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brossura
Roma, Libreria Editrice Romana, 1910, in-16, br. editoriale, pp. XX, 137, (7). Sottolineature e note ai margini sia in matita (numerose), che in inchiostro, altrimenti buono.
br. «Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano. Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l'infinito» scrive Leopardi. Il termine tuttavia non rientra fra quelli maggiormente frequentati dai filosofi, i quali prediligono piuttosto avverbi pacifici e rassicuranti, come quelli che rimarcano o confutano la certezza. Attraverso un ripensamento inedito e coinvolgente del pensiero di Dio da Cartesio a Cacciari, il saggio verifica invece la presenza di un "forse" (ermeneutico, anfibologico e congetturale) al di sotto di ogni costruzione razionalistica e porta allo scoperto il momento di libertà latente in ogni atto metafisico.
ill., br. II breve saggio di Heinrich Wolfflin "Come fotografare le sculture" era indicato da Erwin Panofsky come l'opera in cui la concezione critica del grande storico dell'arte è esplicita: "l'idea che ogni opera d'arte è dominata da una determinata legge formale interna, che si dischiude allo sguardo, solo quando questo vede l'opera non altrimenti che come questa vuole essere vista". Il saggio è doppiamente importante perché riassume la visione critica di Wolfflin e perché lo fa tentando di definire una normativa di riferimento comune agli studiosi, agli editori, alle imprese fotografiche e infine agli stessi fotografi.
In 8'., br.ed. con risv., pp. 544; Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere . Piega al dorso, lieve ondulazione da umidità al margine sup. , alcune pieghe agli ang. sup., sottolineature e segni a margine a penna solo in alcune parti del volume.
br. È sorprendente quanto ancora l'immagine corrente dell'artista sia percepita sotto le spoglie tradizionali del genio, ma questa immagine non è che l'esito di una storia bimillenaria, che questo libro, curato da Luigi Russo, affronta per la prima volta in tutta la sua complessità. Alcuni tra i migliori specialisti italiani dipanano qui una vicenda ricca d'implicazioni teoriche e di svolte culturali impegnative: Giovanni Lombardo tratteggia la figura del poeta e dell'artista in Grecia e in Roma, dall'invasamento poetico in Platone ai precorrimenti dell'anonimo del Sublime; Elisabetta Di Stefano interroga le poetiche e i trattati d'arte dal Trecento al Cinquecento; Salvatore Tedesco ricostruisce l'intreccio che lega il genio all'ingegno, dall'Italia e la Spagna del Rinascimento alla Germania dell'Illuminismo; Elio Franzini e Giuseppe Sertoli analizzano il secolo per eccellenza del genio, il Settecento, in Francia e Inghilterra; Paolo D'Angelo s'interroga sull'apoteosi romantica del genio, sulle sue deformazioni positivistiche e sul progressivo interdetto che lo ha colpito nel corso del Novecento.
Acquaforte e bulino. Tiratura: 60 es. su carta a mano + X es. su carta Giappone + alcune p.d.a. (alcuni es. colorati a mano dall'Artista) Firma e numerazione a matita. Stampata da Giorgio Upiglio, Milano. Esemplare 27/60. cm 24,5x34,7 (Foglio 50x60). pp.. . Ottimo (Fine). . Tiratura: 60 + X + alcune p.d.a. .
br. Il pensiero di Arthur Schopenhauer (1788-1860) ha catturato nel tempo l'interesse non solo di filosofi di professione, ma anche di illustri musicisti, scrittori, artisti e persino scienziati. In questo libro vengono analizzati i quaderni che Schopenhauer ha redatto dai 16 ai 26 anni: essi documentano tutte le fasi della sua precoce ricerca filosofica, intrapresa con la passione giovanile per l'avventura e la sfida, ma anche con la serietà radicale che caratterizza ogni autentico pensatore. Gli anni in cui il giovane Schopenhauer cerca di decifrare "l'enigma del mondo" appartengono a una stagione eccezionalmente ricca e, forse, ineguagliata della speculazione filosofica europea. Registrando la lunga e complessa gestazione del suo pensiero, questi manoscritti esibiscono anche ciò che Schopenhauer ha voluto "occultare" nelle opere a stampa - e ciò vale sia per i debiti intellettuali nei confronti degli autori a lui contemporanei, sia per alcuni tratti cruciali del suo sistema che, se esplicitati, rendono possibile comprendere l'origine e il significato di alcune rilevanti aporie del sistema stesso, altrimenti inspiegabili.
br. Il pensiero di Arthur Schopenhauer (1788-1860) ha catturato nel tempo l'interesse non solo di filosofi di professione, ma anche di illustri musicisti, scrittori, artisti e persino scienziati. In questo libro vengono analizzati i quaderni che Schopenhauer ha redatto dai 16 ai 26 anni: essi documentano tutte le fasi della sua precoce ricerca filosofica, intrapresa con la passione giovanile per l'avventura e la sfida, ma anche con la serietà radicale che caratterizza ogni autentico pensatore. Gli anni in cui il giovane Schopenhauer cerca di decifrare "l'enigma del mondo" appartengono a una stagione eccezionalmente ricca e, forse, ineguagliata della speculazione filosofica europea. Registrando la lunga e complessa gestazione del suo pensiero, questi manoscritti esibiscono anche ciò che Schopenhauer ha voluto "occultare" nelle opere a stampa - e ciò vale sia per i debiti intellettuali nei confronti degli autori a lui contemporanei, sia per alcuni tratti cruciali del suo sistema che, se esplicitati, rendono possibile comprendere l'origine e il significato di alcune rilevanti aporie del sistema stesso, altrimenti inspiegabili.
br. Il melodramma e il kitsch si impongono come categorie estetiche predominanti nel panorama artistico, se si affronta il tema dell'arte senza forme preconcette e senza falsi moralismi. Analizzando la radice del kitsch nel melodrammatico, fino a risalire al Settecento, quando il patetico viene apprezzato dal pubblico e da certa critica, si comprende che, a livello di analisi estetica, il melodrammatico e la sua derivazione moderna posseggono dignità categoriale. La nascita del sublime dal lato emozionale-patetico accompagna e rinforza tale indagine. Il melodramma e il kitsch non sono innovativi, utilizzano un eccesso di visibilità e non sfuggono al principio di accumulo, rispondendo alla frenesia del sempre di più.
GUIDA 2007 384 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. C'è ancora qualcosa da dire sull'argomento "ontologico". La cosiddetta "liquidazione" kantiana suscita sempre più insofferenza e, per quanto sia ormai un luogo comune della filosofia accademica, è ormai a buon punto per essere a sua volta liquidata. Essa non si riferisce che ad una forma "pervertita" dell'argomento stesso, in rapporto alla quale neppure è del tutto ineccepibile. Si tratta, dunque, di riportare alla luce il senso provocatorio e paradossale dell'argomento nella sua forma prima, che, rompendo gli argini e le barriere artificiali del raziocinio, spinge la mente ad aprirsi all'evidenza stessa della realtà e a riconoscere la profonda semplicità del mistero. Niente altro che un Koan! Anzi, il Koan dei Koan per il pensiero ad una dimensione dell'Occidente moderno. Antonio Luiso nasce a Napoli nel 1956. Ha frequentato il Liceo Ginnasio A. Genovesi nel capoluogo partenopeo. Si è laureato in Filosofia al l'Università degli Studi Federico II, con una tesi dal titolo: L'idea di Dio in W. Pannenberg. Dal 1989 insegna Storia e Filosofia nei licei statali di Napoli. Attualmente è in servizio presso il Liceo L.B. Alberti. Ha pubblicato nel 2000 per la Casa editrice D'Auria un testo dal titolo Piccolo con certo metafisico, contenente una lettera a Massimo Cacciari.
br. Da oscuro sostantivo del lessico estetologico tedesco del primo Novecento ad abusato e approssimativo sinonimo di cattivo gusto e pseudoarte, il termine kitsch ha attraversato il ventesimo secolo registrandone, dal punto di vista estetico, le contraddizioni più acute e il passaggio definitivo da una cultura elitaria a una di massa. Questi studi cercano di tracciare un identikit che vede il kitsch operare in più scenari come un problematico doppio di una delle categorie fondative dell'estetica, il gusto: la cultura ottocentesca, la filosofia del Novecento, l'antropologia, la moda, l'arte contemporanea.
br. Da oscuro sostantivo del lessico estetologico tedesco del primo Novecento ad abusato e approssimativo sinonimo di cattivo gusto e pseudoarte, il termine kitsch ha attraversato il ventesimo secolo registrandone, dal punto di vista estetico, le contraddizioni più acute e il passaggio definitivo da una cultura elitaria a una di massa. Questi studi cercano di tracciare un identikit che vede il kitsch operare in più scenari come un problematico doppio di una delle categorie fondative dell'estetica, il gusto: la cultura ottocentesca, la filosofia del Novecento, l'antropologia, la moda, l'arte contemporanea.
br. Usato impropriamente come sinonimo di "cattivo gusto", il kitsch designa una delle categorie estetiche più importanti degli ultimi cento anni. Il profilo ne ricostruisce la genesi e lo sviluppo storico attraverso un percorso in tre grandi tappe. La prima, tra il 1900 e la metà del secolo, vede nel kitsch un problema etico, un male insito nel sistema delle arti che costruisce addirittura modelli di comportamento. Il secondo momento coincide con l'affermazione della cultura di massa, quando il kitsch si proietta nell'esperienza sempre più condivisa del consumo culturale. Nella terza fase si giunge allo stadio finale, nel quale il lessico del kitsch coincide con la stessa definizione del postmoderno e delle pratiche ibride della contemporaneità, dal camp al trash.
Orizzonti dello spirito /10, Collana diretta da juilius Evola - Studio introduttivo - Il Tao-t?-ching 1 21x15,5 cm., in brossura, pp. 200 (6), prima edizione italiana, buone condizioni. Allegata cedola editoriale
ill. Junger, anziché fuggire il tempo, lo ha sempre indagato con amorosa pazienza. Per catturare l'essere imprendibile per eccellenza egli ha avuto l'accortezza di scegliere non già la via della pura speculazione ma quella della divagazione, alla maniera dei grandi eruditi seicenteschi. Così al centro ha posto un oggetto, l'orologio a polvere, e intorno a esso, con giri sempre più larghi, ha spinto la sua analisi a investire i diversi modi di vivere il tempo che hanno scandito il corso della civiltà. Dalla clessidra all'orologio meccanico, attraverso la storia di questi oggetti, attraverso il succedersi di queste concezioni, una lunga vicenda ci conduce fino a oggi, e ci fa capire alcuni presupposti taciuti della nostra esistenza.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Il rapporto tra Heidegger e Rilke si articola su un gioco di specchi obliqui che riflettono l'opacità di una resistenza che spinge il lettore a sfumare e a mettere in ombra intrecci tra il suo pensiero e la lirica del poeta praghese. Questo elemento di complessità spinge l'autrice a sottoporre a un'analisi critica posizioni interpretative già consolidate: una critica guidata dalla convinzione che sia possibile individuare nuove prospettive e chiavi di lettura. Informazioni bibliografiche Titolo: Il linguaggio del tempo: su Heidegger e Rilke Autore: Simona Venezia Prefazione di: Eugenio Mazzarella Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2007 Collana: Volume 21 di Filosofia e sapere storico ISBN: 8860423384, 9788860423382 Lunghezza: 389 pagine, 23 cm Soggetti: Filosofia, Rainer Maria Rilke, Martin Heidegger, Concetto del tempo, Pensiero filosofico, Pensare, Poetare, Poetica, Poesia, Holderlin, Svolta, Linguaggio, Novecento, Cultura, Senso, Significato, Beitrage zur Philosophie, Critica letteraria, Storia, Silenzio, Nietzsche, Volontà di potenza, Zarathustra, Die Elegie der Kreatur: Das Offen, Bezug, Mortem Abschied, Weltinnenraum, Perdita, Gelassenheit, Tempo, Utopia, Ritorno, Idealismo tedesco, Nichilismo, Metafisica, Ontico, Superuomo, Umanesimo, Dasein, Ubermensch, Oltreuomo, Geworfenheit, Pietro Chiodi, Gianni Vattimo, Pareyson, Libri fuori catalogo, Philosophy, Concept of time, Philosophical thought, Thinking, Poetry, Poetics, Poetry, Turning, Language, Twentieth century, Culture, Sense, Meaning, Literary criticism, History, Silence, Will power, Return, German idealism, Nihilism, Metaphysics, Superman, Humanism, Books out of print, Sonetti a Orfeo, Elegie duinesi, Duineser Elegien, Elegie, Die Sonette an Orpheus, Ermeneutica, Ontologia, Sonnets to Orpheus, Duino Elegies, Elegies, Hermeneutics, Ontology
Un saggio sul rapporto tra poesia e idee, sui loro livelli d'incontro nelle pagine di Antonio Machado.
La mostra del Centenario nella testimonianza della critica italiana. Saggi critici di Renato Barilli, Giulio Carlo Argan, Filiberto Menna, Arturo Carlo Quintavalle, Luciano Caramel, Guglielmo Gigli, Franco Basile, et al. Una tavola in antiporta e piccoli schizzi all'inizio di ogni testimonianza . 8vo. pp. 112. . Molto buono (Very Good). . . .
br. Il volume qui tradotto presenta, in forma sistematica, il programma di un'estetica sviluppata in ottica fenomenologica. Lo sviluppo di questa estetica come fenomenologia deve essere inquadrato nel più ampio contesto del progetto filosofico che Günter Figal sta elaborando in particolare negli ultimi anni. In effetti, con "Il manifestarsi dell'arte" Figal propone ulteriori contributi alla prospettiva filosofica delineata soprattutto nella sua opera principale, "Oggettualità. Esperienza ermeneutica e filosofia" (Milano, 2012). In "Il manifestarsi dell'arte" la natura fenomenologica che motiva la filosofia dell'oggettualità viene ripensata e sviluppata, in modo molto originale, alla luce del problema dell'arte. L'estetica elaborata da Figal non si limita a integrare o a precisare tale progetto, bensì ne rappresenta il vero e proprio culmine, costituendo un motivo di fondo per ripensare la stessa fenomenologia.
brossura Nasce a Nuoro nel 1954, vive in Francia tutta la sua adolescenza poi Londra, Usa, Giappone dove le sue actions, performances, video, installazioni, site specific e critical-gestures hanno avuto risonanza notevole in quanto esposizione diretta e testimonianza viva del concetto estetico di surrazionale di cui sin dal 1973 Paolo Navale è l'ideatore. Il pensiero che ne deriva, si manifesta, oggi più che mai, nelle avanguardie attuali e in discipline quali la teosofia, la logica e lo studio in arte delle tecniche sperimentali le più avanzate. Questo non solo in relazione al connubio tra arte e scienza, tra essere e non-essere ma, come in questo libro, alla quasi-simmetria, alla geometria non-euclidea, alla n-dimensionalità, al concetto di neutralità inerente al tutto, alla polarizzazione dello zero (ossia alla congiunzione degli opposti), nonché all'estetica concettuale che ne deriva; unica, propria di una realtà sovrasensibile, surrazionale appunto, che superando i sensi supera la ragione senza mai rinnegarla.
Catalogo di mostra, 17 ottobre - 5 novembre 1981. Testi di Wilhem Worringer, Carlo Carrà, Alfonso Gatto e Bruno Grossetti. Con 48 ill. in nero . 8vo. pp. 40. . Ottimo (Fine). . . .
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE MACCHIETTA/FIORITURA. Pubblicato nel 1939, questo saggio di Lefebvre pone le basi di una interpretazione del marxismo tendente a rivalutare i temi filosofici di Marx. L'origine del materialismo dialettico viene ricercata dall'autore negli scritti economico-filosofici giovanili di Marx, nei quali la dottrina dell'«alienazione», da speculativa quale era nel pensiero di Hegel, diventa concreta. Lo studio di Lefebvre, pur non apportandovi modificazioni sostanziali, tenta di dare alla dottrina filosofica di Marx, rimasta frammentaria ed approssimativa, una organicità sistematica, delineando la connessione dell'aspetto umanistico e dialettico con quello economistico e materialistico. Descrizione bibliografica Titolo: Il materialismo dialettico Titolo originale: Le Matérialisme dialectique Autore: Henri Lefebvre Traduzione di: Aldo Natoli Editore: Torino: Giulio Einaudi, Maggio 1975 Lunghezza: 125 pagine; 21 cm ISBN: 8806423584, 9788806423582 Collana: Volume 45 di Reprints Einaudi Soggetti: Filosofia, Metafisica, Ontologia, Karl Marx, Marxismo, Storicismo, Materialismo Storico, Hegel, Hegeliana, Determinismo Fisico, Sociale, Uomo Totale, Storiografia, Dialettica Materialista, Filosofia della Storia, Idealismo tedesco, Ontologia idealista, Anti-Dühring, Engels, Classici, Dogmatismo, Potere, Stato, Istituzioni, Natura, Comunismo, Scienze naturali, Stalin, Zdanov, Hegelismo, Sistematizzazione, Classificazione, Contraddizioni, Riferimento, Bibliografia, Opere generali, Produzione, Lavoro, Mezzi di produzione, Economia, Capitale, Capitalismo, Classi sociali, Lotta di classe, Alienazione, Uomo totale, Totalizzazione, Prodotto, Dottrina, Critica, Libri Vintage Fuori catalogo, Merci, Feticismo, Proprietà, Manoscritto, Logica, Miseria, Manifesto, Partito Comunista, Fenomenologia, Borghesia, Rivoluzione, Negatività, Germania, Francia, Russia, Unione Sovietica, Europa, Novecento, Interpretazione, A la lumiére, La Praxis, Vie réelle, La contradiction dialectique, Philosophie, Dialectique, Connaissance, Conscience, Logique, La production de l'homme, Critique, Aliénation, Réalité, Réel, Hégélienne, Action créatrice, Déterminations, Utopia, Totalitarismo, Democrazia, Liberalismo, Ideologie politiche, Coscienza, Conoscenza, Realtà, Realizzazione, Philosophy, Metaphysics, Ontology, Marxism, Historicism, Historical Materialism, Physical Determinism, Social, Total Man, Historiography, Materialist Dialectics, Philosophy of History, German Idealism, Idealist Ontology, Classics, Dogmatism, Power, State, Institutions, Nature, Communism, Natural sciences, Hegelism, Systematization, Classification, Contradictions, Reference, Bibliography, General works, Production, Labor, Means of production, Economy, Capital, Capitalism, Social classes, Class struggle, Alienation, Total man, Totalization, Product, Doctrine, Criticism, Out of print books, Goods, Fetishism, Property, Manuscript, Logic, Misery, Communist Party, Phenomenology, Bourgeoisie, Revolution, Negativity, Germany, France, Soviet Union, Europe, Twentieth century, Interpretation, Totalitarianism, Democracy, Liberalism, Political ideologies, Consciousness, Knowledge, Reality, Realization
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Questo lavoro muove da una domanda che fin dal l'inizio della Critica della ragion pura è lecito, se non doveroso, rivolgere al testo kantiano: che cos'è effettivamente il metodo trascendentale e dove si trova l'effettiva scansione dei suoi passaggi? Quali sono, in altre parole, il suo meccanismo e la sua concreta attuabilità, la sua funzione strettamente gnoseologica? Mi è sembrato di poter individuare il nucleo concettuale necessario a risolvere tale questione nel concetto di Riflessione trascendentale, arrivando su questa strada ad indicare il metodo trascendentale della conoscenza come metodo riflessivo. Nel tentativo di evidenziare e di esplicitare la por tata metodologica che il concetto di Riflessione trascendentale ha nella prima Critica, ho preso le mosse dall'analisi dell'unica definizione rinvenibile in essa, ossia quella che viene posta da Kant in apertura dell'Appendice all'Analitica trascendentale, dedicata all'Anfibolia dei concetti della Riflessione per lo scambio dell'uso empirico dell'intelletto con l'uso trascendentale. Si tratta di una definizione complessa che si artico la innanzitutto attraverso la distinzione di Riflessione logica e Riflessione trascendentale e, in secondo luogo, attraverso la scansione della Topica trascendentale in quattro punti, corrispondenti a quattro coppie di concetti: identità e diversità, concordanza e opposizione, interno ed esterno, materia e forma. Descrizione bibliografica Titolo: Il metodo della riflessione nella Critica della ragion pura. Implicazioni logico-ontologiche, metafisiche e trascendentali Autore: Daniela Carugno Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2001 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 384 pagine; 23 cm ISBN: 8882921999, 9788882921996 Collana: Volume 94 di Il pensiero e la Storia Soggetti: Filosofia Teoretica, Critica, Ontologia, Metafisica, Trascendenza, Logica, Immanuel Kant, Analisi, Studi culturali, Illuminismo, Storia, Dialettica, Significato, Riflessione, Paralogismi, Sussunzione, Assiomi, Intuizione, Psicologia, Idealità, Vergleich, Esperienza, Antinomie, Determinazione, Riferimento, Consultazione, Tesi, Dottorato, Ricerca, Bibliografia, Vergleichung, Postulati, Pensiero empirico, Sostanzialità, Percezione, Semplicità, Principi, Intelletto puro, Ragione, Reflexionsbegriffe, Urteils-bildung, Subjecktive Bedingungen, Studi su, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggistica, Settecento, Germania, Scritti filosofici, Giovanni Gentile, Scritti precritici, Cassirer, Werke, Kritik der reninen Vernunft, Giudizio, Benno Erdmann, Brocker, Hans Graubner, Klaus Reich, Anfibolia, Kriticismus, Metaphysik, Erfahrung, Giuseppe Lombardo Radice, Gemut, Spirito, Idealismo tedesco, Leibniz, Hegel, Antinomie, Chiodi, Giorgio Colli, Theoretical Philosophy, Criticism, Ontology, Metaphysics, Transcendence, Logic, Analysis, Cultural Studies, Enlightenment, History, Dialectics, Meaning, Reflection, Paralogisms, Subsumption, Axioms, Intuition, Psychology, Ideality, Experience, Antinomies, Determination, Reference, Consultation, Thesis, Doctorate, Research, Bibliography, Vergleichung, Postulates, Empirical thinking, Substantiality, Perception, Simplicity, Principles, Pure Intellect, Reason, Studies on, Out of print books, Non-fiction, Eighteenth century, Germany, Philosophical writings, Precritical writings, Judgment, Amphibolia, Spirit, German Idealism, Antinomies
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto x della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.