag plaats, zoals dat bijvoorbeeld bij de Azteken het geval was, maar op welbepaalde momenten van het jaar. Ze hadden een cruciale betekenis in de kosmologie van de Inca's. Mensenoffers vormden een brug tussen de wereld van de mensen en de wereld van de goden en voorouders. Het mensenoffer zorgde ervoor dat de mens in contact kon komen met de andere wereld. De mens werd dankzij het mensenoffer als het ware geincorporeerd in de wereld van de voorouders. Behalve religieuze doelen, waren ook sociaal-politieke motieven van belang. Het mensenoffer ging uit van het centrale politieke gezag en bevestigde zo de macht van de heersers. Naar aanleiding van de recente vondsten voert deze publicatie een diepgaand onderzoek naar de kosmologische staatsrituelen bij de Inca's en tracht ze de betekenis van de kinderoffers bij de volkeren van de Andes te ontrafelen. Het onderzoek is rijkelijk geillustreerd met nooit eerder gepubliceerd beeldmateriaal over de fascinerende rituelen uit de rijke cultuur van de Inca's.
viii + 506pp. + 2 large folding maps in colour, original 1942-edition, 25cm., softcover, pages still uncut, published in the series "T'oung Pao. Archives concernant l'histoire, les languaes, la géographie, l'ethnographie et les arts de l'Asie orientale" Supplement to volume XXXVI, text in German, very good condition, X98253
Barcelona, Ediciones G(ermán) P(laza), s.a. (hacia 1957), (Enciclopedia Pulga). 32vo.; 63 pp. Ilustraciones de Chacó. Cubiertas originales.
Very Good English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Russian. 217, [3] p. Problemi istorii i etnografi Sovetskih i zarubeçnih Turkmen.
br. Una "lente" diversa per guardare il mondo. Un cambio di rotta nelle nostre vite. Partendo dalla propria dolorosa esperienza personale, come ebrea in fuga con il padre e la madre da quell'Olocausto dove perse la vita la maggior parte della sua famiglia, Riane Eisler ci conduce in un viaggio a spirale che si espande fino alla dimensione cosmologica e spirituale della nostra relazione intima con l'universo. Questo libro, basato sulle ricerche pionieristiche de "Il Calice e la Spada" dimostra come un semplice mutamento di prospettiva possa liberarci dal "modello di dominio" per realizzare una dimensione di partnership in ogni nostro rapporto quotidiano. Promuovere il rispetto reciproco e la sacralità della vita superando le tradizionali dicotomie conservatorismo/liberalismo, religione/secolarismo, comunismo/capitalismo, mondo operaio/colletti bianchi, uomo/donna - fondate sulla paura e sulla violenza - è la strada giusta per una "nuova vita".
Zaragoza, 2006. 4to.; 253 pp. Cubiertas originales.
br. «Per i popoli dell'Africa subsahariana, la natura è qualcosa di più di ciò che si offre alla vista. È la prima manifestazione simbolica di Dio, il suo riflesso. Il sole e le stelle, i fiumi, i boschi, le alte vette, un bufalo maestoso che percorre la savana o un piccolo camaleonte che si arrampica su un ramo, rappresentano legami con la realtà invisibile che ne decreta e ne determina anche la sacralità. Ciascuno di essi, al fianco di un'umanità intesa come il centro di un mondo creato a suo beneficio, è considerato parte di un insieme dinamico e solidale» (dall'Introduzione).
br. La parola "ritu" è di origine arcaica indoeuropea. Nell'antico testo in sanscrito del Rgveda significa l'ordine immanente del cosmo. È sinonimo di "dharma", la fede fondamentale del mondo. Dal significato cosmico è derivato quello religioso di necessità, rettitudine, verità. È il "dharma", la legge fondamentale inerente alla natura. Da qui deriva il senso di "ritu", che indica i compiti da svolgere in ogni stagione, in relazione al dharma. Il rito coinvolge la condizione umana e perciò si colloca all'incrocio tra l'uomo, la cultura, la società e la religione. Ben oltre a ciò, esso è legato al simbolo, al mito e al sacro. Nel significato moderno, il rito indica una pratica regolata: protocollo, società civile, società segreta, religione, liturgia, culto. Può essere privato o pubblico, individuale o collettivo, profano o religioso. Fa parte della condizione umana, è soggetto a regole precise e implica continuità. Le voci che compongono questo volume sono state curate da esperti di etnologia, antropologia, sociologia, filosofia e teologia, dischiudendo al lettore un mondo di significati indispensabili anche per leggere i fenomeni contemporanei. Mircea Eliade, con Georges Dumézil, ha apportato con i suoi studi uno sguardo e un metodo nuovi alla scienza delle religioni, adeguandola allo spirito scientifico e alla ricerca antropologica del XXI secolo, che trova in quest'opera un valido supporto.
Lex8vo. 471 pp. Illustr.
San Sebastian, Auñamendi, 1969. 4to. menor; 304 pp. Cubiertas originales.
Zaragoza, 2004. 4to. alargado; 333 pp. Cubiertas originales.