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br. Sulla base di una analisi dei problemi deontologici riconducibili alla crisi della professione medica, Ivan Cavicchi e un gruppo di lavoro multidisciplinare - promosso e organizzato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con il programma FBK per la salute della Fondazione Bruno Kessler e il gruppo di Biodiritto dell'Università di Trento - hanno rielaborato le basi concettuali della tradizionale deontologia medica per mettere in condizione gli Ordini dei Medici di riformare il proprio codice deontologico. Si tratta di una vera e propria «rivoluzione» destinata a modificare nei prossimi anni la deontologia nel nostro Paese, a influenzare la redazione dei futuri codici di tutte le professioni medico-sanitarie, ma soprattutto a cambiare radicalmente i rapporti tra medici e cittadini, tra professione e società, tra medicina ed economia. Assumendo il malato come «archè», la proposta di rielaborazione cambia postulati, presupposti, linguaggi, concetti, soluzioni e obiettivi, affrontando problematiche usualmente ignorate dalla deontologia convenzionale.
br. Questo pamphlet nacque come saggio da pubblicare unitamente a uno scritto di Arthur Koestler, promotore di una campagna per l'abolizione della pena capitale nel Regno Unito, intitolato "Reflections on hanging", che Manès Sperber aveva fatto tradurre in francese. Pubblicato nel giugno e luglio 1957 sulla Nouvelle Revue Française, il testo di Camus non rappresenta soltanto un testamento morale lucidissimo ma anche le domande e i dubbi di un intellettuale di fronte a un tema cruciale che non cessa di essere d'attualità.
“Questo volume miscela esperienze sul campo con riflessioni provenienti da significative scuole di management.” (dalla prefazione di Giulio Tagliavini) Autori: Massimo Franchi, Barbara Rainieri. Prefazione: Giulio Tagliavini.
Libro con copertina rifatta. Alcune pagine con fioriture e segni della polvere.Napoli 1871.
Mm 150x210 Collana "Studi e ricerche" - Brossura editoriale di pp. 431, in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Lo scopo di quest'opera è di illustrare una nuova etica filosofica a partire da una riflessione sull'estetica del "sublime". Muovendo dalla correlazione strutturale tra la sfera gnoseologica ed ontologica da un lato e la sfera estetica dall'altro, le ricerche condotte nel presente volume si propongono di riaffermare l'idea di una etica normativa come interna articolazione di una filosofia sistematica che vede nella opzione di un pensiero morale su basi estetiche la possibile risposta al problema - sempre più urgente in un'epoca, come quella attuale, "post-metafisica" e segnata dal tramonto degli Eterni - di una rifondazione dei costumi e della morale [...]. Le indagini compiute in questo lavoro, se per un verso sviluppano in un'ottica morale le nostre precedenti teorie speculative, per l'altro verso dischiudono, in prospettiva, delle linee di ricerca che procedono nella direzione della ricostruzione di un pensiero politico che aspira a porsi come una chiave di lettura privilegiata dei processi culturali e sociali in atto nella nostra "èra globale", additando in una filosofia morale imperniata sul sentimento del Sublime anche il preambolo di una rinnovata "politica filosofica".
Prefazione del traduttore (S.M.) - Introduzione - celebre trattato sulle passioni umane 4 22x14 cm., in brossura originale con cornice e titoli a stampa, pp. XV (1), 237; 241; XXXI Prefazione (1), 398; XLVIII Prefazione, 493 non refilate, su carta forte bianca, prima edizione italiana, buone condizioni. RARO
br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento.
Dervy 2012, N° 45, In-8 broché, 277 pages. Très bon état
9361In-8 broché, 288 p. Très bon état. Contient : La modernité et son double - Perspectives médicales, perspectives éducatives - Pour une éthique réaliste.
9370In-8 broché, 128 p. Très bon état. Contient aussi : L'impérialisme culturel américain, un mythe ? / Le pouvoir économique des maronites - Europe de l'Est, vivante ou stagnante / Y a-t-il encore un roman français ?
577121 volin-8 - broché - Bulletin N° 61 de 2007 - 214 pages
1966468031966 1 vol in-8 broché - 120 pages - 21ème année - N° 3 - 3ème trimestre 1966
br. La verità è padrona esigente, che legittima i lunghi tormenti del filosofo antico e di quello moderno, del teologo e del poeta, di chi la cerca e di chi pretende di crearla. Ma la verità è ancora attuale? Non è scomparsa dentro la melassa postmoderna e dietro la cortina fumogena dell'onnivisione? Il libro considera alcune delle movenze che il concetto di verità assume; "sorvola" autori quali Agostino, Leopardi, Arendt, Heidegger, Deleuze, dei quali interseca frammenti di pensiero "rubati", per ricavarne un'essenza non "originaria", all'altezza dei tempi e, quindi, all'incrocio tra "vedere", "dire", "rappresentare", "agire".
brossura Responsabilità è oggi termine chiave e sempre richiamato da politici, amministratori, manager, operatori della comunicazione, cittadini qualunque. Responsabilità verso gli altri, verso la natura, verso le generazioni future. La stessa "sostenibilità", che è l'ambito in cui più si esplica l'etica pratica contemporanea, può essere considerata un modo di esprimere quel "prendersi cura" del mondo che il concetto di responsabilità richiama già nell'etimo. Un concetto con una storia che, da Aristotele in poi, percorre il pensiero occidentale, e che questo libro ricostruisce in maniera rigorosa, con un'attenzione particolare alla fi losofi a del secolo scorso. Grazie alle analisi sull'uomo di pensatori come Jonas, Maritain, Jaspers, Arendt, Gadamer, MacIntyre, Morin, l'etica della responsabilità, senza dimenticare le sue radici classiche, si è proiettata nel Novecento sui problemi del futuro e della stessa sopravvivenza del genere umano. Tenere sempre presente questa storia, non solo chiarisce ulteriormente i problemi dell'oggi, ma offre una direzione di senso per agire e per dare uno sbocco pratico positivo alle inquietudini dell'uomo contemporaneo. Prefazione di Enrico Giovaninni.
br. Che cos'è la responsabilità? Quando è nato questo termine? Ha un significato univoco? Un'etica della responsabilità è possibile? Queste le domande a cui cerca di rispondere Vittoria Franco, attraverso un'analisi delle origini del concetto, delle sue trasformazioni e dei suoi paradigmi fondamentali: giuridico, politico, filosofico-morale. Il volume muove dalle prime discussioni nelle quali prende forma il paradigma filosofico-morale, a partire dalla metà dell'Ottocento, con John Stuart Mill e i deterministi, che identificano l'essere responsabile con l'essere colpevole e la responsabilità con l'imputabilità. Fra le reazioni a tale impostazione, quelle dei kantiani e degli spiritualisti francesi, i quali propongono interpretazioni che lasciano spazio alla libertà e alla morale. Fra loro, due giovani filosofi: Lucien Lévy-Bruhl, col suo concetto di responsabilità vuota, e Jean-Marie Guyau, con la nozione di morale senza obbligo né sanzione. Nel prosieguo dell'analisi l'autrice, visitando alcune delle teorie etiche più importanti del Novecento, propone l'idea di un'etica della responsabilità come risposta possibile nell'epoca della fine della metafisica. In Hannah Arendt vengono rintracciate tre diverse figure della responsabilità: come colpa, facoltà di giudizio e cura del mondo comune; in Ágnes Heller emerge la figura dell'etica della personalità; in Emmanuel Levinas la responsabilità si libera completamente dal peso della sua storia giuridica...
br. L'evoluzione del contesto economico-sociale e le crescenti sollecitazioni espresse dagli stakeholder direttamente e indirettamente coinvolti nell'attività delle aziende fanno sì che esse debbano oggi tener conto delle conseguenze e dei complessivi impatti delle azioni e dei comportamenti adottati per poter assolvere alla loro funzione tipica di "creazione del valore". Da tempo l'osservanza dei valori intrinseci propri della RSI non rappresenta per le aziende una scelta volontaria, ma un approccio da adottare per poter competere sul mercato. È cresciuta, ormai, la consapevolezza da parte degli organi di governo della grande influenza che i temi "sociali" rivestono e dell'impatto che essi esercitano sui comportamenti degli stakeholder, come testimoniato, peraltro, dalla diffusione di strumenti di social accountability volti a rendere pubblici gli sforzi e le strategie social responsible attuate. È opinione diffusa, infatti, che il dibattito sulla RSI non vada separato da quello concernente la gestione e il governo delle imprese, in quanto, spesso, l'irresponsabilità delle imprese fa capo alle strutture e ai processi di corporate governance. L'analisi, pertanto, ha riguardato in modo specifico, le implicazioni e i riflessi che la RSI ha sulla governance e sui processi di rendicontazione. Ai fini dell'indagine è stato utilizzato l'approccio metodologico tipico dell'economia aziendale. In tal senso, la revisione della letteratura nazionale e internazionale viene arricchita dalla costruzione e visualizzazione di reti bibliometriche.
Testo giuridico.
In-16 (cm. 20), brossura editoriale illustrata, con alette, pp. 262, (10). Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).
br. Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
br. Che cosa significa oggi «essere responsabili»? Se è relativamente facile rispondere quando è questione di comportamenti dei singoli, le difficoltà sorgono quando entrano in gioco azioni che riguardano la collettività. Chi è, ad esempio, responsabile delle disuguaglianze crescenti, della disoccupazione, della povertà, dei disastri climatici? E che cosa accadrà nella società dei big data e dei social network, dove le smart machine potranno «pensare» e decidere? Nel mondo iperconnesso e globalizzato ogni azione si carica di conseguenze non volute, e spesso neppure immaginate. Essere responsabili allora non è solo non fare il male - è questa la responsabilità come imputabilità - ma è agire per il bene e, nel mercato, adottare comportamenti che affermino la responsabilità come prendersi cura.
19867331Librairie Générale Française (LGF) 1986 288 pages poche. 1986. Poche. 288 pages. Le professeur Léon Schwartzenberg cancérologue propose une réflexion profonde nourrie de son expérience sur le cancer la maladie la souffrance et la mort. L'ouvrage aborde les dimensions physiques affectives morales et philosophiques de la maladie ainsi que des questions éthiques controversées comme l'acharnement thérapeutique et l'euthanasie