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In 8o, pp. 332, br. Seconda edizione. Traduzione di Leopoldo Cassis. Fioriture e tracce d'uso. (1408/ TANATOLOGIA - MORTE - METAFISICA)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. INTONSO. Non c'è, in tutta l'opera di Kant, un solo accenno esplicito al tema della negazione. Eppure, l'intero edificio della filosofia critica è costruito in funzione di questo tema: il pensiero critico-trascendentale, nel suo insieme, non consiste in altro che nel tentativo grandioso di respingere la tradizione speculativa occidentale nel suo complesso, dichiarandola "dogmatica" e negando ogni valore alla metafisica, considerata come il suo esito naturale. Ma che cos'è la «negazione»? Questa domanda deve ricevere una risposta prima che sia possibile valutare il senso e il successo (o l'insuccesso) del tentativo kantiano. Alla luce di tale risposta, sarà forse possibile interpretare in modo del tutto nuovo il concetto di «metafisica», appurando se la filosofia di Kant possa considerarsi realmente estranea oppure no al suo ambito. La soluzione del problema sollevato, potrebbe, inoltre, consentire di comprendere in che senso la negazione sia, eminentemente, «negazione della metafisica». Nella forma di un commento molto analitico ad alcuni capitoli centrali della Critica della ragion pura, questo libro enuncia le condizioni che una risposta del genere deve rispettare se vuole essere considerata una vera risposta al problema teorico, tuttora insondato, cui la negazione pone di fronte. Mauro Visentin (Roma 1952) è stato borsista dell'Istituto italiano per gli studi storici nel 1976-77, attualmente è ricercatore di Filosofia presso il Dipartimento di storia e metodologie comparate dell'Università dell'Aquila. Prima di questo, che rappresenta il suo contributo più ampio ed organico, ha pubblicato: Tra struttura e problema Note intorno alla filosofia di Emanuele Severino (Venezia 1982) e Le categorie e la realtà Saggi su Luigi Scaravelli (Firenze 1990). E autore, inoltre, di diversi saggi, usciti, sotto varie rubriche, tra il 1982 e il 1990, sulla rivista «La Cultura», della quale è anche redattore. Descrizione bibliografica Titolo: Il significato della negazione in Kant Autore: Mauro Visentin Editore: Bologna: Società editrice il Mulino, 1992 Collaboratore: Pubblicazioni dell'Istituto italiano per gli studi storici Lunghezza: 596 pagine; 24 cm Peso: 1 Kg ISBN: 8815026614, 9788815026613 Collana: Volume 35 di Istituto Italiano per gli Studi Storici Napoli Soggetti: Filosofia, Studi filosofici, Pensiero kantiano, Saggi, Critica della ragion pura, Negazione, Metafisica dogmatica, Opere, Categorie, Uso trascendentale, Uso empirico, Positio quaestionis, Illusioni, Intelletto, Dialettica, Logica, Lezioni, Antinomia, Tesi, Antitesi, Pensare, Esistere, Conoscere, Conoscenza, Phaenomena, Noumena, Philosophy, Philosophical Studies, Kantian Thought, Essays, Critique of Pure Reason, Negation, Dogmatic Metaphysics, Works, Categories, Transcendental Use, Empirical Use, Positio quaestionis, Illusions, Intellect, Dialectic, Logic, Lessons, Antinomy, Thesis, Antithesis, Thinking, Exist, Know, Knowledge, Phaenomena, Noumena, References Parole e frasi comuni analitica antinomia apagogica Aristotele carattere caso categorie causa causalità concetti puri concettuale conclusione condizione conoscenza conseguenza contenuto contraddittori contraddizione cosmologica costituzione Critica definizione errore determinato Dialettica Dialettica trascendentale differenza dimostrazione dimostrazione per assurdo distinguere distinzione diverso effetti empirico escluso falso fenomeno filosofia fondamento formulazione funzione giudizio Hegel Heidegger Immanuel Kant inferenze interpreti intuizione intuizione intellettuale kantiana errore illusione intelletto intuizione Leibniz leibniziani limite logica metafisica molteplice necessario negativo negazione noumeno nulla oggetti generale organi senso passo pensare pensiero positivo possibile potrebbe predicato premessa problema Prolegomeni proposizioni rapporto rappresentazioni reale realizzazione realtà reciproca riferimento schema semplice sensibile significato sillogismo sillogistica sintesi soltanto spazio struttura sussunzione termini tesi totalità verità
Mm 145x210 Prima edizione - Brossura editoriale con bandelle, 137 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Il volume si propone di seguire la ricezione da parte di Kant dei concetti chiave della metafisica tedesca nell'intero sviluppo del suo pensiero, per osservarne la risignificazione nel contesto del criticismo. Le lezioni di metafisica che il filosofo tenne fra il 1762 e il 1795 presso l'Università Albertina di Königsberg commentando la Metaphysica di A. G. Baumgarten rappresentano in questo senso un'ideale finestra sul panorama della tradizione con cui egli si confronta, più o meno direttamente, lungo tutta la propria carriera accademica e il proprio percorso filosofico.
8°, bross. edit. fig., pp. 240 - (2). Intonso. Edizione originale a tiratura numerata e firmata dall’autore.
ill., br. Che cosa sono i suoni? Messaggeri di informazioni cruciali per il riconoscimento degli oggetti che ci circondano o entità evanescenti e distinte da essi? Perché, pur essendo sempre sommersi da suoni di cui non siamo consapevoli, ci accorgiamo immediatamente della loro assenza nelle situazioni di più totale silenzio? Come li percepiamo? Dove si trovano? E qual è la loro dimensione temporale? Queste sono alcune delle domande a cui risponde "Il suono", un'introduzione a temi che possono interessare tanto il lettore esperto quanto quello curioso. Scoprire cosa si nasconde dietro la percezione uditiva rivela il fascino di una modalità sensoriale davvero sorprendente che dà accesso al misterioso regno del suono e della musica.
In 16mo (cm 18,5x13). Brossura originale, pag. 271. -- Ipnotismo, telecinesi, criptestesia, chiaroveggenza.
br. Questo saggio esamina il modo in cui il teatro può illuminare il principale tema metafisico della nostra tradizione: la natura del soggetto nella società contemporanea. Dopo una disamina della nozione di "io" all'interno della filosofia, l'autore si rivolge ai maestri del teatro, da Stanislavskij e Grotowski fino a Brecht, per dimostrare come gli attori teatrali promuovano e sviluppino la ricchezza del soggetto attraverso la recitazione. Due importanti capitoli sono inoltre dedicati al ruolo degli spettatori e al giudizio morale nel teatro e nell'io. Per anni Bencivenga ha sostenuto che la soggettività ha un carattere teatrale, che l'io è costituito da voci molteplici costantemente in dialogo l'una con l'altra. Chiaramente si tratta di un dialogo metaforico: non sempre le voci si parlano, qualche volta si appropriano del corpo e lo muovono a modo loro. Questo studio sulla pratica dell'attore è quindi quanto mai opportuno per indagare la metafisica del soggetto. Platone aveva scacciato gli attori dalla sua repubblica ideale, per evitare la molteplicità che incarnavano e la distrazione che causavano, impedendo ai cittadini di concentrarsi unicamente sul loro ruolo sociale. Con un'inversione di centottanta gradi, l'autore propone in questo saggio una repubblica degli attori, in cui la molteplicità sia la regola e la distrazione uno strumento prezioso.
PRESENTAZIONE DI WILHELM BAUMGARTNER LA CITTà DEL SOLE 2005 411 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO.
Brossura filo refe, n. 131 di collana, prefaz. A. Anedda, volume di seconda mano con conservazione prossima allo stato del nuovo, copertina illustrata da composizione grafica, con minime tracce da manipolazione e sfregamento, conservazione interna ottima, ossidati i tagli. N. pag. 98. USATO
br. Ogni immagine, diceva György Lukács, è di questo mondo e il suo sguardo brilla per la gioia di esistere. Riprodurre e rappresentare la vita in un'immagine è uno dei più antichi dispositivi sentimentali per trattenere la presenza reale dei corpi dal loro svanire attraverso il tempo. Dalla video-arte di Bill Viola risalendo fino alla pittura di Masolino da Panicale o del Pontormo, da un racconto di Borges sulla creazione artistica al teatro, e dal teatro alla fotografia, queste tre riflessioni, nate in tre diversi laboratori di pensiero, interrogano la capacità dell'immagine contemporanea di produrre una rottura estatica e di aprire uno stato di sospensione nel flusso "cronovoro" di una realtà sempre più estetizzata e spettacolarizzata. Per scoprire che dentro l'immagine il tempo dello spettatore non ha esattamente la stessa direzione che fuori da essa e che l'arte può ancora, malgrado tutto, salvarci e trasformare la vita. Prefazione di Antonella Anedda.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. MAI SFOGLIATO, LIEVE BRUNITURA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Averroè, arabo di Spagna (1126-1198), fu uno dei più grandi filosofi musulmani. Ebbe un enorme influsso sul pensiero occidentale con i commentari che compose sulle opere di Aristotele, a tal punto da venir ricordato da Dante nell'«Inferno» (IV, 144) come il Commentatore per eccellenza: «Averois che 'I gran comento feo». Ebbe fama di iperrazionalista, financo di miscredente e gli fu attribuita (a torto) la dottrina della «doppia verità»; diverse e contrastanti sarebbero, infatti, le verità della fede e della filosofia. Nel «Trattato decisivo» che per altro non fu noto all'Occidente medievale, Averroè affronta appunto il problema dei rapporti tra religione e scienza. La soluzione proposta, nonostante l'inequivoca affermazione per cui il vero non contrasta col vero», non è priva di ambiguità e di oscillazioni, dovute anche a una certa vena fideistica. Scopo di Averroè è dimostrare non che la religione è razionale, ma che la filosofia non sostiene nulla di diverso dai dogmi della fede, pur servendosi di un linguaggio più raffinato e dimostrativo. La filosofia è tuttavia riservata a una categoria privilegiata di sapienti, mentre il volgo deve arrestarsi al significato letterale delle Scritture. Per lui la verità è una sola: il filosofo la cerca attraverso la dimostrazione necessaria, il credente la riceve dal Corano nella forma semplice e narrativa che meglio si adatta alla maggioranza degli uomini. Si enfatizza come l'approccio linguistico alla verità abbia ricadute sociologiche e politiche: esso serve infatti a sanzionare la superiorità dei filosofi sugli altri uomini e ad aprire la strada alla riforma religiosa progettata dai califfi Almohadi, al cui servizio Averroè operava. Descrizione bibliografica Titolo: Il trattato decisivo sull'accordo della religione con la filosofia. Testo arabo a fronte Titolo originale: Kitab Fasl Al-Maqal: On the harmony of religion and philosophy Autore: Averroè Curatore: introduzione, traduzione e note di: Massimo Campanini Grafica di: John Alcorn e Oliviero Bertolaso Editore: Milano: Biblioteca Universale Rizzoli, Marzo 1994 Lunghezza: 154 pagine; 18 cm ISBN: 8817169552, 9788817169554 Collana: Volume L955 di BUR Classici del pensiero Soggetti: Medio Oriente, Filosofia islamica e araba, Religione, Scritti filosofici, Averroës, Matematici arabi, Medici, XX secolo, Marrakech, Filosofi medievali, Giuristi islamici, Personaggi citati nella Divina Commedia, Inferno, Uomini universali, Commenti, Aristotele, Razionalismo, Aristotelismo, Al-Farabi, Avicenna, Ricerca, Ashariti, Al-Ghazali, Islam, Testi sacri, Ragione, Giurisprudenza islamica, Bidayat al-Mujtahid, Scuole di pensiero, Diritto islamiche, Medicina, Al-Kulliyat fi al-Tibb, Colliget, Tesi, Unità, Intelletto, Dottrine averroiste, Occidente, Chiesa cattolica, Condanne, Critiche, Tommaso d'Aquino, Fede, élite, Intellettuali, Metafisica, Esistenza, Essenza, Interpretazione esistenzialista, Anima, Divina, Jacob Anatoli, Filosofia ebraica, Maimonide, Spinoza, Cosmologia, Al-Kashf an Manahij Al-Adillah Fi Aqa Id Al-Millah, Prova, Dottrina, Dottrine religiose, Legislatore, Mutaziliti, Logica, Teologia speculativa, Ash'ari, Dio, Sufismo, Mistica, Musulmani, Fondamentalismo, Provvidenza, Universo, Invenzioni, Natura, Attributi, Divinità, Onnipotenza, Conoscenza, Corano, Creazione del mondo, Metaphysics of Causation, Incoerenza, Shari'a, Dilemmi, Trattati, Miscredenza, Furor sacro, Ostracismo, Punizione, Miscredente, Infedeltà, Esegesi allegorica, Critica, Edizioni critiche, Libri Vintage fuori catalogo, Alberto Magno, Cordova, Spagna, Rivelazione, Damima, Ibn Rushd, Qur'ān, Tahafut, Gauthier, Ghazali, Alessandro Bausani, Citazioni coraniche, Maometto, Sunna, Muhammad, Al-awwal, Profeta, Seguaci, Hadith, Burhan, Salvezza, Perdizione, Appendice, Bibliografia, Riferimento, Kogan, Alonso, Kayaffa, Sapienza, Sapienti, Abu Hamid, Tahafut, Middle East, Islamic and Arab philosophy, Religion, Philosophical writings, Arab mathematicians, Doctors, 20th century, Medieval philosophers, Islamic jurists, Characters mentioned in the Divine Comedy, Inferno, Universal men, Commentaries, Aristotle, Rationalism, Aristotelianism, Research, Asharites, Sacred texts, Reason, Islamic jurisprudence, Schools of thought, Islamic law, Medicine, Thesis, Unity, Intellect, Averroist doctrines, West, Catholic Church, Condemnations, Criticisms, Thomas Aquinas, Faith, Intellectuals, Metaphysics, Existence, Essence, Existentialist Interpretation, Soul, Divine, Jewish Philosophy, Maimonides, Cosmology, Proof, Doctrine, Religious Doctrines, Legislator, Mutazilites, Logic, Speculative Theology, God, Sufism, Mysticism, Muslims, Fundamentalism, Providence, Universe, Inventions, Nature, Attributes, Deity, Omnipotence, Knowledge, Quran, Creation of the world, Dilemmas, Treaties, Unbelief, Sacred wrath, Ostracism, Punishment, Unbeliever, Infidelity, Allegorical exegesis, Criticism, Critical editions, Out-of-print books, Spain, Revelation, Koranic quotations, Mohammed, Prophet, Followers, Salvation, Perdition, Appendix, Bibliography, Reference, Wisdom, Wise men, Incoherence Parole e frasi comuni Abû al-Ghazâlî almohade Alonso analogamente applica arabo argomento Aristotele Ash'ariti assenso Averroè Averroes Avicenna capacità caso causa certezza classe conclusioni conoscenza Corano Cordova corpo creato credere dialettico dimostrazione diverso divina esempio esistenti eterna fede fondata formulare futura giurista grado Hourani Ibn Rushd interpretazioni allegoriche islamica esistenza interpretazione Leaman Legge religiosa libri lode masse metodi miscredenza mondo musulmani natura necessario necessità nota note opere parole politica posizione pratica principi Profeta questioni ragionamento razionale reale realtà religione retorico rivelazione sapienti scienza Scritture senso letterale significato speculazione studio teologi termine testo tradizioni Trattato Decisivo umana uomo vera verità vero versetti volgo
brossura Se per avere un'idea pratica e non speculativa della vita, essa deve essere pura, teoricamente ciò è possibile solo quando questa idea è capace di contrapporsi a tutto ciò che è teorico. Il presupposto è che l'idea e la sua azione siano cose concrete. In pratica, questo caso della concretezza nel fare, nell'agire della vita essendo una "forza attiva" propria degli esseri umani è sempre un problema che attende una soluzione che si colloca nella natura di ciò che si acquisisce per abitudine attraverso le pulsioni. E cioè attraverso una rappresentazione psichica di contenuti creati per avere dei valori. Ma per fare ciò il pensare deve abituarsi a creare "contenuti mentali" capaci di pesare le pulsioni e i suoi valori. E ciò è possibile solo quando si ha una disposizione naturale verso quell'"abitudine" a tradurre le "forze attive" della vita nei "problemi pratici" dai quali ricavare sempre un valore.
br. Eroe capovolto, mostro seduttore, mellifluo incantatore, oscuro e perturbante, il vampiro si offre allo sguardo estetico coprendosi il volto e scoprendosi soggetto artistico. Il saggio evidenzia la posizione occupata dalla categoria del vampiresco nei territori avvincenti del negativo artistico, seguendo le linee tracciate dal brutto nella sua secolare esistenza. Fra le pieghe dei materiali estetici e attraverso il rimosso che, in epoche diverse e in linguaggi alternativi, ha parlato all'uomo senziente, si scoprono inedite potenzialità e inesplorate soluzioni nel tentativo di fissare il camaleontico brutto in una definizione conclusiva. Filo conduttore, fatalmente rosso, è il sangue del vampiro. Lo stesso sangue che simbolicamente si annida nell'estetica della paura, che seduce attraverso un cadavere esposto nella necrocultura, che mistifica e si nasconde nel kitsch, che, esibito e ostentato nel pulp, scorre, ultimo baluardo di umanità, nelle vene dei cyborg. Il sangue del vampiro ci guida tra queste manifestazioni artistiche che, dinamiche, si muovono tra le polarità del positivo e del negativo, della vita e della morte, tra un sentire organico e un'estetica inorganica, indirizzandoci verso i territori incerti e sfumati di cui il vampiro è signore.
br. Eroe capovolto, mostro seduttore, mellifluo incantatore, oscuro e perturbante, il vampiro si offre allo sguardo estetico coprendosi il volto e scoprendosi soggetto artistico. Il saggio evidenzia la posizione occupata dalla categoria del vampiresco nei territori avvincenti del negativo artistico, seguendo le linee tracciate dal brutto nella sua secolare esistenza. Fra le pieghe dei materiali estetici e attraverso il rimosso che, in epoche diverse e in linguaggi alternativi, ha parlato all'uomo senziente, si scoprono inedite potenzialità e riesplorate soluzioni nel tentativo di fissare il camaleontico brutto in una definizione conclusiva.
TIMBRI DI BIBLIOTECA ESTINTA. ESEMPLARE PERFETTO. Descrizione bibliografica Titolo: L'intelligenza nell'arte: ricerche sui fondamenti ontologici e gnoseologici dell'attività artistica Autore: Filippo Piemontese Editore: Milano: Carlo Marzorati, 1955 Lunghezza: 199 pagine; 21 cm Soggetti: Estetica, Teoria intellettualistica, Rosmini Serbati Antonio, Pensiero estetico, Croce Benedetto, Poetica, PROPRIETÀ CLASSICHE DELL'ESSERE, BELLEZZA, Estetica Crociana, Intuizione, Poesia, Critica letteraria, Filosofia dell'arte, Teosofia, Metafisica del bello, Mimesi artistica, Contemplazione, Cultura italiana, Saggi, Libri rari, Vintage, Intuizione cosmica, Opera d'arte, Lirica, Analisi, Gnoseologia
br. Prendendo avvio dalla nozione di sistema e dall'esame di alcune particolari realtà - le immagini, le persone, le opere d'arte, i corpi virtuali - il volume indaga la categoria di relazione. In principio è la relazione e l'analisi dei corpi virtuali ne mostra bene l'originarietà. Ibridi ontologici, plessi di corpo e immagine, oggetto ed evento, interno ed esterno, artificiale e vivente, esistono solo nell'interazione. Come emerge in alcune operazioni artistiche che schiudono orizzonti di possibilità estetiche ed etiche.
ill., br. Uno fra i più autorevoli storici dell'arte dei nostri giorni si interroga sul perché l'idea stessa di immagine, il suo fascino e la sua potenza siano temi sempre attuali. Questo dipende in primo luogo dall'inedita predominanza del visuale in tutti gli ambiti del nostro quotidiano. Ma dietro si annida un problema più profondo e paradossale: le immagini, in quanto artefatti, non possiedono vita propria, eppure sviluppano una presenza che le differenzia e le eleva rispetto alla materia inanimata. Da qui l'aspettativa che la riflessione possa spingersi oltre il livello del puro sguardo, della mera contemplazione. Nell'apparente conflitto tra fissità e vitalità sta il vero potere attivo delle immagini. Partendo da questo presupposto, Horst Bredekamp sviluppa una teoria dell'atto iconico complementare a quella dell'atto linguistico e distingue tre aree in cui le immagini operano attivamente: la vita artificiale, lo scambio di immagine e corpo e l'energia autonoma della forma. Il volume rappresenta la stimma di decennali ricerche sulla fenomenologia delle immagini e sulla loro forza intrinseca.
brossura La domanda sulla morte è la questione primaria della metafisica, e sembra comprendere tutto. Quando a volte pensiamo la morte, non ragioniamo sulla morte, né della morte, solitamente indaghiamo la paura e l'angoscia legate alla morte, che non sono però della morte, ma appartengono alla sfera delle emozioni, ne sono il risultato. La riflessione sulla morte deve tradursi nell'investigare sulla vita; più il ragionamento si fa intenso, più ne ricaviamo informazioni sulla nostra identità, sul senso del vivere e sulla realtà. Decisivo è perciò relazionarsi col mondo. L'industria della felicità, sostenuta da fascinazioni ripetute quotidianamente dalla tecnica, non sa definire un qualche orizzonte, un qualche punto fermo; addirittura il web brulicante di possibilità, diventa un cimitero sempre aperto, una specie di santuario dove rivedere i morti, sorta di Spoon River contemporanea e sempre aggiornata.
90 pages. One of the most important ethical treatises ever written. First Published in 1785. Unmarked. Light wear. Glossy covers. Book
brossura Questo libro non è semplicemente un saggio di estetica o di teoria delle arti dedicato alle sorti della pittura nel contemporaneo, né è il solito catalogo di opere visive introdotte o "presentate" da autori dediti alla pratica logico-verbale. È, invece, la testimonianza di un incontro tra alcune voci dell'interrogazione filosofica contemporanea europea e alcuni protagonisti attuali del fare artistico italiano, in particolare pittorico. È il concreto esempio di un confronto tra la prassi filosofica e la prassi artistica, nel rispetto della loro invalicabile distanza. I pittori protagonisti, con le loro opere, del dialogo sono: Italo Bressan, Francesco Correggia, Pietro Finelli, Silvestro Lodi, Lello Lopez, Salvatore Lovaglio, Franco Marrocco, Marco Pellizzola, Nicola Salvatore (intervistati da Valeria Tassinari). Gli autori dei saggi teorici sono: Massimo Donà, Félix Duque, Romano Gasparotti, Vladimir Gradev, Gabriele Perretta, Carlo Sini, Vincenzo Vitiello.