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27 cm, br. edit, p. 94, diverse ill. in nero
Paris, Librairie Fischbacher - Montbéliard, V. Barbier, 1886, in-16, mz. tela primi del '900, titolo oro al dorso, pp. (2), 318, (2). Timbro: "Villa Trollope - Pension Me Namée, P.za Indipendenza, Firenze. Edizione originale.
20221132462022 Editions Actes Sud, Collection "Questions de société" - 2022 - In-8, broché, couverture illustrée en N&B - 327 p.
ROD0015712Didier. S.d.. In-12. Relié. Etat d'usage, Couv. défraîchie, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 376 pages. Dos passé, charnièes fatiguées, page de garde déreliée.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
brossura Il profilo di Maria Ossowska (1896-1974) è indubbiamente tra i più interessanti della cosiddetta età aurea della filosofia polacca. Inizia il suo percorso nell'alveo della filosofia analitica, all'interno della Scuola di Leopoli e Varsavia in dialogo con il Circolo di Vienna. Differenzia però ben presto il suo itinerario dalla filosofia della scienza e del linguaggio, compiendo la sua formazione tra Parigi e Oxford, impegnandosi nel "creare ponti" tra scienze naturali e scienze umane e focalizzando la sua attenzione sulla storia delle idee morali e delle forme culturali occidentali. Realizza tale intento attraversando sia la chiusura delle università polacche durante l'occupazione nazista sia l'allontanamento dall'insegnamento universitario subìto nel periodo staliniano. La novità del suo approccio teorico resta consegnata alla capacità di far interagire la sociologia della cultura con una teoresi morale all'incrocio tra approccio analitico e continentale. A tale compito dedicherà un numero rilevante di scritti, sviluppando un percorso scientifico originale e particolarmente articolato. Norme morali, la prima opera della filosofa tradotta in italiano, giunge a coronare tale percorso. Si tratta di un tentativo di sistematizzazione dell'universo dell'agire - e delle norme che lo dovrebbero presiedere -, dettato da un approccio funzionalistico che sa unire orientamenti provenienti da differenti matrici teoriche e riecheggia l'ambizione alla completezza tipica della trattatistica classica. Si procede dall'analisi della dimensione individuale del giudizio valutativo e delle relative norme a tutela dell'individualità - dall'esistenza biologica alla dignità, dall'indipendenza alla privacy - verso la trattazione della dimensione etico-sociale - dalla fiducia alla gestione dei conflitti e della convivenza - per giungere alla promozione delle norme a supporto e "integrazione" del valore morale della persona in comunità - dalla modestia al rispetto, alla laboriosità individuale. Il complesso teorico così elaborato restituisce al lettore un itinerario di grande respiro, condotto con efficacia stilistica e considerevole sensibilità per l'analisi di casi concreti.
br. È diffusa la convinzione che la cannabis, considerata droga leggera, non comporti danni fisici e psichici. Le ricerche sperimentali e la pratica clinica dimostrano il contrario. Le ricerche attraverso le tecniche di neuroimaging dimostrano che, soprattutto durante l'adolescenza, il consumo di cannabis modifica alcune strutture del cervello e slatentizza disturbi psichiatrici già esistenti, ma tenuti sotto controllo fino a quel momento. Nel libro vengono spiegati la caratteristica principale della personalità dipendente e i meccanismi di difesa più frequenti dei consumatori di cannabis. Le testimonianze di alcuni consumatori confermano i risultati delle ricerche. Il libro è indirizzato a genitori, educatori, psicologi, nella speranza che sensibilizzino coloro fanno uso di tale sostanza, che tanto leggera non è, come erroneamente si crede. Probabilmente il suo contenuto sarà contestato da coloro che ne fanno uso, come accade ogni volta che si cerca di mettere in guardia dal consumo di cannabis.
Eutanasia, testamento biologico, dichiarazioni anticipate di trattamento, accanimento terapeutico, cure palliative, stati vegetativi. Da alcuni anni queste parole fanno stabilmente parte del dibattito pubblico, politico e sociale relativo al fine vita e alle condizioni di massima fragilità. L'intento di questo volume è quello di approfondire e confutare i falsi miti della "buona morte", dando risposta fondata alle domande di senso che realizzano e costituiscono la questione antropologica. Esistono malattie inguaribili, ma non esistono malattie incurabili: la condivisione della fragilità restituisce a chi soffre la fiducia e il coraggio a chi si prende cura dei sofferenti. "Resistere" quando non c'è più nulla da fare è vano; parimenti "desistere" quando invece ci sarebbe ancora spazio di cura, è una grave omissione. La vera libertà per tutti, credenti e non credenti, è quella di scegliere a favore della vita, perché solo così è possibile costruire il vero bene delle persone e della società. Autori: Lucio Romano, Massimo Gandolfini, Emanuela Vinai.
brossura
Nicholas Agar Non essere una macchina. Come restare umani nell'era digitale. , Luiss University Press 2020, Copertina plastificata con segni d'uso. Alcune pagine con piccole pieghe agli angoli. Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 156<br> 9788861054639
brossura La nostra esperienza morale sembra essere sempre più frammentata, mentre i nostri codici etici sono divenuti problematici, aperti a revisioni, talvolta così profonde, da rendere l'idea di una lettura lineare della nostra moralità qualcosa di sorpassato. L'azione morale e la conoscenza etica assomigliano così all'esplorazione di un territorio parzialmente sconosciuto. Quelle che vengono offerte in questo volume sono, appunto, esplorazioni di alcuni arcipelaghi concettuali - calcolo, comunità, eguaglianza, minaccia, progresso, regole - della filosofia morale. Non offrono una visione conclusiva dei problemi che indicano, se mai questo è possibile, ma intendono convergere tutte su una idea che, per quanto sullo sfondo, è centrale, ossia che l'esperienza etica viene da noi percepita come un'unità narrativa: un'unità frastagliata, talvolta addirittura difficilmente componibile, della quale ci sono sconosciuti i confini e della quale intravediamo spesso solo vaghi contorni, ma che non possiamo fare a meno di pensare e ripensare, asintoticamente, come unità.
Etica e governo dei cambiamenti. Collana "Homo sapiens".
Fine English Paperback., Very good., 20 x 14 cm, 180 p. "Nizami'nin estetik anlayisi. (Ethik - estetik iliskisi), SAIM YILMAZ, Atatürk Üniversitesi Yayinlari, Erzurum, 2002"
Fine English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 384 p. Turkish Edition of Berkowitz's 'Nietzsche: The ethics of an immoralist'. Nietzsche: Bir ahlâk karsitinin etigi.= [Nietzsche: The ethics of an immoralist]. Translated by Ertürk Demirel.
br. Corpo, dolore, fraternità e responsabilità rappresentano per Nietzsche i luoghi di una crisi morale della civiltà occidentale. Mentre rivendica la concretezza del corpo nei confronti dei suoi dispregiatori, di questo stesso corpo Nietzsche recupera la ragione intrinseca. Ragione a sua volta inconcepibile e bugiarda senza incarnazione, etica compresa. Gli sguardi nietzscheani sul dolore denunciano, sullo sfondo pubblico della città degli uomini, tutta l'ipocrisia di logiche onnicomprensive e giustificazioni del male, per suggerire al pensiero un cammino di conversione in ascolto della sofferenza. Stessa cosa per fraternità e responsabilità, da sempre coacervo di spinte sociali e umanitarie, e per Nietzsche di altrettante menzogne. Nietzsche si scaglia contro i miti del sentimento fraterno e decostruisce le maschere morali della responsabilità. Ma al tempo stesso, tra pesanti accuse e sospetti genealogici, riabilita ciò che demolisce, replicando con una fraternità elitaria e una responsabilità per uomini superiori. Un Nietzsche che, pur fuggendo dall'epoca e ficcandosi da solo in vicoli ciechi, sembra tenere in vita, fra le stesse righe delle sue polemiche, fraternità e responsabilità. E così le rimette in gioco, per possibili ripartenze etiche.
br. Un saggio (tradotto da Evola e pubblicato una sola volta, nel 1971, dall'editore Giovanni Volpe grazie all'intervento di Gianfranco de Turris) che si distingue nella vasta letteratura riguardante Nietzsche per due punti. Anzitutto perché considera il contenuto "etico" dell'opera del filosofo. Poi perché sottolinea il contributo che egli ha dato per la conquista di un senso della vita e per la condotta personale dell'uomo odierno. Un uomo che si trova di fronte alla crisi di tutti i valori, che ritiene irreversibili i processi che hanno provocato tale crisi e che, allontanatosi ormai dal sacro e dalla tradizione, è da solo, in una pericolosa libertà.
Mm 135x225 Collezione "L'arte della fuga". Brossura editoriale, sovraccoperta illustrata a colori con leggeri segni d'uso, lacune e piccolo strappo ai primi fogli bianchi, peraltro volume in buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conmferma dell'ordine.
xlii + 213pp., editor's hardcover, 24cm., in the series "Cambridge Texts in the History of Philosophy", very good condition, [contains English translation by Roger Crisp], F78202
Segni di polvere sulla copertina, interno molto buono. Opera ben conservata
FALZEA 2001, 280 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO.
2000F78202Cambridge, Cambridge University Press 2000 xlii + 213pp., publisher's hardcover, 24cm., in the series "Cambridge Texts in the History of Philosophy", very good condition, [contains English translation by Roger Crisp], F78202
br. L'uso crescente delle tecniche che consentono di osservare le aree cerebrali attivate durante un particolare compito (PET, fMRI) sta cambiando lo studio della fisiologia alla base delle emozioni e dei comportamenti. Una cosa è essere convinti intellettualmente che la tendenza all'altruismo abbia un fondamento neurologico, un'altra è vedere le aree colorate della PET. Così è nata la neuroetica, un nuovo ambito della ricerca caratterizzato da rilevanti implicazioni per quanto riguarda le prospettive etiche, la giustizia, la conoscenza della persona.
br. La riflessione di Orlando Franceschelli parte da due incontrovertibili dati di fatto: alle sofferenze che hanno sempre accompagnato la vita e la storia degli uomini si affiancano, oggi più che mai, mali comuni - dalla pandemia da Covid-19 alla crisi ecologica - dei quali siamo tutti, a un tempo, testimoni, protagonisti e vittime; a ciò si ricollega l'esigenza di definire e praticare comportamenti individuali e collettivi che effettivamente siano in grado di fronteggiare questi mali planetari che interessano ciascuno di noi. La «pedagogia della sofferenza» esorta appunto a impegnarci in questo compito: migliorare la consapevolezza del carico di sofferenze che gli odierni mali comuni fanno pagare a un numero sempre crescente di esseri viventi e valorizzare la nostra capacità di essere resilienti, solidali e cooperativi. «Apprendere attraverso il soffrire» è l'invito che all'umanità ha saputo rivolgere già l'antica cultura greca, e che si rivela drammaticamente attuale. Prefazione di Telmo Pievani.
ix + 281pp., 23cm., softcover, VG
Mm 135x215 Collana "Metodologia delle scienze e filosofia del linguaggio". Volume nella sua brossura originale con alette, 166 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, piccoli timbri al frontespizio, colophon e in chiusura del volume, leggere fioriture e un'abrasione al dorso che non rende leggibile parte del titolo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.