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br. Arte e terrore; l'origine del buon gusto e il suo rapporto con la perversione; l'ingresso dell'arte nel Museo e nelle collezioni; la separazione fra artisti e spettatori, genio e gusto; l'apparizione del giudizio critico; in altre parole, la nascita dell'estetica moderna, in un'analisi che parte da un'inedita rilettura dei passi di Hegel sulla morte, o, meglio, sull'"au to an nientamento" dell'arte per sfociare in un'originalissima interpretazione della Malinconia di Drer: ecco il sentiero che ci invita a percorrere questo saggio di insolita ricchezza in cui l'autore è riuscito ad aprire sul problema dell'opera d'arte una prospettiva nuova, che è al tempo stesso un avvincente programma poetico.
Mm 145x210 Collana "Il portico. Biblioteca di lettere e arti" - Brossura editoriale, 181 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
61 illustrazioni in bianco e nero (opere di Carrà, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Ottone Rosai, Giorgio De Chirico et al.) . 8vo. pp. 208. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione (First Edition). .
br. Certi trionfi sono peggiori delle eclissi. È accaduto anche alla bellezza. Proscritta come imbarazzante anticaglia dal sussiego postmodernista, ha poi riguadagnato terreno nella vita quotidiana attraverso un'idea artefatta di naturalezza e il culto della prestanza corporea, che promette a chiunque una facile elusione del proprio "ricettacolo di fango". Stefano Zecchi non si compiace affatto di un simile rientro in scena della bellezza. Se oltre vent'anni fa la riscattava dal limbo di irrilevanza in cui l'aveva confinata l'intero Novecento, avanguardista e "post", adesso la difende dalla sua versione cosmetica, domenicale. Nella nuova edizione di quel saggio controcorrente, accolto con successo, Zecchi torna a essere felicemente inattuale. Ai suoi occhi rimozione estetica ed esaltazione sociale appartengono allo stesso orizzonte isterilito, in cui ancora una volta viene aggirata la domanda di senso che è racchiusa nella rappresentazione di una forma sensibile e che costituisce la vera dimensione utopica dell'esistenza. Più che salvare il mondo, secondo l'auspicio di Dostoevskij, oggi la bellezza deve essere messa in salvo dal mondo.
br. Siamo a Parigi all'inizio del Novecento, la pittura si è liberata di molte delle vecchie regole: figure edificanti, consonanze, equilibrio dei colori. Ora tocca alla bellezza essere messa fuori gioco. Tutto ciò che era tradizionalmente associato al nudo - grazia e compiacente sensualità - è stato spazzato via. Le demoiselles di Picasso ci guardano minacciose, come per affermare il crollo di ogni convenzione; il carattere teatrale della scena accresce la carica provocatoria del dipinto. L'armonia delle forme svanisce del tutto nel bordello delle Demoiselles d'Avignon. Un'icona che segna un cambiamento irreversibile nella storia dell'arte.
br. E se la metafisica fosse il più grande beneficio della storia dell'umanità? La metafisica si basa su un'esperienza semplicissima e sconcertante: quella dell'infinita bellezza del mondo che si impone alla nostra intelligenza, malgrado il male, la sofferenza e l'assurdo in cui ci imbattiamo di continuo e che suscitano la nostra indignazione solo perché l'aspettativa metafisica è predominante. L'idea alla base della metafisica è che questa bellezza ha una ragione. Scoprendo la bellezza delle cose, la cui contemplazione fa la nostra felicità, e riconoscendo una dignità all'umano, che a quella bellezza partecipa nella sua capacità di trascendenza, la metafisica ci procura delle ragioni per vivere e sperare, realizzando quindi la finalità della filosofia stessa. Ogni filosofia o è metafisica, o è triste poiché non lo è. In quest'opera Grondin propone una rinfrescante ermeneutica e attuazione del pensiero metafisico, che va di pari passo con una concezione metafisica dell'ermeneutica stessa. La filosofia è metafisica nel momento stesso in cui ha qualcosa da dire sulla realtà nel suo insieme, dunque sul suo ordine, sulla sua bellezza, sulle sue ragioni e sull'intelligenza di colui che interpreta la realtà e si sforza di comprenderla.
br. In un mondo contrassegnato dall'opprimente dilagare della banalità del brutto e dal conformismo dei gusti e degli stili, la riscoperta della bellezza nella natura e nell'arte, nelle relazioni umane e nella vita di ogni giorno, può diventare un'autentica medicina dell'anima, in grado di farci rinascere, di restituirci emozioni e sentimenti, di aprire in modo più autentico alla realtà. Ferrucci mette a frutto la sua esperienza di psicoterapeuta, i risultati della ricerca scientifica più recente e le testimonianze dirette delle molte persone da lui intervistate nel corso degli anni, per accompagnare il lettore lungo un singolare percorso di educazione estetica. L'uomo contemporaneo è vittima di una dimenticanza fatale: distratto dai mille stimoli che offre la società globalizzata, ha smarrito il senso profondo della bellezza e il contatto con le proprie risorse interiori. Ha impoverito così la sua esistenza divenendo prigioniero della solitudine e del desolato grigiore della metropoli, schiavo di ritmi affannosi e di un tempo che si succede sempre uguale, preda della vacuità scintillante dei centri commerciali o automa che si aggira per i sentieri virtuali di internet. Sviluppare la capacità di percepire la bellezza - una vera e propria forma di intelligenza estetica - che induca a riscoprire la magia e la perfezione di un paesaggio, di un volto, di una danza, di una musica o di un quadro, ma anche di piccoli, sorprendenti aspetti del quotidiano, può rivelarsi fonte di rigenerazione.
br. La bellezza è un'abitudine? Veniamo al mondo già dotati di competenza estetica, cioè della capacità di "sentire" il bello e di apprezzare esteticamente oggetti ed eventi o, piuttosto, ce ne formiamo l'abito gradualmente? Questo libro, con un approccio interdisciplinare al confine tra storia della filosofia, arti, biologia e scienze cognitive, mette a fuoco il "tempo lungo" dell'aisthesis: quello del suo sviluppo nella vita individuale, tra vincoli biologici e routine specifiche della nicchia entro cui siamo inseriti. L'autrice, indagando la complessa famiglia di concetti che fa capo a quello di "abito" (habit, hexis, ethos, habitude, coutume), mostra come, da un lato, l'essere umano - anche per ragioni biologiche - non possa prescindere dall'acquisizione di habits in grado di dare forma al suo esperire (soprattutto estetico); dall'altro lato, come la contemporaneità iperestetizzata sembri oggi esigere, anziché una paziente formazione di abiti, l'adozione di labili, incostanti e volubili "belle" abitudini. Attraverso un'esplorazione appassionante che muove dal pensiero aristotelico per spingersi sino alle scienze cognitive e alle neuroscienze contemporanee, il volume sottolinea il valore della condivisione d'esperienza, dell'educazione estetica sin dall'infanzia, della curiosità e dell'"apertura alle cose" come vie possibili per la coltivazione della hexis aisthetikè.
br. "La bellezza può consolare o turbare; può essere sacra o profana; può essere divertente, stimolante, ispiratrice, raggelante. Può influenzarci in infiniti modi, ma mai viene considerata con indifferenza: la bellezza esige di essere notata." Con queste parole il filosofo inglese Roger Scruton apre il suo ultimo saggio, una ricognizione al tempo stesso profonda e accessibile sul significato della bellezza e sul posto che essa occupa nella nostra vita. Il punto non è tanto trovare una definizione esaustiva di ciò che piace, ma riflettere sulla nostra esperienza della bellezza, trovare il senso delle emozioni che essa suscita. Tuttavia l'autore non si sottrae al confronto con un dibattito culturale e filosofico che ha radici lontane e voci di somma autorevolezza. Egli espone e spiega le idee di Platone, che vede il bello come via che conduce al trascendente; quelle di Tommaso d'Aquino, per cui la bellezza è un attributo dell'essere e un dono di Dio, per soffermarsi poi sulle teorie estetiche di pensatori moderni, primo fra tutti Kant, del quale analizza approfonditamente la dottrina sulla natura del giudizio estetico.
PENDRAGON 2000 206 PP. FONDO DI MAGAZZINO. PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Pittore, filosofo, regista e romanziere, Pierre Klossowski (1905) è scomparso a Parigi nell'estate del 2001. Grande intellettuale del Novecento, su di lui in Italia è stato scritto molto poco, forse perché la sua estrema poliedricità ne ha fatto il più “inclassificabile” dei pensatori contemporanei. In questo volume l’autore mette in evidenza che i suoi ispiratori sono senz’altro Sade e Nietzsche, veri e proprio alter ego klossowskiani, nel loro tentativo di giungere ai limiti estremi del pensiero. Limite a cui Klossowski tende costantemente, proseguendo nella strada da loro tracciata, con la sua riflessione sulle forme (linguaggio, corpo, immagine...) e sulla necessità di scavarle e superarle. Prigione e varco al tempo stesso, le forme ci consentono una doppia possibilità: quella di rimanerne alla superficie, sulla loro soglia, o di andare oltre, immergendoci in esse – come fa Narciso quando vede la sua immagine riflessa sull'acqua – per vederne l’ambiguità, noi stessi. Klossowski quindi si occupa innanzitutto di conoscenza e, attraverso la conoscenza, di metafisica: è quanto afferma Brivio definendolo “uno degli ultimi metafisici occidentali”. Guido Brivio (1971) è studioso di storia delle religioni e filosofia. Oltre a diversi articoli, traduzioni e interventi, ha curato e tradotto l'ultima opera di Pierre Klossowski, L'adolescente immortale (Bollati Boringhieri, 1997). La caduta di Narciso è il suo primo volume, elaborazione dall'omonima tesi di laurea discussa nel 1997 con il prof. Gianni Vattimo. SOGGETTI: NICHILISMO, VOLONTà DI POTENZA, HEIDEGGER, ETERNO RITORNO, CIRCOLO VIZIOSO, COLLI, MONTANARI, GENEALOGIA DELLA MORALE, LOWITH, JASPERS, PENSIERO DEBOLE, DELEUZE, CORPO, ANTROPOLOGIA, CRISTIANESIMO, ULTIMO UOMO, SUPERUOMO, STRUTTURALISMO, FENOMENOLOGIA, KOJèVE, ESISTENZIALISMO, INTERPRETAZIONE
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Pittore, filosofo, regista e romanziere, Pierre Klossowski (1905) è scomparso a Parigi nell'estate del 2001. Grande intellettuale del Novecento, su di lui in Italia è stato scritto molto poco, forse perché la sua estrema poliedricità ne ha fatto il più "inclassificabile" dei pensatori contemporanei. In questo volume l’autore mette in evidenza che i suoi ispiratori sono senz'altro Sade e Nietzsche, veri e proprio alter ego klossowskiani, nel loro tentativo di giungere ai limiti estremi del pensiero. Limite a cui Klossowski tende costantemente, proseguendo nella strada da loro tracciata, con la sua riflessione sulle forme (linguaggio, corpo, immagine...) e sulla necessità di scavarle e superarle. Prigione e varco al tempo stesso, le forme ci consentono una doppia possibilità: quella di rimanerne alla superficie, sulla loro soglia, o di andare oltre, immergendoci in esse – come fa Narciso quando vede la sua immagine riflessa sull'acqua – per vederne l’ambiguità, noi stessi. Klossowski quindi si occupa innanzitutto di conoscenza e, attraverso la conoscenza, di metafisica: è quanto afferma Brivio definendolo "uno degli ultimi metafisici occidentali". Tireless creator through the word fictional narrative, philosophical and the pictorial image of Simulacra-i.e. places where vital intensity can be uncovered-Klossowski travels from one end to the other on the 20th century, in his devotion to irreducible those forces, sometimes, sometimes insights, passions that inhabit the human soul, returning it to its sense enigmatically. Conducted through the eyes of two pivotal figures of heterodox thought-Sade and Nietzsche-reflected in the mirror of the most disturbing unclassifiable contemporary French thinkers, the eye of the reader is invited to a journey that leads him to question the meaning of the image and imagination, of eros and body, time and myth, following the tracks of a double path in which dispersion and reflection, will and abandonment, Word and silence become terms of a paradoxical route as the only possible way to experience of the unspeakable. Guido Brivio (1971) è studioso di storia delle religioni e filosofia. Oltre a diversi articoli, traduzioni e interventi, ha curato e tradotto l'ultima opera di Pierre Klossowski, L'adolescente immortale (Bollati Boringhieri, 1997). La caduta di Narciso è il suo primo volume, elaborazione dall'omonima tesi di laurea discussa nel 1997 con il prof. Gianni Vattimo. Descrizione bibliografica Titolo: La caduta di Narciso: Sade e Nietzsche nello specchio di Pierre Klossowski Autore: Guido Brivio Editore: Bologna: Edizioni Pendragon, Febbraio 2000 Lunghezza: 206 pagine; 22 cm ISBN: 8883420284, 9788883420283 Collana: Volume 35 di Le Sfere Soggetti: Filosofia, Marchese de Sade, Nietzsche, Pierre Klossowski, Erotismo, Mitologia, Fantasia, Eros, Corpo, Tempo, Mito, Teologia, Pensatori francesi contemporanei, Narciso, Labirinto, Saggi, Libri Vintage fuori catalogo, Metafisica, Ribellione, Rappresentazione, Natura, Coscienza, Factum, Fabula, Tragico antico e moderno, Abisso, Sestov, Dèi, Eterno ritorno, Arianna, Occhi, Thérèse, Peccato, Esegesi, Anima, Ospitalità, Emancipazione, Rituali, Parola, Libro, Uber-sichtliche Darstellung, Wittgenstein, Frazer, Deleuze, Bataille, Blanchot, Gilles Deleuze, Michel Foucault, André Gide, Post-strutturalismo, Intellettuali francesi, Nietzsche-renaissance, Anni Sessanta, Samsara, Differenza, Nietzsche et le cercle vicieux e Nietzsche, Politeismo, Parodia, Stimmung, Le philosophe scélérat, Sade mon prochain, Les lois de l'hospitalité, Le Baphomet, Sade prossimo, Il filosofo scellerato, La revoca dell'editto di Nantes, Religione, Simulacri, Simulacres, Sessualità, Vizio, Perversione, XX secolo, Philosophy, Marquis, Eroticism, Mythology, Fantasy, Body, Time, Myth, Theology, Contemporary French thinkers, Narcissus, Labyrinth, Essays, Books Out of print, Metaphysics, Rebellion, Representation, Nature, Consciousness, Ancient and modern Tragic, Abyss, Gods, Ariadne, Eyes, Sin, Exegesis, Soul, Hospitality, Emancipation, Rituals, Word, Post-structuralism, French intellectuals, Sixties, Difference, Polytheism, Parody, Eternal return, The villainous philosopher, The revocation of the edict of Nantes, Religion, Simulacra, Sexuality, Vice, Perversion, 20th century, Bibliografia
In-8° pp. 131 con alcune segnature e sottolineature a penna n.t. Leg. edit. in cartone con sovrac. ill. a col.
br. Comunque l'Essere è cosa innata in noi, così profonda, duratura e spirituale da rimanere anche nell'ontologia stessa del tempo che verrà. La filosofia trova in questo fattore la sua ragion d'essere e concede l'attualità della coscienza delle cose. Così la filosofia trova sua la pienezza e ragione ultima. E tuttavia non ci satolla e ci empie pensare a ciò che potremmo essere nel tempo, come allo spazio che ci circonda. È più facile che una caffettiera arrivi su Marte con l'uomo e le relative tazzine... Come sono cambiati i concetti di Coscienza e di Essere negli ultimi decenni? Quale "significatio" può avere la filosofia nel contemporaneo? Tuttavia si ha coscienza di che cosa sia il contemporaneo? Come è cambiata la concezione stessa del Tempo in filosofia? Quale futuro avrà il filosofo nel suo stesso ruolo inteso come veicolo di Conoscenza? È possibile concentrare tutta l'esperienza filosofica in un unico Ente?
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. RARO SE NON INTROVABILE. La «Città virtuosa» di Abû Nasr al-Fârâbî (870-945), il «secondo maestro» dopo Aristotele, si presenta, a una prima superficiale lettura, come un'utopia politica ispirata alla «Repubblica» di Platone. A un più attento esame, però, emerge una complessa tessitura teoretica che proietta il problema politico in una dimensione metafisica, ben contestualizzata nell'evoluzione del pensiero islamico. L'uomo vive in società per acquisire la felicità, tanto quella pratica riservata all'uomo comune quanto quella teoretica riservata al filosofo; e l'ordine del cosmo riflette l'ordine del mondo civile. Se grande rilevanza assumono temi neoplatonici, come la gerarchia delle intelligenze, o aristotelici, come il rapporto materia-forma, la peculiare figura dell'imâm-profeta-re, capo della città virtuosa, richiama espliciti temi sciiti, mentre la teologia negativa e la assoluta trascendenza di Dio trovano nello stesso Corano i loro referenti più immediati. Descrizione bibliografica Titolo: La città virtuosa. Testo arabo a fronte Titolo originale: Kitab ara'ahl al-madinah al-fadilah. Autore: Al-Fârâbî Curatore: Introduzione, traduzione e note di: Massimo Campanini Grafica di John Alcorn Editore: Milano: Biblioteca Universale Rizzoli, Gennaio 1996 Lunghezza: 328 pagine; 18 cm ISBN: 8817169889, 9788817169882 Collana: Volume L988 di BUR. Classici Soggetti: Filosofia araba, Stato Ideale, Sociologia musulmana, Aristotele, Principi platonici e aristotelici, Dottrina islamica, Società perfetta, Classi sociali, Addestramento, Capo supremo, Cittadini, Il libro della defunta città della virtù, Epoca d'oro, Medioevo, Califfato, Abbasidi, Religione, Dio, Plotino, Psicologia, Metafisica, Cosmologia, Idee, Abitanti, Città virtuosa, Intelletto, Potenza, Atto, Acquisito, Agente, Essenza, Intelligenza Agente, Materia, Luce, Sole, Vista, Filosofi greci, Brame, Desideri, Avversioni, Sensi, Percezione, Immaginazione, Capacità manipolatorie mentali, Facoltà intellettuali, Corruzione, Etica, Ricchezza, Proprietà, Beni materiali, Felicità, Città corrotta, Cangiante, Città immorale, Insipiente, Lussuria, Passioni, Salute, Corpo, Fabbisogno, Scambio, Collaborazione, Viltà, Onori, Stima, Riconoscimento sociale, Sottomissione, Libertà, Stato, Grandi spiriti, Platone, Amministrazione, Governo, Leggi, Cultura medievale, Studies in Muslim Political Thought and Administration, Neoplatonismo, IX secolo, Filosofi islamici, Medio Oriente, Metafora organicistica, Trattati, Governante, Rais, Organicismo politico, Causa Prima, Scienza delle cose divine, Vita ultraterrena, Escatologia, Repubblica platonica, Weltanschauung, Corano, Tafsîr ilmi, Razionalismo, Allegorie coraniche, Speculazione teologica, Ummah, Comunità religiosa, Politica, Autorità, Emiri, al-Hamdânî, Sciismo, Profeta, Misticismo, Primo Essere, Libero arbitrio, Cuore, Mustafâd, Munfa'il, Ittisâl, Scritti politici, The Virtuous City, Ibn Rushd, Baghdad, Maimonide, Idealismo, On the Cause of Dreams, Ignoranza, Ignoranti, La ciudad ideal, Der Musterstaat, A cidade excelente, Idées des habitants de la cité vertueuse, Studi culturali, Saggi, Testi antichi, Libri rari Vintage fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Avempace, Avicenna, Averroè, Richard Walzer, Ian Netton, Albert Nader, Fiqh, Dottrina farabiana, Herbert Davidson, Shari'ah, Miriam Galtson, Imam, Natiq, Profeta, Maometto, Scienza, Fenomenologia, Edizioni critiche, Arab Philosophy, Ideal State, Muslim Sociology, Aristotle, Platonic and Aristotelian Principles, Islamic Doctrine, Perfect Society, Social Classes, Education, Supreme Leader, Citizens, The Book of the Defunct City of Virtue, Golden Age, Middle Ages, Caliphate, Abbasids, Religion, God, Plotinus, Psychology, Metaphysics, Cosmology, Ideas, Inhabitants, Virtuous city, Intellect, Power, Act, Acquired, Essence, Agent intelligence, Matter, Light, Sun, Sight, Greek philosophers, Longings, Desires, Aversions, Senses, Perception, Imagination, Mental manipulative abilities, Intellectual faculties, Corruption, Ethics, Wealth, Property, Material goods, Happiness, Corrupt city, Changeling, Immorality, Foolish, Lust, Passions, Health, Body, Need, Exchange, Collaboration, Cowardice, Honors, Esteem, Social recognition, Submission, Freedom, State, Great spirits, Plato, Administration, Government, Laws, Medieval culture, Neoplatonism, 9th century, Islamic philosophers, Middle East, Organic metaphor, Treatises, Ruler, Political organicism, First Cause, Science of divine things, Afterlife, Eschatology, Platonic Republic, Koran, Rationalism, Koranic allegories, Theological speculation, Religious community, Politics, Authority, Emirs, Shiism, Prophet, Mysticism, First Being, Free will, Heart, Political writings, Maimonides, Idealism, Ignorance, Ignorants, Cultural studies, Essays, Ancient texts, Rare books out of print, Bibliography, Reference, Averroes, Farabian doctrine, Prophet, Mohammed, Science, Phenomenology, Critical Editions
br. Nella contemporaneità il confine tra azioni pubbliche e private si è assottigliato. La "spettacolarizzazione" di guerre come quella del Golfo del 1990 o quella russo-ucraina del 2022 ne è un emblematico paradigma. Viviamo in una realtà in cui è problematico individuare l'identità culturale di un popolo e dove ogni idea o sentimento trova sostanza solo nella comunicazione, nella condivisione pubblica. Analizzare e comprendere le profonde interconnessioni tra l'estetica, quale indagine dei comportamenti socialmente riconoscibili, e le forze economico-politiche che agiscono nella società appare quindi necessario, se non indispensabile, per determinare le dinamiche dell'esistenza, individuale e collettiva.
Félix Alcan, 1934, In-8 broché, 193 pages. Bon état.
GUIDA 1990 167 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO Parole e frasi comuni attimo austriaca aver avete avrebbe Ballin bambini Baron Bottle braccio buon Busoni c'era caffè cannone capo cari nomi casa cavalli certo ché Cinesi città colpi cominciò contessa cortile d'Alès d'altronde d'Indy davanti decise destra diavoli bianchi dietro donna Duvillard eccentricità ecco erano fagotti fanciulla fece Ferruccio Busoni figliastro figlio finestra Foglianti giardino gioco giorno giunto gnard Graziana guardare imperiale infatti l'indomani Langendorf lasciato lungo maggiordomo Magnard Magnard si sentì mano mattino melone mente mette minareto di Jam minchione Mongolo Montmirail musica notte occhi odore ormai padre palazzo passo pensato piazza piccola Platone porta posto potuto preso proprio Punjab puttana Ramsgate riuscito rosso rumore sala sapere sarebbe sembrava settimana Shu-Wang-Hsi siete soldati soltanto stanza stava strada Svizzeri sweet Elisabella tavola testa tiro tornare tratta Treviso trovato Tuileries vedere veranda verso vicino villaggio Vincent d'Indy visto voleva Weiss Wu-Li Wu-Li-Li Zuavo
brossura
LA CITTà DEL SOLE 1999 495 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
br. Che cosa è la creazione artistica? Come nasce l'opera d'arte? Quali sono i suoi elementi necessari? Queste le domande poste dal poeta francese durante la conferenza del 28 gennaio 1928, rivolta al pubblico della Società francese di filosofia e per la prima volta qui tradotta. Valéry descrive l'arte come l'incontro tra caso e necessità, tra dimensione sensibile e razionale, tra ispirazione da una parte e ordine e progettazione dall'altra; conseguenza di uno scambio tra mente, occhio e mano. Tre i soggetti di questo processo: l'artista "che sa guardare", l'opera d'arte e colui che ne fruisce. Il discorso del poeta - corredato di illustrazioni - sfocia in un vivace dibattito con due tra le figure più note della cultura filosofica di quegli anni: Paul Desjardins, membro del Collège de France, ed Henri Delacroix, studioso di psicologia.
br. Un saggio di filosofia dell'arte. Una ridefinizione del concetto di Classico a quasi due decenni dalla fine del secolo della "Krisis". Gli statuti fondamentali dell'arte sono ripercorsi alla luce dei classici, da Aristotele a Leonardo, fino ai moderni: Hegel, ma anche Hölderlin, Leopardi, Baudelaire. La rilettura del '900 delle Avanguardie e dei Totalitarismi assume invece la forma di una critica della crisi che ne attraversa le filosofie e le ideologie, con un'attenzione particolare a movimenti come il Futurismo e il Cubismo, ma anche alle Avanguardie del secondo '900. Cesare Brandi ne "La fine della Avanguardia" scriveva: «possa l'epoca, che con fatica s'inizia, riconquistare nel futuro la dimensione temporale che rese l'uomo capace e degno di storia». Rifiutando ogni callida retorica del "post-moderno", il saggio scommette sulla possibilità, anzi la necessità, di una nuova "epoca" nella quale il Moderno recuperi il senso della "storia", non solo come "tempo" ma come "civiltà".
Non précisé. 1928. In-12 Carré. Broché. Bon état. Livré sans Couverture. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. Plaquette tirée à part paginée de 108 à 132. Scotch jauni sur le dos, le consolidant. Annotations en 1re page. In 'Revue de Métaphysique et de Morale', jan.-mars 1928.