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Volume in 8° piccolo, splendida legatura coeva in pelle screziata, titolo al tassello al dorso a 5 nervi finemente decorato ai piccoli ferri, sguardie, frontespizio, 7 carte non numerate, 362, (4) pp. Editio princeps di quest'opera "attribuita" nella sua stesura originale al sommo Boccaccio (e tratterebbesi del delizioso "Laberinto d'Amore") che però è qui tradotto molto, e sottolineasi molto, liberamente, con aggiunte d'altre mani e menti. Il Barbier pur non confermando apertamente che l’autore sia Boccaccio, lo dice tradotto da un certo Le Sieur de Premont che richiama il grande italiano nella prefazione in cui anticipa pure il tema e lo spirito dell’opera che, nel piu' tipico atteggiamento di Boccaccio, vede ritratte le donne senza falso pudore. In ottimo stato, davvero poco comune prima edizione.
Cm. 26, pp. 143 (9). Bross. orig. protetta da velina. Entro custodia e cofanetto. Solo un piccolo difetto alla parte alta del cofanetto, peraltro ottima conservazione. Edizione a tiratura limitata, la presente copia appartiene alla tiratura di 380 esemplari numerati e stampati su carta Sant'Ilario di Pescia (ns. n. 247).
Cm. 20,5, cc. 395 (1). Grande figura xilografica al frontespizio con ritratto e marchio tipografico in fine a piena pagina. Solida legatura in mezza pergamena con punte (ottocentesca) con titoli in oro su tassello al dorso. Macchie limitate al solo frontespizio, peraltro esemplare genuino e ben conservato.
In -4°, cc. 395, (1) con ritratto dell’autore al frontespizio e grande marca al colophon. Non rilegato ma buona copia solida, testo su due colonne. Importante glossario boccacciano, non sono comuni gli esemplari con il ritratto dell’autore, Alunno, che fu al suo tempo un noto lessicografo.
Glossario. Indice analitico dei nomi propri e delle cose notabili, dei destinatari. Ampiamente annotato. In ottimo stato
Cm. 19,5, pp. cxxi (3) 501 (3). Legatura di poco posteriore in piena pelle con titoli in oro al dorso. Brossura originale preservata all'interno. Esemplare genuino e ben conservato. Edizione originale, non comune.
edizione, spoglio linguistico e glossario a cura di Vittorio Formentin LIGUORI 1987 308 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO
Mm 130x200 Piemonte - Bicocca di S. Giacomo - Cadore - Alla città di Ferrara - Chiesa di Polenta. Brossura editoriale di 242 pagine. Leggeri segni d'uso e del tempo, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x200 Terza edizione. Volume cartonato, legatura non editoriale in mezza tela rossa, titoli in oro al dorso, 407 pagine. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Paris, La Belle édition, s.d. 3 volumes petits in-4 (19,5 x24,5 cm),299 - 269 - 231 pp étui individuel. Un des 800 exemplaires numérotés sur vélin de Lana. Les aquarelles ont été reproduites par Duval et coloriés dans les Ateliers de Maurice Beaufumé. Bel exemplaire.
<p>19 cm, rilegatura ottocentesca in mezza pelle, titolo in oro al dorso, piatti marmorizzati. P. xvi, 292. Contiene le novelle: Henriette et Luci, Jeanne Gray, Berthold, Clemence D'entragues, Elizene. Antica scritta a penna al frontespizio, finalini e capilettera figurati. Piccola mancanza, lontana dal testo al margine di una carta. Il solo primo volume di due</p>
cm. 17,5 x 25, viii-216 pp. Universit? di Padova - Pubblicazioni della Facolt? di lettere e filosofia 362 gr. viii-216 p.
br. Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure "non tutto il male viene per nuocere". Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietà, la prudenza, la prevenzione, l'igiene, e addirittura - paradossalmente - l'ottimismo. Possono stimolare l'arte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere l'amore. Nella Firenze del 1348 un'"allegra brigata" di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di "far comunità" rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; là, per non soccombere all'angoscia provocata dalla "moría", viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva "catarsi", di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo. Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave di lettura. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020.
Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure "non tutto il male viene per nuocere". Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietà, la prudenza, la prevenzione, l'igiene, e addirittura – paradossalmente – l'ottimismo. Possono stimolare l'arte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere l'amore. Nella Firenze del 1348 un'"allegra brigata" di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di "far comunità" rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; là, per non soccombere all'angoscia provocata dalla "moría", viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva "catarsi", di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo. Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave di lettura. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020. Autori: Franco Cardini.
Brescia, Morcelliana, [c. 1948], in-8, br. editoriale, pp. 13, [1]. Estratto.
In-8°; cc. 72, s.n.t., (1525). Si apre con la lettera “Al gentile et valoroso giovane messer Francesco Tomacello da Fano, Lucio Paolo Rosello”, sacerdote padovano, segue il testo dell’opera “Invettiva ... contra una malvagia donna, detto Laberinto d’amore, et altrimenti il Corbaccio”. Da c. 57 l’Episola a Pino de Rossi. Legatura in piena pergamena più tarda con tassello e titolo in oro al dorso. Gamba 203 “non ho trovato registrata da verun bibliografo questa stampa”. Mostra di manoscritti, documenti e edizioni, Certaldo, 1975, v. 2, n. 42, EDIT16 2367.
LEGATURA IN MEZZA PELLE MARRONE, FRONTESPIZIO ED ULTIMA PAGINA CON PICCOLA INCISIONE. OPERA DI NUOVO CORRETTA CON LA TAVOLA DELLE COSE DEGNE DI MEMORIA numero pagine: 56 DOPPIE + (8) formato: 15X10 stato conservazione: DISCRETO, VARI ALONI, ALCUNE SOTTOLINEATURE E NOTE A PENNA ANTICA. TIMBRO, NUMERAZIONE ED EX LIBRIS DI POSSESSO AI RISVOLTI
"(...) La Vita nuova è stata cosi in grado di suscitare reazioni assai diverse negli scribi che si sono confrontati con essa, tra i quali spicca Giovanni Boccaccio, che copiò il testo più volte, almeno due, stando alle trascrizioni conservate nei mss. Toledano e Chigiano. L'edizione boccacciana del «libello», sia dal punto di vista microstrutturale (la mise en page delle singole carte) sia da quello macrostrutturale (la composizione dei volumi in cui il prosimetro è inserito) esibisce l'interpretazione del testo e del suo autore, della Vita nuova e di Dante. Tali peculiarità, unite all'ampia messe di manoscritti descripti derivati dalle due copie conservate, hanno reso tale corpus di codici l'oggetto ideale per uno studio di filologia materiale che non si accontentasse di narrare la storia di una tradizione, ma che, analizzando la poetica visuale insita in ogni copia, cercasse di trovare una risposta anche ad alcuni interrogativi pili generali sulle relazioni tra storia della letteratura, storia della tradizione e critica del testo, offrendo sperabilmente anche qualche conoscenza critica in più sul prosimetro stesso. (...)" (dall'Introduzione) Autori: Laura Banella.
pp. XLVI-328, cm 22x15, brossura. Nuovo.
Volume in 8º legato in mezza pelle, titolo al dorso, sguardie, frontespizio, 201 pp. Autorevole biografia redatta da uno scrittore d'eccellenza, che ci rivela i trascorsi di questo affascinante poeta dalla sua nascita al percorso formativo e artistico. Buono lo stato di conservazione sia della legatura che della carta, qualche fioritura del tempo.
Milano, Fabbri, 1978, 8vo rilegato in mezza pelle, pp. 217.
AA.VV. (Romagnoli, Sergio: a cura di) La Tradizione Boccaccesca. Antologia di scrittori antichi e moderni. Milano, Fratelli Fabbri Editori - Stabilimento Grafico della F.lli Fabbri Editori (stampa) 1977 (1978) italian, in ottavo pp. (2)+218=220 I ed. dell'antologia: 1977 (ma finito di stampare nel mese di gennaio 1978). Allegato al n. 1 del periodico « Decameron » - F.lli Fabbri Editori - Milano. VII/(2)+218=220/rilegatura rifinita in tela rosso mattone con titoli in bianco. Stato buono (manca la sovraccoperta - lieve usura della copertina - figli di guardia e pagine bruniti).
AA.VV La tradizione Boccaccesca. , Fratelli Fabbri 1977, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne lievemente ingiallite Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 218<br>
Cm. 20,5, pp. viii, 432 (2). Ritratto all'antiporta. Solida legatura ottocentesca in mezza pelle, dorso a nervi con titoli in oro su tassello. Copia marginosa e ben conservato. Si tratta di una delle copie in carta grande in forma di 8vo; cfr. Gamba 219.
Cm. 22, pp. xiii, 432 (2). Leg. in cart. muto del tempo. Ottima copia, ad ampi margini e stampata su carta forte. Celebre volgarizzamento condotto sui manoscritti originali a cura di Ig. Moutier. Cfr. Razzolini.