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1 15x9,5 cm., legatura in mezza tela, titolo in oro al dorso, pp. 306 (1), prima edizione, in italiano, piccole fioritura sparse, ma buon esemplare. Pensiero-ricordo manoscritto. Etichetta e timbro di Biblioteca privata regolarmente pervenuto
Mm 170x240 Collana "Studi Filosofici" - Volume nella sua brossura originale, 398 pagine. Copia come nuova, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il primo volume dell'Annuario di Etica è concepito come inedito luogo di incontro e di elaborazione teorica, come proposta e confronto sui grandi temi dell'etica, a partire dall'attualità dell'esperienza morale. Esso coltiva una linea che pone a confronto alcune grandi tesi, nella convinzione che è ancora possibile la determinazione della verità e del bene, a fronte di una situazione presente rassegnata ad una pratica indifferenza reciproca dei diversi saperi e credenze, incline alla privatezza della verità e del bene e alla retorica del frammento.
brossura Perché ancora Antigone? Perché la sua autorità nell'immaginario dell'Occidente? Dopo aver analizzato alcune soluzioni offerte dalla filosofia il testo mostra la circolarità ermeneutica dell'"Antigone" in tempi come i nostri di crisi e di inquiete domande. In particolare ai nostri giorni è significativo re-interrogare l'"Antigone" proprio in uno dei suoi temi centrali: l'individuo di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie. Dall'"Antigone" può emergere un modo nuovo di concepire l'etica e la politica, grazie ad una sorta di rivoluzione morale e antropologica, che giustifica l'ipotesi qui presentata: la figlia di Edipo quale figura della diversità e paradigma del conflitto, in vista di una prassi politica altra.
br. Ancora Antigone, nel Terzo Millennio? Questo saggio mostra quanti e differenti motivi ci inducano a rileggere e ripensare la tragedia di Sofocle, testo sempre moderno che nella storia è stato oggetto di diverse interpretazioni filosofiche e riscritture teatrali - da Hegel a Zambrano, da Anouilh a Brecht - e che resta capace di proporre differenti piani di racconto dell'umano: quelli della libertà, della disobbedienza civile, della cittadinanza e dell'identità individuale. Antigone, del resto, non cessa di essere attuale: fiera e reattiva malgrado il dolore che la polis le infligge, di fronte a una legge che reputa ingiusta la giovane tebana rivendica, per sé come per gli altri, di disobbedire al tiranno e al suo editto 'sbagliato'; come pure, sorprendentemente, rivendica il 'diritto di piangere' e di portare il lutto pubblicamente, per denunciare l'ingiustizia subita, come 'donna' e come 'cittadina', in una città diventata di colpo disumana. Un saggio per riflettere, ancora oggi, ma mai abbastanza, sugli effetti rovinosi di una ragione di Stato dispoticamente applicata, che batte la coda negli interstizi del male banale, spingendoci ogni volta più lontano dalle leggi degli dei, dai diritti umani e dall'uomo stesso. Il lettore si trova, allora, a interrogarsi sull'obbligo morale del 'restare umani', a esplorare il problema del 'riconoscimento reciproco' e della necessità di recuperare, in prima persona, la 'perduta umanità'.
br. Nel 1425 san Bernardino si rivolgeva al popolo senese dal corso principale della città per poi continuare la sua predicazione alle folle dalla piazza del Campo nel 1427. I suoi ammonimenti riguardavano sia aspetti della vita pubblica che costumi privati, la profonda affezione per la sua città e per il popolo senese lo spingeva a trattare e correggere ogni aspetto della vita dei senesi, dalle questioni più rilevanti fino alle più semplici e misere faccende quotidiane. Questa raccolta mette in luce il messaggio civile, politico ed economico contenuto nelle sue predicazioni.
EDIZIONI GLAUX 1964 561 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME MAI SFOGLIATO.
Mm 135x205 Collana "Saggistica". Prefazione di Paolo Filiasi Carcano - Brossura editoriale di viii-260 pagine, in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x215 Brossura editoriale con alette, 168 pagine, sottolineature e postille a matita solo fino a pagina 25, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Bari, Gius. Laterza & Figli, 1943, in-16, br. editoriale, pp. [4], 85, [3]. Prima edizione italiana. Firma di possesso di Carmelo Sgroi sul frontespizio. Eccellente esemplare.
Mm 150x210 Collana "Disenciclopedia". Volume nella sua brossura originale, 82 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il giovane Kierkegaard si trasferì dalla Danimarca in Germania per ascoltare le lezioni di filosofia della religione e della rivelazione dell'ultimo Schelling, lezioni dalle quali in verità rimase profondamente deluso; questo breve scritto raccoglie gli appunti che Kierkegaard prese durante quei corsi, e dai quali traspare l'idea di una religiosità del singolo credente tutta inferiore e non affatto dispiegata nella storia del mondo e dei popoli come voleva Schelling.
cm. 18, brossura; pp. 438
Volume brossurato in cartoncino semirigido lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Traduzione di Ettore Desideri. Numero pagine 305. USATO
x + 399pp., 24cm., hardback (cloth), dustwrapper, VG, ISBN 0-521-85908-5, G70940
[161] pp. (i.e. pages 591 to 751), original 1973-edition, softcover, 26cm., in the series "Union Académique Internationale. Corpus Philosophorum Medii Aevi Academiarum consociatarum auspiciis et consilio editum. Aristoteles Latinus", text and interior are clean and bright, small reference number on spine, text in Latin, most pages are still uncut, good condition, F107085
In 24°, piena perg. settecentesca con nervi, tit. su tassello al dorso, cc 187. Marca sul front. "Fia pax in virtute tua". Stupendi capilettera xilografati. Copia rifilata al margine superiore. Copiose annotazioni coeve ai marg. bianchi. Copia molto bella.
In 8° piccolo (16,2x10,2 cm); (24), 919, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo ed autore chiosati da mano coeva al dorso. Dorso a tre nervi. Al piatto anteriore, sbiadito e solo in minima parte leggibile, una massimo chiosata da mano cinquecentesca. Un piccolo tarletto al margine esterno bianco delle prime 6 carte e due forellini di tarlo al margine interno bianco delle ultime 4 carte, tutti ininfluenti e lontano dal testo. Il frontespizio presenta, al piatto anteriore due antiche pecette di rinforzo ai margini interno ed esterno. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima, rara edizione, nessun esemplare censito in ICCU, dell’etica di Aristotele, nella versione stampata dai fratelli Frellon che presenta il commento del celebre umanista, politico e scrittore, fiorentino Donato Acciaiuoli o Acciaioli (Firenze, 1429 – Milano, 28 agosto 1478) che diverrà una delle versioni più celebri ed utilizzate nelle ristampe seguenti dell’etica aristotelica, particolarmente apprezzata per la sua accuratezza filologica. Acciaiuoli "Dopo aver brillantemente appreso la lingua greca, il latino e gli studi matematici quale allievo prediletto dell'Argiropulo, si dedicò alla traduzione di opere classiche dal greco al latino, come alcune delle Vite di Plutarco, e alla stesura di opere originali, soprattutto di carattere storico e filosofico, come i Commentari all'Etica di Aristotele, o le biografie di Carlo Magno, di Annibale, di Scipione l'Africano". Nello stesso anno, un’edizione del tutto identica, anche per i caratteri utilizzati, fu ristampata da Antoine Vincent che era in quegli anni, a tutti gli effetti, un collaboratore dei Frellon. Scrive Coline Silvestre nel suo “Les éditions d'Aristote à Lyon : des incunables aux Opera omnia de 1549” Universite de Lyon, 2013: "Par exemple l'Ethique de 1517 par Simon Vincent intègre le commentaire du maître scolastique Gilbert Crab avec la traduction d'Argyropoulos 111. En 1514, on trouve ces contributions-là au texte aristotélicien dans une édition d'Henri Estienne à Paris 112 mais le paratexte ainsi que les commentaires ne semblent pas être les mêmes notamment parce que Vincent a utilisé les tables de Gilles de Delft 113, mort en 1515. Dans la nouvelle disposition des composantes du texte résiderait l'innovation du libraire et la justification du privilège royal en tête de l'édition. Toujours pour l'Ethique, une édition de 1544 imprimée par les frères Frellon utilise le commentaire de Donato Acciaiuoli avec la traduction d'Argyropoulos 114, un schéma que l'on trouve pour la première fois semble-t-il, à Paris en 1541 chez Jean Loys et Jean de Roigny115. En revanche, le De Anima des frères Huguetan paru avec privilège en 1544116, commenté par Philopon et traduit par l'helléniste Gentien Hervet semble trouver son origine dans l'officine des deux frères qui en ont l'exclusivité. Nous reviendrons à ces éditions quelque peu à part dans le corpus quand il s'agira de leurs éditeurs et de leur présentation. [...] En 1544, les frères Frellon donnent leur première édition du philosophe. Ici encore, il s'agit de l'Éthique à Nicomaque. Bien que l'un des frères, Jean Frellon, édite les Opera omnia d'Aristote en 1549, et donc en d'autres termes, tout le corpus, nous considérons cette première édition comme isolée car elle n'est pas rattachée à une volonté d'éditer tous les traités, dont elle est par ailleurs séparée de cinq ans. Cette édition associe un commentaire de Donato Acciaiuoli à la traduction d'Argyropoulos. Les frères Frellon la partagent avec Antoine Vincent pour lequel ils l'impriment aussi en 1544. [...] La traduction est d'Argyropoulos, et Donato Acciaiuoli a élaboré le commentaire à partir de notes prises pendant les cours du premier à Florence. Là encore, le commentaire a un fondement scolaire. Après chaque chapitre, le commentaire mentionne entre crochets la portion de texte qu'il traite.". Prima edizione rara dell’etica aristotelica nel commento di Acciaiuoli e stampata dai fratelli Frellon. Rif. Bibl.: Baudrier V:194, Gültlingen VIII:13, USTC 157574; Lyon BM B 509 964.
ril. Le intuizioni e gli insegnamenti intramontabili del primo trattato sull'arte di fare business, il Libro de l'arte de la mercatura, un manoscritto rinascimentale rimasto nell'oblio per oltre cinque secoli. Mentre la finanziarizzazione dell'economia e le susseguenti crisi sembrano aver minato le regole di base degli affari, la riscoperta di un manuale del '400 ci ricorda che esiste anche una maniera "sana e profittevole" di arricchirsi e arricchire la società nel contempo. Il Libro de l'arte de la mercatura di Benedetto Cotrugli inquadra il mercante come un "uomo universale", chiarendo che la precisione e la pulizia contabile sono solo uno dei tre perni su cui si regge l'arte del business, accanto alle tecnicalità operative e finanziarie di una attività d'impresa e alle caratteristiche intellettuali, professionali e umane di chi la esercita. Un trattato, qui a cura e con un saggio finale di Alessandro Wagner, che mette magnificamente a fuoco il concetto di «capitano d'impresa» e il suo ruolo nella società, indicando la strada per quello che Brunello Cucinelli nella prefazione rivendica come un nuovo «capitalismo umanistico».
In-16° gr. pp. 193 con 8 pp. f.t. di cui 4 ill. anche in nero. Bross. edit. ill. a col.
in16° - brossura editoriale - pp. 75 - prefazione dell'autore - condizioni eccellenti
In 8, br. ed. pp. 90, tracce duso alla cop. fioriture.Appendice agli elementi di politicaLuogo di pubblicazione BariEditore LaterzaAnno pubblicazione 1928Collana Piccola Biblioteca FilosoficaMateria/Argomento Filosofia ,Politica, Etica
brossura Oggetto dell'indagine degli autori è la rilevanza della Sacra Scrittura nella relazione tra agire umano e agire divino. Non quindi l'etica nella Scrittura, ma l'etica indotta dalla frequentazione della Scrittura. La domanda di fronte a cui essi si pongono è la seguente: come l'agire di Dio operante nella Bibbia suscita l'agire morale dell'uomo? L'oggetto dell'etica biblica è quindi una sorta di nodo che vede indissolubilmente intrecciati tre fili: quello teologico, che rappresenta la concezione della rivelazione di Dio in Cristo; quello etico, ovvero il modo di concepire l'agire morale dell'uomo; quello ermeneutico, cioè il modo di interpretare la Sacra Scrittura. A seconda della configurazione dell'intreccio si avrà una diversa soluzione al quesito. La riflessione proposta si articola in due momenti, cui sono dedicate la prima e la seconda parte del volume: la poetica biblica, che dischiude il mondo del testo biblico; l'etica biblica, che considera l'incidenza e gli effetti della Sacra Scrittura su chi la frequenta.
br. È la prima edizione italiana moderna di un classico della spiritualità del Cinquecento (la precedente traduzione risale al 1769). L'autore, semplice sacerdote diocesano, consigliere di santa Teresa d'Avila, di sant'Ignazio di Loyola, di san Pietro d'Alcantara, incorse nei rigori dell'Inquisizione per la prima edizione di quest'opera, pubblicata a sua insaputa nel 1556. Ripubblicata nel 1574 nell'edizione emendata dall'autore, a cinque anni dalla sua morte, Audi, filia (che prende il titolo dal Salmo 45, 11-12, "Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio...") raccoglie i consigli spirituali rivolti alla giovanissima discepola Sancha Carrillo. È un trattato di ascetica cristiana, su come resistere alle tentazioni, sulla vita di orazione, sull'umiltà e sull'identificazione con Cristo, che attraversa intatto i secoli con la forza della dottrina e dell'esperienza vissuta.