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In-8 (cm. 22.10), brossura, pp. XIV, 542, (2), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Texte en français. Tracce d’uso minime, soprattutto al dorso; peraltro, volume in buono stato (good copy).
In 8°, br. edit. ill., pp. XIV-542. Opera suddivisa in XVIII capitoli, 12 dei quali interamente dedicati ai segni zodiacali. Ottimo es. corredato da 12 figg. f.t.
br. L'opera e ¡l pensiero di Leopardi si inscrivono nel contesto di quella parte di filosofia italiana ed europea che, a partire da Giordano Bruno e Spinoza, ha continuato a produrre percorsi di verità senza curarsi delle compatibilità tra i saperi e i poteri vigenti. Un percorso critico che non cessa di destare scandalo, nonostante tutti i tentativi di depotenziarlo e banalizzarlo facendone un'icona. Il materialismo di Leopardi, la sua critica nei confronti dei limiti del Risorgimento, la vocazione a percepire la cultura come appartenente al divenire stesso della storia sono ancora ambiti di pensiero strategicamente attuali. Questo libro offre un'occasione di reincontrare la rivolta del più grande poeta - e filosofo - italiano del XIX secolo, liberandolo dai gravami di una pratica che ne ha spesso ammutolito la potenza. Lenta Ginestra è la parola che non si adegua, ma con forza insiste nel declinare e affermare la felicità possibile di un'azione che nel suo momento più intenso riesce a farsi poesia.
br. L'opera e ¡l pensiero di Leopardi si inscrivono nel contesto di quella parte di filosofia italiana ed europea che, a partire da Giordano Bruno e Spinoza, ha continuato a produrre percorsi di verità senza curarsi delle compatibilità tra i saperi e i poteri vigenti. Un percorso critico che non cessa di destare scandalo, nonostante tutti i tentativi di depotenziarlo e banalizzarlo facendone un'icona. Il materialismo di Leopardi, la sua critica nei confronti dei limiti del Risorgimento, la vocazione a percepire la cultura come appartenente al divenire stesso della storia sono ancora ambiti di pensiero strategicamente attuali. Questo libro offre un'occasione di reincontrare la rivolta del più grande poeta - e filosofo - italiano del XIX secolo, liberandolo dai gravami di una pratica che ne ha spesso ammutolito la potenza. Lenta Ginestra è la parola che non si adegua, ma con forza insiste nel declinare e affermare la felicità possibile di un'azione che nel suo momento più intenso riesce a farsi poesia.
19621256081962 Librairie P. Téqui, Editeur - 1962 - In-8 broché - 381 pages
116628Presses Universitaires de France Presses Universitaires de France, 1965, 206 p., broché, bon état.
1984LFA-126711207Revue trimestrielle fondée en 1926 par Gaston Berger, publiée avec le concours du C.N.R.S. et des Universités de Provence, Bordeaux, Dijon, Grenoble, Montpellier, Nice, Reims et Tours. N° 3 - Juillet-Septembre 1984 : 144 pages, format 155 x 240 mm, brochée, Presses Universitaires de France, bon état
134533aafEditions à la carte, Sierre, 2008, in-8vo, 288 p., brochure originale illustrée.
in-8°, 281 pages, broche, couverture illustree Bel exemplaire. [PH-2] Ontologie de la Révolution.
1988191826Ousia Ousia, 1988. In-8 broché (21 x 13,5 cm) de 331 pages. Collection "Ousia". raduction de Bruno Vancamp. Préface de Marc Richir intitulée "Sauvagerie et utopie métaphysique". Cet ouvrage rassemble les deux premières tentatives de Schelling pour rédiger son grand projet sur la temporalité et l'absolu. Dans ces textes, le philosophe rompt avec l'idéalisme abstrait pour proposer une genèse du réel, explorant le passé éternel et le déploiement de la vie divine. L'édition Ousia permet de confronter les variantes de 1811 et 1813, offrant un accès direct au laboratoire de pensée de l'auteur. La préface de Marc Richir apporte un éclairage essentiel sur la dimension utopique et politique de la métaphysique schellingienne. Cette édition est particulièrement recherchée, car elle est devenue difficile à obtenir, les titres de cette collection étant prisés par les chercheurs pour la rigueur de leur appareil critique. Trace de scotch ancien aux versos de la couverture, bon état
br. "Lezioni di metafisica" presenta tradotti in italiano due cicli di lezioni tenuti da Henri Bergson presso la classe di khâgne del Lycée Henri-IV, tra il 1893 e il 1894. Per la loro collocazione temporale, a cavallo tra gli anni del "Saggio sui dati immediati della coscienza" (1889) e "Materia e memoria" (1896), queste lezioni risultano di straordinario interesse per gli studi sul filosofo francese, che vi sviluppa un serrato confronto con la storia della metafisica moderna e della psicologia. Aristotele, Descartes, Malebranche, Spinoza, Leibniz, Kant, Spencer sono presentati e discussi da Bergson, che riflette - con loro e attraverso di loro - sui grandi temi dello spazio, del tempo, della materia, della memoria e dell'individualità. Tra i banchi dell'Henri-IV Bergson mette a punto un vero e proprio studio preparatorio per la sua originale critica al pensiero classico. Prefazione di Rocco Ronchi.
9958Aubier 1995
brossura Per enunciare semplicemente quel che significa 'profano' direi che l''umano' è questa meditazione che riconosce come solo principio di verità il Tempo. Questa trasformazione culturale radicale avviene lungo il secolo dei 'Lumi', i periodi precedenti non solo ignorano questa idea ma, anzi, se ne distolgono - invito a riportarsi alla 'Troisième méditation' di Cartesio -, il tempo non può essere il principio dal quale si spiegherebbe l'umano. Questo secolo dei 'Lumi' si emancipa infatti da una dominazione della cultura religiosa quando invece il XVII secolo rimane religioso (cosa sarebbe una riflessione sulle scienze del XVII secolo che volesse separare il religioso dal non religioso?). Tale separazione si realizza invece nel XVIII secolo, una cultura, in questo, 'profana', si sviluppa, si espande, s'impone infine su vasti settori della società che vede diventare l''umano' in particolare, e il 'vivente' in generale, la costruzione astratta anti religiosa per eccellenza. Per raccogliere tutto ciò in una semplice formula: il Tempo caccia Dio.
Mm 170x240 Brossura editoriale di pagine XIII-373, timbro al piatto anteriore. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
MASSA EDITORE 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO, PERFETTO E INTONSO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L’opera di Emmanuel Lévinas ha in sé tracce, ispirazioni, implicazioni, in grado di orientare ad un percorso ‘sconosciuto’ chi scelga di avvicinarsi ad essa. È opportuno richiamare almeno tre ‘campi’ che, per la loro autonoma rilevanza tentano l’interprete di Lévinas, disponendolo, e confortandolo, quanto alla concreta possibilità di un’analisi ‘per parti’ del suo pensiero. Innanzitutto, la fenomenologia husserliana, fenomenologia di cui Lévinas è stato precoce interprete e divulgatore nella Francia che sarebbe stata, poi, di Sartre, e più tardi, di Derrida e di Ricoeur; ma anche, Lévinas e Martin Heidegger, provocazione e ispirazione costante per l’allontanamento da quelle categorie e matrici ontologiche di cui Heidegger, ad avviso di Lévinas, era l’ultimo custode. E, ancora, Lévinas pensatore ebraico, a suo modo, lungo l’itinerario di assimilazione ed estraneità permanente che avevano già segnato, per il Novecento, prima di Lévinas, Martin Buber e Franz Rosenzweig: ebraismo nella carica destrutturante delle categorie, ebraismo che, in Lévinas, come in Buber e in Rosenzweig, è antagonismo ‘laico’, forte della lezione del Talmud, la parola e la sua capacità di significare inesausta. Questo lavoro prende il suo avvio muovendo da almeno due di questi nuclei ‘forti’ della riflessione lévinasiana: la fenomenologia, Husserl e Heidegger mai tra loro disgiunti, e l’ebraismo esigente, chiamato da Lévinas a rendere, anche linguisticamente, una estraneità, una non-riducibilità che rivolta su se stessa la pretesa egoica – idealistica – della conoscenza. Queste matrici non riescono tuttavia ad esaurire il pensiero di Lévinas, rivelando, al contrario la inesaustività di ogni approccio che speri di domare, e tenere la sua riflessione entro domini dai confini definiti. La desautorazione della sovranità moderna del soggetto – soggetto che è, prima e più ancora dell’Altro, la categoria concettuale chiave della riflessione lévinasiana – lascia emergere, con forza esponenzialmente maggiore, una sorta di piano ‘in controluce’ del suo filosofare, piano che del soggetto veicola la deposizione, proiettandone l’esposizione, e la passività, lungo assi che riconvocano e riassettano il rigore fenomenologico, l’itinerario lento, e mai a margine, del suo confronto con Heidegger, con il capovolgimento, la messa fuori uso, delle categorie del pensiero occidentale. Questo lavoro, seguendo Lévinas – e passando attraverso gli interrogativi ed i dubbi che questa scelta, inevitabilmente, ha portato con sé – ha provato a non usare violenza a Lévinas. La scelta è stata questa: a ciascun piano la sua rilevanza, nella consapevolezza che ognuno di essi ha dinanzi a sé un livello preziosissimo che si è mostrato, ogni volta, di convergenza ed al contempo di apertura. È nell'appagamento assai breve di una dimensione etica guadagnata, e chiamata poi ad essere ‘filosofia prima’, che la soggettività lévinasiana, rivoltata e rifondata, dalla libertà alla responsabilità, si fa vedere come l’autentico fuoco attivo della sua riflessione. L’esposizione e la sostituzione soggettive, nel senso della responsabilità, scavano fino alle sue ultime, infruttuose, potenzialità, la capacità di risposta del soggetto della Modernità. Un soggetto che arranca, che è vittima miserevole di quello stesso vettore etico grazie al quale si era ritrovato: il senza-limiti della responsabilità rivela la sua crudeltà irremissibile, la sua matrice, ultima, di violenza. La filosofia di Lévinas non è affatto pacificatrice, per nulla confortante. È stato questo, forse, l’inatteso risultato, destabilizzante e prezioso, di questo lavoro. Giustizia per il soggetto, limite di ragione – una ragione che torna, dopo esser stata denudata da Lévinas della sua virtù di generalizzazione, strumento astrattamente ordinante, che riduce e fa anonima ogni singolarità – che intervenga a fermare il flusso crudele della responsabilità. Dall'etica, ma secondo l’etica, alle istituzioni, allo Stato. L’ultima sezione di questa ricerca si è ritrovata dinanzi così le ragioni autentiche ed altre di una possibile legittimità dello Stato; la sua forza, come forza fondata nella misura della Giustizia, ma anche la sua costitutiva non autoreferenzialità, nella necessità di esser costantemente corretta, riassestata negli equilibri che la tengono assieme, dal rapporto di alterità. È l’aver fondato, prima della politica, il rapporto con l’Altro, che conduce Lévinas ad un esito inatteso: ad essere svelata è la matrice paradossale e anfibia, Amore e Giustizia, Autre e Autrui, della relazione di alterità, una matrice che obbliga all'imperativo del genere, lo Stato, alla relazione da correggere nella sua realtà senza-confini, aperta, socialità-con-altri. Una necessità, un ordine da instaurare, lo Stato, e con esso il diritto, non già sulle ceneri di una inesaustività, quella dell’Etica, ma in una assunzione d’origine, di fondamento, di legittimità materiale. Descrizione bibliografica Titolo: Lo Stato come possibilità di giustizia: un percorso di rilettura della filosofia di Emmanuel Lévinas Autore: Valeria Marzocco Editore: Napoli: Massa, 2005 Lunghezza: 206 pagine; 22 cm ISBN: 8887835659, 9788887835656 Collana: Volume 2 di Studi di Filosofia, Diritto e Politica Soggetti: Filosofia politica Contemporanea, Monografia, Saggistica, La notion de "subjectivité" dans la phéménologie d'Emmanuel Lévinas, Revue philosophieque de Louvain, Emmanuel Lévinas, Stato, Giustizia, Essere, Edmund Husserl, Heidegger, Fenomenologia, Sein und Zeit, Tempo, Volti, Ontologia, Altro, Annunciarsi, Intransitività, Esistenza, Metafisica, Io, Totalità, Medesimo, Solitudine, Società, Alterità, Libertà, Veglia, Responsabilità, Soggettività, Linguaggio, Comunicazione, l'Altrimenti, Terzo Uomo, Diritti umani, Ospitalità, Ambiguità, Etica, Legittimità, Ebraismo, Rosenzweig, Buber, Giovanni Marino, Totalité et Infini, Dasein, Volto dell'Altro, Umanesimo, Le Temps et l'Autre, Tradizione ebraica, Autrui, Libri Vintage, Fuori catalogo, Contemporary political philosophy, Monograph, Essay, State, Justice, Being, Phenomenology, Time, Faces, Ontology, Announcing, Intransivity, Existence, Metaphysics, Totality, Same, Loneliness, Society, Otherness, Freedom, Vigil, Responsibility, Subjectivity, Language, Communication, the Other, Third Man, Human Rights, Hospitality, Ambiguity, Ethics, Legitimacy, Judaism, Face of the Other, Humanism, Books Out of print
19931247380London & New York: Routledge, 1993. 341 S. Paperback
ril. "Logique et existence" si interroga sui rapporti strutturali tra la "Fenomenologia dello spirito" e la "Scienza della logica" hegeliane, offrendo una panoramica complessiva dell'opera di Hegel a partire da alcuni snodi cruciali della riflessione del filosofo di Stoccarda. Affrontando il problema della controversa questione del rapporto tra eternità e tempo, l'analisi hyppoliteana lascia emergere, in modo quasi schivo, alcune questioni centrali che verranno fatte proprie dalla speculazione di Foucault, Deleuze e Derrida: la questione del rapporto tra genesi e struttura e tra esperienza e trascendentale, il tema della desoggettivizzazione del pensiero, il tentativo di pensare la differenza senza subordinarla all'identità.
19756048481München, Fink 1975. 8°. 227 pp. Broschur. Stempel verso Titel. Kleines Signaturschild auf Rücken. Sonst ordentlich.
RUBBETTINO EDITORE 2012, ALLO STATO DI NUOVO. La sfida posta nel presente volume è stata quella di ripercorrere il tracciato filosofico di Jacques Derrida a partire da due lemmi chiave del lessico derridiano, cioè le nozioni di luogo e di indecidibile, che mettono in gioco, insieme, il senso stesso del lavoro filosofico nel suo significato più ampio (il luogo, lo spazio storico e simbolico della verità, la verità come luogo in cui il soggetto si chiama ad una sovranità e ad una responsabilità irrevocabili e incolmabili; l'indecidibile come ciò che è all'opera nel senso, che fa del dire, della lingua, della scrittura qualcosa di più ampio di quello che la presenza, l'intenzione o la semplice percezione potrebbero esprimere), e le più attuali problematiche della recente produzione derridiana sul significato della democrazia, sulle categorie del politico e sulla ricerca di senso della civiltà occidentale.
1993143303Erlangen: Martin-Luther-Verlag / Helsinki: Luther-Agricola-Gesellschaft 1993. 185 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1993161679Erlangen: Martin-Luther-Verlag / Helsinki: Luther-Agricola-Gesellschaft 1993. 185 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
in-8, 233 p., broché, couv. plast. Bel exemplaire. [CA27/0] Ontologie de la Révolution.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. MAI SFOGLIATO, LIEVI FIORITURE SPARSE. Descrizione bibliografica Titolo: Marcel Mauss e il pensiero dell'origine Autore: Mariapaola Fimiani Editore: Napoli: Guida Editori, 1984 Lunghezza: 182 pagine; 22 cm ISBN: 887042345X, 9788870423457 Collana: Volume 112 di Esperienze. Epistemologia antropologica Soggetti: Antropologia, Saggi, Filosofia, Politica e società, Critica post-modernista, Ontologia, Sociologia, Maschera, Corpo, Action socialiste, Tempo evolutivo, Reversibile, Inconscio, Fenomeni, Significante flottante, Bibliografia, sacrificio, scambio del dono, Storia delle religioni, Émile Durkheim, Jean Jaurès, Henri Hubert, do ut des, Edward Burnett Tylor, ricerche etnografiche, rituale potlach, Franz Boas, Kula, Bronislaw Malinowski, Le suicide, sacrifice, théorie générale de la magie, psychologie, sociologie, Essai sur le don Parole e frasi comuni Alcan Année sociologique Antoine Meillet antropologia Appréciation sociologique arcaico astratta Bataille categoria causalità civilisation Claude Lévi-Strauss collettiva complesso comune concreto conoscenza coscienza costituisce critica definito Mauss divisions dono Durkheim elementi Emile Durkheim ermeneutica Esquisse etnologia evolutivo evoluzionismo fenomeni filosofia forme formes forza Frazer funzione gruppo inconscia collettiva individuale Intervention Introduction istituzioni KARADY L'Anthropologie l'Esquisse l'Essai Lévi-Strauss Lévy-Bruhl linguaggio linguistica logica magia Manuel ethnographie méme metafisica metodo morale movimento nessi nozione Oeuvres ontologica Paris pensiero potlatch pratica Préface des Mélanges prière primitive principio problema produce proprietà psichico psicoanalisi psicologia pura rappresentazione razionale realtà reciprocità religione religioso Revue ricerca rito magico rituale Robert Hertz sacro sapere magico scambio scienza semiologica semiosi senso sintesi sistema sociale totale società sociétés sociologie sociologique du bolchevisme soggetto storia storica struttura strutturale suite d'une communication sur le don tecnica teoria teorico totemiche valore Wittgenstein