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Auguste Vaton, Paris. 1860. In-12 Carré. Relié plein cuir. Etat d'usage. Plats abîmés. Dos satisfaisant. Rousseurs. 336 pages pour le tome I et 352 pages pour le tome II. Titres, tomaisons, motifs et filets dorés sur les dos. Etiquettes de code sur les couvertures. Fortes épidermures sur les plats du tome I. Idée du mariage. Le divorce. Les femmes et le mariage. Devoirs du mariage. Les études philosophiques. L'éducation des femmes. La piété filiale...
178pp., publisher's hardcover in green cloth, dustwrapper, 24cm., in the series "International Archives of the History of Ideas" volume 48, Very good, F62767
in-8°, 203 pages, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-9] Conversations avec (e.a.) : E. Baulieu, J. Bernard, R. Chauvin, Y. Coppens, P.-G. de Gennes, A. Jacquard, H. Laborit, J.-M. Pelt, H. Reeves, etc.
xii + 413pp., orig.softcover (some parts detached from cover, repaired), stamp, text in latin, Academic dissertation at the University of Louvain 1895, G
in-8°, 217 pages, notes, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [NV-35]
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: SOVRACCOPERTA LEGGERMENTE SCOLORITA; PER IL RESTO PERFETTO. L'iniziativa si inscrive nel progetto di edizione critica delle Opere di Vico, promosso dalla Fondazione "P. Piovani per gli Studi Vichiani" con le anastatiche della Scienza Nuova 1730 (esemplare postillato XIII H 59) e delle "Origines" del Gravina (2004). In particolare, la scelta dell'anastatica ha inteso rispondere alla necessità - sollecitata dagli studi vichiani di Pietro Piovani della fine degli anni Sessanta del Novecento - di avviare un inventario di tutta l'opera vichiana (a stampa e in manoscritto). Informazioni bibliografiche Titolo: De universi juris uno principio, et fine uno: Napoli, 1720, con postille autografe, ms. XIII B 62 Collana: Volume 4 di Collectio viciana: serie testi; Fondazione Pietro Piovani per gli studi vichiani Autore: Giambattista Vico Curatore: Fabrizio Lomonaco Presentazione di: Fulvio Tessitore Edizione: ristampa anastatica; Ripr. facs. dell'ed.: Neapoli : Felix Musca, 1720 Editore: Napoli: Liguori, 2007 ISBN: 8820738732, 9788820738730 Lunghezza: 268 pagine; 24 cm; rilegato; 12 c. di tav. Lingua: Italiano, Latino Soggetti: Filosofia, Diritto, Dell'unico principio e fine del dritto universale, Stati, Popolo, Giustizia, Cicerone, Senato, Giurisprudenza, Usucapioni, Principi universali, Natura, Repubblica romana, Pomponio, Augusto, Ateniesi, Greci, Civile, Aristocrazia, Giureconsulti, Patrizi, Grozio, Perizonio, Noodt, Barbeyrac, Gravina, Vico, Pagano, Bertòla, Herder, Kant, filosofia del diritto, Scienza nuova, De constantia iurisprudentis, Cartesio, Descartes, Storiografia, Filologia, Etica, Provvidenza storica, Fausto Nicolini, Herder, Benedetto Croce, Ristampe anastatiche, Edizioni pregiate Parole e frasi comuni dritto arcano Aristocrazia Ateniesi Augusto autorità Cicerone città leggi comune corpo custodia dritto Divina Provvidenza dominio dritto antico civile delle genti naturale dritto ottimo pretorio privato Editto Epicuro equità equo Eroi eroica eslege eterno Fedecommessi filosofia genti maggiori minori giudizio Giureconsulti Giurisprudenza giusta giustizia Greci guerre guisa imperio lege agere Legge delle XII libertà natura nazioni nesso ordine Ordine equestre osservammo Padri Patrizii perciocchè plebe plebei Pomponio popolo potestà principio promulgata Quiriti ragione reame regio Giurisprudenza romana Repubblica sapienza scienza Senato Senatoconsulti Servio Tullio sommo stabilito Tribuni tutela umana uomini uomo Usucapioni utilità vero violenza virtù XII Tavole
A CURA DI FABRIZIO LOMONACO, PRESENTAZIONE DI FULVIO TESSITORE, LIGUORI 2007 268 pp. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA SOVRACCOPERTA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO L'iniziativa si inscrive nel progetto di edizione critica delle Opere di Vico, promosso dalla Fondazione "P. Piovani per gli Studi Vichiani" con le anastatiche della Scienza Nuova 1730 (esemplare postillato XIII H 59) e delle "Origines" del Gravina (2004). In particolare, la scelta dell'anastatica ha inteso rispondere alla necessità - sollecitata dagli studi vichiani di Pietro Piovani della fine degli anni Sessanta del Novecento - di avviare un inventario di tutta l'opera vichiana (a stampa e in manoscritto).
brossura A "gusti" e a "preferenze" compiuta dalla disciplina economica - e sostiene che, al contrario, "de valoribus disputandum est". L'ostracismo che ha colpito la discussione dei valori nella sfera pubblica è alla base del disorientamento e dello smarrimento culturali odierni, i quali alimentano molti fenomeni di populismo che, a loro volta, incorporano paradossalmente domande valoriali inevase. Nell'ostracismo dato ai valori quanto ha agito la latitanza del pensiero filosofico di matrice umanistica e illuministica, da Heidegger alla "decostruzione" operata da Foucault e dalla sua scuola? Al disorientamento odierno concorrono il radicarsi dello scetticismo e del relativismo, i quali negano che i valori possano essere veri o falsi, e la diffusione di espressioni come "postverità", che mettono tutto sullo stesso piano. L'esito della sottrazione delle questioni valoriali al discorso pubblico è una difficoltà di loro sottoposizione all'argomentazione, all'esame critico, alla verifica razionale. Le soluzioni secolarizzate che pretendono di approcciare al meglio il fatto del "pluralismo dei valori", si rivelano così particolarmente vulnerabili al fatto del "dissenso" e del "conflitto tra valori". Per rimediare a questo defict bisogna lavorare a costruire una "teoria dei valori" e un "quadro di possibilità delle idealità", sottraendo i valori alla sfera privata irriflessa a cui sono stati consegnati.
brossura A "gusti" e a "preferenze" compiuta dalla disciplina economica - e sostiene che, al contrario, "de valoribus disputandum est". L'ostracismo che ha colpito la discussione dei valori nella sfera pubblica è alla base del disorientamento e dello smarrimento culturali odierni, i quali alimentano molti fenomeni di populismo che, a loro volta, incorporano paradossalmente domande valoriali inevase. Nell'ostracismo dato ai valori quanto ha agito la latitanza del pensiero filosofico di matrice umanistica e illuministica, da Heidegger alla "decostruzione" operata da Foucault e dalla sua scuola? Al disorientamento odierno concorrono il radicarsi dello scetticismo e del relativismo, i quali negano che i valori possano essere veri o falsi, e la diffusione di espressioni come "postverità", che mettono tutto sullo stesso piano. L'esito della sottrazione delle questioni valoriali al discorso pubblico è una difficoltà di loro sottoposizione all'argomentazione, all'esame critico, alla verifica razionale. Le soluzioni secolarizzate che pretendono di approcciare al meglio il fatto del "pluralismo dei valori", si rivelano così particolarmente vulnerabili al fatto del "dissenso" e del "conflitto tra valori". Per rimediare a questo defict bisogna lavorare a costruire una "teoria dei valori" e un "quadro di possibilità delle idealità", sottraendo i valori alla sfera privata irriflessa a cui sono stati consegnati.
430 p.; 21 cm. Brossura editoriale. Buono. Allegata scheda editoriale
Cum annotationibus, & additionibus ad singulas decisiones, Partim exaratis ab ipsomet R.P.D. Ansaldo, & partim ab Andrea Lupardo J.C. ejus primo studiorum Auditore, nunc vero in Romana Curia advocato. Centuria, seu tomus secundus 1 33x22 cm., [10] cc., 634 pp., capilettera, legatura coeva in piena pergamena, dorso brunito, fregio manoscritto, tasselli rossi con titolo, autore e fregi dorati, firma d'appartenenza in calce al frontespizio, testo a due colonne, alcuni segni di tarlo, frontespizio bicromo, marca tipografica, alcune carte brunite, strappo senza mancanze all'interno delle pagg. 3-4, una carta strappata al margine esterno senza pregiudizio, in latino Secondo volume dell'opera pubblicata in 9 tomi dal 1711 al 1777. Raccoglie le decisioni della Sacra Romana Rota, raccolte e ordinate dall'autore.
in-8, 189 pp., fbroche, couv. ill. plast.- 9782840582366 Bel exemplaire. [TX-9]
br. Potremmo indicare come opzioni: decrescita, fine del mondo e barbarie. Se non riusciamo a costruire una società di decrescita, di sobrietà volontaria, basata su un'autolimitazione, andremo davvero incontro alla barbarie. Perché la gestione da parte del capitalismo di un ambiente degradato può solo realizzarsi attraverso la trasformazione del capitalismo in una forma di autoritarismo estremamente violento, duro, che poi è stato esplorato molto bene dalla fantascienza. Prefazione di Roberto Mancini.
9 NUMERI DELLA RIVISTA, IL N. 77 RECA SCRITTE A PENNA ALLA COPERTA.
brossura
br. Dei delitti e delle pene (1764), tratta della riforma della legislazione penale dell'epoca e ancora oggi è considerato un documento assolutamente attuale, da rileggere per ricordarci come la legislatura, da quel tempo in poi, si sia purtroppo persa nei meandri della burocrazia e dell'incertezza della pena. "Il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere un essere sensibile, né di disfare un delitto già commesso. Può egli in un corpo politico, che, ben lungi di agire per passione, è il tranquillo moderatore delle passioni particolari, può egli albergare questa inutile crudeltà strumento del furore e del fanatismo o dei deboli tiranni? Il fine dunque non è altro che d'impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali". Nella sua opera, l'autore afferma come bisogna prevenire i delitti prima di punirli e propone, come primo testo della letteratura filosofica-giurisprudenziale, l'abolizione della tortura e della pena di morte.
brossura
brossura Di straordinaria modernità, Dei delitti e delle pene - testimonianza fondamentale del secolo dei Lumi in Italia - propone una riforma del diritto penale basata su una concezione illuminata della libertà e della massima felicità per tutti, ma contiene anche un'interessante analisi storica delle diverse forme della società umana. Lo spirito rousseauiano, lucidamente utilitarista e radicale, si associa in questo trattato (scritto tra il 1763 e il 1764) a una calda sensibilità, unendo rigore logico e filantropia e aprendo nuove prospettive di pensiero e di azione ispirate dalle idee dell'Illuminismo francese. Messa all'indice nel 1766, l'opera fu invece accolta con grande entusiasmo dagli illuministi francesi e si diffuse rapidamente in tutta l'Europa colta.
br. La giustizia è il vincolo necessario a tenere insieme una società e tutte le pene che oltrepassano questo vincolo sono, per loro stessa natura, ingiuste. È questo principio semplice e rivoluzionario ad animare il più celebre trattato dell'Illuminismo italiano: pagine che tuonano contro la pena di morte, la tortura, l'oscurità delle leggi, la confusione tra reati e peccati. Pubblicato per la prima volta nel 1764, nelle intenzioni di Beccaria questo scritto avrebbe dovuto dare inizio a una nuova era, sciogliendo una volta per sempre il diritto dalla violenza, la legge dall'arbitrio, la giustizia dal privilegio. Prefazione di Angelo d'Orsi.
ril. Pubblicato in forma anonima nel 1764, "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria rappresenta una tappa essenziale nell'evoluzione del diritto sostanziale e processuale penale, tanto da far considerare il suo autore uno dei fondatori della scienza della legislazione. Seguita in questa edizione dal famoso Commento di Voltaire, l'opera viene presentata da Roberto Rampioni, noto avvocato penalista italiano. Il merito di Beccaria consiste nell'aver condensato in modo organico e completo in questo piccolo rivoluzionario opuscolo tutte le critiche maturate nell'alveo del pensiero illuminista contro gli eccessi e gli orrori del pensiero inquisitorio del tempo, in particolare la tortura e la pena di morte. Le cronache giudiziarie dei nostri giorni ci rendono consapevoli della straordinaria attualità dell'insegnamento autenticamente "liberale" di Beccaria.
In 16, pp.96. Br. ed con danni al p. ant. e alle prime 20 pp (Rosicatura dei bordi).
In 16°; pp.XI, 424; fregi xilografici di Duilio Cambellotti; brossura editoriale con alette e logo della collana impresso a secco, titolo al dorso e al piatto anteriore; cucito. Testo latino a fronte.<BR>Manca l'aletta anteriore, per il resto in buono stato.<BR>Prima edizione. Collana Collezione Romana diretta da Ettore Romagnoli.
1 Vol. In-8 gr pag. CXX-334. Prima edizione Dorso rifatto, ma es. ben conservato PROG 30347 CATT_ATT 42