1 705 résultats
br. Esiste una realtà oggettiva? Che cos'è l'ambiente mentale? In che modo e in che senso specie diverse interpretano il mondo in cui vivono? Abbiamo la possibilità di superare il limite incarnato di una visione antropocentrata della realtà, unicamente fissata entro i parametri percettivi della nostra specie? Queste domande costituiscono il filo rosso che accomuna e unisce i lavori raccolti in questo volume. Due riflessioni: quella di Daniele Palmieri si rivolge alla relazione mondo-animale a partire da Jakob von Uexküll e dal concetto di Umwelt; quella di Nicola Zengiaro cerca soluzione ai due «dogmi» dell'antropocentrismo, ovvero che non sia possibile evadere dall'antropocentrismo e che questo stesso tentativo di fuga sia a sua volta antropocentrico. Il percorso tracciato contamina ora gli spazi dell'ontologia, ora quelli della metafisica. In comune, sullo sfondo, la necessità di ridefinire la nostra idea di relazione, sia essa tra individuo e individuo o tra individuo e mondo-ambiente. Introduzione di Natan Feltrin. Postfazine di Roberto Marchesini.
Esiste una realtà oggettiva? Che cos'è l’ambiente mentale? In che modo e in che senso specie diverse interpretano il mondo in cui vivono? Abbiamo la possibilità di superare il limite incarnato di una visione antropocentrata della realtà, unicamente fissata entro i parametri percettivi della nostra specie? Queste domande costituiscono il filo rosso che accomuna e unisce i lavori raccolti in questo volume. Due riflessioni: quella di Daniele Palmieri si rivolge alla relazione mondo-animale a partire da Jakob von Uexküll e dal concetto di Umwelt; quella di Nicola Zengiaro cerca soluzione ai due «dogmi» dell’antropocentrismo, ovvero che non sia possibile evadere dall'antropocentrismo e che questo stesso tentativo di fuga sia a sua volta antropocentrico. Il percorso tracciato contamina ora gli spazi dell’ontologia, ora quelli della metafisica. In comune, sullo sfondo, la necessità di ridefinire la nostra idea di relazione, sia essa tra individuo e individuo o tra individuo e mondo-ambiente. Introduzione di Natan Feltrin. Postfazine di Roberto Marchesini. Autori: Daniele Palmieri, Nicola Zengiaro. Prefazione: Roberto Marchesini, Natan Feltrin.
All'Insegna del pesce d'oro, Serie Letteraria stampato dalle Officine Grafiche Esperia di Milano in 450 copie su carta uso mano e 50 su carta Japon numerate da I a L per gli amici del libro - Miro Martini nato a Cremona il 22-10-1905 1 9x7 cm., personale legatura in piena pelle, cucito con filo, nervi e titolo in oro al dorso, taglio superiore in oro, segnalibro, conservata brossura originale, pp. (30), in italiano, edizione a tiratura limitata, piccole lacerazioni al dorso, ma buon esemplare, n. 306/450
Mm 150x215 Collana "Homo Absconditus". Brossura editoriale con sovraccoperta figurata, 93 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Siamo sempre più consapevoli che ogni paesaggio armonioso, vivibile, è una forma di equilibrio tra natura e cultura, tra ciò che è dato e ciò che è opera dell'uomo, e che quindi il paesaggio che troviamo bello può diventare un modello per quel giusto rapporto tra naturale e artificiale che avvertiamo come ogni giorno più necessario, perché messo continuamente in pericolo. Come lavorare al mantenimento di questo difficile equilibrio? Innanzi tutto riflettendo sulla nozione di paesaggio, sulle categorie con le quali lo pensiamo e lo interpretiamo. In secondo luogo, rivisitando alcuni snodi storici fondamentali attraverso i quali si è formata l'idea moderna del paesaggio. Infine, mostrando in atto la compresenza di natura e storia attraverso la descrizione di alcuni luoghi paesaggistici esemplari, ad esempio nelle Puglie e nel Lazio. Perché ogni bel paesaggio italiano è un contesto stratificato, nel quale si legge il risultato di un rapporto non sempre facile, ma talvolta straordinariamente felice, dell'interazione dell'uomo con la natura in cui si è trovato a vivere.
In 8°, br. edit., pp. 240, coll. "Studi Metafisici 17" diretta dal dottor Gastone De Boni, all'occhietto immagine di E. d'Esoperance e di A. Aksakof, esemplare buono salvo brunitura delle pagine. (za10) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za10) Elisabetta D' esperance , una delle medium più potenti che siano mai state studiate, racconta qui la propria vita e le proprie esperienze.
br. Un'acuta rilettura dell'estetica di Kant, che vede nella "Critica della facoltà di giudizio" la più attuale tra le sue opere. Tale attualità riguarda il modo con cui Kant affronta l'"immenso abisso" che divide l'ambito teoretico-conoscitivo della filosofia da quello etico-pratico. Come superare l'impasse? Come non rimanere paralizzati dalla fascinosa potenza di tale immagine? Come non rassegnarsi ad una scissione tra l'agire e il conoscere, tra l'essere cittadini del mondo e investigatori del cosmo? La mossa kantiana sta, per l'autore, nel convertire l'immagine dell'abisso nel problema di attraversare comunque il confine che separa i due ambiti. Alla libertà e alla contingenza del giudicare riflettente spetta l'attraversamento del confine.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Annoverato da Kant, con quello di felicità, tra i concetti "usurpati" di cui non si può legittimare il possesso dal semplice uso (come neppure l'uso, verrebbe da dire, dal semplice possesso), quello di destino non solo ricorre in maniera apparentemente innocua nel discorso filosofico, ma è stato oggetto nel corso della storia di saltuarie analisi. Il più delle volte, la sua trattazione è stata inglobata con esito incerto nel corpo della riflessione dai filosofi, i quali ne hanno modellato il contorno secondo le esigenze culturali del proprio tempo o lo hanno legato a più stretti interessi speculativi. È questo il caso degli autori trattati in questo libro: non tutti appartenenti alla stessa generazione, ma accomunati da legami più o meno evidenti, in una delle stagioni più intense della storia del pensiero, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, in cui avvenne la tormentata gestazione dell'idealismo classico tedesco. Antonio Carrano lavora come ricercatore confermato presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Le sue ricerche hanno riguardato soprattutto autori e aspetti del pensiero filosofico dell'illuminismo e dell'idealismo tedesco. E' inoltre curatore di alcune traduzioni di scritti di W. von Humboldt e Fichte, e autore di volumi monografici su W. von Humboldt (Napoli 2001) e sul tema del sublime (Genova 2005). Descrizione bibliografica Titolo: Il pensiero che prova. Il destino nella riflessione filosofica di fine Settecento in Germania (Herder, Schelling, Hölderlin, Hegel) Autore: Antonio Carrano Editore: Roma: Editori Riuniti University Press, 2007 Lunghezza: 244 pagine; 21 cm ISBN: 8835959268, 9788835959267 Collana: Volume 7 di Saggi. Filosofia Soggetti: Filosofia, Idealismo Tedesco, Destino, Interpretazioni filosofiche, Germania, Diciottesimo secolo, Settecento, Giustizia, Storia, Colpa, Bibliografia, Johann Gottfried Herder, 1744-1803, Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling, 1775-1854, Friedrich Hölderlin, 1770-1843, Georg Wilhelm Friedrich Hegel,1770-1831, Destino y fatalismo, Historia, Fate, Fatalism, History, Deutscher Idealismus, Philosophie, 18e siècle, Allemagne, Die Horen, Das Schiksal, Fichte, Illuminismo, Ordine immutabile, Das Deine, Concetti, Libertà, Fortuna, Verità, Fato, Fatalità, Leggi di natura, Essere, Agire, Spirito, Causalità, Metafisica, Cultura tedesca, Determinismo, Estetica, Arte, Scienza, Philosophy, German Idealism, Destiny, Philosophical Interpretations, Germany, Eighteenth Century, Eighteenth Century, Justice, History, Guilt, Bibliography, Enlightenment, Unchangeable Order, Concepts, Freedom, Fortune, Truth, Fatality, Laws of Nature, Being, Acting, Spirit, Causality, Metaphysics, German Culture, Determinism, Aesthetics, Science
brossura Noi pensiamo e agiamo sempre all'interno di atmosfere e di tonalità emotive. Non importa quanto consapevolmente. Prima ancora di vivere in spazi misurabili, viviamo infatti immersi in sentimenti effusi nello spazio, dei quali, per quanto solo vagamente descrivibili, sentiamo talvolta con certezza la presenza e spesso anche l'autorità. Sentiamo, più precisamente, che le atmosfere intonano potentemente e in modo specifico la nostra esistenza, che in certi casi addirittura ci aggrediscono, fino a contagiare profondamente il nostro modo di vivere, tanto che solo entro certi limiti possiamo loro resistere, tentando magari di riprogettarle o quanto meno di pianificarne l'effetto. Per quanto le atmosfere siano un argomento tipicamente transdisciplinare (architettura, sociologia, antropologia, psicopatologia, geografia antropica, arte ecc.) e, in quanto quasi-cose, un tema ontologicamente eversivo, a interessarsene dev'essere anzitutto l'estetica. Ma un'estetica che non si accontenti più (come negli ultimi due secoli) di essere una teoria dell'arte e del giudizio critico su oggetti speciali come le opere d'arte, e ritorni alla sua definizione originaria di «teoria della conoscenza sensibile e corporea», non può che essere un'estetica patica: una riflessione filosofica, cioè, su che cosa significhi esporsi a quanto (soprattutto di inatteso) ci accade di provare. Alla luce del paradigma atmosferologico l'uomo è ancora un soggetto, ma la sua maturità non sta più nel saper essere soggetto di qualcosa, bensì nel saper essere soggetto a qualcosa. E per questo egli deve imparare come essere con «competenza» all'altezza dei sentimenti atmosferici che il mondo gli offre.
ill., br. La musica seduce la nostra sensibilità, ma eccita anche la nostra attività intellettuale, offrendo alla filosofia un campo particolarmente ricco e stimolante su cui esercitare le proprie riflessioni. Alessandro Bertinetto si interroga su alcuni tra i principali temi dell'estetica musicale: che cos'è la musica? La musica è l'unica arte dei suoni? Qual è il rapporto tra la musica e le altre arti? La musica è un puro gioco di sensazioni sonore o può comunicare contenuti e significati? Si può parlare di rappresentazione e di narrazione musicale? In che senso un brano musicale può essere allegro, triste, malinconico, irriverente? La musica ha una dimensione etica? Il libro discute, confronta e critica le risposte che le teorie oggi più accreditate danno a queste e ad altre domande. Dal confronto con i filosofi il lettore è così sollecitato a proporre soluzioni argomentate anche in base alle sue esperienze di pratica e di ascolto musicale.
br. L'autentico uomo di fede, nell'elaborazione e nell'approfondimento della sua relazione con Dio, è da sempre drammaticamente dilaniato da un dubbio profondo: a Dio è in qualche modo possibile pervenire anche con la sola forza della ragione umana (analogia entis) o tutto ciò che di Lui possiamo sapere è solamente quanto accogliamo nel Revelatum (analogia fidei)? Potremmo dire che intorno a questa domanda si è decisa l'intera storia della teologica cristiana occidentale. Ed è proprio a questa esigenza, ovvero a quella di raggiungere Dio con la nostra ragione, che viene in soccorso l'analogia entis, che però non ha in alcun modo la pretesa di esaurire al proprio interno la conoscenza di Dio, e cioè di comprenderlo per come egli è. Essa custodisce piuttosto in sé il desiderio di rinvenire quel qualcosa di comune al Creatore e alla creatura per il cui tramite l'uomo possa finalmente essere in grado di pensare la relazione d'amore originaria che lo 'lega' a Dio. E solamente nel pensarsi immersa in questa relazione con il Creatore la creatura riesce a pensare qualcosa di quest'ultimo. Nel pensiero di questa relazione sta infatti quel poco che con la nostra ragione siamo in grado di pensare di Dio. Ma questo poco, a ben vedere, è proprio ciò che, stando a Tommaso d'Aquino, ci rende felici. L'allegria della mente che consegue al pensiero di Dio (genitivo oggettivo) si fa però autentica beatitudo solo nel pensiero di Dio (genitivo soggettivo) reso manifesto nel Revelatum. Questi due movimenti non si escludono affatto: l'analogia entis in un certo senso precede e prepara il terreno all'analogia fidei, che, nel suo affacciarsi all'interno del discorso teologico, non vanta alcuna pretesa egemonica. Potremmo pertanto affermare che un pensiero di Dio (genitivo oggettivo) è non solo analogicamente possibile, ma anche necessario, consci però del fatto che il Deus-Esse incontrato può assumere il volto del Qui est solamente se ci si apre alla prospettiva dell'analogia fidei.
Mm 125x205 Piccola biblioteca di scienze moderne - Brossura editoriale di pagine 195. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 130x210 Brossura editoriale di pagine 197, ancora intonso (a fogli chiusi), Fioriture alla copertina. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8° pp. 30 complessive. Bross. edit. con segni di inchiosto dovuta alla stampa.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Descrizione bibliografica Titolo: Il pensiero estetico di Augusto Guzzo Autore: Elvira Pera Genzone Editore: Napoli: Morano, 1974 Lunghezza: 70 pagine; 21 cm Collana: Saggi Soggetti: Filosofia Italiana contemporanea, Estetica, Saggi, Metafisica, Studi critici, Morale, Etica, Teoretica, Nicola Abbagnano, Attualismo, Croce, Idealismo, Hegel, Cattolicesimo, Mezzogiorno, Napoli, Gombrich, Formazione, Biografie, Idealisti ed empiristi, Libri rari, Vintage, Contemporary Italian Philosophy, Aesthetics, Essays, Metaphysics, Critical Studies, Moral, Ethics, Theoretic, Actualism, Idealism, Catholicism, Southern Italy, Naples, Education, Biographies, Idealists and Empiricists, Rare Books Parole e frasi comuni Agostino Università attività Augusto Guzzo Carlini Cordelia Capone Castellammare di Stabia civiltà concetto conferenze conoscenza Cordelia coscienza Cristianesimo critica d'arte idealismo Istituto diritto Estetica Etica Facoltà di Lettere Filosofia morale fondo forme Francesco Barone Giovanni Gentile Giudizio e azione gnoseologico Hegel idealismo Kant precritico arte L'io l'uomo La moralità legge morale lettera lezioni libro Liceo Loffredo Luigi Pareyson Magistero di Torino matematica Maturi Mazzantini metafisica mondo Napoli natura opere parlare Giordano Bruno pensare pensiero del Guzzo Pisa Platone Plotino poesia problema professore pubblicato ragione Ranzoli rapporto recensione religione religiosa rivista scienza scolari scritto scuola Sebastiano Maturi senso sentimento Sezione piemontese sistema soggetto Spinoza spirito spirituale Storia storico Istituto di studi filosofici teoria tesi Torino Ugo Spirito umana universale Verità e realtà vobis volume The Idea of Christ in the Gospels or God in Man di George Santayana George Berkeley
br. Un doppio ritratto, un affascinante enigma: i due ambasciatori, protagonisti di questo quadro, ci fissano con sguardo pensoso, diretto e al tempo stesso interiore. Ci affascina l'inquietante e indefinibile aria di mistero dei loro occhi seri, gravi, assorti in qualche segreto pensiero. Questo dipinto di Hans Holbein il Giovane mette in scena un'ossessione particolarmente forte nella corte scintillante di Enrico VIII, quella del potere e del comando, rivelandone il lato più oscuro. Cos'è quell'oggetto-macchia, lì in basso, che ingombra la scena? Un inciampo per lo sguardo, un pozzo di tenebra, a ricordarci la debolezza e la caducità della vita umana.
Brossura editoriale con fregio al piatto, firma di privata appartenenza alla copertina anteriore. Lievi bruniture alla sola brossura. Sc. S.
In-16°, pp. 111, (1), 13, (3), copertina editoriale con normali segni d'uso e del tempo. Arrossature alle pagine dovute al tipo di carta. Volume n. 1 della collana "Cultura dell'anima". Indice: Introduzione; Il Primo libro della Metafisica; La Filosofia di Aristotele.
SAGGI RACCOLTI DA LIONELLO SOZZI, PRESENTAZIONE DI PAOLO ALATRI GUIDA 1988 380 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO Parole e frasi comuni Adrien Sixte Affaire Dreyfus Barrès Baudelaire Benda bien bonheur borghese Bourget Brissot Brunetière c'est Chambige Chamfort civile classe commerce compagnie des Indes Correspondance crisi critica cultura d'Alembert d'Holbach dell'intellettuale denuncia deux Diderot diritto Disciple discorso doit Dreyfus droit economico ètre faire fait faut filosofo fisiocratica Flaubert France francese funzione Galiani génie gens de lettres George Sand homme hommes idées ideologico illuministica infatti intellet intellettuali jamais Julien Benda l'esprit L'homme de lettres lavoro lettera letteraria letteratura libertà littérature mais Marina Valensise mème mente Mercier mondo morale Morellet n'est Necker Néron nuovo OEuvres Paris Paul Bourget Paul Valéry pensiero peuple peut philosophe philosophes poeta poète point politica politique Poncy posizione préjugés proprietà proprio pubblico qu'il qu'on qu'un ragione raison rapporto realtà Revue rien rivoluzione Robert Greslou romanzo Rousseau ruolo Sand scrittore scrive secolo seul sociale società tout travaii tuale Valéry valori verità vérité verso XVIII secolo
br. Non vi è nulla quanto il reale che possa meravigliare tanto una mente intenta nell'ispezione del senso compiuto del Creato e se il fine ultimo del filosofo è la ricerca di una qualche verità che gli si palesi dinnanzi si giunge al quesito fondamentale a cui questa mia opera tenta di dare risposta: può l'agire umano condurre l'individuo verso un certo equilibrio esistenziale perseguendo una rinnovata sensibilità di concezione della vita?
brossura Che cosa significa ripetere? È veramente la ripetizione, come pensa la psicoanalisi, soltanto un sintomo, il modo in cui ci condanniamo alla nevrosi? O non è piuttosto anche il principio del gioco, dunque il modo in cui costruiamo e definiamo le nostre vite? Molti sono stati, nella storia della filosofia, i grandi pensatori della ripetizione. Marina Montanelli, in questo libro, ci mostra come tra essi vada annoverato anche Walter Benjamin, che ha avuto, su questo tema, importanti - e poco note - intuizioni. La questione della ripetizione, singolarmente trascurata anche dalla critica benjaminiana, permette all'autrice un nuovo accesso all'integralità del pensiero del filosofo: filosofia del linguaggio e della conoscenza, antropologia ed estetica, filosofia della storia, politica ed etica, tutti i vasti domini del pensiero benjaminiano, vengono qui ripensati a fondo e in modo nuovo a partire da questa idea. Leggendo questo libro ci renderemo facilmente conto di come la ripetizione sia in realtà il centro verso cui converge inaspettatamente l'intera riflessione benjaminiana, e dunque quanto questa ci sia indispensabile per comprendere "il principio ripetizione".
Mm 170x240 Collana "Teologia" - Brossura editoriale di 228 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.