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19794661979 - broché - Editions 10/18, N° 1323 - Union Générale d'Editions - 1979 - In-12 (format poche) broché - 294 pages - ISBN : 2-264-00991-8
95020Paris, Librairie Académique Didier et Cie. 1869, 185x125mm, LIX - 356pages, broché. Déchirure entre les bords de la couverture supérieure et le dos et cachet de possesseur sur le haut de la page de garde supérieure, autrement bon état. Intérieur propre.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Padre Werenfried (Philipp) van Straaten O. Praem., noto anche con lo pseudonimo di Bacon Priest (Mijdrecht, 17 gennaio 1913 – Bad Soden am Taunus, 31 gennaio 2003), è stato un presbitero olandese facente parte dell'ordine dei canonici regolari premostratensi. È conosciuto per il suo lavoro in campo umanitario, in particolare come fondatore della associazione cattolica internazionale Aiuto alla chiesa che soffre. Nato a Mijdrecht, nei Paesi Bassi, intendendo originariamente diventare insegnante, si iscrisse all'Università di Utrecht nel 1932. Nel 1934 entrò nella Abbazia di Tongerlo dell'Ordine dei Norbertini (scegliendo Werenfried come nome religioso in onore di un santo germanico medievale), dove diventò il segretario dell'Abate, dopo un attacco di tubercolosi che lo rese troppo debole per il lavoro missionario. Salì all'attenzione del pubblico nel Natale del 1947, quando scrisse un articolo intitolato "Pace sulla terra? Non c’è posto alla locanda" in cui fece appello a tutti i fedeli per aiutare i quattordici milioni di civili tedeschi espulsi dai territori dell'est alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dei quali sei milioni erano Romani Cattolici. Questi espulsi e rifugiati risiedevano in campi molto primitivi, principalmente ex campi di concentramento nazisti o campi di prigionia degli Alleati, situati nelle zone di occupazione occidentali della Germania e, in minor parte, nei Paesi Bassi e in Belgio, soffrendo di malnutrizione e mancanza di assistenza sanitaria. Descrizione bibliografica Titolo: Dove Dio piange Titolo originale: Waar God schreit Autore: Werenfried van Straaten Traduzione di: Fred Ladenius Editore: Roma: Aiuto alla Chiesa che Soffre di diritto Pontificio ACS (Città Nuova), 2003 Edizione: 17 diciassettesima Lunghezza: 284 pagine; 19 cm ISBN: 8887567034, 9788887567038 Soggetti: Religione, Cristianesimo, Pratica cristiana, Testimonianze personali cristiane e opere di ispirazione popolare, Filosofia, Spiritualità, Etica Morale, Costumi, Libertà religiosa, Sessualità, Consumismo, Società, Apologetica, Letteratura cristiana, Libri vintage, Fuori catalogo, Kirche in Not, They Call Me The Bacon Priest, Presbiteri olandesi, Where God Weeps, Missionari, Predicatori, Padre-lardo, Carità, Opere buone, Viaggio, Comunismo, Filippine, Cina, Vietnam, America Latina, Europa, Missioni, Chiesa, Africa, Cortina di ferro, Guerra fredda, Muro di Berlino, Coesistenza pacifica, Pace, Russia, Unione Sovietica, Povertà, Fame, Biografie, Memorie, Diario, Cristo, Resurrezione, Comandamenti, Scrittura, Vangeli, Fede, Mendicanti, Profughi tedeschi, Boat-people, Contadini delle Fiandre, Chiesa ortodossa, Soccorso, 1956, Ungheria, Amazzonia, Angola, India, Perù, Iraq, Polonia, Religion, Christianity, Christian practice, Christian personal testimonies and works of popular inspiration, Philosophy, Spirituality, Moral Ethics, Costumes, Religious Freedom, Sexuality, Consumerism, Society, Apologetics, Christian Literature, Books out of print, Missionaries, Preachers, Lard Father, Charity, Good Works, Travel, Communism, Philippines, China, Europe, Missions, Church, Iron Curtain, Cold War, Berlin Wall, Peaceful Coexistence, Peace, Soviet Union, Poverty, Hunger, Biographies, Memories, Diary, Christ, Resurrection, Commandments, Scripture, Gospels, Faith, Beggars, German Refugees, Peasant of Flanders, Orthodox Church, Relief, Hungary, Amazonia, Peru
Prefazione - Versione dalla quarta edizione tedesca di Mariarosa Limiroli 3 22x14,5 cm., legatura in similpelle, cofanetto, pagg.398, 493, 526, prima edizione italiana, ottime condizioni.
64983Lausanne, La Guilde du Livre 1964, 220x155mm, 265pages, reliure toile de l’éditeur. Bel exempaire numéroté.
107412Paris, Editions Gallimard 2008, 225x140mm, 608pages, Couvertures légèrement tachées, autrement bel exemplaire, intérieur impeccable.
br. Nel 1942 Simone Weil consegna al filosofo e amico Gustave Thibon una borsa piena di carte, pregandolo di "leggerle e averne cura durante il suo esilio". Sono il suo diario intimo, nel quale, sotto forma di brevi riflessioni e aforismi, si delinea la visione mistica di un mondo in cui il bene e il male sono inestricabilmente intrecciati. Prima opera di Simone Weil tradotta in italiano, L'ombra e la grazia fu pubblicato nel 1951 dalle Edizioni di Comunità e fece conoscere al nostro paese la figura straordinaria di un'intellettuale coerente fino alle estreme conseguenze con il proprio pensiero, che ha consegnato al nostro tempo idee e suggestioni dalle quali è difficile non essere attratti.
br. «Quel che non sopporto è che si transiga»: Simone Weil è la reincarnazione di Kant, oppure di san Francesco d'Assisi. Pare che Camus tenesse una sua fotografia sullo scrittoio. Paolo vi voleva farla santa, ma lei aveva sempre rifiutato il battesimo. Lei che a trentaquattro anni si è lasciata morire di fame perché non poteva andare a combattere in prima linea contro i nazisti. La rivoluzionaria mistica, uno dei più misconosciuti e fondamentali pensatori del Novecento. Il Saggiatore ripubblica Sulla guerra, una raccolta di articoli, lettere, brevi saggi scritti da Simone Weil tra il 1933 e il 1943, anno della sua morte, che delineano il difficile passaggio da un iniziale pacifismo intransigente alla partecipazione attiva, anche se non priva di contrasti, alla resistenza contro Franco prima e contro il nazismo poi. Un passaggio non raro in quegli anni, ma che in Simone Weil implica una complessità e un rigore di pensiero singolari, la ricerca appassionata e radicale di una possibile via d'uscita alla tragica minaccia che incombe sull'Europa, e più ancora all'impasse filosofica di chi sa che la guerra è il male assoluto, ma anche un male necessario quando si deve contrastare una violenza atroce e stritolante. Tutt'al più si può avere l'intenzione di «fare il minimo di male possibile». Che per Simone Weil coincide con l'autosacrifì-cio: si propone all'organizzazione France libre di De Gaulle per azioni che la espongano al più grande rischio personale; ma quando questo le viene negato - lacerazione irreparabile - si abbandona a una lenta morte. Sulla guerra è molto più di un documento storico su una delle più dolorose e folli stagioni dell'umanità; molto più di un'opera filosofica che affronta i nodi teorici del fenomeno bellico, che si tratti di guerra rivoluzionaria o di guerra tra Stati; ed è più del diario di una conversione e di un martirio. È la testimonianza profetica di un umanesimo integrale, di un'instancabile tensione etica - in definitiva, di una vicenda biografica, intellettuale e spirituale tra le più alte e sofferte di tutto il Novecento.
br. Questo volume di Eric Weil propone un'interpretazione del legame tra la violenza e la libertà, inteso come espressione della relazione tra individuo e Stato. Libertà nelle leggi, libertà dalle leggi; violenza dello Stato, violenza contro lo Stato; legittimità della violenza garante di libertà; libertà come esclusione della violenza. Ancora una volta, la filosofia di Weil rappresenta un'autorevole chiave di lettura delle circostanze storico-politiche contemporanee, una tensione sempre attuale verso l'universalità della realtà umana. Il volume è arricchito da cinque saggi critici sul pensiero di Eric Weil nelle sue declinazioni teoretiche, morali e politiche, e nell'ambito del pensiero filosofico contemporaneo.
1969191878J. Vrin Librairie philosophique J. Vrin, 1969. In-8 broché de 222 pages. Bon état
br. Siamo nel bel mezzo di un cambiamento tecnologico dirompente, la rivoluzione digitale è in pieno svolgimento. L'Intelligenza Artificiale sostituirà a breve l'uomo in molte attività: i robot consegneranno pacchi, guideranno taxi, offriranno servizi di consulenza finanziaria, esploreranno lo spazio, lavoreranno nei call center e affiancheranno i medici negli ospedali. Le tecnologie digitali sono già oggi ampiamente presenti nelle nostre vite lavorative e in quelle private, esercitando un'enorme pressione sulle dinamiche economiche e sociali e sollevando numerosi quesiti di natura etica e politica. Nel prossimo futuro potremmo attribuire la capacità di pensare anche alle macchine intelligenti? I robot dovranno essere considerati degli agenti morali (con diritti e doveri)? L'Intelligenza Artificiale sarà in grado di agire di fronte in situazione che mettono in pericolo la vita degli esseri umani? In futuro comunicheremo solo attraverso la Rete e avremo tra i nostri interlocutori bot e macchine intelligenti? L'accesso a Internet deve già oggi essere considerato un diritto umano universale? Come occorre ripensare il sistema dell'istruzione nell'epoca del digitale? E la politica? È giusto provare ad andare oltre la democrazia rappresentativa e sperimentare forme di partecipazione diretta di ogni cittadino alle scelte dei governi, rese possibili dalla tecnologia? I robot lavoreranno al posto nostro? Sarà la fine della società basata sul lavoro? La tecnologia ci permetterà di superare i limiti biologici dei nostri corpi? Tutti quesiti che la letteratura e il cinema di fantascienza hanno rappresentato in maniera spesso memorabile, anticipando molti dei problemi sui quali oggi si interrogano scienziati, filosofi, psicologi, sociologi, economisti e politici. Proprio dagli scenari immaginati in film come Matrix; Io, Robot; Ex Machina; Blade Runner; Metropolis; Minority Report; 2001: Odissea nello spazio; Il tagliaerbe e molti altri muove la riflessione di Julian Nida-Rümelin e Nathalie Weidenfeld, che sostengono l'urgenza di un nuovo umanesimo, un "umanesimo digitale", bussola teorica per orientarsi tra i dilemmi dell'epoca dell'Intelligenza Artificiale. L'umanesimo digitale riconosce l'importanza della tecnica e le esigenze proprie degli esseri umani, si distingue dalle visioni apocalittiche del futuro perché confida nella ragione umana, ma non assume un atteggiamento entusiastico nei confronti delle potenzialità della tecnologia, riconoscendone e sottolineandone i limiti. In tal senso esso rappresenta un'alternativa all'imperante ideologia della Silicon Valley.
92105Paris, Librairie Plon 1964, 200x140mm, 321pages, broché. Etiquette de cotation sur le revers de la couverture supérieure, autrement bel exempaire.
Introduzione di Ernesto Sestan.<BR>In 8°; pp. 308; brossura editoriale; cucito.<BR>CONDIZIONI BUONE: forte ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta; piccolissima firma di proprietà all'occhiello; lievi pieghe di lettura al dorso.
Mm 150x230 Brossura originale con bandelle, copertina a colori, xviii-250 pagine. Introduzione, postfazione e note di Walter Gratzer. Volume in perfette condizione di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
20003125498Cambridge: University Press 2000. X, 268 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Pappband mit goldgeprägtem Rückentitel. [Hardcover / fest gebunden].
Mm 140x210 Collana "Biblioteca di cultura moderna - B.C.M." Volume nella sua brossura originale, xxii-310 pagine. Libro in perfette condizioni di nuovo, solo un piccolo timbro commerciale in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura L'autore affronta i problemi della giustizia, della critica sociale e delle politiche della nazionalità, in stretta relazione con la svolta segnata nelle politiche nazionali e internazionali dalla caduta del muro di Berlino. Le idee dell'Occidente hanno vinto la Guerra fredda, ma le strade verso la democrazia sono e restano diverse, nessuna può pretendere il consenso universale. Con l'affermarsi dell'universalismo minimo, quello dei diritti umani, si è fatto strada un particolarismo "massimo".
1940R200116523Nathan. 1940. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 278 pages. Annotation en page de faux titre.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
178pp., publisher's hardcover in green cloth, dustwrapper, 24cm., in the series "International Archives of the History of Ideas" volume 48, Very good, F62767
1972F62767La Haye, Nijhoff 1972 178pp., publisher's hardcover in green cloth, dustwrapper, 24cm., in the series "International Archives of the History of Ideas" volume 48, Very good, F62767
2007100147005Walter Sinnott-Armstrong 2007 in8. 2007. Broché. 3 volume(s). Moral Psychology Volume 1: The Evolution of Morality: Adaptations and Innateness + Volume 2: Teh cognitive science of morality: intuition and diversity + Volume 3: The neuroscience of Morality: emotion brain disorders and developpement
EDIZIONI GHIBLI 2004. FONDO DI MAGAZZINO, ALLO STATO DI NUOVO. Le stagioni dell'assenza sono gli ultimi decenni nei quali è stata proclamata l'età della grande felicità capitalistica. L'allegria epocale che ha sepolto il comunismo storico e il marxismo teorico, pur avendo trasformato la questione dell'anti-capitalismo in una distesa infinita di macerie, non le ha fatto perdere di attualità. In un momento in cui la logica dell'accumulazione capitalistica disegna senza contrasti il destino degli uomini, il libro analizza le forme attuali di soggettivazione dei dominati, a partire dalla loro preliminare riduzione a protesi innestate nelle macchine della valorizzazione capitalistica. Walter Baroni lavora a Milano, dove si guadagna da vivere facendo il consulente pedagogico. Collabora con Raffaele Mantegazza al progetto di una "pedagogia della resistenza". Si occupa di cinema ed ha scritto articoli e saggi sulle forme della riproduzione urbana del soggetto e sulla questione di un approccio materialistico ai processi di costituzione della soggettività.
Paris, Lattès, 1982. Un fort volume broché de format in 8° de 528 pp.; nombreuses cartes. Bon état
1909ROD0003108Hachette. 1909. In-12. Broché. Etat d'usage, 1er plat abîmé, Dos abîmé, Intérieur bon état. 296 pp.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique