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Grandi Opere, nuova edizione riveduta e ampliata - Dedica - Introduzione alla prima edizione - Introduzione alla nuova edizione - 1. Alle origini: il futurismo - 2. Da metafisica a Novecento - 3. L'architettura sospesa - 4. Critica e storia dell' architettura - Indice dei nomi - In sopraccoperta: Mario Sironi, Periferia, 1922, part. 1 24x16,5 cm., in brossura telata, sopraccoperta illustrata, pp. XVIII (2), 396, 203 illustrazioni in bianconero, nel testo, in italiano, buone condizioni. Dal futurismo al razionalismo, da metafisica a Novecento, da Boccioni a De Chirico, da "Domus" a "Casabella": i movimenti, le idee, i protagonisti di una nuova architettura di segno europeo, in una attenta ricostruzione dell'arte e della cultura italiane tra le due guerre.
Paris, Vrin, 1999, 8vo (cm. 21,5 x 13,5) brossura, pp. 289 (Bibliothèque des Textes Philosophique) . Stato di nuovo.
In 8°, br. edit. con alette, pp. 245,(3); esemplare molto buono, testo in lingua francese. (zb7) Isbn 2850760676 (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (zb7)
Mm 130x205 Collana "Piccola Biblioteca Filosofica". Brossura editoriale di 71 pagine, firma d'appartenenza al foglio d'apertura, alcune sottolineature a penna. A cura di Concetto Marchesi.Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 120x205 Brossura editoriale di pagine 304, fioriture alla copertina ed alle prime ed ukltime carte. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Cos'è una spiegazione teleologica? In termini semplici possiamo dire che si tratta di una spiegazione in cui qualcosa viene spiegato per mezzo di un fine, uno scopo o una funzione. Questo tipo di spiegazione ha avuto un largo uso anche in ambito scientifico per lungo tempo, salvo poi essere messa in discussione perché ritenuta problematica e illegittima. Questo libro ci guida tra i diversi modelli di spiegazione teleologica per fare chiarezza.
br. La "Fenomenologia dello spirito" ha rappresentato, sin dagli anni della pubblicazione, un peculiare problema per la cultura filosofica; tanto per la sua intrinseca complessità, che ne fa uno dei libri più ardui della storia del pensiero, quanto per il ruolo che essa occupa nell'organizzazione sistematica della filosofia hegeliana. La "Fenomenologia", infatti, nasce come l'opera meno prevista dagli schemi, abbozzi o parti di "sistema" elaborati da Hegel prima del 1805, e tale rimane fino agli ultimi anni di vita del filosofo. In essa le tensioni che innervano la speculazione hegeliana sono portate all'estremo e, al tempo stesso, mantenute in un fondamentale equilibrio. Nel tentativo di penetrarne il segreto, il volume presta particolare riguardo alla struttura logica che sorregge la "Fenomenologia", nella convinzione che sia proprio il possesso della logica a costituire un canone d'accesso privilegiato a un testo di tale difficoltà. Dopo la disamina del metodo e dell'organizzazione concettuale dell'opera - nella quale si stringono i nessi fra la "coscienza" e la necessità della "scienza" e si viene delineando il principio e l'articolazione del cammino fenomenologico -, la trattazione si sofferma sulle figure e i momenti che compongono il percorso del libro, dalla "certezza sensibile" al "sapere assoluto".
br. Questa raccolta si propone di restituire i tratti storico-culturali e teorici dell'opera di Husserl attraverso tre percorsi che ricalcano i principali momenti della carriera cinquantennale del filosofo tedesco. Nel periodo di Halle cerca, e trova, un'impostazione nuova e originale di pensiero, quella fenomenologica, capace di evitare sia lo psicologismo sia il logicismo; a Gottinga elabora il metodo della riduzione fenomenologica e dell'intuizione d'essenza, e tenta la costruzione di un'ontologia fenomenologica del mondo; mentre a Friburgo approfondisce il tema della temporalità e affronta il problema della struttura del mondo-della-vita e della teleologia della storia. Un itinerario grazie al quale si vede come Husserl persegua il proprio ideale - quello della fenomenologia, cioè della filosofia come scienza rigorosa -, ne elabori il programma e cerchi di realizzarlo, ma anche lo approfondisca e lo difenda, sia pure paradossalmente, come un valore quando, convinto di aver posto un vero inizio, lo vede radicalmente minacciato nell'esistenza storica.
ill., br. Cent'anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: "Pensai a ciò che chiamai una 'fidanzata automatica', intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura... Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no". Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate "opere d'arte". Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c'è una cosa che l'opera d'arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d'arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell'autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia.
Mm 140x205 Volume nella sua brossura originale, 138 pagine, in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Pubblicata nel 1930 come summa delle lezioni universitarie del biennio precedente, "La filosofia dell'arte" è il primo vero confronto di Giovanni Gentile con il tema dell'Estetica. Dopo decenni in cui il pensatore si era approcciato soltanto in parte o di sfuggita al problema dell'arte, in questo volume affronta esplicitamente l'argomento, per fornire il suo punto di vista - in polemica velata, fra gli altri, con Benedetto Croce - e inquadrarlo meglio all'interno della sua visione attualista, che tanto ha influenzato il pensiero della prima metà del XX secolo.
FRATELLI BOCCA EDITORI 1951 227 PP. UNA PICCOLA MANCANZA IN QUARTA DI COPERTINA, LIEVI TAGLIETTI MARGINALI ALLE ESTREMITà DELLA COPERTINA, TUTTA LA PAGINAZIONE INTONSA: CHIUSA E DA APRIRE.
In-16 (cm. 19.30), brossura (tracce d’uso), pp. 126, (2). In buono stato di conservazione (good copy).
LAMPUGNANI NIGRI 1973 X-199 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. NUOVO. RARO. Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale su "la filosofia pratica tra metafisica e antropologia nell'età di Wolff e Vico", tenutosi a Napoli tra il 2 e il 5 aprile 1997 e organizzato con il patrocino del Centro di studi Vichiani, dell'Instutut fur Philosophie della Technischen Universitat di Berlino e dell'Arbeitsstelle Italienzentrum della Freien Universitat di Berlino. Il confronto tra i due diversi itinerari speculativi, quello di Vico e quello di Wolff, lontano da ogni tentativo di comparazione, costituisce un fertile terreno di discussione su due emblematici punti di riferimento di una svolta cruciale nel cammino del pensiero filosofico europeo. INTRODUZIONE Nel quadro della elaborazione di comuni progetti di ricerca - favoriti e sostenuti per parte italiana dal CNR e per parte tedesca dalla DFG - che hanno coinvolto il Centro di Studi Vichiani di Napoli, il Dipartimento di filosofia "Aliotta" dell'Università "Federico II" di Napoli, l'Arbeitstelle Italien-Zentrum della Freie Universität di Berlino e l'Istituto di filosofia della Technische Universität della stessa città, prese corpo, qualche anno or sono, l'ipotesi di dedicare un incontro di studi e riflessione ai temi della filosofia pratica settecentesca tra Italia e Germania. Quando, nel corso dei colloqui preparatori, venne profilandosi la proposta di dedicare un convegno a Christian Wolff e Giambattista Vico, non furono poche né infondate le preoccupazioni di coloro che temevano potesse venire giudicato non solo difficile, ma addirittura improponibile un accostamento di tal fatta. Non solo i loro rispettivi itinerari filosofici, ma persino la stessa vicenda della loro fortuna collocano le due figure in dimensioni opposte. Giacché, se il tedesco godette da vivo di grande fama nei circoli intellettuali europei, per poi essere ben presto offuscato dal successo e dall'interesse concentratisi sui due punti estremi tra i quali si collocò, cioè Leibniz e Kant, l'italiano, da parte sua, non riuscì mai ad imporre il suo nome e la sua opera al di là del ristretto ambito locale (fatte le note e dovute eccezioni, tra cui l'influenza di alcune intuizioni vichiane in Heyne e nella scuola storico-mitologica di Gottinga, ricostruita, anche alla luce di documenti inediti e poco noti, e segnalata proprio in questo convegno nel contributo di... Informazioni bibliografiche Titolo: La filosofia pratica tra metafisica e antropologia dell'età di Wolff e Vico: atti del Convegno internazionale, Napoli, 2-5 aprile 1997 - Praktische Philosophie im Spannungsfeld von Metaphysik und Anthropologie bei Wolff und Vico Collana: Volume 29 di Studi vichiani: Nuova serie Curatori: Giuseppe Cacciatore, Vanna Gessa-Kurotschka, Hans Poser, Manuela Sanna Collaboratore: Centro di studi vichiani Editore: Napoli: Alfredo Guida, 1999 ISBN: 8871883608, 9788871883601 Lunghezza: 521 pagine; 21 cm Soggetti: Christian Wolff, Giambattista Vico, Filosofia, Metafisica, Antropologia, Storia, Aristotele, Leibniz, Immanuel Kant, Heyne, Bibliografia, Storiografia, Gottinga, Determinismo wolffiano, Teologia, Fatalismo, Provvidenza, Teodicea, Psicologia empirica, Etica, Passioni, Antropologia, Polonia, Linguaggio, Mezzogiorno, Giuristi, Diritto, Illuminismo, Intellettualismo socratico, Etica, Studi culturali, Libri rari, Libri Vintage fuori catalogo, Filosofia pratica e civile, Antonio Genovesi, Intellettuali napoletani, Settecento, Circoli culturali europei, Ars inveniendi, E.W. von Tschirnhaus, Thomas Leinkauf, Logos, Linguaggio, Lingua comune, Pensiero filosofico, Baumgarten, Passioni, Obbligazione, Obbligo morale, Prudenza, Ragione, Jus Seu Obligatio, Obbligatorietà, Selden, Ermeneutica, Critica, Interpretazione, Diritto, Enrico Nuzzo, Rossella Bonito Oliva, Philosophy, Metaphysics, Anthropology, History, Aristotle, Bibliography, Historiography, Wolffian Determinism, Theology, Fatalism, Providence, Theodicy, Empirical Psychology, Ethics, Passions, Anthropology, Poland, Language, Mezzogiorno, Jurists, Law, Enlightenment, Socratic intellectualism, Ethics, Cultural studies, Rare books, Out of print books, Practical and civil philosophy, Neapolitan intellectuals, Eighteenth century, European cultural circles, Language, Common language, Philosophical thought, Passions, Obligation, Moral obligation, Prudence, Reason, Obligation, Hermeneutics, Criticism, Interpretation, Law, Pietro Piovani
br. Come ha scritto Jacob Taubes, nelle pagine de "La fine di tutte le cose" l'opera forse più ingiustamente trascurata dell'ultima fase della vita del grande maestro di Konigsberg - Kant conduce l'ambizioso progetto filosofico di "tradurre le dichiarazioni metafisiche dell'escatologia cristiana in una sorta di escatologia trascendentale". L'escatologia trascendentale ruota attorno a un duplice interrogativo: perché, in generale, gli uomini si aspettano una fine del mondo? E se questa viene anche loro concessa, perché proprio una fine che, per la maggior parte del genere umano, fa paura? Per Kant l'antica profezia apocalittica di San Giovanni prefigura, in simboli e immagini, il limite estremo della stessa attività del pensare, delineando la struttura paradossale di un "concetto con cui, al tempo stesso, l'intelletto ci abbandona e, addirittura, ha fine ogni pensiero".
br. La modernità del XVIII secolo si caratterizza con una nuova funzione dell'arte in senso evolutivo dell'uomo. L'artista non è più servitore della forma, ma esecutore artefice della mimesis, creatore. Contemporaneamente in Europa si affermano tre istituzioni: il Museo come tutela e valorizzazione del bene culturale, l'Accademia come contesto di formazione e di produzione dell'arte e dell'artista, e l'Estetica come definizione dei nuovi concetti di gusto, genio, arte, operatività. Da Diderot a Winckelmann, da Kant a Hegel, da Nietzsche a Baudelaire, l'arte e l'artista assumono una centralità inedita. La rivoluzione industriale, la fotografia, il cinema, le tecnologie in genere interrogano l'arte e aprono nuove prospettive, orientando gli artisti verso soluzioni originali. Nuovi interrogativi si pongono nel contemporaneo: come è possibile insegnare l'arte? Quale il ruolo dell'arte e dell'artista nel trionfo dell'estetica, mentre l'arte attuale sembra avere perduto ogni rilevanza? Le domande aprono verso il possibile, l'arte può ancora fare cenno al pensiero.
Mm 140x210 Collana "Sagittari". Volume nella sua brossura originale, 325 pagine. Nuovo, solo un piccolo timbro commerciale in apertura. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in 8°, pp. 247, bross. edit Dall'indice: Introduzione ad alcuni punti della gnoseologia di S. Tommaso; La conoscenza sensibile; La percezione intellettiva e la conoscenza di se' stessi; La conoscenza sensitiva-intellettiva delle cose materiali extra animam; La Verità; intonso. 107/31
In-8 (cm. 20.50), brossura editoriale illustrata (tracce d’uso), pp. 533, (3), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Rare sottolineature a matita. Timbro alla prima carta. Texte en français. In buono stato (good condition).
brossura Per dimostrare l'esistenza di Dio occorre partire dall'idea di Dio. Se tale idea fosse analogica (del finito) verrebbe meno la necessarietà dell'inferenza: il finito presupporrebbe l'Infinito. Per l'Assoluto Realismo l'idea di Dio è l'idea dell'Essere trascendente. Infatti l'idea dell'essere, l'«essere» alla coscienza, è necessaria perché costituente la coscienza (non decidiamo noi di avere qualcosa alla coscienza, cioè di trascendere il dato). Ora, in quanto necessaria non può essere idea di nulla per cui deve sussistere necessariamente la Realtà di cui è idea: è idea dell'Essere, costituente il trascendentale che permette alla mia coscienza di trascendere il trascendibile. L'idea dell'Essere è un id quo (non un concetto presupponente già il trascendimento) che, nella mediazione originaria, fonda necessariamente la coscienza (trascendimento del dato) e la libertà (l'intervallo della scelta). Ma la certezza della Realtà dell'idea dell'Essere è laicamente «vuota di esperienza di realtà»: con la certezza di Dio, non si dà l'esperienza di Dio. L'esperienza di Dio è possibile solo con la libertà (con una scelta di fede) che la stessa idea di Dio pone in quanto dispositivo.
Ricerca e verità è il binomio fondamentale per cogliere la bellezza del pensiero. Non può esistere nessuna verità senza una ricerca vera e autentica, infatti, ogni uomo nella sua natura ha in sé questo seme, poiché percepisce il suo limite umano, sempre presente. L'opera di Jacques Maritain, "Le paysan de la Garonne" affronta in diversi modi questo tema, oggi più che mai, così attuale. Contemplazione, laicità, dialogo, testimonianza e senso filosofico, in questo libro, esprimono un unico intreccio per la ricerca della verità. Il bisogno di verità nasce da una mancanza di senso che emerge in modo forte nella nostra vita quotidiana. La richiesta è di aiuto, nascondendosi dietro false ideologie che certamente introducono ancor di più nel baratro della morte: un atteggiamento che irrompe nel mondo come negazione di ogni valore e di ogni verità. La risposta a questa richiesta di aiuto non deve essere la chiusura verso gli altri, poiché differenti da noi, ma il dialogo continuo, facendo emergere anche le ricchezze che l'altro può donarci. Questo lavoro, attraverso l'analisi di diversi studiosi: Piero Viotto, Paolo Nepi, Giovanni Grandi, Federico Skodler, Renato Serpa, ci introduce nell'opera di Jacques Maritain per costruire un connubio tra laici credenti e non credenti nel continuo impegno della ricerca del bene: un valore che nessun uomo potrà mai negare. Curatori: G. G. Curcio.
brossura È questa la prima monografia sull'estetica di Hermann Cohen, un aspetto della sua filosofia in gran parte trascurato dagli studiosi. La disamina dei principi fondamentali dell'estetica coheniana è guidata, nella presente ricerca, dalla tesi interpretativa per cui solamente attraverso la considerazione dell'estetica è possibile comprendere autenticamente il valore del sistema filosofico coheniano nel suo presentarsi come un sistema di filosofia della cultura, non semplicemente della scienza. A questa tesi interpretativa si unisce la tesi teoretica che il metodo dell'estetica coheniana abbia ancora un interesse per la filosofia contemporanea, in qualità di modello metodico per una filosofia della cultura che intenda affrontare i diversi ambiti culturali senza negare il loro intrinseco pluralismo e la ricchezza del loro concreto divenire storico, ma al tempo stesso senza abdicare relativisticamente al compito filosofico di fornirne una fondazione ideale.