2 730 résultats
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. Il primo volume è dedicato a Gesù, Maria, Giuseppe, gli Arcangeli, gli Apostoli, gli Evangelisti.
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. Questo terzo volume è dedicato ai Patroni Papi (in particolare Gregorio Magno e Silvestro), Vescovi(numerosi i comuni che hanno scelto come defensor San Biagio e San Nicola) e Patriarchi(la maggiore devozione è per Flaviano)
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date (spesso con rifunzionalizzazione politica di alcune feste calendariali) e la descrizione della festa.Il volume secondo è dedicato ai Patroni Martiri,tra cui quello più "scelto", santo Stefano, seguito da San Lorenzo e Santa Lucia.
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. In questo quarto volume, dedicato ai Patroni Abati, Monaci, Eremiti, Eremitani, Pellegrini e Santi Ausiliatori, interessanti le figure di Domenico, Giorgio e Vito, che l'autrice ha liberato dalle sovrastrutture mitiche che avevano finito per offuscarne la realtà storica ed i contorni biografici (operazione del resto effettuata nei confronti di tutti i Santi presi in considerazione).
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa.Nel V e ultimo volume sono studiate in particolare le figure di Antonio da Padova, e Rocco pellegrino e taumaturgo che 15 comuni abruzzesi hanno scelto come defensor civitatis. Interessanti anche le storie di Pasquale Baylon, Vincent Ferrer e Filippo Neri.
br. Quella di Mason è l'analisi delle radici storiche e culturali della credenza occidentale secondo cui Dio avrebbe conferito all'uomo il dominio assoluto sull'intero creato. La riduzione in schiavitù degli animali a fini bellici o per l'allevamento ha lacerato il senso di fratellanza che l'uomo ha da sempre provato nei confronti degli altri animali, permettendo così il sorgere di una cultura alienata dalla natura. Si è così alterato profondamente il nostro rapporto con essa, con noi stessi e soprattutto quello con gli altri animali, di cui abbiamo bisogno "come compagni, come stimolatori di empatia e cura, come strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente e come parenti che ci ricordino la nostra vicinanza al resto del mondo vivente". L'autore ci presenta il conto che tale isolazionismo ha causato in termini di perdita di consapevolezza, capacità di rispettare la natura e volontà di controllare le nostre derive distruttive: è proprio il nostro modo di vedere e considerare gli animali che sta alla base dell'attuale crisi ambientale e della relazione tra questa e le altre forme di oppressione sociale: la guerra, la violenza sulle donne e la schiavitù intra-umana.
Madrid, Imprenta Sáez, 1948. 4to.; 182 pp., 2 hs. Cubiertas originales con un dibujo de Eduardo Narbona.
32x25. 128p. Fotogr. Colab. J. C. Demard. Pref. G. H. Rivière. Enc. Cart. Ed. Sobrecubierta.
(Roma, 1900) stralcio con copertina posticcia muta, pp. 175/178 con una illustrazione. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Paris, Les Éditions Genet, 1930 ["Bibliothèque d'Études Historiques"]. 4to.; 108 pp. Cubiertas originales salvadas en encuadernación moderna en media tela.
In 8, cm 16,5 x 24,5, pp. 110. Brossura editoriale. Ottimo esemplare. Edizione originale di questo studio edito in occasione delle nozze del figlio di Quintino Sella, Alessandro, con Giovanna Giacomelli, dedicato all'insediamento dei popoli liguri nell'Italia subalpina, Spagna e Francia. Schiaparelli nato a Cerione, si laureo' con Carlo Cipolla con il quale condusse importanti studi paleografici
br. Un seme per il futuro è un'idea coraggiosa che, al di là del suolo a volte gerbido a volte fertile, deve essere gettata in un mondo non ancora in grado di comprendere il valore dei possibili frutti venturi. Così, il seme-idea si fa segno per un mondo a venire, testimone presente di quel che potrebbe essere, ente costitutivamente moderno poiché in anticipo sui tempi della percezione comune. In questo primo ritaglio di futuro vi è uno sguardo al passato volto a ridefinire in senso critico i ruoli di preda e predatore troppo sovente cristallizzati in una narrazione schiettamente antropocentrica. Natan Feltrin rompe, con toni eretici, la tradizionale prospettiva dell'uomo come indiscusso predatore alpha puntando dritto al cuore degli effetti socio-culturali che sono emersi dai meccanismi antipredatori di Homo sapiens. Federica Lovato porta il lettore in un viaggio genealogico dell'attitudine venatoria onde scalfirne i presupposti di naturalità e moralità. Al termine di questo volume chi sia preda, chi predatore e cosa comporti pensare l'altro in termini di «bottino» sono tutte questioni spalancate verso un orizzonte di rinnovamento etico. Introduzione di Nicola Zengiaro. Postfazione di Leonardo Caffo.
Mm 110x195 Volume rilegato in mezza tela con titolo in oro al dorso, 62-(2) pagine con una cartina dei luoghi applicata in chiusura del volume. Opera non comune di difficile reperibilità. Libro in ottime condizioni; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
København, 1908-34. 8vo. og 4to. Indbundet i 11 ensartede solide hldrbd. med rygforgyldning. Illustreret.
Very Good English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. [6], 172 p. Türkiye'de dogumla ilgili âdet ve inanmalarin etnolojik etüdü. First Edition. An ethnological study on customs and beliefs related birth in Turkish Anatolia and Turkey.
Very Good English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. [xxvi], 521 p. Bibliography of Turkish folklore and ethnography. All published. Türk folklor ve etnografya bibliyografyasi, I.
Fine English Paperback. Pbo. 4to. (28 x 20 cm). Last 2 issues 24 x 17 cm. In Turkish. 20 issues full set. Extremely rare as set. Türk etnografya dergisi. I-XX. 1956-1997. Very important set of Turkish periodicals of ethnography.
Fine French Paperback. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In French. 255, [1] p., ills. I. Gündag Kayaoglu ex-libris. Red heads and black mouths: A tribal brotherhood of West Anatolia. "Parties des bords de la Caspienne, fondues au soleil de la Méditerranée selon l'expression de Lamartine, que reste-t-il de ces chefferies Oghouz-Turkmènes - que nos anciens appelaient Turcomans - qui peuplèrent l'Anatolie à partir du 11e siècle? Peu de choses, semble-t-il, sinon le lignage comme refuge et cadre irréductible de la vie sociale.". [i.e. Parts of the shores of the Caspian, melted in the Mediterranean sun according to Lamartine's expression, what remains of these Oghouz-Turkmen chiefdoms - that our ancients called Turcomans - who populated Anatolia from the 11th century? Little, it seems, except lineage as a refuge and irreducible framework for social life"].
Washington, 1904. 4to. Later half morocco, original cloth boards preserved. 195 pp. 70 plates(partly coloured) & 122 figures.
Very Good Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. 46 p., vi numerous b/w plates. Afyonkarahisar yöresi Türkmen mezar taslari.= Turkomans grave stones Afyonkarahisar and its environments. Translated into English by Nur Nirven.
Washington, GPO, 1909. Orig. full cloth.V,48 pp. 22 photographic black/white plates.
br. Cosa ne è oggi dei Tuareg? degli spiriti che abitavano attorno a loro nel deserto? della vita nomade attraverso l'immenso Sahara, come è raccontata già nella letteratura araba? Oggi i Tuareg, per via delle siccità, delle carestie e delle guerre locali, si sono trasferiti dagli attendamenti nel deserto alle periferie delle grandi città, dove provano bene o male a trasformarsi in sedentari. Ma il legame col loro passato riemerge spesso ancora integro, in tanti aspetti della vita quotidiana, ad esempio nel modo di occupare le abitazioni in muratura, come gente che se pur ferma sembra sia ancora nell'agitazione del viaggio; poi nel cibo, nell'abbigliamento, e nel rapporto con gli esseri soprannaturali, gli spiriti del deserto, che li hanno seguiti, e continuano a curarli, ad apparire loro, a tenerli d'occhio. Il libro è frutto di una appassionata, accurata e complessa ricerca svolta dall'autrice che ha vissuto per alcuni anni presso una grande famiglia dei Kel Antsar del Mali. Vi si raccontano i profondi mutamenti in corso, il momento in cui una straordinaria e antica cultura si sta perdendo, ma anche come con la musica i Tuareg riescano a far sopravvivere la loro identità.
Madrid, M. Aguilar, Editor, s.a. (1944). 4to.; XXIV pp., 302 pp. Transcripciones musicales entre el texto y una lámina retrato del autor dibujada por Herreros, impresa a dos tintas. Encuadernación original en media tela.
br. In questa intervista, pubblicata da "Le Monde" e riscritta dall'autore per la pubblicazione in volume, il grande antropologo di 96 anni racconta il suo rapporto con il Brasile, dove ha fatto le prime esperienze di etnologo, quelle che hanno ispirato "Tristi tropici". Riepiloga la vita di ricerca e di scoperta e osserva l'evoluzione di quel mondo, perché i "Tristi tropici" che Lévi-Strauss ci ha fatto conoscere, quel mondo in mutazione, a cavallo fra due epoche, due civiltà, fra una tradizione in procinto di essere abbandonata e la cosiddetta civiltà occidentale non ancora assimilata, oggi sono ancora più tristi, e noi ci troviamo forse in quella stessa situazione: fra una cultura smemorata e un nuovo mondo che non ha nulla di "valoroso".
Broch?. 16 pages. 23x31 cm. Couverture factice. Mouillures.