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ill., br. L'anacronismo, ovvero l'intrusione di un'epoca in un'altra, la proiezione sul passato di categorie che non gli appartengono, è la bestia nera di ogni disciplina storiografica, compresa la storia dell'arte. Ma il tabù dell'operazione ritenuta falsificante sopra ogni altra è rovesciato da Didi-Huberman nella prospettiva che la recupera a paradigma vitale dell'interrogazione storica, sulla scorta delle tre "stelle solitarie" che hanno posto l'immagine nel cuore stesso della riflessione sul tempo: Aby Warburg, Walter Benjamin e Carl Einstein. Il tempo non si identifica senza residui con la storia, di cui le immagini non sono meri documenti, secondo l'abusata formula "l'artista e il suo tempo". Dunque quale tempo ci sta davanti nell'immagine? È innanzi tutto un tempo plurale, un montaggio di temporalità differenti e sfasate, di ritmi eterogenei, come accade in un affresco del Beato Angelico, dove un pensiero mistico del V secolo si incastona in una cornice già rinascimentale. La storia dell'arte si esercita su questi oggetti temporalmente spuri, e facendolo modifica lo schema epistemico della storia stessa, mette in atto una serie di temporalizzazioni che è anche una critica della storia in quanto sottomessa alla dinamica chiusa della cronologia.
ill., br. Si tratta di un libro sulle reazioni emotive suscitate da un certo tipo di immagini, spesso trascurate dagli storici dell'arte poiché ritenute troppo popolari, e quindi prive di valore estetico. L'autore sostiene invece, provocatoriamente, che immagini come quelle che si trovano negli ex-voto, nei luoghi di pellegrinaggio, o, in epoca più recente, nei cartelloni pubblicitari, proprio per la loro capacità di colpire l'immaginario di chi le guarda, assumono un particolare rilievo culturale.
br. Cosa accomuna le attività in cui sono impegnati il lettore di un romanzo, lo spettatore di un film e l'osservatore di un dipinto? Secondo l'autore di questo libro, presto diventato un classico della filosofia delle arti in ambito analitico, stanno tutti praticando un gioco di far finta, significativamente simile a quelli cui si dedicano i bambini. Qui sono le opere artistiche (in particolare quelle che costituiscono rappresentazione di qualcosa) a svolgere all'incirca il ruolo dei giocattoli. Esse hanno la funzione sociale di prescrivere immaginazioni. Attraverso un'analisi serrata e ricca di esempi tratti da letteratura, cinema, teatro e arti visive, l'autore articola la sua teoria cercando di mostrare come sia feconda e in grado di dipanare tutta una serie di questioni. Come si può distinguere la finzione dalla non-finzione? Quali principi guidano le nostre interpretazioni delle opere? Che differenza c'è tra critica e fruizione? Se raffigurare e descrivere sono due modi di rappresentare, come diamo conto delle loro peculiarità? I personaggi della finzione e le loro vicende ci coinvolgono emotivamente, ma come possono essere emozioni genuine le nostre, se sappiamo che non esistono? E se non esistono, come è possibile che ne parliamo e rivolgiamo loro i nostri pensieri? La risposta a questo e molto altro ci viene da quella che l'autore chiama "la magia del far finta", una base straordinariamente promettente sulla quale spiegare le arti rappresentazionali.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Ce volume, sous le titre de "Kant et les Lumières européennes", réunit un ensemble de travaux dont les auteurs sont des spécialistes reconnus de la recherche kantienne de langue française et de langue italienne. Ces travaux sont présentés selon quatre perspectives principales dans le double éclairage de la pensée kantienne et des Lumières européennes. La présence de l'Europe des Lumières est d'abord analysée à l'intérieur même de la pensée de Kant. Puis plusieurs articles s'attachent ensuite, sur le même thème, aux relations de voisinage: Kant et Wolff, Shaftesbury, Rousseau, Jacobi, Reinhold, Herder. D'autres ont choisi de privilégier un aspect de la philosophie kantienne dans son rapport avec les Lumières: l'esthétique, la religion, le droit, la pensée politique, la science, en leurs progrès éclairés. Enfin l'actualité de la pensée kantienne au XXe siècle a suscité des études sur Husserl, Cassirer, Heidegger et Foucault. Il s'agit là d'une contribution majeure à l'analyse des rapports complexes que Kant a entretenus avec son temps et de l'écho de sa pensée chez quelques philosophes contemporains. Descrizione bibliografica Titolo: Kant et les Lumières européennes. Actes du 7e Congrès de la Societé d'Études Kantiennes de Langue Française (Naples, 20-22 octobre 2005). Publiés sous la direction de Lorenzo Bianchi, Jean Ferrari et Alberto Postigliola Titolo originale: Kant e l'Illuminismo europeo. Atti del 7° Congresso della Società di studi kantiani di lingua francese (Napoli, 20-22 ottobre 2005) Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatori: Lorenzo Bianchi, Jean Ferrari, Alberto Postigliola Collaboratore: Università degli studi di Napoli "L'Orientale" Editore: Napoli: Liguori, 2009 Lunghezza: 373 pagine; 23 cm ISBN: 8820740974, 9788820740979 Collana: Volume 7 di Actes du ... congrès de la Société d'Etudes Kantiennes Langue: Française, Italienne Lingua: Francese, Italiano Language: French, Italian Soggetti: Libri universitari, Filosofia occidentale moderna, Illuminismo, Saggi, Convegni internazionali, Seminari, Studi culturali, Francia, Immanuel Kant, Europa, Settecento, Rivoluzione francese, Le siècle des Lumières, Baruch Spinoza, Denis Diderot, Pierre Bayle, Isaac Newton, Aufklarung, Germania, Italia, Critique de la raison pure, Critica della ragion pura, Bestimmung des Menschen, Meilleur des mondes, Migliore dei mondi, Dibattito settecentesco tra monadisti e antimonadisti, Methode scientifique, Christian Wolff, Education de l'humanite, Pedagogia, Educazione, Modernità, Umanità, Scienza, Medicina, Mill, Estetica, Herder, Philosophie de l'histoire, Storia, Histoire universelle, Foucault, Rousseau, Cassirer, Fiat iustitia. Pereat mundus, Saint-Pierre, Critique kantienne, Droit rationnel, Droit positif, Diritto naturale, Positivo, Science et sagesse, Morale, Politique, Etica, Politica, Mouvement spiritiste, Giobbe, Problema, Teodicea, Teologia, Luminescences, Génie esthétique, Preuve physico-théologique, Eudemonismo, Révolution française, Ontologia, Conoscenza, University books, Modern Western philosophy, Enlightenment, Essays, International conferences, Seminars, Cultural studies, France, Europe, Eighteenth century, French Revolution, Germany, Italy, Criticism of pure reason, Best of all worlds, Eighteenth-century debate between monadists and antimonadists, Scientific method , Century of Enlightenment, Pedagogy, Education, Modernity, Humanity, Science, Medicine, Aesthetics, History, Natural Law, Positive, Ethics, Politics, Spiritual Movements, Job, Problem, Theodicy, Theology, Luminescences, Eudemonism, Ontology, Knowledge, Bibliotheque D'Histoire de la Philosophie Parole e frasi comuni Anthropologie Bestimmung des Menschen Cassirer concept Conflit des facultés connaissance criticisme critique débat définit devoir Dieu diffusion des Lumières doit esthétique éthique faculté de juger finalité Foucault génie Hegel Herder historique hommes humaine Husserl Hutcheson idées Immanuel Kant intellectuelle juridique Kant appelle kantienne l'espèce l'esprit l'état l'histoire l'homme l'humanité l'idée l'individu usage public Leibniz liberté de penser limites loi du talion lui-même maxime Mendelssohn Métaphysique des mœurs monadi monde Moses Mendelssohn nature ontologique paix perpétuelle peuple philosophie piétiste Pléiade politique position possible préjugé preuve physico-théologique principe problème processus progrès propre può question ragione raison pratique raison pure rapport rationnel réalisation Reinhold religion révolution Rousseau sagesse sapere savoir science sens Shaftesbury siècle des Lumières signifie social souverain stato sujet système téléologie teodicea texte théorie transcendantale universelle VIII volonté Vrin Wolff XVIIIe siècle YAufklàrung Ont collaboré à ce volume: Vincenzo BOCHICCHIO, Antonio CARRANO, Clara CARVAJAL, José CASTAING, Monique CASTILLO, Souad CHAHERLY HARRAR, Marius DUMITRESCU, Petre DUMITRESCU, Eliane ESCOUBAS, Jean FERRARI, Laurent GALLOIS, Brigitte GEONGET, Sophie GRAPOTTE, Salah HADJI, Peter KOENIG, Giuseppe LANDOLFI PETRONE, Dimitri LANG, Luc LANGLOIS, Jean LECLERCQ, Mai LEQUAN, Danielle LORIES, François MARTY, Nicolas MONSEU, Marceline MORAIS, Chantal MOUBACHIR-GENIN, Mohamed MZOUGHI, Kisito OWONA, Arnaud PELLETIER, Thérèse PENTZOPOULOU-VALALAS, Claude PICHE, Georges PIERI, Lucia PROCURANTI, Giulio RAIO, Patricia REHM, Derek ROBBINS, Margit RUFFING, Gerhard SEEL, Jean SEIDENGART, Ricardo TERRA, Robert THEIS, Paola VASCONI, Patricia VERDEAU Lorenzo Bianchi si è laureato all'Università degli studi di Milano ed è professore ordinario di Storia della filosofia dal Rinascimento all'Illuminismo presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Ha studiato la cultura filosofica dal XVI al XVIII secolo e le relazioni tra Rinascimento italiano e “libertinage érudit”; collabora all'edizione critica delle Oeuvres complètes di Montesquieu. Ha curato la traduzione italiana del Progetto di un dizionario critico di Pierre Bayle (Napoli 1987) e i volumi delle opere di Voltaire apparsi nei “Classici” Feltrinelli (Milano 1994-2003). È autore di Tradizione libertina e critica storica (Milano 1988) e di Rinascimento e libertinismo (Napoli 1996); ha curato, tra gli altri, i volumi L’idea di cosmopolitismo: circolazione e metamorfosi (Napoli 2002), Natura e storia (Napoli 2005), Etica e progresso (Napoli 2007), Dopo Machiavelli / Après Machiavel (con A. Postigliola, Napoli 2008), Kant et les Lumières européennes (con J. Ferrari e A. Postigliola, Napoli-Paris 2009), L’umanesimo scientifico dal Rinascimento all'Illuminismo (con G. Paganini, Napoli 2010). Alberto Postigliola Laureato in filosofia all'Università La Sapienza di Roma, è stato prima ricercatore presso il Centro per il Lessico intellettuale europeo del CNR (Roma), poi docente di discipline filosofiche all'Università degli studi di Bologna e quindi all'Università degli studi di Napoli L'Orientale, dove è professore ordinario di Storia della filosofia.
LA CITTÀ DEL SOLE 2002 360 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO Soggetti: Etica e filosofia morale, Universalismo y neoaristotelismo en la etica contemporanea, ética, teoría política, Immanuel Kant, Philosophy, Filosofía latinoamericana, Multiculturalismo, Filósofos de Argentina, Saggi, relativismo, justicia, Morale, Azioni, Universalizzazione, Norme, Giudizio, Linguaggio normativo, Ragionamento, Criteri formali, Semantica, R.M. Hare, M.G. Singer, J. Habermas, J. Rawls, Costruttivismo, Dialogo, Regole, obligaciones, acción social y política, universalización, Democrazia, Ethics, Cittadinanza, Identità, Autonomia, Coscienza, Politica, Bibliografia
brossura Se la bellezza rappresenta l'ordine di un "modo di fare" è perché per produrre un oggetto ci vuole una capacità formata in una tecnica artistica capace di caratterizzare esteriormente una forma con l'inventività di un talento. In quanto una forma è pertinente a questa determinata ricerca quando diventa fenomeno di un'arte, come ricordo con uno scopo, che è quello di moralizzare autonomamente la propria etica e ordinarla insieme alla forma creata, frutto di una capacità artistica. Etica di un'arte ricevuta da un'opera e, ricordo di un'altra opera in cui questa morale autonoma ha lo scopo a sua volta di ricordarci che l'estetica è il ricordo di un fenomeno indagato e pertinente all'arte, di fare dell'arte un oggetto ordinato con una capacità artistica formatasi nell'invenzione di una talentuosa forma estetica la cui bellezza è stata ordinata dalla capacità di fare di quest'oggetto, un'opera d'arte.
ill., br. Immaginiamo di dover rappresentare, una accanto all'altra, due ruote: una in moto attorno al suo asse e l'altra ferma. Se vogliamo mettere un osservatore in condizione di riconoscere quella in moto, dobbiamo far ricorso a una serie di artifici grafici, pittorici, plastici, atti a trasmettere l'informazione desiderata. Questo saggio si propone di delineare la storia di questi artifìci comunicativi, e soprattutto di rintracciare, in ogni nuovo modello di rappresentazione del movimento, le costanti "mitiche" e i presupposti filosofici che nelle diverse epoche e nelle varie culture hanno costituito per dir così il fondo geologico delle immagini. Dai graffiti paleolitici ai capolavori greci, da Piero della Francesca a Raffaello e Bernini, dall'impressionismo di Monet all'action painting di Jackson Pollock: le opere d'arte sono qui intese come rappresentazioni indipendenti dal progresso scientifico e tecnologico e tuttavia a esso legate da infinite corrispondenze culturali e percettive, sicché l'arte finisce con il seguire le scienze e talvolta, sorprendentemente, si trova ad anticiparle.
In 8°, legatura coeva in T.Tela grezza con titolo e disegno policromo al piatto, titolo manoscritto al dorso, copp. originali conservate, pp. 237(3). Buon esemplare.
ril. «Pubblicare in una nuova edizione, dopo più di trentacinque anni - nella traduzione del 1997, completamente riveduta e corretta rispetto alla precedente del 1986 - un'opera squisitamente "platonica" e più precisamente in senso stretto neoplatonica qual è la Filosofia dell'Arte di Schelling, può bensì apparire come un azzardo, ma come un azzardo ben calcolato. È infatti vero, per un verso, che nulla è più lontano dal prevalente orientamento e gusto estetico odierno, della concezione schellinghiana dell'Arte come rivelazione dell'Assoluto. E tuttavia, per altro verso, l'opera di Schelling è un vero e proprio crocevia della straordinaria stagione culturale in cui venne scritta, ove si danno convegno Winckelmann e Goethe, Kant e Schiller, Friedrich Schlegel e Novalis. Sicché agli storici della filosofia apparirà sempre come un ghiotto reperto, ricco di spunti, sollecitazioni e richiami per le proprie instancabili ricerche: i debiti nei confronti del Neoclassicismo, la relazione con Goethe, l'incontro-scontro con il Romanticismo, non sono che alcuni dei vasti campi d'indagine che potranno sempre di nuovo incuriosire e stimolare lo storico. Ma oltre che come un ben calcolato azzardo, la pubblicazione del testo schellinghiano può anche configurarsi come una scommessa: potrebbe invero attirare e interessare anche quanti restano ancora oggi convinti che l'Arte non sia riducibile a quella che, pur sedicente tale, è solo occasione di distrazione o di intrattenimento. Per codesti "platonici", siano essi tali in re o in pectore, la lettura della Filosofia dell'Arte risulterà sicuramente, in forza del suo vigore speculativo, ricca di stimoli e illuminante. Mi auguro che questa scommessa sia vincente». Alessandro Klein
Milano, Ulrico Hoepli, Editore-Libraio, 1887-1891, volumi 3, in-16, br. editoriale rosa, pp. XVI, 296; VI, 291, (1); (10), 492. Ottime condizioni, salvo minime mancanze ai dorsi.
Padova, Società Tip. della Minerva, 1830, in-8, br., con cornice tipografica (minime mancanze), pp. 291. Qualche segno in matita colorata.
br. Et in Arcadia ego: da sempre onnipresente - anche negli spazi apparentemente più idillici - la morte, una volta per tutte resasi esplicita nella filosofia greca come annientamento, è dichiaratamente alla radice dell'arte (e della cultura) novecentesca: "tutta l'arte è in rapporto con la morte" (M. Rothko). Il punto medio di questo saggio - in cui è centrato il raccordo fra la prima parte (che ha come oggetto un capolavoro letterario) e la seconda, assai più estesa, dedicata alla pittura - è rappresentato dalla figura di Tadzio, il bellissimo efebo, nella cui persona fanno naufragio le convinzioni etico-estetiche dello scrittore Gustav von Aschenbach (i due celebri protagonisti di La morte a Venezia di Thomas Mann, summa - tanto sintetica e potente, quanto sfolgorante e indimenticabile - della crisi mortale della cultura occidentale e dei suoi valori). La mostruosità di Tadzio (e per converso e parallelamente di Aschenbach) è la terribile rivelazione che apre l'indagine sul senso del Bello nell'arte figurativa del Novecento, attraversando i grandi campi in cui essa si articola, a partire da Monet (che dà il via, come scrive Boccioni, al "grande distacco"), fino a Newman, Pollock e Warhol, passando, tra gli altri, da Van Gogh, Matisse e Kandinskij. In tal guisa mostrando che la pittura (che è a suo modo pensiero) proprio perciò è ontologia: filosofia per immagini. Prefazione di Emanuele Severino.
br. Questo saggio ha come scopo primario quello di interagire con la razionalità scientifica in genere dal punto di vista umanistico-artistico e soprattutto estetico-ricettivo, poiché la musica, fin dal mondo filosofico greco, è stata utilizzata indebitamente per gli scopi pseudoscientifici condizionandone in negativo tutto l'arco evolutivo fino ai nostri giorni, anziché utilizzare le teorie a sostegno della pratica e della realtà sonora vera e propria. Dunque si cercherà di fare chiarezza sulle specificità professionali e disciplinari, evitando gli sconfinamenti indebiti e/o confusivi cui molto spesso oggi - vista la relativizzazione della realtà alla quale siamo soggetti - si rischia di incorrere da ambo le parti, limitando non solo il riduzionismo (a cui molto spesso la scienza mostra di rimanere attaccata, rischiando addirittura di scientificizzare la musica e l'arte in genere, altre volte invece analizzando persino la scienza) ma anche la complessità compilativa fine a se stessa riguardante il mondo umanistico-culturale (poco incline invece ad interagire con la scienza), per una maggiore comprensione della realtà estetico-musicale come fenomeno ricettivo integrale all'interno del mondo sodale-globale per un continuo accrescimento della sensibilità interiore individuale e collettiva.
ill., br. La ricerca storico-filosofica interpreta di solito le produzioni artistiche basandosi su una categoria assunta a priori, derivante da una concezione universalistica delle scienze figlia dell'Illuminismo. I metodi della storia dell'arte e dell'estetica sono quindi spesso applicati a epoche in cui l'idea moderna di "arte" era del tutto assente, o a luoghi in cui essa giunse solo con la colonizzazione. L'inclusione odierna di manufatti extraeuropei nei musei o il problema dei limiti reciproci tra arte e artigianato sono solo alcuni dei temi di dibattito ai quali Larry Shiner fornisce nuovi, dirimenti argomenti. La tendenza a considerare opere d'arte le tragedie di Sofocle, le cantate di Bach o i dipinti di Leonardo induce a trascurare dati importanti quali il valore politico delle rappresentazioni teatrali nell'antica Grecia, la funzione religiosa e sociale della musica, il ruolo della committenza e dei collaboratori nella pittura rinascimentale. Non si tratta di ridimensionare la qualità del lavoro degli artisti, ma di interpretare correttamente i documenti del passato: se l'apprezzamento delle loro opere si basa oggi su criteri come indipendenza e originalità, ciò non significa che fu sempre cosi. Ripercorrendo la storia dell'arte dall'antichità a oggi, Shiner mette in luce la grande variabilità dei concetti di "arte" come la diversità delle funzioni concrete attribuite a manufatti, composizioni e rappresentazioni.
br. Come guardare a uno scenario, come quello contemporaneo, nel quale, perdendo terreno i registri morali e veritativi, emerge la dimensione di un sentire fisico, libidinale, refrattario a ogni sintesi? Come accostarsi a un panorama segnato dall'incoerente comparsa di soggetti che, saltando ogni mediazione, esprimono la loro irriducibile corporeità, erodendo la possibilità di un trascendimento normativo? Nel lavoro di Jean-Luc Nancy - negli sviluppi e scarti interni che lo solcano a partire dalla metà degli anni Settanta fino alle elaborazioni più recenti - questo libro cerca delle risorse per penetrare nella densità di un mondo che esprime differenze proliferanti. La posta in gioco di questa ricerca è quella di sottrarre Nancy tanto al paradigma heideggeriano post-fondazionalista quanto all'esercizio decostruttivo della mise en abyme. Attraverso un confronto serrato non solo con Heidegger, Arendt, Derrida, Deleuze e i grandi classici del pensiero filosofico, ma anche con taluni autori contemporanei, in particolare Agamben ed Esposito, l'intento è quello di ripensare la nancyana ontologia dell'esposizione, per mettere in evidenza la forza e l'entusiasmo che in essa si esprimono. Siffatta pulsazione ontologica si articola con una passione politica che risolutamente sfugge al dispositivo rappresentativo.
Gr. In-8, 400p. Numéro spécial du "Journal de psychologie". Contributions de Ch. Lalo. E. Souriau, Ch. Picard, L. Réau, Ch. Lapique, P. Emmanuel, etc...
In-4 carré, broché, couverture cartonnée illustrée en couleurs, reproductions en noir et en couleurs. Catalogue de l'exposition de peinture naïve américaine des XVIIeI et XIXe siècle qui eut lieu à la maison américaine de Berlin en mai et juin 1968. Bon exemplaire. (Katalog zur Ausstellung amerikanischer naiver Malerei des 17. und 19. Jahrhunderts, die im Mai und Juni 1968 im American House in Berlin stattfand. Gute Kopie.)
In-4, broché, couverture illustrée, 200 p. de catalogue et 120 planches de reproductions en noir et en couleurs. Catalogue de vente de 1052 entrées de dessins, aquarelles, graphiques, sculptures et livres illustrés. Très bon exemplaire.
In-folio, pleine toile de l'éditeur sous jaquette illustrée (abimée), 60 p. de texte et 163 planches de reproductions sur papier glacé. Très bon exemplaire malgré la jaquette défraîchie. Intérieur à l'état de neuf.
In-4, pleine toile grise de l'éditeur sous jaquette illustrée en couleurs (jaquette défr.), 285, (3) p., 106 reproductions in et hors texte. On joint une carte de vœux pour l'année 1963 des éditions Union Verlag, signée par Hubert Faensen. Très bon exemplaire.
In-4, broché, couverture illustrée en couleurs, 104 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Catalogue de l'exposition des musées de Schaffhausen et Solothurn. 143 références. Exemplaire à l'état de neuf.
In-4, broché, sous jaquette illustrée en couleurs, 111 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Textes de John Anthony Thwaites et Hugo Kukelhaus. Ex-dono à Ursus Dix. Très bon exemplaire.
In-8, broché, couverture illustrée en couleurs, xlviii, 120 p. 2 planches hors texte et 101 planches de reproductions en noir. Bon exemplaire.
Grand in-8, broché, couverture rempliée illustrée en couleurs, 53 p. de texte et 40 planches de reproductions. Catalogue d'exposition de la collection d'art d'Oskar Reinhart, avec 181 entrées. Très bon exemplaire.