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br. "Ci chiediamo se spiegare le cose si avvicini troppo a giustificarle e, se è così, dove dovremmo fermarci. Ci preoccupiamo su come mantenere un impegno di giustizia quando il mondo intero non lo fa. Ci chiediamo quale sia lo scopo di dare senso teorico al mondo quando non possiamo dare un senso alla miseria e al terrore. Possiamo farlo con ironia, asciuttezza o passione, ma in ogni caso troviamo il modo per considerare una parte trascurata del problema come il senso stesso della vita. Concentrarsi su tali questioni non consiste nel sostituire il pensiero critico con il buonismo. Al contrario: i testi qui discussi dovrebbero rivelare che poche cose danno adito a un pensiero di profondità e rigore tali da togliere il fiato e che, soprattutto, danno adito al dialogo, il vero inizio della filosofia": da queste considerazioni prende avvio la riflessione di Susan Neiman sul problema del male. Che senso ha un mondo dove gli innocenti soffrono? Quale fede in un potere divino o nell'umano progresso resiste a non catalogare il male? Il male è forte e radicato o banale e mediocre? Fino a quando l'impossibile può divenire possibile in termini di brutalità e violenza? In un serrato confronto con molte voci della filosofia degli ultimi tre secoli - da Voltaire e Rousseau a Kant, da Leibniz a Schopenhauer, passando per Nietzsche e Freud, fino a giungere ai contemporanei Adorno, Camus, Arendt e Rawls - Susan Neiman dimostra come il male non abbia una essenza costante.
brossura
br. In tempi di eccessi comunicativi, di crescente irresponsabilità nei confronti della verità di ciò che diciamo e che ci viene detto, un filosofo del secolo scorso, raffinato studioso ed eccezionale divulgatore del pensiero classico, chiarisce con toni inaspettatamente profetici il percorso che ha portato a fare dell'abuso di parola il mezzo privilegiato dell'abuso di potere. Lo avevano già teorizzato fin dall'antica Grecia i sofisti, che utilizzavano la retorica per ottenere il consenso politico persuadendo anche a prezzo della verità. Ma questa corruzione della parola - la sostituzione dell'apparenza alla verità e la distruzione del dialogo leale - è un rischio storico permanente, che ha affinato sempre più le sue tecniche divenendo propaganda al servizio della tirannia e del totalitarismo, fino a lasciare spazio alla violenza, non più solo verbale. Anche se questi meccanismi sono oggi meno espliciti, non è difficile riconoscere le patologie della comunicazione del tempo presente: la prigione del virtuale, che ha svuotato le relazioni con gli altri; la noncuranza verso ciò che è vero; l'asservimento alle logiche di un potere che oggi è economico, finanziario, tecnocratico... Su questo crinale incerto, con il rischio concreto che la corruzione della parola diventi corruzione dell'umano, Pieper non si limita però a raccomandare un galateo delle parole. Forte della grande lezione dei classici ancora in grado di offrire percorsi fecondi di riflessione, egli formula qui l'invito più semplice e fondamentale: occorre tornare a prendersi cura delle parole, del loro significato che rende riconoscibile la verità, del dialogo che non ha altro fine se non lo scambio sincero. Perché una comunicazione leale verso le persone e la verità delle cose è l'habitat fertile dell'umano, ciò che ci dà senso. Come dice Roberto Mancini nella sua Prefazione: «Ascoltare e parlare sono esperienze irriconducibili al mercato e ai circuiti del potere, dunque custodire la loro autenticità è decisivo per salvare la libertà di tutti». Prefazione di Roberto Mancini.
br. La legalizzazione della cannabis è da decenni uno dei temi più chiacchierati nel nostro paese. Saponaro ha deciso di affrontarla senza la volontà di indottrinare, inquadrando la questione da una prospettiva diversa. Cosa c'è dietro il movimento dell'antiproibizionismo? Cosa c'entra gente come Soros, quanto sono veri gli stereotipi sull'uso terapeutico e sul paragone con l'alcool? Perché alla nostra società sta tanto a cuore questo argomento, in un mondo dove tutto ormai viene vissuto come un diritto, dove l'unico obiettivo a cui l'uomo moderno aspira sembra essere diventato il piacere personale, scavalcando completamente un ordine e delle leggi a cui ispirarsi e alle quali rispondere? Il volume prova a scardinare queste spinose questioni, cercando di mettere in luce quanto sia essenziale e opportuna questa battaglia sulla legalizzazione.
br. Alcuni credono che la morale sia sorta con la paura del tuono. Il cielo emetteva fragori e gli esseri umani intimoriti s'inventarono leggi e comandamenti ai quali obbedire per tenerlo buono. Altri fanno coincidere la sua nascita con quella della società, con la necessità di darsi dei limiti individuali per favorire la felicità collettiva. Le persone davvero colte poi la morale hanno iniziato a trovarla noiosa, preferendole lo stile. Che bisogno c'è di occuparsi del giusto e dell'ingiusto se possiamo pensare al bello, si dicevano, convinti di porsi una domanda retorica. Ma leggendo questo dialogo a distanza tra Scalfari e Voltaire, ci rendiamo conto che di morale, chiunque l'abbia loro concessa, questi miseri animali che sono gli uomini sembrano averne sempre più bisogno. Perché non sarà certo il buon gusto a farci andare oltre noi stessi per comprendere e rendere giustizia alla sofferenza degli altri.
br. Questo breve libro è una "miniera" per gli economisti, i filosofi e gli studiosi di scienze politiche interessati ai rapporti tra l'economia contemporanea e la filosofia morale. Scrivendo in uno stile chiaro e stimolante, il professor Amartya Sen presenta qualcosa di più di una limpida sintesi della letteratura importante in campo etico ed economico. Amartya K. Sen è Premio Nobel 1998 per l'economia.
br. La labilità dei confini tra le cure di fine vita ("lasciar morire"), il suicidio assistito ("aiutare a morire") e l'eutanasia ("provocare il morire") non ha permesso finora di affrontare in modo adeguato l'enorme e delicatissimo problema - irto di implicazioni etiche, giuridiche, umane e perfino religiose - di come rispondere a quei pazienti che, affetti da una malattia inguaribile e irreversibile, invocano il "permesso" di morire, o meglio di interrompere una vita "torturata e non più voluta". Umberto Veronesi tratta temi di bruciante attualità, come l'eutanasia e il testamento biologico, presentando le diverse forme di "buona morte" attraverso il racconto di storie eloquenti e strazianti di malati terminali (alcuni molto noti, come Terri Schiavo, Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro) a cui è stato a lungo negato l'aiuto che avrebbe consentito di risparmiare loro atroci sofferenze. Tali argomenti vengono analizzati alla luce delle differenti posizioni assunte dai vari paesi del mondo, sia i molti in cui l'eutanasia non è permessa sia i pochi (Olanda, Belgio e Lussemburgo) in cui è stata di fatto depenalizzata, pur rimanendo un atto praticabile unicamente da personale medico e a condizione che si tratti di una richiesta motivata, reiterata e consapevole, ovvero dotata di tutti i requisiti che ne attestino la "legalità".
1986na1262Editions du Cerf Broché 1986 In-8 (13,5 x 21 cm.), broché, couverture illustrée, 191 pages, épuise ; dos plissé, insolé et incurvé, plats à peine défraîchis, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1990dl1573Actes sud La Fabrique du corps humain Broché 1990 In-8 (11,5 x 22,7 cm), broché, 188 pages ; ex-libris, pliure au dos, quelques légères traces sur le quatrième plat, par ailleurs intérieur frais, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
In 8, br. ed., pp. 315.Prima ed.Lieve brunitura alla testa della cop., leggere tracce di sporco al dorso, spolveratura al taglio sup., firma d'appartenenza in prima bianca, interno in ottime condizioni.Luogo di pubblicazione RomaEditore LaterzaAnno pubblicazione 1994Collana Sagittari 72Materia/Argomento Filosofia, EticaPrima Edizione S
br. Il problema legato al comportamento umano negli scambi e alle sue componenti etiche è sempre più la base preponderante per gli studi sullo sviluppo economico. Questo grazie anche al contributo di Amartya Sen, premio Nobel per l'economia nel 1998. La necessità di portare gli attori del mercato a comportamenti più etici non è un fenomeno diffuso in questi ultimi anni, ma nasce con l'economia stessa. Lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare l'origine del rapporto che intercorre tra etica ed economia, partendo dalle teorie di Aristotele fino ad arrivare a Marx. Nel percorso storico trattato, si è data particolare rilevanza al perché l'uomo agisce in determinati modi e quale deve essere il rapporto con l'autorità pubblica, intesa come leggi da rispettare o modelli di autorità necessari per ottenere comportamenti da parte degli individui maggiormente improntati al benessere collettivo.
br. In un paese delle Alpi austriache una madre e un padre sono usciti per una gita nei boschi insieme alla figlia di tre anni. Durante la passeggiata perdono di vista la bambina un attimo, e tanto basta: la piccola è caduta in un lago ghiacciato dove rimarrà trenta minuti prima di essere riportata in superficie. Anche se i soccorsi arrivano abbastanza in fretta, quando finalmente la collegano alle macchine la bambina è morta da due ore. Eppure le cure a cui viene sottoposta in ospedale iniziano a sortire i primi effetti: nel giro di qualche ora la temperatura sale, il sangue riprende a circolare, il cuore a battere. La bambina vivrà. "A rendere sbalorditivo un tale episodio non è soltanto l'idea che qualcuno possa essere rianimato dopo due ore trascorse in uno stato che tempo fa avremmo considerato di morte. È anche l'idea che un gruppo di persone di un ospedale qualsiasi riesca a realizzare una cosa così tremendamente complicata". Salvare un annegato è ben diverso da come si vede in televisione: è necessario che decine di persone eseguano correttamente migliaia di fasi terapeutiche, coordinandosi alla perfezione. Cosa ha salvato la bambina e decine di casi simili? Cosa permette a procedure "tremendamente complicate" di essere portate a termine correttamente? Due cose molto semplici: della carta e una penna. O meglio: una check list, una lista di controllo. Atul Gawande introduce il lettore nel mondo della complessità ricondotta all'ordine: lo fa con i suoi "racconti di guerra"...
brossura
Il problema legato al comportamento umano negli scambi e alle sue componenti etiche è sempre più la base preponderante per gli studi sullo sviluppo economico. Questo grazie anche al contributo di Amartya Sen, premio Nobel per l'economia nel 1998. La necessità di portare gli attori del mercato a comportamenti più etici non è un fenomeno diffuso in questi ultimi anni, ma nasce con l'economia stessa. Lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare l'origine del rapporto che intercorre tra etica ed economia, partendo dalle teorie di Aristotele fino ad arrivare a Marx. Nel percorso storico trattato, si è data particolare rilevanza al perché l'uomo agisce in determinati modi e quale deve essere il rapporto con l'autorità pubblica, intesa come leggi da rispettare o modelli di autorità necessari per ottenere comportamenti da parte degli individui maggiormente improntati al benessere collettivo. Autori: Manuela Ciani Scarnicci.
1955ROD0038504PUF. 1955. In-12. Broché. Bon état, Tâchée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 114 pp., soulignements in texte. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1999RO80239547ESF. 1999. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 188 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1867ROD0009813Hachette. 1867. In-12. Cartonné. Etat passable, Coins frottés, Dos abîmé, Mouillures. 470 pages, rousseurs et tâches à l'intérieur, plats abîmés, mors fendus, page de garde déchirée. Coin haut droit très abîmé sur 1ère de couverture - 1 PHOTO DISPONIBLE.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1996ROD0012245Magnard. 1996. In-4. Cartonné. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pp. Nombreuses illustrations en couleurs. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1982RO70082780Robert Laffont Pluriel. 1982. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 253 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1941ROD0036340PUF. 1941. In-12. Broché. Bon état, Couv. défraîchie, Dos satisfaisant, Mouillures. 158 pages. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1990RO20058854BIBLIOTHEQUE NATIONALE DU QUEBEC. Janv 1990. In-12. Broché. Bon état, Couv. fraîche, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 122 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1966ROD0013984J. Vrin. 1966. In-12. Broché. Etat d'usage, Tâchée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 146 pages. Dos légèrement frotté. Nombreux coups de stylo à l'intérieur. Traduction et notes par J. Sirven. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1989R300307573Cerf/Fides. 1989. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 127 pages. Etiquette collée en coiffe de pied.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1995R100050841François Bourin. 1995. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 244 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique