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286pp., br., bon état
1953F40474Amsterdam/ Louvain, North-Holland publishing cy./ Nauwelaerts 1953 286pp., br., bon état
19764056Seghers 1976 230 pages in8. 1976. broché. 230 pages.
1897sc620Parisiis, Berche et Tralin, editores Broché 1897 In-12 (13,3 x 19,5 cm), broché, 489 pages, tome 2 seul, texte en latin ; petite déchirure à la coiffe supérieure, salissure au premier plat en tête, dos et intérieur brunis, assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
129674aafParisiis, Apud Victorem Lecoffre J. Cabalda, 1914, gr. in-8vo, VIII + 327 p., brochure originale, manque au haut du dos, plat de couverture partiellement détaché du dos, usée.
1390436071.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2010RO80216974Michel Lafon. 2010. In-4. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 182 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
19184508Librairie Garnier Frères 1918 200 pages in12. 1918. cartonnage editeur. 200 pages.
95130aafFribourg, Editions Universitaires / Paris, Editions du Cerf, 1993, gr. in-8vo, XV + 371 p., brochure originale illustrée. / ill. Paperback. Bel ex. neuf.
Mm 140x220 Brossura editoriale di pp. 371, in lingua francese. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
brossura Obiettivo di questo testo è descrivere in poche pagine chi è l'uomo e il cammino che deve percorrere per raggiungere l'eccellenza cui naturalmente tende. Compito audace? Senza dubbio. Lavoro indispensabile? Sembrerebbe di no, vista la vastità della letteratura sull'argomento. Necessità permanente, tuttavia, perché la domanda sull'essere dell'uomo e sul suo percorso esistenziale ha generato varie risposte nella storia del pensiero ed esistono molti modi di raccontarla. Chi sono? e verso dove vado? sono domande che conducono direttamente a un bivio esistenziale, dove tutto si decide. Da un lato, se abbiamo un fine o una meta da raggiungere, saremo dei viaggiatori e avremo bisogno di mappe stradali che ci indichino le vie fondamentali per raggiungere la nostra destinazione. Dall'altro, in assenza di una destinazione ben precisa, saremo al massimo dei vagabondi, dei nomadi che procedono senza meta per i meandri di ciò che siamo per natura: nasciamo, impariamo a camminare e a parlare, andiamo a scuola, lavoriamo, ci sposiamo, mettiamo al mondo dei figli e li educhiamo, invecchiamo e, infine, moriamo. Tutta qui l'esistenza umana? Sì, se non andiamo oltre la mera struttura essenziale dell'uomo, descritta dall'antropologia filosofica. Sì, se non ci volgiamo verso una dimensione operativa che ci permetta di indagare il significato ultimo dell'esistenza umana, i principi primi dell'agire umano, le qualità che perfezionano la capacità di camminare verso la nostra meta esistenziale, la realizzazione dell'uomo in quanto uomo.
ril. "Chi è l'uomo?", è la domanda fondamentale di ogni filosofia intorno a cui si costruiscono "visioni del mondo" (creazionismo, materialismo, nichilismo) e strutture di sapere (i possibili rapporti tra scienze sperimentali e scienze umane, tra fede e ragione). Questo nuovo Manuale di antropologia filosofica (corredato di riepiloghi, epigrammi, letture antologiche e bibliografie) illustra i principali temi/problemi registrati dalla storia del pensiero e ne approfondisce altri trascurati dall'antropologia classica (azione, felicità, amore, dialogo, diritti umani, etica fondamentale, intersoggettività). Pervade la trattazione, il concetto di persona come "essere razionale e relazionale" e come "soggetto spirituale incarnato", che una filosofia dell'essere integrata dal cristianesimo, hanno saputo valorizzare e fondare ontologicamente, e senza le quali l'uomo è ridotto a semplice animale (più o meno evoluto), prigioniero di un mondo svuotato di sensi, finalità ultime, aperture al Trascendente.
br. Incostanza e mutamenti repentini di vita privata e pubblica non lasciano molto spazio alla perseveranza. Che pure orienta i nostri destini a vari livelli: quando ci si applica per portare a termine gli studi o un progetto in cui si crede, o, su un piano più alto, quando si lotta per una società più giusta nonostante le smentite della storia ci spingano ad abbandonare l'idea. Ma che cosa motiva questa virtù, a volte fino al sacrificio personale? Forse la risposta va cercata, appunto, in quella scia di sacro che sembra indissociabile dalla parola. Perseveranza, ovvero come saldare la realizzazione di sé e il bene di tutti.
br. Nel 1971 Jankélévitch risponde alla polemica scoppiata in Francia sulla prescrizione dei crimini hitleriani: il perdono è impossibile perché "è morto nei campi della morte". Interrogando il testo di Jankélévitch, Derrida si chiede se non sia proprio a partire da questa impossibilità che si possa e si debba pensare il perdono. Il perdono, se ce n'è, non perdona che l'imperdonabile: solo a partire da un'etica al di là dell'etica, un'etica iperbolica che interrompa ogni economia dell'espiazione, della redenzione e del pentimento, si può scorgere l'apertura di un pensiero del perdono degno di questo nome.
RUBBETTINO 2002 PRESENTAZIONE DI FULVIO TESSITORE, 226 PP., FONDO DI MAGAZZINO: VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. Che cos'è il Moderno? In quali modi e con quali energie la ragione moderna inaugura un nuovo percorso del filosofare? Qual è l'istanza dalla quale essa muove per poter ripensare il mondo per valori? In questo libro, affascinante viaggio attraverso i percorsi accidentati della modernità, Giuseppe Lissa, in dialogo con alcuni tra i più avvincenti“viandanti” del Moderno (da Montaigne a Pascal e Cartesio, da Fénelon a Fontenelle, dai Libertini agli Utopisti, fino ad Alfonso de Liguori), illustra come la forza della ragione moderna , seppur non scevra da tentazioni nostalgiche verso la riconciliazione dell'unità perduta che dicono comunque di una cifra del Moderno , non stia nell'aspirazionea un nuovo ordine armonico, al contrario essa rompe progressivamente le am-bizioni di ogni ricostituzione dell'ordo rerum. Al di là cioè di ogni reclamo rassicurante e pacificante di un ordine perfetto, di garanzie da godere, il mondo moderno reca pur sempre il segno della crisi, e la ragione moderna (che si esprime ora in toni tragici ora in toni lievi) è ragione critica proprio perché consapevole della pluralità che la sostanzia, dei segni“possibili” e mai“fissati” che può provare a raccogliere.
la superiorità morale della sinistra presente nel discorso politico.
214 p.; 18 cm. Brossura editoriale. Minime tracce d'uso, buona copia
Mm 120x185 Collana "La buona società" - Volume nella sua brossura originale con sopracoperta, 288 pagine con, in chiusura, una appendice di Paul Eduards. Opera in ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ril. Nei paesi più liberi e sviluppati, la scienza e gli scienziati sono considerali indispensabili motori dello sviluppo economico e civile. In Italia questo non accade. Anzi, ultimamente accade il contrario. Il "caso" Di Bella. La legge 40 sulla fecondazione assistita. I tentativi di censura verso l'insegnamento dell'evoluzionismo. E, soprattutto, la straordinaria efficacia in campo squisitamente politico della Chiesa cattolica, capace di imporre allo Stato leggi sfacciatamente contrarie ai valori e ai diritti riconosciuti da almeno due secoli come universali. Perché tutto questo può succedere e succede proprio in Italia? Perché proprio nel nostro paese gli scienziati hanno smesso di essere una risorsa e sono considerati una minaccia? In questo libro dal forte impatto polemico Gilberto Corbellini rimarca l'onestà e l'integrità intellettuale che fondano la pratica scientifica. Ribatte implacabilmente, punto su punto, a tutti i continui attacchi alla libertà della scienza che stanno danneggiando la nostra democrazia e le possibilità di sviluppo del nostro paese. Ma, più di ogni altra cosa, rivendica con forza e lucidità il diritto degli scienziati di lavorare in autonomia, senza ingerenze politiche o religiose.
Collana: Le Spade n. 10, febbraio 2009. Rilegato con copertina rigida e sovraccoperta. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
IN CONDIZIONI MOLTO BUONE
ill., br. Nel bel mezzo del clamore tecno-politico e della paranoia securitaria è ancora possibile immaginare pratiche e teorie politiche affermative? Che strumenti abbiamo per non consegnarci al nichilismo, per non arrenderci all'egoismo, per non chiuderci in noi stessi rifiutando l'altro? La filosofa Rosi Braidotti, tra le maggiori studiose di postumanesimo e di soggettività, getta le basi per un'etica affermativa, che opponga al diffuso senso di precarietà e di nichilismo una visione attiva e alternativa, che passi per il corpo e per la resistenza. Nel libro, Braidotti mostra come proprio l'etica affermativa sia alla base di alcuni movimenti di matrice neo-femminista. Sono infarti proprio le "cattive ragazze" - dalle Riot Grrrls alle Pussy Riot, passando per le cyborg-eco-femministe e le attiviste antirazziste e antispeciste - a farsi ispiratrici di modelli di soggettività alternativi a quelli costruiti sull'isolamento.