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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA. Descrizione bibliografica Titolo: Il sapere della superficie: da Nietzsche a Simmel Autore: Marco Vozza Editore: Napoli: Liguori, 1988 Lunghezza: 109 pagine; 21 cm ISBN: 8820717689, 9788820717681 Collana: Volume 35 di Teorie & oggetti Soggetti: Filosofia moderna e contemporanea, Georg Simmel, Friedrich Nietzsche, Sapere della superficie, Etica, Politica, Metafora, Concetto, Hegel, Metafisica, Derrida, Mitologia bianca, Modelli scientifici, Ricoeur, Blumenberg, Metaforologia, Fantasia, Logos, Pathos, Eraclito, Logica, Dialettica, Abisso, Ermeneutica, Heidegger, Superficie, Riabilitazione, Excursus, Intelletto, Bergson, Mattino, Apparenza, Carmen, Parsifal, Ragione, Modernità, Congedo, Verità, Malattia storica, Interiorità, Meriggio, Liberazione, Nichilismo, Relazioni, Fenomenologia, Relazioni, Estetica, Avventura, Monet, Kracauer, Benjamin, Geroglifici visibili, Paradigma del marinaio, Umwertung, Oblio, Wanderer, Renaissance, Gnoseologia, Saggistica, Libri vintage, fuori catalogo, Modern and contemporary philosophy, Surface knowledge, Ethics, Politics, Metaphor, Concept, Metaphysics, White mythology, Scientific models, Metaphorology, Logic, Fantasy, Heraclitus, Dialectic, Abyss, Hermeneutics, Surface, Rehabilitation, Intellect, Bergson, Morning, Appearance, Reason, Modernity, Leave, Truth, Historical Illness, Interiority, Noon, Liberation, Nihilism, Relationships, Phenomenology, Relationships, Aesthetics, Adventure, Visible Hieroglyphics, Sailor Paradigm, Oblivion, Gnoseology, Out of print Books
br. Il testo si propone come una raccolta di casi a valenza etica, narrati direttamente dagli infermieri che li hanno vissuti. Viene raccontata la quotidianità dell'assistenza infermieristica e i dilemmi etici che si presentano ai professionisti quando rispondono ai bisogni delle persone e delle loro famiglie. Le storie narrate sono suddivise per temi e spaziano dalla bioetica del quotidiano (informazione e consenso, privacy e comunicazione) alla bioetica di frontiera (inizio e fine vita, anziani e cronicità, sperimentazione e ricerca), ma affrontano anche i problemi etici che si presentano nella formazione delle future generazioni di infermieri e nell'organizzazione dei servizi assistenziali. Un intero capitolo è dedicato al confronto internazionale (Nursing around the world) e alle nuove sfide dell'infermieristica, con una riflessione sulla recente pandemia da COVID-19 ed il ruolo svolto dagli operatori sanitari nella gestione dell'emergenza. Ideale per la formazione in ambito universitario e per l'aggiornamento professionale, il volume è arricchito da numerosi riferimenti agli articoli del nuovo Codice Deontologico degli Infermieri 2019 e costituisce un valido strumento di guida per la presa di decisioni nell'esercizio professionale.
ill., br. Guardare alla bioetica nell'orizzonte della complessità significa proporre un collegamento tra le sue diverse dimensioni: quella medica, che riguarda la nascita dell'uomo, la sua salute, la sua morte dinanzi alle nuove possibilità offerte dalle biotecnologie; quella ambientale, che s'interessa alle questioni di valore connesse alle conseguenze pratiche del rapporto tra l'uomo e la natura; quella animale, che si occupa degli aspetti morali, sociali, giuridici delle relazioni dell'uomo con le altre specie. La riflessione filosofica è chiamata a un confronto critico con le diverse scienze della vita, dalla biologia alla medicina umana e veterinaria, dall'ecologia all'etologia. Da qui una serie di interrogativi, per molti aspetti inediti: quali sono i confini del nostro universo morale? Quali le nuove frontiere della giustizia? Come raccordare gli interessi dell'umanità attuale con quelli delle generazioni future, dell'ambiente e delle altre specie? La risposta è in un umanesimo capace di andare oltre le mura della Città dell'uomo, nel riconoscimento dei nuovi soggetti che appartengono anch'essi alla comunità di vita della terra.
br. È sotto gli occhi di tutti che «la moneta fa girare il mondo», ma dove lo spinge? Se da anni la turbofinanza pare condurlo al disastro socio-ambientale, oggi la finanza etica lascia intravvedere la possibilità di un mondo migliore. Non solo tra gli investitori impegnati ma anche in ambito normativo, tra gli operatori e quindi in ambito accademico, sta crescendo l'attenzione verso questo modo di interpretare la finanza: i corsi sono sempre più diffusi nelle università pubbliche e private, dunque è importante fornire uno strumento per conoscere meglio la finanza etica e i prodotti di finanza sostenibile. Questo testo descrive come la finanza etica nasce, come funziona, quali obiettivi si pone e le prospettive di crescita in un quadro teorico di riferimento, con il ricorso ampio a box di approfondimento.
brossura Questo trattato di Etica sociale, o applicata, si pone l'obiettivo di individuare le implicazioni della vita buona, o felice, nell'insieme delle varie relazioni umane che costituiscono il tessuto della vita quotidiana, ovvero le relazioni famigliari, sociali, professionali e politiche. Al fine di superare le carenze e i limiti dell'etica classica su questi temi, l'autore attinge spesso alla riflessione della filosofia personalista che trae le sue radici nella filosofia kantiana ed è rappresentata da filosofi come Solov'ëv, Guardini, J. de Finance, K. Wojtyla, Spaemann, Taylor, ecc.
br. Come integrare le storie dei pazienti nella i pratica clinica? Come arricchire le evidenze e l'oggettività della scienza medica con il vissuto e le emozioni individuali? In un saggio che è ormai un classico, Rita Charon risponde a queste domande mettendo la narrazione al servizio della medicina, per farci scoprire il potere del racconto nelle relazioni terapeutiche. Attraverso la lettura e la scrittura, infatti, si possono sviluppare quelle capacità di ascolto e di attenzione necessarie non solo per arrivare a diagnosi più adeguate e a terapie più condivise, ma anche per prendersi cura davvero di chi soffre, in contrasto con un sistema sanitario che sembra anteporre le preoccupazioni aziendali e burocratiche ai bisogni delle persone. Con esempi tratti dalla pratica clinica e dalla letteratura, con un impianto teorico solido e multidisciplinare, Rita Charon ci mostra in che modo si possa sviluppare un contatto empatico con il paziente, per una medicina più umana, etica ed efficace. Più narrativa.
br. "Fratellanza" è una parola dai chiari rimandi al lessico religioso e che ha conosciuto discontinui successi come categoria politica senza mai tradursi in una efficace azione sociale. È una parola che non è stata così incisiva da scalfire le derive dell'individualismo esasperato, dell'indifferentismo etico. Se il racconto di Genesi "Giuseppe e i suoi fratelli" e la narrazione romanzata di Thomas Mann svelano il "dramma" della negazione della fratellanza, il contrappunto offerto dalla riflessione del filosofo ebreo di lingua tedesca Martin Buber la presenta come il principio regolatore della libertà e della uguaglianza. Se vissuta fraternamente, la libertà non diventa l'arbitrio del più forte e l'uguaglianza non degenera in un egualitarismo opprimente. Quindi è un principio che tanto più è stato dimenticato, tanto più si rivela come essenziale a realizzare il progetto mancato della modernità, ovvero di un sistema politico inclusivo e democraticamente aperto alle istanze di ciascuno. Pensare la fratellanza come l'ethos di una comunità permette di rintracciare le modalità attraverso cui la disposizione verso l'altro come prossimo e come fratello può ri-convertire odii e conflitti.
È più solidale una società dove si divide in parti diseguali la ricchezza in un mondo di collaborazione e di pace, o si è più solidali laddove si divide in maniera comunque diseguale la miseria in un mondo di oppressione e di terrore, dove vige il principio per il quale "chi non ubbidisce non mangia"? Se il mercato è il meccanismo che, esigendo la pace e fondando la libertà politica, genera il maggiore e più diffuso benessere, è allora errato vederlo come uno dei mezzi che, per quanto imperfettamente, contribuisce a realizzare il comando evangelico dell'amore? Per tutto ciò, possono ancora i cattolici pensare al profitto come a un furto? L'autore nel testo propone risposte a queste a altre domande che ossessionano le coscienze di molti cattolici. Autori: Dario Antiseri. Curatori: F. Felice.
br. Che cos'è la responsabilità? Quando è nato questo termine? Ha un significato univoco? Un'etica della responsabilità è possibile? Queste le domande a cui cerca di rispondere Vittoria Franco, attraverso un'analisi delle origini del concetto, delle sue trasformazioni e dei suoi paradigmi fondamentali: giuridico, politico, filosofico-morale. Il volume muove dalle prime discussioni nelle quali prende forma il paradigma filosofico-morale, a partire dalla metà dell'Ottocento, con John Stuart Mill e i deterministi, che identificano l'essere responsabile con l'essere colpevole e la responsabilità con l'imputabilità. Fra le reazioni a tale impostazione, quelle dei kantiani e degli spiritualisti francesi, i quali propongono interpretazioni che lasciano spazio alla libertà e alla morale. Fra loro, due giovani filosofi: Lucien Lévy-Bruhl, col suo concetto di responsabilità vuota, e Jean-Marie Guyau, con la nozione di morale senza obbligo né sanzione. Nel prosieguo dell'analisi l'autrice, visitando alcune delle teorie etiche più importanti del Novecento, propone l'idea di un'etica della responsabilità come risposta possibile nell'epoca della fine della metafisica. In Hannah Arendt vengono rintracciate tre diverse figure della responsabilità: come colpa, facoltà di giudizio e cura del mondo comune; in Ágnes Heller emerge la figura dell'etica della personalità; in Emmanuel Levinas la responsabilità si libera completamente dal peso della sua storia giuridica...
brossura Questo manuale è strutturato come un corso basilare di Teologia Morale ed è rivolto, essenzialmente, a studenti del primo ciclo delle facoltà teologiche. Si tratta di un'esposizione della prima parte della Teologia Morale Speciale, anche detta Morale Teologale, che si occupa dello studio dei compiti morali dell'uomo che sono manifestazione della virtù della religione e delle virtù teologali, Fede, Speranza e Carità. Nel testo si è cercato di favorire la chiarezza e la completezza nell'esporre lo schema fondamentale della Morale Teologale, evitando approfondimenti senz'altro necessari alla scienza teologica, ma forse eccessivi per chi approccia per la prima volta questi studi. Siamo quindi di fronte a un trattato classico in tutto e per tutto, aggiornato con un maggiore ricorso al dato biblico e al Magistero contemporaneo. L'unica novità riguarda la trattazione iniziale della virtù della religione che i manuali scolastici, come anche la Summa Theologiae, collocano sempre dopo le virtù teologali, in quanto la considerano già come virtù morale infusa, informata dalla carità. Quest'alterazione dell'ordine abituale ha la sua ragion d'essere nel tentativo di adeguare il manuale alle richieste del mondo odierno, in cui il bisogno, forse inconsapevole, di un pensiero religioso è molto forte, mentre mancano risorse per aprirsi al Dio della Fede.
br. Nelle nostre azioni quotidiane siamo tenuti a perseguire l'esito massimamente buono? La perfezione rappresenta un ideale a cui tendere con costanza nella nostra traiettoria antropologica? L'originario quesito platonico, presente nella Repubblica, sul perché essere giusti può essere radicalizzato sino al punto da esigere che si agisca in maniera moralmente perfetta? Il presente lavoro è animato da tali quesiti e sviluppa alcune argomentazioni a favore di una posizione anti-perfezionista. Particolare attenzione è dedicata al concetto di supererogatorio, che definisce atti moralmente buoni, ma non obbligatori. L'opera sviluppa una serie di indagini di natura storico-filosofica sul pensiero antico, su quello medievale di ispirazione cristiana e su quello moderno, fino ad arrivare al contemporaneo dibattito di etica normativa. L'esito è quello di portare alla luce un approccio complesso, e non riduzionistico, alla dimensione etica, nel tentativo di confermare alcune delle intuizioni che caratterizzano l'esperienza morale di ognuno di noi.
ill., br. Una suggestiva indagine dei meccanismi profondi che regolano la nostra esistenza, le decisioni che prendiamo e i valori che condividiamo o che rifiutiamo. Da vent'anni, lo psicologo morale e filosofo Jonathan Haidt indaga i meccanismi profondi che regolano la nostra esistenza, le decisioni che prendiamo, i valori che crediamo universali, che condividiamo o che rifiutiamo. Secondo Haidt il giudizio morale è la bussola che, dalle piccole scelte quotidiane ai grandi temi della politica e della religione, orienta la tendenza naturale dell'uomo a riunirsi in tribù e a dividersi su ciò che si ritiene essere giusto o sbagliato. "Menti tribali" è un libro che propone una via alla convivenza e al dialogo, partendo dalla comprensione dei processi biologici ancestrali da cui nasce la nostra ricerca del bene.
La gravidanza è una tappa speciale, unica nella vita di ogni uomo e donna. Profondamente marchiata dal sigillo del novum ad ogni fase del suo processo, è teatro di continui cambiamenti che si verificano in tutti gli attori in essa coinvolti. Il nuovo individuo, infatti, così come la donna e l’uomo che l’hanno generato, dalla fecondazione in poi, si trovano inseriti in un movimento relazionale di intima costruzione e ristrutturazione della propria identità. Movimento che li vedrà apparire come figlio, madre e padre, determinando in essi una “maturazione” irreversibile e segnandoli per tutta la vita. Una gestazione, dunque, non sembra qualificarsi quale processo più o meno unilaterale di azione e reazione, quanto piuttosto come articolazione della separazione tra due identità umane in una mutualità che non è soltanto corporea, ma primariamente carnale. Tale tensione costitutiva verso un’unità relazionale, declinata come “articolazione delle differenze”, sembra esprimersi come un percorso progressivo di riconoscimento biologico, psichico e biografico, in cui l’altro non è mai colto come analogo dell’io. Autori: Ilaria Malagrinò.
br. György Lukàcs non è stato soltanto un grande teorico di estetica - o della specificità del fatto estetico, come l'autore preferiva definirlo -, ma è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Assieme all'"Estetica di Heidelberg", questo libro comprende gli scritti, appartenenti all'età giovanile, in cui iniziano a porsi le questioni che Lukàcs svilupperà nei suoi capolavori successivi fino alla messa a fuoco di un'estetica di carattere valutativo. Tra tutti il rapporto di contrapposizione tra l'opera artistica e l'opera scientifica, divisi dall'imprescindibile tema della forma e la considerazione dell'opera d'arte come "forma significativa" specifica, quale concetto-chiave che troverà definitiva sistemazione nella tarda "Estetica".
br. La riflessione sulle maggiori tematiche della bioetica oggi ruota sempre più di frequente attorno al termine "globale". "Bioetica globale" (global bioethics) e "salute globale" (global health) sono entrate nel vocabolario delle questioni bioetiche sia sul piano teorico e concettuale che più direttamente applicativo. Il volume analizza criticamente, da un lato, l'ampliamento dei compiti assegnati alla bioetica e, dall'altro, la graduale estensione del concetto di salute. Un'ampia riflessione è dedicata alla tematica del fine vita. Ci si interroga sulla natura e sui limiti della responsabilità morale e deontologica del medico, al fine anche di evitare un approccio eccessivamente interventistico nell'attività clinica e di cura riguardante le ultime fasi della vita. Tale analisi è volta a proporre una serie di distinzioni concettuali, da tenere presenti per non cadere in soluzioni semplicistiche. Nel tentativo poi di individuare un lessico del fine vita più preciso e raffinato, si dà conto anche della recente normativa in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento e delle implicazioni bioetiche che essa comporta.
brossura La nuova edizione commentata dell'opera La Logica per i giovanetti di Antonio Genovesi, uno dei fondatori della moderna scienza economica, filosofo e teologo, offre a un più ampio pubblico la possibilità di confrontarsi con un testo profetico (guardando l'anno della prima pubblicazione, 1766) per la formazione a tutto tondo di persone in crescita, i "giovanetti". Come afferma Roberto Mancini nel suo saggio introduttivo, quella delineata da Genovesi è una logica concreta, una guida per orientarsi nella vita. I "giovanetti" non vanno identificati con studenti inesperti. Leggendo le pagine della Logica si capisce che egli li intende come i veri protagonisti del tempo nuovo, secondo una prospettiva che guarda al progresso qualitativo concepito come piena umanizzazione delle persone e civilizzazione della società. Stefano Zamagni nella Prefazione dichiara che la Logica di Genovesi affronta in modo diretto e metodologicamente robusto la grande questione di cosa significhi educare. Educare significa riconoscere nella persona un'eccedenza rispetto al puro e semplice addestramento. È per questo che l'educazione non può essere ridotta alla mera istruzione: essa, infatti, è ultimamente finalizzata alla manifestazione della libertà. La persona è libera perché sa riconoscere il bene e volgersi verso esso. Il testo potrà senz'altro collocarsi nell'alveo degli strumenti utili al nuovo patto educativo per la cura del creato promosso da papa Francesco ("Ricostruire il patto educativo globale"), come in altri contesti più laici; ossia riflettere su tutto ciò che educhi alla "solidarietà universale" e a "un nuovo umanesimo", al fine di affrontare le sfide di un mondo in "continua trasformazione" e "attraversato da molteplici crisi". Antonio Genovesi (Castiglione del Genovesi 1713 - Napoli 1769) fu filosofo ed economista (Preside della prima facoltà in Europa di Economia di cui si abbia traccia). Abate, insegnò per tutta la vita e formò non solo le classi sociali ed imprenditoriali del Regno di Napoli, ma - con le sue Lezioni di Economia Civile - ha segnato la storia dell'economia. Avendo a cuore l'educazione dei giovani (ma anche delle donne e delle classi meno abbienti) scrisse numerosi libri al riguardo, compreso La Logica per i giovanetti. Riccardo Milano, tra gli storici realizzatori di Banca Popolare Etica e socio fondatore della SEC - Scuola di Economia Civile e dopo una più che ventennale attività di operatore finanziario, si è da sempre impegnato nella Finanza Etica, anche insegnandola (unitamente all'Economia Civile), quale docente universitario a contratto sia in Italia che all'estero.
br. Da quando quasi quarant'anni fa ha rivoluzionato il mondo del business con il libro "Alla ricerca dell'eccellenza", Tom Peters non ha mai smesso per un istante di portare avanti le sue ricerche sul management e sull'eccellenza aziendale. Con "Il momento dell'eccellenza" prosegue la riflessione su alcuni dei temi a lui più cari e traccia una nuova strada per mettere in atto sul serio i cambiamenti più che mai necessari in quest'epoca di tumulti e incertezze sociali, sanitarie ed economiche. Un manifesto per una nuova concezione del lavoro e delle organizzazioni, con al centro le persone e la comunità, e per una leadership empatica e illuminata. Attraverso suggerimenti "in pillole", intuizioni spesso illuminanti, prestiti da alcuni dei più grandi pensatori e studi condotti in quarant'anni di ricerche, Tom Peters costruisce, in quello che ha dichiarato essere il suo ultimo libro, un testamento spirituale per le generazioni chiamate a costruire un mondo migliore.
br. Il nostro mondo è in costante, vorticoso cambiamento: nel giro di pochissimi anni social media, globalizzazione, nuove tecnologie, perfino una pandemia, hanno cambiato forma a tutto ciò che conoscevamo. Ma queste rivoluzioni hanno aperto le porte a una vera e propria "età dell'eccellenza", a un futuro in cui le menti più creative e brillanti potranno creare idee, progetti e oggetti straordinari, che mettano al centro l'uomo e i suoi bisogni. Una nuova società, più prospera e felice. Ma cosa serve per avere successo in questa nuova era? Mauro Porcini, Chief Design Officer di PepsiCo, ha fatto dell'innovazione il proprio mantra e ha modificato radicalmente il modo di lavorare di alcune delle più importanti e ricche multinazionali al mondo: in questo libro, fondendo teoria e pratica, business strategy ed esperienze personali, incontri tanto con guru dell'imprenditoria quanto con star della musica e dello spettacolo (Lana del Rey, Tiësto, Jovanotti), spiega cosa significa essere innovativi e traccia la via che individui e imprese dovranno seguire per prosperare nel futuro, per liberare energie creative e per creare un mondo migliore, con al centro, sempre più, gli esseri umani.
ril. Dove sono gli uomini responsabili? È un quesito, questo, che dovrebbe scuotere nel profondo l'animo degli uomini e delle donne che vivono nella società d'oggi. Il prof. don Vittorio Rocca, partendo dalla convinzione che la coscienza è un dato costitutivo e distintivo della persona e che l'uomo vale la sua coscienza come pure dalla constatazione della crescente consapevolezza dell'importanza della coscienza per vivere la complessità e la rapidità che caratterizzano la società di oggi, prospetta il problema della questione educativa e, con questo volume, si propone di dare un contributo alla formazione della coscienza e al discernimento morale. Il lettore è aiutato a comprendere gradualmente cosa sia il discernimento morale senza mai perdere di vista il punto di riferimento essenziale: Gesù Cristo. L'ampio e ben articolato sviluppo logico del discorso e dei capitoli, lo stile chiaro ed iconico, il linguaggio semplice e puntuale ne rendono facile e attraente la lettura.
br. Spesso si sente sostenere che etica e filosofia della mente concepiscono le ragioni dell'agire in modo diverso. Mentre, infatti, i filosofi morali si occuperebbero delle ragioni in senso normativo, i filosofi della mente sarebbero interessati a ragioni di tipo diverso: ossia quelle che "motivano" le azioni intenzionali. In questo libro si argomenta contro questo punto di vista, sostenendo che in etica e in filosofia della mente è in gioco un'unica nozione di ragione pratica: quella - tradizionale in filosofia - che raccomanda come preferibili specifici corsi d'azione. Il vantaggio di questo punto di vista non è però la mera parsimonia teorica, ma il fatto che esso dà conto in maniera adeguata del modo in cui ordinariamente comprendiamo le nostre azioni e quelle altrui. In questo modo, inoltre, si mette in dubbio la tesi, oggi molta diffusa, secondo cui dovremmo abbandonare la visione ordinaria dell'agire in nome di una qualche concezione filosoficamente purificata.
br. Spesso si sente sostenere che etica e filosofia della mente concepiscono le ragioni dell'agire in modo diverso. Mentre, infatti, i filosofi morali si occuperebbero delle ragioni in senso normativo, i filosofi della mente sarebbero interessati a ragioni di tipo diverso: ossia quelle che "motivano" le azioni intenzionali. In questo libro si argomenta contro questo punto di vista, sostenendo che in etica e in filosofia della mente è in gioco un'unica nozione di ragione pratica: quella - tradizionale in filosofia - che raccomanda come preferibili specifici corsi d'azione. Il vantaggio di questo punto di vista non è però la mera parsimonia teorica, ma il fatto che esso dà conto in maniera adeguata del modo in cui ordinariamente comprendiamo le nostre azioni e quelle altrui. In questo modo, inoltre, si mette in dubbio la tesi, oggi molta diffusa, secondo cui dovremmo abbandonare la visione ordinaria dell'agire in nome di una qualche concezione filosoficamente purificata.
br. I tempi sono cambiati. In passato, un'azienda poteva scegliere per quali problemi impegnarsi. Oggi non è più così. I consumatori, in particolare Millennial e Generazione Z, chiedono a gran voce alle imprese di essere le protagoniste del cambiamento del mondo e del tentativo di risolvere i problemi più urgenti che affliggono la società. Crisi di fiducia, emergenza climatica, disparità di reddito, correttezza verso i collaboratori, diritto alla salute e all'istruzione, riscaldamento globale, discriminazioni, impronta ambientale dei singoli e delle imprese sono diventati nel volgere di un decennio i temi centrali su cui ogni azienda è chiamata a rispondere, prendendo posizione e mettendo in gioco la propria reputazione. Che cosa vuol dire tutto questo? Essere brand activist. E se è vero che la dichiarazione del purpose non basta più ed è necessario passare all'azione, Brand Activism è il testo per capire quali strategie le aziende devono mettere in atto per trasformare i valori del bene comune e della sostenibilità da semplici slogan ad azioni concrete. In questo libro, Philip Kotler e Christian Sarkar mostrano alle aziende come passare dall'assunzione di responsabilità sociale all'azione e dall'azione alla sua narrazione. Passaggi decisivi per affermarsi in un mondo in cui la reputazione è divenuta la moneta di scambio da cui tutto il resto dipende. Passaggi realizzabili aderendo al brand activism. Gli autori spiegano come fare grazie a un'analisi che, partendo dalla spiegazione di tutti gli aspetti di interesse aziendale e passando attraverso diverse prospettive (il brand activism rivolto ai manager, ai collaboratori, ai clienti), arriva alla definizione di una strategia d'impresa, volta a rendere ogni azienda protagonista di uno sviluppo sostenibile. Completano questo excursus le "voci dal fronte" più interessanti e autorevoli, testimonianze dirette di cosa significhi oggi essere brand activist. Prefazione di Paolo Iabichino.
br. Il libro propone una ricognizione delle teorie della tragedia elaborate da Aristotele e da Nietzsche, assumendo come motivo conduttore dell'analisi il tema della rappresentazione. In questa prospettiva, la tragedia diventa l'occasione esemplare per ricomprendere non soltanto la questione della rappresentazione - questione, peraltro, di indubbia rilevanza e attualità filosofica - ma anche quella, strettamente connessa alla prima, relativa al rapporto arte-vita, o arte-realtà. A essere in gioco, allora, è innanzitutto quel carattere autenticamente "veritativo" che tanto Aristotele quanto Nietzsche - in modi e forme radicalmente diversi -attribuiscono alla forma-tragedia, finendo col riconoscere la sua ineludibile funzione conoscitiva, la sua capacità cioè di parlare del mondo: il suo offrirsi a noi, insomma, come uno dei luoghi eminenti del pensare e del comprendere.
Book shows a medium amount of wear. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. Previous owner's name or sticker in front section of the book. 229 pages, some b&w photos. Collection of essays, contents include: Are athletics making girls masculine? Memoirs of a would-be swim champ, Confessions of an ex-cheerleader, A radical ethic for sports, Desegregating sexist sport, etc.