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<p>25 cm, rilegatura editoriale; p. 270. Edizione di soli 500 esemplari, intonso</p>
br. Cooperare, non competere. Questo dovrebbe essere il primo motto di una nuova economia. Un'economia che non sia schiava dei numeri o del debito, ma sappia declinarsi nelle forme del gesto, della parola, dell'emozione, del dono e della speranza. Della cooperazione, della vita. I dieci contributi raccolti in questo libro ragionano sulla possibilità di una riscoperta del cooperare come fondamento di questa economia del "noi". Un noi capace di contrapporsi a quella egoeconomy che, in nome dell'estrema competizione e del denaro, ha generato la crisi e l'impoverimento delle nostre esistenze. Cooperare quindi per nutrire la comunità, per rinsaldare le relazioni umane in uno spazio economico che non estrometta la vita perché basato sulla reciprocità e le relazioni di fiducia. Un'economia della crescita qualitativa passa proprio da qui: dall'avere cura di sé, dall'avere cura degli altri, avendo cura del mondo. Cooperando. In un'architettura che tiene insieme economia e morale, soggetto e comunità, spazio pubblico e relazioni personali, i contributi qui raccolti compongono un vero e proprio manifesto per una nuova economia.
br. "Del governo dei viventi" costituisce un passaggio cruciale nella storia dei regimi di verità che Michel Foucault sviluppa nell'insieme dei corsi al Collège de France. Dopo aver esplorato il campo giuridico e giudiziario e quello politico si rivolge qui alle pratiche e alle tecniche del sé, al campo dell'etica che d'ora in avanti non lascerà più. Si domanda: "Come accade che, nella cultura occidentale cristiana, il governo degli uomini richiede a coloro che sono diretti, oltre ad atti di obbedienza e di sottomissione, anche 'atti di verità' che hanno di particolare il fatto che al soggetto non solo si richiede di dire il vero, ma di dire il vero riguardo a se stesso, alle sue colpe, ai suoi desideri, allo stato della sua anima ecc.?". La questione lo conduce da una rilettura dell'Edipo re di Sofocle all'analisi degli "atti di verità" del cristianesimo primitivo, attraverso le pratiche del battesimo, della penitenza e della direzione di coscienza. Foucault si interessa agli atti tramite i quali il credente è chiamato a manifestare la verità a proposito di sé, in quanto essere indefinitamente fallibile. Dall'espressione in pubblico della propria condizione di peccatore, nel rituale della penitenza, alla verbalizzazione minuziosa dei propri pensieri più intimi, nell'esame di coscienza, si vede disegnarsi l'organizzazione di un'economia pastorale centrata sulla confessione. Questa è la prima delle indagini che Foucault condurrà in seguito nel campo dell'etica.
<p>2 opere in un solo volume, 16 cm, rilegatura coeva in piena pergamena rigida, titolo e fregio coevo manoscritto al dorso diviso da 4 nervi, p. (1), 94, 145, (3). Bella marca xilografica al frontespizio. Alcune testatine e capolettera xilografati a motivo allegorico. Esemplare raro e fresco. </p>
br. Il mangiare carne non è la condizione naturale dell'umanità, ma un passaggio traumatico nella sua storia. Con esso l'uomo, animale predato, passava dalla parte dei predatori. Ciò implicava vivere della regolare uccisione di animali, questi primi dèi. La questione era però anche religiosa, e come tale venne elaborata in antichi riti, come i Bouphonia ateniesi. Ma questo si desume anche da un importantissimo testo di Plutarco, "Del mangiare carne", fondato sulla tesi che la dieta carnea vada contro natura. Letto accanto agli altri due trattatelli qui pubblicati, questo testo documenta la profonda conoscenza e comprensione del mondo animale che caratterizza l'antichità classica e che Plutarco sembra compendiare nelle sue pagine.
8vo (220x136 mm); leg. in mezza pelle marrone, con titolo, filetti, fregi e decori dorati al dorso liscio, piatti in carta marmorizzata con angoli in pergamena, tagli colorati a spruzzo; 2 vol.; pp. 505, 620; occhietto e front. a caratteri neri su entrambi i volumi. Seconda edizione di Capolago di quest'opera di filosofia-politica a cura del Gioberti, nella quale l'Autore sviluppa due tesi essenziali: l'autonomia e l'importanza della "nazione" Italia, e il suo primato, conquistato nei secoli, nel campo della scienza e dell'arte; inoltre, nel testo viene formulata l'ipotesi di una grande confederazione, guidata dal Papa, che suscitò alla sua uscita un'enorme impressione in tutto il paese, sfociata poi nei moti del 1848. Il testo è preceduto dalla dedica dell'Autore a Silvio Pellico, fatta a Bruxelles il 5 nov. 1812, e dalla scusa dell'Autore (per la "gravissima critica che darà luogo questo mio scritto"). Vincenzo Gioberti (1801-1852), sacerdote filosofo, saggista, politico. Prov.: indicazione d'appartenenza a La vecchia Parma - Antiquariato, su etichetta incollata alla controguardia ant. di entrambi i volumi. Rif.: IT\ICCU\IEI\0147701. Cond.: Tracce d'uso alla leg., con abrasioni alla pelle dei dorsi ed alle carte dei piatti, bruniture e fioriture; opera in buone condizioni generali. -- SECOND EDITION OF CAPOLAGO OF THIS WORK OF POLITICAL PHILOSOPHY BY GIOBERTI. Traces of use at the binding, with abrasions at spines leather and at boards papers; browning and foxing; copy in good condition.
br. In questo libro troverete storie di criminali invisibili, di scialuppe di salvataggio che rischiano di capovolgersi se non si sacrifica uno dei passeggeri, di macchine che procurano piacere di cui nessuno ha voglia di servirsi, di tram folli che bisogna fermare con ogni mezzo, anche gettando un uomo in mezzo ai binari. Leggerete racconti di esperienze che dimostrano come ci voglia assai poco per comportarsi come un mostro, e di altre che provano come ci voglia ancora meno per comportarsi quasi come un santo: una moneta trovata sulla strada per caso, il buon odore di cornetti caldi che si respira passando. Ma soprattutto sarete messi a confronto con dei rompicapi morali. È coerente dire: "la mia vita è degna di essere vissuta, ma avrei preferito non essere nato"? È accettabile lasciar morire una persona per espiantare i suoi organi in cinque malati che ne hanno un bisogno vitale? Vale di più vivere la vita breve e mediocre di un pollo di allevamento industriale o non vivere del tutto? Questo libro ha un'ambizione: mettere a disposizione una sorta di scatola di attrezzi intellettuali per affrontare il dibattito morale senza lasciarsi intimidire dalle grandi parole (dignità, virtù, dovere, ecc.) e dalle grandi dichiarazioni di principio.
Genova, Libreria Moderna (Galleria Mazzini), 1906, in-16, br., pp. 296.
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
Prefazione 1 19,5x11,5 cm., in brossura, incisione figurata incisa da Turati in copertina e frontespizio, pp. 44, in italiano, buone condizioni. Firme di appartenenza
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, MACCHIETTE E TRACCE DI UMIDO ALLA COPERTINA. MAI SFOGLIATO. Rino Genovese (Napoli, 22 ottobre 1953) è un filosofo, scrittore ed editore italiano. Formatosi negli anni settanta in una prospettiva hegelo-marxista vicina alla Scuola di Francoforte, se ne allontana progressivamente (come si può osservare già dal suo primo libro Dell’ideologia inconsapevole. Studio attraverso Schopenhauer, Nietzsche, Adorno, Napoli, Liguori, 1980), assumendo sempre più nettamente una postura scettico-relativista con un’attenzione alle scienze sociali e, in esse, alla funzione, appunto relativistica, svolta dall'antropologia culturale. Indicativo di questo passaggio è l’articolo su Hume e la filosofia antropologica contenuto nel volume di autori vari, Tra scetticismo e nichilismo, Pisa, Ets, 1985, in cui nel contempo si nota l’interesse per la teoria dei sistemi. La forma compiuta dell’evoluzione del suo pensiero, rispetto agli anni giovanili, si trova in La tribù occidentale. Per una nuova teoria critica, Torino, Bollati Boringhieri, 1995 (nuova edizione con il titolo Un illuminismo autocritico. La tribù occidentale e il caos planetario, Torino, Rosenberg&Sellier, 2013) in cui, nella presa di distanze dalla soluzione di Habermas, si profila una logica dell’ibridazione e del paradosso come fuoriuscita dalla dialettica di marca hegeliana. Questa linea di pensiero è approfondita, in senso più strettamente politico con il rilancio di un’idea di socialismo, nel successivo Convivenze difficili. L’Occidente tra declino e utopia, Milano, Feltrinelli, 2005, e soprattutto, facendo i conti finali con la teoria dei sistemi, nel Trattato dei vincoli. Conoscenza, comunicazione, potere, Napoli, Cronopio, 2009, a tutt'oggi la sua opera teoricamente più significativa. Negli ultimi anni si è dedicato in modo particolare ai temi politici e civili con i saggi Che cos'è il Berlusconismo (2011), Il destino dell’intellettuale (2013) e Totalitarismi e populismi (2016), tutti pubblicati dalla casa editrice Manifestolibri di Roma, e intervenendo regolarmente in rete nel sito Le parole e le cose e in quello della rivista Il Ponte. Descrizione bibliografica Titolo: Dell'ideologia inconsapevole: studio attraverso Schopenhauer, Nietzsche, Adorno Autore: Rino Genovese Prefazione di: Remo Bodei Editore: Napoli: Liguori, 1979 Lunghezza: 147 pagine; 21 cm ISBN: 8820709546, 9788820709549 Collana: Volume 5 di Teorie & oggetti. Serie rossa Soggetti: Filosofia antropologica, Etica, Politica, Saggi, Soggettività, Soggetto, Ideologia inconsapevole, Apparenza necessaria, Critica, Nietzsche, Adorno, Shopenhauer, Kant, Gattung, Teleologia, Colpa, Libertà, Dialettica negativa, Causalità, Teoria dell'arte, Socrate, Verità, Fenomenismo, Istinto del gregge, Specie, Volontà, Retorica, Verità, Impensato, Mito, Morte, Eterno ritorno, Riconoscimento, Piccolo uomo, Differenza, Dominio, Immagini, Pulsioni, Odradek, Teoria dei sistemi, Nichilismo, Libri Vintage, Fuori catalogo, Filosofi italiani del XXI secolo, Anthropological Philosophy, Ethics, Politics, Essays, Subjectivity, Subject, Unconscious Ideology, Required Appearance, Criticism, Teleology, Guilt, Freedom, Negative Dialectics, Causality, Theory of Art, Socrates, Truth, Phenomenalism, Instinct of the Flock, Species, Will, Rhetoric, Truth, Unthought, Myth, Death, Eternal, Recognition, Little man, Difference, Dominance, Images, Pulsions, Systems theory, Nihilism, Out of print books, Italian philosophers of the 21st century
Padova, Società Tip. della Minerva, 1830, in-8, br., con cornice tipografica (minime mancanze), pp. 291. Qualche segno in matita colorata.
<p>18,5x12,5 cm, 3 volumi rilegati assieme in piena tela, titolo in oro su tassello al dorso; p. (12), 202; (4), 259; (4), 206. Ritratto di Genovesi inciso da Cimarelli all'antiporta del primo volume. Ogni volume è preceduto da un frontespizio inciso da C. Pignatari. Capilettera e finalini decorati. Prima edizione completa dei tre libri. MANCANO 4 CARTE da p. 247 a p. 254 del secondo tomo. In ottimo stato di conservazione.</p>
br. Nel 1995, anno della sua prima edizione, questo saggio ha scatenato aspre polemiche e accesi dibattiti, tanto da diventare un punto di riferimento imprescindibile, un classico ampiamente diffuso e tradotto. Il teologo Hans Ki'mg e lo storico della letteratura Walter Jens discutevano di una morte che viola la dignità dell'uomo: quella che spegne, talvolta dopo sofferenze prolungate artificialmente dalla medicina, un corpo e una mente piagati da malattie incurabili. Da allora i dubbi, i timori, la diffidenza che accompagnano le pratiche di eutanasia non si sono placati; Chiesa, politica e morale faticano ancora a trovare un punto d'incontro. E Walter jens oggi sta vivendo in prima persona il dramma su cui si interrogava: affetto da alcuni anni da demenza senile, è sprofondato in un mondo al di là del pensiero, al di là delle parole. Nei contributi inediti di questa nuova edizione, Hans Kling, insieme a Inge Jens - la moglie di Walter, che racconta la sua sofferenza e la sua disperata ricerca di una direzione da seguire - tira le fila del dibattito attuale e lancia un appello per una discussione oggettiva, che metta al primo posto l'uomo e la sua volontà, e sopratutto che riconosca al malato la libertà di scegliere come lasciare questo mondo.
Cm. 18,5, br. edit., pag. (4) 495 più catalogo edit. di 20 pagine aggiornato al febbraio 1865 cucito in origine. Edizione originale. Importanti riflessioni etiche e filosofiche contro la pena di morte. Esemplare perfetto a fogli chiusi.
in-8°, 172x110 mm, legatura coeva in piena pergamena rigida, con titolo manoscritto al dorso; pp. XIV, 15-247, [1], [1 c.] di tav. Bella antiporta col ritratto dell'Autore inciso. Frontespizio in biano e nero, con una raffinata marca tipografica xilografica. Testatina e capolettera xilografico al capitolo primo. Seconda edizione di questo saggio filosofico del Muratori (pubblicato la prima volta nel 1745), diretto contro lo scetticismo pirronista e contro le tendenze fideistiche. Nell'opera il Muratori difende la ragione umana, confutando la posizione espressa nel trattato anticartesiano di Pierre-Daniel Huet, "Traité philosophique de la foiblesse de l'esprit humain" (Amsterdam, 1723). Ludovico Antonio Muratori (1672-1750) è stato un presbitero, storico, scrittore, numismatico e bibliotecario italiano. Rif.: IT\ICCU\MILE\008788. OCLC, 38663958. Cond.: Lievissime tracce d'uso alla legatura. Bruniture e foxing alle carte. Esemplare in buone condizioni generali. -- Second edition of this philosophical essay by Muratori (first published in 1745), directed against the Pyrrhonist skepticism and against the fideistic tendencies. Good copy.
OTTIMO STATO
Al conte Giuseppe Brebbia, Consigliere di Governo Imp. Regio Delegato nella Provincia di Brescia - Agli Amatori della Lingua italiana - Volgarizzamenti Classici,da qualunque lingua stati fatti da' classici italiani 2 21,5x13,5 cm., in brossura, pagg. 464; 492 non refilate, ampi margini, su carta forte, ritratto di Seneca inciso da Becceni, in antiporta primo volume, frullone della Crusca in frontespizio, in italiano, manca il piatto posteriore al secondo volume, piccole lacerazioni ai dorsi, ma buon esemplare. Etichetta e timbro di Biblioteca privata regolarmente pervenuto.
A CURA DI ANDREA CATONE LA CITTà DEL SOLE 2007 217 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Georges Labica offre qui un limpido bilancio del suo lungo percorso, teorico e militante, a chi rifiuta il “nuovo ordine mondiale” e lotta per una sua trasformazione radicale. Che si tratti di parole, concetti o cose, il pensiero critico, di cui Marx resta il riferimento d'obbligo, mette in discussione tutto il nostro presente. Ecco allora che democrazia e rivoluzione si rivelano intimamente connesse. La democrazia per la rivoluzione, la rivoluzione per la democrazia: è il programma della lotta di classe contro il neoliberismo e l’imperialismo. La violenza dei dominanti ha raggiunto forme estreme, ormai essa rende necessaria la violenza dei dominati, come sola risposta adeguata. Georges Labica è uno dei principali filosofi marxisti del nostro tempo. Professore emerito dell’Università Paris X-Nanterre, ha sviluppato una vasta speculazione sul carattere necessariamente pratico della filosofia. Ha inoltre pubblicato numerose opere di riflessione teorica e storica sul movimento operaio e democratico internazionale, e si è anche consacrato a degli interventi di critica militante dell’esistente, coautore del Dictionnaire critique du marxisme. Georges Labica offre, comme il le dit lui-même, à tous ceux qui refusent le "nouvel ordre mondial actuel" et luttent pour le changer radicalement, ce bilan d'une œuvre, à la fois théorique et militante, longuement mûrie. Qu'il s'agisse des mots, des concepts ou des choses, étroitement imbriqués, la pensée critique, dont Marx demeure la référence obligée, ne saurait rien laisser en l'état de ce qui constitue notre présent. La leçon en est limpide. Démocratie et révolution apparaissent plus que jamais comme indissociables. La démocratie pour la révolution, la révolution pour la démocratie : il n'est pas d'autre programme dans la lutte des classes antilibérale et anti-impérialiste, où la violence dominante, parvenue à des formes extrêmes, appelle la violence révolutionnaire des dominés, comme sa seule réplique adéquate. Soggetti: Filosofia politica, Saggi, Classici, Marxismo, Democrazia, Rivoluzione, Scienze politiche, Masse, Popolo, Sovranità, Cittadinanza, Diritti civili e sociali, Attualità, Stato, Globalizzazione, Critica, Economia, Capitalismo, Imperialismo, Classi, élite, Progresso, Illegalità, Internazionalismo, Violenza, Guerra, Terrorismo, Geopolitica, 11 Settembre, Borghesia, Ideologie, Lotta di classe, Démocratie, Révolutions, Violence politique, Democracy, Revolutions, Socialism, Marxisme, études diverses, Socialism, Communism, Le Marxisme-léninisme, Feuerbach, Hegel, German Ideology, Karl Marx, Proudhon, Political economy, Private property, Société civile, Développement, Individualisme, Légitimité, Libéralisme politique, Immanuel Wallerstein, Guerre du Golfe, Political Philosophy, Essays, Classics, Marxism, Political Sciences, Masses, People, Sovereignty, Citizenship, Civil and Social Rights, Actuality, State, Globalization, Criticism, Economy, Capitalism, Imperialism, Progress, Illegality, Internationalism, Violence, War, Terrorism, Geopolitics, September 11 attacks, 9/11, Bourgeoisie, Ideologies, Class Struggle
brossura
27529aafFreiburg i. Br., Herder, 1906, in-8°, Leinenband, Kopie des ersten Titelblattes auf dem Vorderdeckel aufgezogen.
120966aafFreiburg, Universitätsverlag Freiburg, 2002, gr. in-8vo, 584 S., Original-Pappband.
52218Paris L'Herne 1987 in 8 (19x11) 1 volume broché, 132 pages [2]. Texte traduit et préfacé par Sanda Stolojan. Collection '' Méandres ''. Bel exemplaire
55627Paris, Odile Jacob, 2002. 14 x 22, 200 pp., quelques illustrations en couleurs, broché, très bon état.