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194 pagine; 24 cm. Brossura editoriale. Ottimo
In-8 (cm. 22.40), brossura, pp. XII, 368, molto ben illustrato nel testo, in bianco e nero, con 3 rilievi architettonici di Agide Noelli ripiegati e 23 tavole fuori testo, a colori applicate a cartoncini, ed in bianco e nero. Studio critico estetico del Santuario della Madonna di Vico. Proemio di Benedetto Croce. COPIA DI STUDIO, da rilegare ex novo: testo peraltro in buono stato.
Libro vissuto, pagine leggermente ingiallite
Mm 155x215 Saggi Marsilio. Brossura editoriale di pagine 334, fioriture alla copertina. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Il Mulino, Bologna, 1972 – In-8, leg. Tl. tl. edit. con sovracc. (tracce di un’etichetta), pp. 335.
In-16 (cm. 16), 2 volumi, brossura, titolo al dorso, pp. 969. In buono stato di conservazione (good copy).
Mm 150x215 Collana "Aesthetica preprint" - Brossura editoriale, 77 pagine con alcune immagini in nero. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
Sansoni, Firenze, 1984 - In-8, bross. pp. 262. Firma d’app. al risg.
Milano, Mondadori, (1940), in-8, br., pp. 216. Con ritratto.
In-8° (cm. 24,9), pp. 20 (da p.115 a p.134), brossura provvisoria riproducente la cop. della rivista. Ombre e scritte a penna in cop. Rinforzo di graffe al dorso interno. Interno intonso in fitti caratteri corsivi. 1. Arte e bellezza. 2. Tecnica e stile. 3. Arti e letteratura. 4. Classicismo e Romanticismo. 5. Estetica e Linguistica. 6. La critica. 7. Conclusione. Esemplare da studio.
Morano, Napoli, 1971 - In-8, cart. edit., pp. 315 Esemplare ottimo, Allo stato di nuovo, ma privo della sovracc.
TRADUZIONE DI FRANCA CAVAGNOLI FRASSINELLI 1992 238 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE ALLA COPERTINA E AI RISVOLTI DELLA BROSSURA, PER IL RESTO PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO. ANCORA PRESENTE LA FASCETTA PUBBLICITARIA EDITORIALE, COME DA FOTO.
Un volume (20 cm) di 228 pagine. Sottolineature a matita al solo capitolo di Introduzione. Brossura editoriale, nella collana Strumenti. A parte i segni a matita, ottime condizioni.
br. Cos'hanno a che fare l'arte con la Montagna del sale di Mimmo Paladino, le Superfici magnetiche di Boriani, le tele squarciate di Fontana, le sfere bronzee di Pomodoro, i suoni di Stockhausen? Quante volte siamo rimasti basiti di fronte a "opere d'arte" vergognandoci di pensare "Questo l'avrei fatto anche io"? Come si è arrivati, da Caravaggio, Bach, Bernini all'orinatoio di Duchamp? Cosa ha provocato il decadimento della bellezza? Cos'ha a che fare il processo rivoluzionario con l'arte? Roberto Marchesini ci accompagna in un viaggio appassionante e sorprendente attraverso l'arte moderna e contemporanea, alla ricerca di quel significato nascosto che essa porta senza renderlo esplicito. Con un linguaggio semplice e chiaro (lontano da quello solitamente utilizzato nei libri dedicati all'arte) l'autore ci accompagna alla scoperta della Rivoluzione nell'arte: una sfida alla bellezza del creato.
I Padri della Chiesa raccontano che Gesù di Nazareth è venuto tra gli uomini in figura “vile e dispregevole”, per sancire il primato della bontà sulla bellezza, dell’etica sull'estetica. Eppure, alle soglie della modernità, gli artisti rinascimentali rappresentano il Cristo incarnato come un Dio greco: alto, bello e muscoloso. È un passaggio simbolico di fondamentale importanza. Della bellezza dei corpi scava nel passato per spiegare il presente: anche oggi, i personaggi dello sport e dello spettacolo sono idolatrati per le loro capacità atletiche e il loro aspetto fisico, si assiste a una continua esibizione di corpi perfetti sui media per veicolare messaggi pubblicitari e molte persone comuni dedicano gran parte del tempo alla “manutenzione” e all'esibizione del proprio corpo. C’è chi parla di deriva edonistica della società occidentale, ma il culto della bellezza corporale può anche essere interpretato come un ritorno alle radici, come un risveglio della sensualità pagana. Autori: Riccardo Campa.
Renato Martinoni Antonio Ligabue : gli anni della formazione (1899-1919). Venezia, Marsilio 2019 italian, 243 2019 Opera con copertina morbida in brossura, illustrazioni nt in b/n. N113
brossura
brossura In questo numero contributi di: Emanuele Antonelli, Vincenzo Costa, Silvia Ferretti, Tonino Griffero, Jürgen Hasse, Giampiero Moretti, Rocco Ronchi, Giorgio Tamburi, Francesco Vitale.
brossura
brossura
La forma è stata una delle grandi ossessioni del XX secolo e questo saggio, pubblicato nel 1893 dallo scultore Adolf von Hildebrand (1847-1921), può essere considerato una delle più importanti teorizzazioni della riflessione contemporanea su di essa. Non solo perché "Il problema della Forma" ebbe una diffusione capillare e una influenza decisiva nel mondo delle arti, proprio in un momento cruciale e rivoluzionario, ma anche perché focalizzò due aspetti decisivi per la comunicazione artistica del Novecento: il carattere performativo delle arti e la capacità dei linguaggi artistici di rendere espliciti i propri processi di produzione. La grande rilevanza della teoria dell'arte qui elaborata sta nel fatto che il fare artistico viene inquadrato in una teoria generale dell'esperienza per la quale le percezioni non sono dati ma prodotti. La forma, quale fine dell'attività artistica, diventa allora uno strumento di raffigurazione delle naturali capacità di rappresentazione e in particolare della rappresentazione spaziale. Forma, spazio e apparenza, così, costituiscono il fulcro di una serrata riflessione sull'esperienza artistica. Un altro importante motivo per cui "Il problema della Forma" possiede un carattere di singolarità è il fatto che esso nasce sul terreno di una specifica arte: la scultura. Un punto di vista discreto che, come è successo raramente nella storia dell'estetica, ha permesso di aprire e percorrere vie inusuali per la comprensione dei fenomeni visuali e le loro potenzialità descrittive, narrative o concettuali. Come tale è in continuità con altri importanti testi della cultura estetica moderna, quali la "Lettera sulla Scultura" (1769) di F. Hemsterhuis e la "Plastica" (1778) di J. G. Herder, entrambi pubblicati, per la prima volta in lingua italiana, in questa stessa collana. Questa nuova traduzione, curata da Andrea Pinotti e Fabrizio Scrivano, è accompagnata da un'appendice di testi hildebrandiani, tradotti per la prima volta in italiano, e da un commento critico ed esegetico che mette in luce le profonde relazioni del "Problema della Forma" con l'epistemologia, la filosofia e la storia dell'arte sue contemporanee, e che individua i modi della sua capacità di penetrazione nella cultura estetica, artistica e storico-artistica del Novecento. Autori: Adolf von Hildebrand. Curatori: Andrea Pinotti, Fabrizio Scrivano.
br. Arte e terrore; l'origine del buon gusto e il suo rapporto con la perversione; l'ingresso dell'arte nel Museo e nelle collezioni; la separazione fra artisti e spettatori, genio e gusto; l'apparizione del giudizio critico; in altre parole, la nascita dell'estetica moderna, in un'analisi che parte da un'inedita rilettura dei passi di Hegel sulla morte, o, meglio, sull'"au to an nientamento" dell'arte per sfociare in un'originalissima interpretazione della Malinconia di Drer: ecco il sentiero che ci invita a percorrere questo saggio di insolita ricchezza in cui l'autore è riuscito ad aprire sul problema dell'opera d'arte una prospettiva nuova, che è al tempo stesso un avvincente programma poetico.
Le "Riflessioni sula poesia", apparse nel 1735, riproducono il testo della dissertazione presentata da Baumgarten alla facoltà di Filosofia dell'Università di Halle per ottenere la libera docenza. Questo breve trattato, oltre ad introdurre nel lessico filosofico il termine stesso di "estetica", anticipa le tesi fondamentali dell'"Aesthetica" ed è stato il tramite più immediato per la conoscenza delle teorie di Baumgarten. Autori: Alexander Gottlieb Baumgarten. Curatori: Pietro Pimpinella, Salvatore Tedesco.
Autori: Andreas Rauh.