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br. Questo pamphlet è per chi vuole capire l'Antropocene usando l'immaginazione. In mezzo a visioni mute o invecchiate, in mezzo al collasso ambientale e al crollo dei saperi, non possiamo limitarci a immaginare l'Antropocene come una semplice distopia apocalittica. Quali alternative abbiamo? Quali tecniche possiamo ancora recuperare dal cumulo di detriti delle civiltà? L'idea che sta alla base di questo anti-manuale narrativo è semplice: scrivere nell'Antropocene non è una prerogativa riservata ai soli autori in cerca di storie attuali, ma è una pratica democratica, accessibile a chiunque, dove il linguaggio e l'immaginario sono strumenti centrali per inventare un "altro mondo" per tutti. Le riflessioni su generi narrativi, animalità, creature fantastiche, spazio onirico e tempo in frantumi sono altrettante zone di lavoro per costruirsi un kit di sopravvivenza poetica: comunque sarà l'Antropocene, dovremo imparare a raccontare storie forti e convincenti, per insegnare a un bambino come si fa a resistere alla durezza del mondo, per dare speranza alla nostra tribù, per costruire una visione del dopo alla portata dei nostri sogni.
ill., br. Che senso ha fare geografia oggi, in un'epoca in cui il globo è stato esplorato palmo a palmo e le mappe sono disegnate da satelliti e software? Che importanza ha inventarsi un'immagine della Terra in mezzo ai guasti del clima e alla dissoluzione ambientale? Che cosa possono insegnare alla geografia contemporanea un racconto di mare in latino del X secolo, le canzoni di gesta antico francesi, i diari di bordo del capitano Cartier, la Liguria di Montale, l'India di Moravia e Pasolini, la costa bretone di Kenneth White? "Neogeografia" è un'esplorazione estrema che mira a un duplice cambio di paradigma: ripensare l'epistemologia della geografia e analizzare i testi come altrettanti laboratori di paesaggio. Non semplice critica letteraria o studio di fonti indirette, ma l'analisi di esercizi cognitivi complessi, i sondaggi spaziali di Homo geographicus che lasciano sempre traccia tra le parole del testo. E infine. al cuore di tutto. una riflessione sulle immagini e sull'immaginario. perché ogni resistenza culturale, intellettuale, sociale comincia da un futuro immaginato. da una "prova" di desiderio che funziona come alternativa allo status quo. "Neogeografia" è soprattutto questo: un ripensamento necessario del metodo scientifico per restituire alla geografia, all'antropologia e alle scienze sociali la loro irrinunciabile vocazione politica. Un manuale di resistenza dell'immaginario in cui la Terra e i suoi paesaggi sono la base primaria per fare pensiero critico e per inventare nuove pratiche di libertà.
Mm 210x255 Volume rilegato in piena tela color nocciola con sovraccoperta, 212 pagine con 123 illustrazioni in nero e a colori nel testo. Libro in ottimo stato di conservazione poco o nulla consultato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Revue - Nelle Série - In-8 - Broché - Couverture illustrée - nombreuses illustrations en texte -Environ 100 pages par revue - 1961, N° 1- 1962, N° 2, 5 & 6 - 1963, N° 7 & 8 - 1964, N° 9 & 12 - 1966, N° 18 - 1967, N° 21 - 1969, N° 28 & 29 - N° 78, N° 65 - Soit 12 N° - Globalement propres (1) sous l'égide de la société d'etudes historiques & Archéologiques de la moyenne-Corrèze & des amicales corréziennes de Paris, les Monédières, le Cabas de Beynat et le Pelou d'Egletons Peuvent être vendu au N° au prix de 20 €
Madrid, Taurus, 1982. 4to.; 234 pp. Cubiertas originales.
México, D.F., El Colegio de México, 1951. 4to.; 177 pp., 1 h. Numerosas transcripciones musicales. Bellas cabeceras ilustradas por Julio Prieto. Primera edición. Cubiertas originales.
Sevilla, Talleres Escuela del Sanatorio de Niños Lisiados "Jesús del Gran Poder", 1968. 4to. mayor; 229 pp., 2 hs. Con numerosas ilustraciones fotográficas entre el texto. Cubiertas originales.
br. Nelle scienze sociali gli studi sul consumo sembrano essere attraversati da una tensione costante tra due poli interpretativi: quello che vede le merci alla base di un processo di alienazione nelle pratiche quotidiane e, all'opposto, quello che privilegia l'analisi degli scambi simbolici, che definiscono il consumo come costruzione di legami sociali e attività di tipo rituale. Gli oggetti ci rendono schiavi o, al contrario, ci liberano da numerose costrizioni? Attraverso gli oggetti ci isoliamo dal mondo o, diversamente, li usiamo per costruire relazioni sociali? Lo shopping è una pratica di tipo edonistico o un modo per manifestare l'amore verso i propri cari? Nel testo si insinua il dubbio che il consumo non si esaurisca nell'acquisto ma si configuri piuttosto come una relazione - una sorta di opening gift - dove diversi soggetti si vincolano tra di loro in un rapporto che assume forme sempre più complesse di definizione del sé. Il volume illustra gli ambiti di ricerca, le teorie e i concetti dell'antropologia del consumo in una prospettiva etnografica.
brossura Il testo propone i risultati di una etnografia condotta in Toscana sui temi del patrimonio culturale immateriale e della società di massa, partendo dalla considerazione che la tradizione, come è intesa oggi, è un'invezione della modernità. L'autore offre una riflessione sul tema delle culture locali concentrandosi sul concetto di rievocazione, parola chiave della contemporaneità: dalla costituzione di archivi della memoria familiare fino alle rievocazioni festive e di carattere storico. Indagando il tempo rievocato come postura attraverso cui gli attori sociali ricostruiscono il proprio passato per pensarsi nel presente, l'autore cerca di cogliere gli aspetti più intimi delle culture locali, spesso contaminate e spurie, soggette a una costante negoziazione di significato tra necessità di appaesamento e politiche e consumo del patrimonio.
ill., br. Il libro espone i risultati di un'etnografia della vita quotidiana, condotta su un ristretto gruppo di attori sociali residenti nel senese. La ricerca indaga i loro diversi orientamenti nel mondo del consumo, con particolare attenzione al modo in cui recepiscono e declinano i diktat della cultura di massa nelle loro vite private e nella sfera domestica, alle prassi anche "affettive" del fare shopping, alle modalità di passaggio e trasmissione dei beni. Ne emerge un ritratto complesso, che configura individui riflessivi, interessati a costruire un rapporto distintivo con la cultura materiale, spesso rivolti al passato con un'attenzione nostalgica e indirizzati verso la patrimonializzazione della cultura popolare, del riciclo e del risparmio. Pietro Meloni è dottore di ricerca in Antropologia, Etnologia, Studi culturali presso L'Università degli Studi di Siena.
London, Seeley, Service & Co., 1923. Orig. full pictorial cloth. Spine faded. Frontispiece. 316 pp., 47 illustr., mainly on plates, 3 maps (1 folding). faint scattered brownspots.
Madrid, Cuadernos para el Diálogo, 1968. 4to. menor; 256 pp., 2 hs. Cubiertas originales.
Milano, 2000, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 73/80 con 2 illustrazioni fotografiche. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Berlin u. Leipzig, Gruyter & Co., 1935-37. 4to. 3 parts in orig. printed wrappers, uncut. 321,XLIV 219 pp.
Oxford, University Press, 1925. 2 orig. full cloth. Gilt lettering on spines. Stamp on half-titles. Frontispiece. XVIII,312 VIII,277 pp., 122 illustrations on many plates after photographs, 3 large folded maps. Clean and fine.
London, Kegan Paul etc., 1931 2 orig. full cloth. Gilt lettering to spines. 2 frontispieces. X,582 VIII,633 pp., profusely illustrated on numerous plates, textillustrations, 1 folded map. Clean and fine.
Madrid, CSIC, 1995. 4to. alargado; 333 pp. Cubiertas originales.
N.Y., Morrow & Comp., 1972. Orig. full cloth with dustjacket. 305 pp. Illustr.
in-8, 533 p., illustré h.t. n/b, glossaire, 2 index, relié cartonnage éd., jaquette illustrée. Bel exemplaire. [NAN-5]
in-8°, 533 pages, illustre h.t. n/b, glossaire, index, relie cartonnage ed., jaquette illustree. Bel exemplaire. [NV-12]
br. "Discussione sulla razza" è un confronto fra l'antropologa bianca Margaret Mead e lo scrittore Nero James Baldwin che assume il valore di un'eccezionale testimonianza. Il volume si presenta come una conversazione lunga e approfondita che segue un andamento musicale: dall'adagio al mosso e al movimentato per arrivare allo scontro serrato e intenso. È un dibattito che tocca tutti i temi della scottante attualità politica e culturale, dove protagonista assoluto è il dramma razziale e il suo riverbero sulla tormentata coscienza umana. Il tema del razzismo è però declinato e analizzato in tutte le sue sfumature, tanto da divenire un sistema interpretativo utile a leggere ogni forma di potere in cui si esercita il sopruso e la violenza sugli altri: i bianchi sui Neri, ma anche le società ricche su quelle povere, gli uomini sulle donne, i Paesi avanzati su quelli arretrati. Queste due grandi personalità della scena culturale internazionale non solo di ieri offrono il meglio di sé, mettendo a fuoco in modo inquietante e drammatico la problematica sociale, morale e politica americana: dalla violenza nei ghetti alla contestazione giovanile, dal consumo esasperato di droga all'inquinamento ambientale, dalla radicalizzazione della lotta politica alla questione dell'insicurezza e del logorio delle istituzioni... Mead e Baldwin attingono dalle loro esperienze personali per suggerire come costruire una società migliore retta dall'uguaglianza.
br. Per vincere una guerra occorre innanzitutto conoscere a fondo la propria identità culturale e sociale, e avere la certezza che la causa per cui si combatte sia giusta. Concepito tra il 1939 e il 1941, anno dell'attacco di Pearl Harbor che segnò l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, "America allo specchio" è il saggio che Margaret Mead dedica alla cultura del suo paese. L'antropologa si addentra nelle viscere del popolo americano e lo riconduce con estrema lucidità alla sua origine. Attraverso la comparazione con le società europee e alcune società primitive, rivela debolezze e punti di forza degli Stati Uniti tracciando un impressionante quadro di tradizioni e comportamenti. La smania di superare la condizione economica e sociale di partenza, la competizione inculcata in famiglia sin da bambini, lo sforzo e l'impegno come stili di vita, la ricompensa vista in termini di ricchezza e successo, l'ottimismo esasperato, l'audacia, la fiducia in sé e la fede nella propria missione civilizzatrice: questi sono i tratti fondanti il carattere della nazione, ieri come oggi. "America allo specchio" è un testo fondamentale per comprendere le radici della mentalità di un popolo la cui ideologia e le cui scelte politiche hanno dominato e tuttora dominano gli equilibri del nostro mondo.
br. L'adolescenza in Samoa è un piccolo libro scritto oltre settant'anni fa da una donna di ventitré anni sulle adolescenti di un posto lontano. Ci ha accompagnati per tutto questo tempo, influenzando profondamente molti fra i grandi dibattiti del secolo e ispirando tante discussioni e controversie.