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br. "Opera e oggetto" affronta alcune fondamentali problematiche nella metafisica dell'arte, e in particolare il rapporto che lega le opere ai materiali che le costituiscono. Nel volume vengono trattate numerose questioni relative al modo in cui le opere d'arte vengono al mondo, cosa è essenziale e cosa è inessenziale per la loro identità, quali sono le loro proprietà estetiche, come possono essere interpretate, cosa significa dire che esse hanno uno stile, in quali condizioni possono scomparire, e infine qual è la relazione che intrattengono con le loro copie perfette e percettivamente indistinguibili, come contraffazioni e parodie. La tesi centrale è l'idea che opere d'arte anche molto diverse tra loro - dipinti, sinfonie, romanzi, sculture, architetture, film, fotografie, installazioni multimediali ecc. - condividano tuttavia degli aspetti comuni in quanto artefatti culturali. Lo scopo di questa ricerca è dunque stabilire quale sia la natura di tali opere intese come oggetti particolari fondati su distinte categorie ontologiche.
In-8° pp. XVIII-208, bross. edit. con guasti e tracce del tempo. Accettabile.
176p. 8vo. Original printed wraps. OCC 9.
brossura In questo saggio Kripke espone le idee che hanno guidato le sue ricerche logiche o che queste hanno suggerito; riprende la distinzione aristotelica tra proprietà essenziali e proprietà accidentali; critica gran parte delle teorie di Frege e di Russell sul linguaggio e sul modo in cui i nomi si riferiscono alle cose; riesamina le concezioni di Kant e sottopone a una critica serrata il materialismo come teoria della mente.
br. Pubblicato dalla Cornell University Press nel 1999 e insignito nel 2014 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferito dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Carolyn Korsmeyer Il senso del gusto. Cibo e filosofia costituisce un "classico" dell'estetica del cibo. Opera inaugurale, questo libro è divenuto un imprescindibile termine di riferimento, sia per gli specialisti del tema sia per coloro che intendono avvicinare per la prima volta questa nuova area di studi estetologici. La Korsmeyer, da un lato, descrive criticamente le vicende del gusto del palato, analizzando il paradigma largamente prevalente nella tradizione filosofica occidentale che ha portato alla sua esclusione o marginalizzazione dal dominio dell'estetica; dall'altro, elabora una proposta alternativa nella quale il gusto del cibo acquista invece un senso specifico e positivo. Se, in una lunga linea di continuità da Platone a Hegel, il cibo come fonte di piacere ed espressione di varietà e qualità è stato rimosso da ogni formulazione del pensiero - per ragioni al tempo stesso estetiche, epistemologiche ed etiche, come viene brillantemente mostrato nei primi capitoli del volume - la Korsmeyer argomenta come oggi al contrario sia possibile, anche grazie all'apporto delle scienze sociali e delle scienze dure divenute strategiche alleate del discorso filosofico, percorrere una via diversa, in cui il valore culturale e sociale del mangiare e del bere vengono riconosciuti degni di essere formulati in chiave estetica. Per dimostrare la piena legittimità estetica del senso del gusto la Korsmeyer insiste infatti proprio sul valore cognitivo e rappresentativo, e non soltanto sensibile e piacevole del cibo, superando così una delle classiche e più insidiose obiezioni. Attraverso una ricca serie di esempi, emerge nel testo la capacità del cibo di rappresentare, esprimere ed esemplificare; propiziando quindi l'inevitabile conclusione che il gusto permette di convogliare esperienze estetiche come ogni altro senso. Conclude il volume la rappresentazione del gusto e del cibo nell'arte figurativa e nella narrativa, attraverso l'indagine di casi esemplari che permettono di aprire la filosofia del cibo anche verso regioni canoniche dell'estetica quali la critica e la narratologia. La presente edizione, puntualmente curata da Nicola Perullo, condotta secondo criteri rigorosi, colma un vuoto culturale offrendo per la prima volta all'estetica italiana un testo fondamentale per affrontare una tematica che sempre più si va rivelando feconda e ricca di stimoli.
ill., ril. Wabi-sabi: uno stile di vita, un cammino spirituale, un modello filosofico, un ideale estetico, ma soprattutto un'esperienza interiore che cambia il nostro modo di vedere gli oggetti, di vivere gli istanti, di abitare la natura, che esalta la nostra capacità di trovare l'armonia anche nelle cose apparentemente più dismesse, nei riti più semplici. Un modo di pensare che investe tutti gli ambiti della vita e che porta la bellezza, l'eleganza e l'essenzialità nel quotidiano.
ill., br. Questo libro è il complemento di "Wabi-Sabi per artisti, designer, poeti e filosofi", uscito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1994: era la prima volta che questo concetto filosofico appariva nel mondo occidentale. Da allora, il wabi-sabi è diventato un paradigma che ha incontrato grande consenso, non solo a livello teorico - si tratta di un vero e proprio sistema estetico, una visione del mondo - incarnandosi in molti manufatti, oggetti di design, architetture, stoffe, mode, acconciature. In queste pagine l'autore prova a indagare le sue antiche origini - da ricercare nella cerimonia del tè e in un'antologia di poesia giapponese, "Raccolta di diecimila foglie", - per coglierne appieno il significato profondo e filosofico: un rasserenante e necessario elogio dell'imperfezione e della sobrietà.
br. Di tutte le questioni che hanno ossessionato per secoli la filosofia, non ve n'è una che sia stata risolta con generale soddisfazione: rimangono tutte controverse quando non invalidate per decreto degli stessi filosofi. E, prima di ogni altra cosa, l'Essere resta filosoficamente opaco, mentre tutto - ivi compresa la ricerca dell'Assoluto - tende verso la propria disintegrazione. Eppure, questa fallimentare ricerca non è affatto priva di senso. Nel suo argomentare spregiudicato e aforistico, Kolakowski lascia intravedere una via d'uscita: solo accettando questa sfida conoscitiva, è possibili accedere, se non alla Verità, almeno ad alcuni abili, volatili frammenti di essa. Un piccolo classico sul senso stesso del fare filosofia.
in-8°, 270 pp., broche, couv. Bel exemplaire. [HA-3].
CALMANN LEVY. 1960. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 582 pages - couverture contrepliée Traduit par Fradier
brossura
br. La filosofia della musica ha avuto un grande sviluppo durante gli ultimi trent'anni, in virtù degli avanzamenti fatti nella comprensione della natura della musica e della sua estetica. Peter Kivy è stato al centro di questo rinnovamento e con questo saggio ha scritto la sua summa della materia, una spiegazione delle questioni filosofiche più importanti legate al mondo musicale. La sua proposta teorica viene discussa tenendo conto della storia del pensiero musicale (da Platone e Aristotele alla Camerata fiorentina, da Kant, Hegel e Schopenhauer a Hanslick e Gurney) e attraverso il confronto argomentativo con le tesi di altri filosofi contemporanei.
pp. [24], 528 Including illustrated title page engraved by C. Hagen [Christiaan Hagen / van der Hagen / Hagens of Bremen (ca. 1635-1707). Latin text with some Hebrew. Includes a brief but interesting section on Kabbalah. Though this work is held by a few major European libraries, we can find no holdings among U.S. libraries. / BOUND WITH / Geier, Martin (1614-1680); Maimonides, Moses (1135-1204). MARTINI GEIERI L. DE EBRAORUM LUCTU lugentiumq[ue]; ritibus; E Sacris pracipue, nec non R. Mosis B. Maimon tit. Efel, alijsq[ue]. Impensis Hared. Henningi Grossi, Lipsiae (Leipzig, Germany): 1656. pp. [24], 432 [i.e. 434], [34]. Latin with some Hebrew text. 24 mo.140 x 90 x 56 mm. Bound in old full vellum, with much of the covering gone from the front board. The colophon reads: Lipsiae, Literis Friderici Lanckisii imprimebat Christophorum Cellarius, 1656. Very Good. For this work there are a few U.S. holdings and about a dozen in Europe. SCARCE. CHEST 2/1
30 p. + Portrait Frontis. Title page and Frontis printed on glossy paper. Title page decorated with a wide margin floral design. Deckle edges. Top edge gilt. 16mo. 175m. Original paper covered boards. Front board title heavily impressed in red with floral border. Color drawing of water, bridge and cherry tree in lower margin. Original glassine wraps. Original box very worn with loss. Joseph Rudyard Kipling (1865-1936) was an English poet, short-story writer, and novelist who is now chiefly remembered for: his celebration of British imperialism; tales and poems of British soldiers in India; and his tales for children. He received the Nobel Prize for Literature in 1907. KIP BX 3
br. Il concetto dell'angoscia (1844), insieme a La malattia mortale, Aut-aut e Timore e tremore, è una delle opere capitali di Søren Kierkegaard (1813-1855). Come tutte le sue opere maggiori, anche questa viene pubblicata con uno pseudonimo: Vigilius Haufniensis; ossia "colui che vigila ad Haufnia", l'antico nome di Copenaghen. Per Kierkegaard nell'esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile. Ma proprio l'infinità e l'indeterminatezza delle possibilità fanno sentire all'uomo la sua impotenza. Si manifesta così l'angoscia, in cui l'esistenza si rivela come possibilità, come rischio dello scacco, del fallimento, dell'insignificanza totale, del nulla. L'angoscia accompagna costantemente l'esistenza dell'uomo, vi è essenzialmente connessa, ed è la prima tappa nel lungo e drammatico cammino verso la scelta religiosa, come incertezza angosciosa e sublime vissuta nel rapporto decisivo del singolo con Dio.
In 8', tela ed. con tit. in oro al piatto e al dorso, pp. 167, "Ein Beitrag zur Metaphisik des lebens"; ordinari segni d'uso alla cop., macchiolina al piatto ant., interno in buono stato, lievi bruniture .
Book is in excellent condition with very light wear to covers, appears unread, price inked out on cover. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no other blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. 240 pages, contents include: Legacy of Frege and Russell, Criticism of Principia, Picture theory of the proposition, Metaphysics of logical atomism, Language-games, Private languages, etc. Copyright 2011 Pistil Books
A clean, unmarked book with a tight binding. Approx. 130 pages.
Paris, Les jeunes presses 1946. In-12 broché de 274 pages + table.
A clean, unmarked book with a tight binding. 176 pages. Includes CD.
pp. xix, 322. Top edge foxed. 8vo. Original full cloth binding. Original priced dust jacket, slightly worn. Hardbound. Very good. PHILOSOPHY 1
Kant, Immanuel (Gonnelli, Filippo: Traduzione e Introduzione di) Fondazione della metafisica dei costumi. Roma-Bari - Bari, Gius. Laterza and Figli Spa - SEDIT (stampa) 2010 italian, in ottavo pp. XL+184=224 VII ed. Laterza: aprile 2010 (ed. originale: Grundlegung zur Metaphysik der Sitten 1785 - I ed. Laterza: 1997).Traduzione e Introduzione di Filippo Gonnelli. Collana Economica Laterza 122 - Classici della filosofia con testo a fronte. VIII/ XL+184=224/ brossura in cartoncino patinato con grafica in giallo paglierino, porpora, nero e bianco e con riproduzione in negativo di un manoscritto di Kant (Progetto grafico ') Orecchio Acerbo). Stato di nuovo.
A clean, unmarked book with a tight binding. Previous owner's name label inside. Tears on worn dust jacket. Full blue cloth boards. 480 pages.
Mm 110x180 Biblioteca Universale Rizzoli. Brossura editoria di pagine 164, firma di precedente proprietario. Introduzione di Guido Morpurgo-Tagliabue. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.