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in-16, 267 pp., figures in-t., broche, couv. ill. plast.- 9782020146760 Bel exemplaire. [PO-1]
br. Come integrare le storie dei pazienti nella i pratica clinica? Come arricchire le evidenze e l'oggettività della scienza medica con il vissuto e le emozioni individuali? In un saggio che è ormai un classico, Rita Charon risponde a queste domande mettendo la narrazione al servizio della medicina, per farci scoprire il potere del racconto nelle relazioni terapeutiche. Attraverso la lettura e la scrittura, infatti, si possono sviluppare quelle capacità di ascolto e di attenzione necessarie non solo per arrivare a diagnosi più adeguate e a terapie più condivise, ma anche per prendersi cura davvero di chi soffre, in contrasto con un sistema sanitario che sembra anteporre le preoccupazioni aziendali e burocratiche ai bisogni delle persone. Con esempi tratti dalla pratica clinica e dalla letteratura, con un impianto teorico solido e multidisciplinare, Rita Charon ci mostra in che modo si possa sviluppare un contatto empatico con il paziente, per una medicina più umana, etica ed efficace. Più narrativa.
Mame. 1959. In-12 Carré. Broché, Jaquette. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 249 pages. Postface de Lucien JERPHAGNON.
in-8 etroit, 485 pages, broche, couverture illustree Bon etat. [P-22]
in-8, 293 pages, broche, couv. Tres bel exemplaire. [MI-27]
In 8°, br. edit. ill. con sovracop. ill. (lievi tracce d'usura e piccoli strappetti), pp. 136,(8); coll. "La Fronda. Vol. 17", prima ed. nella coll., copia molto buona, lievemente brunita, traduzione Giorgio Flaccomio. (z011) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. "Che cosa non va nel mondo?" si domanda Chesterton, aprendo questo libro scritto nel 1910, ma attuale. I problemi sono tanti: si va dalla solitudine dell'uomo e dalla sua alienazione indotta sia dal capitalismo sia dal socialismo (il primo la giustifica considerandola il prezzo da pagare per assicurare la produzione; il secondo pretende di ridefinire ciò che è umano nel tentativo di dare vita all'homo novus) al rifiuto delle leggi divine, sostituite da arroganti e a volte patetiche leggi sociologiche; dal femminismo, criticato perché reclama il diritto di applicare alla donna categorie maschili ottenendo come risultato non la sua emancipazione ma il suo snaturamento, ai sistemi educativi che, escludendo i genitori, tendono sempre più a irreggimentare i bambini trasformandoli in proprietà dello Stato. Ma secondo l'autore, ciò che realmente non va nel mondo è che si tende a cambiare l'uomo per adattarlo alla società piuttosto che adattare la società alle esigenze dell'uomo (errore in cui perseverano sia i conservatori sia i progressisti). Le uniche vie di uscita sono il ritorno alla famiglia tradizionale, il solo ambito in cui sia possibile un'esistenza libera e felice, e l'adozione di un sistema economico (il distributismo, di cui Chesterton fu un grande sostenitore) in cui la proprietà dei mezzi di produzione possa essere ripartita nel modo più ampio possibile fra la popolazione.
Broché. 254 pages.
brossura Queste "parole dal deserto" non contengono definizioni, formule o ricette: sono parole dette a partire dalla vita di persone che, essendo esse stesse in ricerca, hanno inteso esprimere qualcosa che permettesse a questa ricerca di proseguire, di approfondirsi arricchendosi della ricerca altrui. Parole in dialogo e sovente in tensione, che quasi su ogni argomento sono ancora oggi intente a dialogare, a interrogarsi reciprocamente.
Mm 135x210 Collana " Storia e Società " della Laterza. Volume di X - 376 pp. illustrato. Copertina rigida e sopraccoperta in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il volume si propone di approfondire, attraverso l'apporto di studiosi provenienti da diversi Paesi, le molteplici questioni di ordine etico, giuridico ed economico poste dalla repentina diffusione dell'epidemia da Covid-19. Attraverso un proficuo confronto di tipo interdisciplinare, l'intento è stato quello di analizzare le ragioni che hanno impedito, nella fase più critica della pandemia, un'efficace risposta da parte dei sistemi sanitari, nonostante i significativi progressi compiuti dalla scienza epidemiologica. Nell'evidenziare le fragilità degli apparati preposti alla prevenzione e cura delle patologie che ne sono derivate, tale emergenza ha poi rappresentato una sorta di lente di ingrandimento delle inadeguatezze strutturali che hanno favorito la diffusione del virus e l'approfondimento dei divari sociali. Alla pari di qualunque altro evento traumatico che interrompe il normale incedere della vita di relazione, la crisi sanitaria ed economica che ne è derivata potrebbe comunque fornire valide motivazioni per una successiva ripartenza e rinnovamento delle nostre società.
Chiereghin, Franco Dall'antropologia all'etica : all'origine della domanda sull'uomo. Milano, Guerini 1997 - ARC4 italian, 141 1997. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 141 p. ; 21 cm. ARC.4
br. "Chi sa solo la medicina, non conosce la medicina." "Il bravo medico filosofa e rende medico il suo paziente." "I medici sono oggi una minaccia per la salute." Una riflessione sui fondamenti metodologici della medicina e della psicologia, sui limiti della scienza e sulle trappole delle industrie farmaceutiche. Una critica a ogni terapia poco umana, a ogni relazione di cura preoccupata più di affari che di salute e diritti del paziente (senso dell'esistenza compreso). Una lettura interdisciplinare basata sulla concezione dell'uomo nella sua unità psicosomatica e integralità ambientale e spirituale, senza di cui ogni caregiver fallisce il suo compito (medicina olistica). Rivolto a studenti e operatori delle relazioni di aiuto/assistenza, il volume insegna a vedere in chi ha bisogno un nostro prossimo, anche perché siamo tutti un po' malati e abbiamo bisogno tutti di comprensione e carità.
brossura Un "trattato" su uno dei temi fondamentali della filosofia: la "libertà", analizzata in modo sistematico e in prospettiva etico-antropologica, pur non mancando considerazioni di carattere psicologico, teologico e giuridico. Concepita la libertà come "essenza della coscienza spirituale" e come "autodeterminazione razionale del volere", vengono analizzate le classiche questioni dell'arbitrio e del valore, dei condizionamenti e della responsabilità, del bene e del male, del rapporto fra intenzione e azione. Domina l'intero svolgimento il connubio verità/libertà, sia in riferimento alla concretezza della persona, e sia in riferimento all'Assoluto come orizzonte fondante l'umana esistenza.
br. Queste pagine presentano un esercizio dialogico tra prospettive assai diverse. L'una, filosofica, avanzata da Massimo Reichlin tenta di superare la contrapposizione fra una bioetica laica e una cattolica. "Laico" può essere detto in molti modi, anche come assenza di atteggiamento dogmatico e quindi disponibilità al dialogo. La laicità così intesa è un metodo, condivisibile anche da un'altra prospettiva, religiosa, come quella del teologo Maurizio Chiodi, che, confrontandosi col pensiero di Giuseppe Angelini e Paul Ricoeur, elabora un'etica in grado di rispondere all'appello all'universalità antropologica inscritto nel cristianesimo. Filosofia e teologia trovano nell'"etica della vita" un punto di comune riflessione, nella differenza tra i due stili di sapere.
br. Nella seconda metà dell'Ottocento vengono registrati straordinari casi di "sdoppiamento della personalità": dopo un breve sonno, le pazienti di Azam, Galicier, Janet si risvegliano con un carattere, un modo di fare, dei ricordi e persino un nome completamente diversi. Più vivaci e felici di quanto non fossero nella loro prima esistenza, queste "altre" animano delle biografie romanzesche e avventurose, insieme reali e immaginarie, vivono fra noi e in epoche e mondi lontani, sono attrici e spettatrici delle proprie messe in scena. Agli psicologi, ai filosofi e agli scrittori che decretano i successi di una patologia singolare, la personalità appare intanto sotto un aspetto inedito ma anche molto antico, cioè come una maschera o un personaggio. Ricostruendo un momento saliente della storia del soggetto moderno, Barbara Chitussi restituisce al paradigma della personalità-maschera la sua urgente attualità e vi scopre la chiave di un'etica, una modalità della conoscenza di sé.
brossura Nel 1971 due dei più influenti e noti intellettuali del XX secolo vengono invitati dal filosofo olandese Fons Elders a discutere di una vecchia questione: esiste, nella natura umana, un senso innato di giustizia indipendente dalle nostre esperienze e dalle influenze esterne? Il risultato è stato un dibattito tra i più originali e provocatori, un viaggio attraverso l'ambiguo rapporto tra morale e potere che serve anche da introduzione alle singole teorie dei due filosofi. Quello che in partenza era un discorso radicato nella linguistica (Chomsky) e nella teoria della conoscenza (Foucault) si evolve ben presto in una discussione sui più vasti argomenti, dalla scienza alla storia, dalla psicologia comportamentale alla libertà e alla lotta per la giustizia. Quella giustizia che, per Chomsky, aveva un fondamento reale, assoluto, profondamente radicato nella nostra natura e che, per Foucault, era solo uno strumento del potere.
in-8°, 252 pp., broche, couv. plast. Bon etat. [NV-26]
br. Il problema legato al comportamento umano negli scambi e alle sue componenti etiche è sempre più la base preponderante per gli studi sullo sviluppo economico. Questo grazie anche al contributo di Amartya Sen, premio Nobel per l'economia nel 1998. La necessità di portare gli attori del mercato a comportamenti più etici non è un fenomeno diffuso in questi ultimi anni, ma nasce con l'economia stessa. Lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare l'origine del rapporto che intercorre tra etica ed economia, partendo dalle teorie di Aristotele fino ad arrivare a Marx. Nel percorso storico trattato, si è data particolare rilevanza al perché l'uomo agisce in determinati modi e quale deve essere il rapporto con l'autorità pubblica, intesa come leggi da rispettare o modelli di autorità necessari per ottenere comportamenti da parte degli individui maggiormente improntati al benessere collettivo.
br. Il problema legato al comportamento umano negli scambi e alle sue componenti etiche è sempre più la base preponderante per gli studi sullo sviluppo economico. Questo grazie anche al contributo di Amartya Sen, premio Nobel per l'economia nel 1998. La necessità di portare gli attori del mercato a comportamenti più etici non è un fenomeno diffuso in questi ultimi anni, ma nasce con l'economia stessa. Lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare l'origine del rapporto che intercorre tra etica ed economia, partendo dalle teorie di Aristotele fino ad arrivare a Marx. Nel percorso storico trattato, si è data particolare rilevanza al perché l'uomo agisce in determinati modi e quale deve essere il rapporto con l'autorità pubblica, intesa come leggi da rispettare o modelli di autorità necessari per ottenere comportamenti da parte degli individui maggiormente improntati al benessere collettivo.
Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, (1934), in-8, br., pp. 171, (5). Minima mancanza al dorso.