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191pp.with bl/w ills., softcover, VG
102pp., brochure originale, 17cm., dans la collection "Rayons de beauté" vol. 1, qqs.rousseurs, bon état, S63725
FRATELLI BOCCA EDITORI 1904 VIII-278 PP. RILEGATURA NON EDITORIALE, SEGNI DEL TEMPO, NEL COMPLESSO OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OLTRE 110 ANNI DEL VOLUME.
ALFREDO GUIDA 2003 150 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PICCOLA PIEGA AL MARGINE ANGOLARE INFERIORE ESTERNO DELLA COPERTINA, COME FORSE SI VEDE IN FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni Abert Alcmane àpuoviKoi Archita Arist Aristosseno Aristotele Aristox Asheri astronomia Ateneo Barker base Bélis bibliografia citato Comotti considerazione consonanze contesto corde corpi vibranti culto eroico Cultura culturale Damone degenerazione Dùringentrambi epimorici evidente festa dei Poseidoniati festa greca filosofia Filosseno fonti frammento Fraschetti 1981 Glaucone Gostoli Grecia antica Greco-Theodorescu 1983 Greek Harm harmonica imbarbarimento innovazioni intervalli intervalli musicali invece Lasserre letterario Longo curr Lucani Magna Grecia matematica Meriani misura musica musica greca Napoli neopitagoriche npòq numeri Onesicrate oùK òxi Paestum parla particolare passo Pitagorici Plat Platone Plut Plutarco politica Pontrandolfo Poseidonia prassi musicale problemipseudoplutarcheo punto rapporti realtà riferimento Rios rituale Rocconi senso simposio Socrate soltanto Soterico stosseno strumento Taranto teatri tecnico teoria musicale teorici termini Terpandro testimonianza testo tratta Vegetti Visconti Wehrli West Westphal xcòvxf\q xfjc xoù xòv xr|v yàp Ziegler Soggetti: Musica, Grecia, Storia, Antichità, Leipzig, griechischen Musik, Grecia antica, Cultura Classica, Aristosseno di Taranto, V Secolo, VII, VI, Hermann Abert, Glaucone, Socrate, Pitagorici, Tradizioni, Poseidonia, Cerimoniali, De musica, Platone, Struttura letteraria, Lirica, Ellenismo, Empirismo, Bibliografia, Greek Music, Classical, Poetry, Sinfonia, Teatro, Feste, Simposio, Letteratura simposiaca, Organologia
LA CITTà DEL SOLE 1998 244 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Architettura moderna e ragione storica. La storiografia italiana sull'architettura moderna: 1928-76 Autore: Giorgio Pigafetta Editore: Milano: Guerini e Associati, 1993 Lunghezza: 235 pagine; 21 cm ISBN: 8878023884, 9788878023888 EAN altre edizioni: 9788878029675 Collana: Guerini Studio: Università Soggetti: Storia dell'architettura, Arte, Movimenti e stili artistici, Storiografia, Saggi, Novecento, Estetica, Contemporanea, Modernismo, Teorie architettoniche contemporanee, Progettazione architettonica, Architektur, Imitazione, Dopoguerra, Anni Trenta, Manuali, Didattica, Modernità, Cronologia, Vademecum, Semiologia strutturale, Ideologia, Frando De Faveri, Cultura, Insegnamento, Ricerca, Pedagogia, Bauhaus, Senso storico, Interpretazione, Corbusier, Movimento Moderno, Scuola, Facoltà, Studenti, Studi, Gino Valle, Giuseppe Samonà, Docenti, Libri, Augusto Romano Burelli, Corbusier, Fascismo, Adolf Loos, Aldo Rossi, Composizione, Testi, Ricerca, Luciano Semerani, Insegnamento, Discipline, Mimetica, Arti figurative, History of Architecture, Art, Movements and Artistic Styles, Historiography, Essays, Twentieth Century, Aesthetics, Contemporary, Modernism, Contemporary Architectural Theories, Architectural Design, Imitation, Postwar Period, Thirties, Manuals, Didactics, Modernity, Chronology, Structural Semiology, Ideology , Culture, Teaching, Research, Pedagogy, Historical sense, Interpretation, Modern Movement, School, Faculty, Students, Studies, Teachers, Books, Fascism, Composition, Texts, Research, Teaching, Disciplines, Mimetics, Visual arts
LA CITTÀ DEL SOLE 1999 325 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Soggetti: Filosofia, Saggi, Friedrich Heinrich Jacobi, Etica, Morale, 1743-1819, Epistolario di Allwill e Woldemar, Spinoza, Mosè Mendelssohn, Ebraismo, Libertà, Romanzi, Goethe, Fichte, Hamann, Lessing, von Humboldt, Schelling, Schlegel, Moral sense, Amour pur, Empfindsamkeit, Germania, Amore di Dio, Genio, Critica, Affetti, Personalità d'eccezione, Moda, Opinione pubblica, Vita quotidiana, Ragione, Sensi, Aristotele, Spirito, Natura, Estetica, Kant, Teismo, Bibliografia, Philosophy, Essays, Ethics, Epistle of Allwill and Woldemar, Judaism, Freedom, Novels, Moral sense , Amour pur, Empfindsamkeit, Germany, Love of God, Genius, Criticism, Affections, Exceptional Personality, Fashion, Public Opinion, Daily Life, Reason, Senses, Aristotle, Spirit, Nature, Aesthetics, Theism, Bibliography
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Radice della virtù. Saggio sul «Woldemar» di F. H. Jacobi Autore: Serenella Iovino Editore: Napoli: La Città del Sole, 1999 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 325 pagine; 23 cm ISBN: 8882920135, 9788882920135 Collana: Volume 59 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Saggi, Friedrich Heinrich Jacobi, Etica, Morale, 1743-1819, Epistolario di Allwill e Woldemar, Spinoza, Mosè Mendelssohn, Ebraismo, Libertà, Romanzi, Goethe, Fichte, Hamann, Lessing, von Humboldt, Schelling, Schlegel, Moral sense, Amour pur, Empfindsamkeit, Germania, Amore di Dio, Genio, Critica, Affetti, Personalità d'eccezione, Moda, Opinione pubblica, Vita quotidiana, Ragione, Sensi, Aristotele, Spirito, Natura, Estetica, Kant, Teismo, Bibliografia, Philosophy, Essays, Ethics, Epistle of Allwill and Woldemar, Judaism, Freedom, Novels, Moral sense , Amour pur, Empfindsamkeit, Germany, Love of God, Genius, Criticism, Affections, Exceptional Personality, Fashion, Public Opinion, Daily Life, Reason, Senses, Aristotle, Spirit, Nature, Aesthetics, Theism, Bibliography
ill., br. Perché l'arte ha bisogno di essere salvata? La risposta di Rudolf Arnheim, fondatore degli studi di psicologia in campo artistico, si articola in ventisei saggi, piccole monografie sui grandi temi della psicologia e dell'estetica contemporanee. I nemici dell'arte sono per Arnheim gli artisti stessi, che hanno rinunciato a un confronto con la realtà del mondo e dell'esperienza percettiva scegliendo il concetto, la riproduzione meccanica o l'astrazione nichilista; e sono quei teorici che mirano a rendere impossibile un'analisi dell'"oggetto" artistico. Senza intenzioni troppo polemiche, Arnheim conduce il lettore all'ascolto e alla visione delle opere dei grandi maestri ma anche dei bambini, degli psicotici, dei ciechi, lasciando a esse, a conclusione di un complesso percorso critico e intellettuale, il compito di mostrare i motivi, la funzione e la grandezza della loro esistenza.
The complex relationship between life and the arts has always Vbeen a crucial topic in philosophical discourse. The essays in this book discuss fundamental issues of modern and contemporary aesthetics, drawing upon the work of the French philosopher Jean- Pierre Cometti, a key fi gure in the studies of aesthetics, pragmatism, and Austrian philosophy. The volume covers a wide-range of topics, from the examination of fundamental principles of art and literary criticism to a new understanding of the Modernist notion of art. It proposes an anthropological aesthetics using Musil’s The Man Without Qualities or the analysis of literary characters such as Tolstoj’s Hadji Murat and Cervantes’ Don Quixote as a tool to cast light on themes in Wittgenstein’s philosophy. Editors Carla Carmona and Jerrold Levinson have brought together renowned voices in the field of philosophy to offer a window onto Cometti’s philosophical work, as well as an in-depth analysis of contemporary artistic and aesthetic practices, in an effort to overcome what can sometimes appear as a gulf between art and life. Curatori: Jerrold Levinson, Carla Carmona.
br. "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
ill., br. "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
br. Le due principali tesi di questo libro, che pone come cardine del valore letterario la profondità emotiva e intellettuale, sono l'impostura del concetto di bellezza, quindi l'infondatezza dell'estetica formale a vantaggio di quella estesiologica, e i limiti della gnoseologia, dai quali deriva la necessità di attuare una sorta di teoria della comprensione.
brossura Il C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica), cui aderiscono tutte le università napoletane, è un organismo di ricerca nel quale - con metodo rigorosamente scientifico, grazie al concorso di qualificati cultori delle varie discipline interessate e in un clima di costante e costruttivo dialogo con i rappresentanti delle diverse posizioni culturali - è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
br. "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
ill., br. La prospettiva con cui finora abbiamo osservato e interpretato la dimensione di ciò che chiamiamo arte induce a un ripensamento della sua stessa parola, dei suoi termini, del suo rapporto con la storia. L'autore attraverso un confronto con la filosofia, l'antropologia e le teorie dell'immagine affronta alcune questioni problematiche dell'arte contemporanea soprattutto per quanto attiene l'avvento dell'era cibernetica e dell'intelligenza artificiale. La pretesa del contemporaneo è costruire mondi senza necessariamente ricorrere allo status dell'opera. In questo senso il mondo dell'arte finisce per creare diarchie impensabili prima; un sistema gerarchico fatto di chiusure e generalizzazioni anziché favorire un'intesa con il pubblico. In questo senso l'autore ci invita a ripensare il concetto di opera non solo in quanto fare, rappresentazione o presentazione del mondo, ma anche come virtù, universo simbolico, relazione con l'altro, responsabilità dell'artista. Oltre a presentarsi come una riflessione teorica sulle problematiche attuali dell'arte il libro offre una panoramica sui movimenti più importanti dell'arte moderna e contemporanea. È da un universo dominato dalle immagini e da una sfida radicale al concetto di rappresentazione che il volume, a partire dal Novecento, propone una rilettura inedita della pittura in un colloquio ininterrotto con la sua storia, illustrandone limiti e punti di forza.
ill., br. La prospettiva con cui finora abbiamo osservato e interpretato la dimensione di ciò che chiamiamo arte induce a un ripensamento della sua stessa parola, dei suoi termini, del suo rapporto con la storia. L'autore attraverso un confronto con la filosofia, l'antropologia e le teorie dell'immagine affronta alcune questioni problematiche dell'arte contemporanea soprattutto per quanto attiene l'avvento dell'era cibernetica e dell'intelligenza artificiale. La pretesa del contemporaneo è costruire mondi senza necessariamente ricorrere allo status dell'opera. In questo senso il mondo dell'arte finisce per creare diarchie impensabili prima; un sistema gerarchico fatto di chiusure e generalizzazioni anziché favorire un'intesa con il pubblico. In questo senso l'autore ci invita a ripensare il concetto di opera non solo in quanto fare, rappresentazione o presentazione del mondo, ma anche come virtù, universo simbolico, relazione con l'altro, responsabilità dell'artista. Oltre a presentarsi come una riflessione teorica sulle problematiche attuali dell'arte il libro offre una panoramica sui movimenti più importanti dell'arte moderna e contemporanea. È da un universo dominato dalle immagini e da una sfida radicale al concetto di rappresentazione che il volume, a partire dal Novecento, propone una rilettura inedita della pittura in un colloquio ininterrotto con la sua storia, illustrandone limiti e punti di forza.
brossura La figura del beholder, l'osservatore consapevole, appare affine a quella del soggetto di natura contemplativa, richiamando lo stesso paesaggio a contesto di ispirazione mistica, dove la consapevolezza dell'osservare produce l'incanto della partecipazione mistica con le cose intorno a sé, che vengono vissute come parti che si coagulano intorno al nucleo centrale del Sé. Il viaggiatore consapevole, come un beholder, vede in una maniera diversa e più profonda la realtà che lo circonda, e questa sua particolare forma del vedere si sposa con le mirabili descrizioni, con la poesia dei racconti di luoghi e paesaggi che molti hanno pur guardato, ma che pochi hanno davvero visto, assaporandone i più intimi recessi.
br. Per la prima volta raccolti in un unico volume Artificio e natura (1968), Intervallo perduto (1980), Elogio della disarmonia (1986) e Horror Pleni (2008). Quattro saggi che segnano altrettante tappe di una riflessione estetica ricca e dinamica, in evoluzione come materia viva. "Tutti i fondamentali saggi di Dorfles sulle questioni della contemporaneità vanno letti in questa chiave; ma c'è modo e modo di vivere questo Moderno e di parteciparvi. Quello di Dorfles è esplicitamente e radicalmente critico. In questo Dorfles ha svolto una vera lezione: ci ha invitato a leggere questi fenomeni con grande realismo e disincanto, ma anche a discernere all'interno dei loro vari aspetti: ci ha educati alla molteplicità delle espressioni di questo comune "essere moda-moderna" della artisticità contemporanea. Bisogna saper distinguere tra chi ne ha consapevolezza e rappresenta questa prospettiva secondo una distanza critica, e chi semplicemente nuota nella corrente, la riflette e basta. Bisogna conoscere questa straordinaria molteplicità formale che caratterizza il moderno, riconoscerlo nella diversità dei suoi aspetti. Ed essere educati a conoscerla vuol dire non esserne travolti." (Massimo Cacciari) Con nota di Umberto Eco e un dialogo di Colonetti Aldo.
br. Questa raccolta di saggi cerca di mostrare la complessità concettuale dell'estetica e dell'arte contemporanea, a partire dai temi più dibattuti e controversi che l'arte degli ultimi trent'anni suggerisce. Il testo propone un percorso di riflessione che si articola a partire da singole coordinate estetologiche: gusto, bello, brutto, percezione, mimesi, forma, tecnica, media, immaginazione, tempo. Coordinate che vengono arricchite mettendo in evidenza la linea di continuità tra passato e presente, e le problematicità all'interno di una lunga e complessa storia del pensiero artistico filosofico.
Le contraddizioni che lacerano il nostro tempo e le aritmie storico-artistiche che con la loro imprevedibilità turbano qualsiasi attesa elevano la dissonanza a emblema del contemporaneo. L'intento principale del volume è quello di accompagnare il lettore nella tempesta di motivi e suggestioni disarmoniche che scuotono la vita e l'arte di oggi. La storia dell'estetica fungerà da bussola nel panorama dell'arte contemporanea, in cui rivivono in forma rinnovata antiche categorie estetiche. Dal bello al sublime, dal kitsch all'orrore, dall'interessante al brutto fino alle soglie del terrore. Le autorevoli voci di sette filosofi e sette artisti dei nostri giorni, impegnate a chiarire lo stato attuale della riflessione artistica ed estetica, risuonano infine in appendice al volume, offrendo un nuovo bagaglio di pensieri preziosi per la prosecuzione dell'analisi e della rappresentazione dell'esistenza umana. Con testi di Karin Andersen, Giampaolo Bertozzi, Remo Bodei, Romano Cagnoni, Pappi Corsicato, Stefano Dal Monte Casoni, Gillo Dorfles, Annemarie Gethmann-Siefert, Ágnes Heller, Dieter Henrich, Jeong-Im Kwon, Ennio Morricone, Otto Pöggeler, Ha Schult, Federico Severino. Autori: Francesca Iannelli.
Infuria il dibattito sulla realtà e il postmoderno. Per la loro migliore comprensione, si offre qui una breve storia del processo di perdita della realtà, a partire dai primi decenni del XX secolo, dovuta alla massiccia profusione di immagini e apparenze da parte dei mass media: fotografia e cinema, radio, televisione, reti informatiche e PC. È quel che già Nietzsche chiama il "diventare favola" del mondo vero, e che Benjamin, Adorno, Anders, Debord, Baudrillard, Vattimo definiscono allegoria, illusione, fantasma, spettacolo, simulazione, interpretazione. Che il Novecento sia il secolo dello scacco alla realtà imposto dalla derealizzazione mediatica è chiaro, ma diversi sono gli atteggiamenti e le strategie che ciascuno propone di adottare: c'è chi lo considera una iattura da combattere, chi invece lo ritiene una chance di emancipazione. Benjamin parla di risveglio, Adorno di alienazione; Baudrillard di terrore, Vattimo di libertà. Ma la vera questione è quella pratica, qui affrontata nella prospettiva di una estetica della derealizzazione, che si muove nel tentativo di coniugare apertura estetica verso le apparenze e capacità etica di governare le apparenze stesse. Autori: Giovanni Gurisatti.
ill., br. Che relazione intercorre tra l'arte e il mondo reale? Esiste una differenza tra un'opera d'arte e la sua copia? Cosa distingue uno spartito musicale, l'abbozzo di un pittore e lo schema di un impianto elettrico? Un dipinto può rappresentare fedelmente un oggetto o è solo uno dei suoi tanti nascondimenti? In questa raccolta di saggi, animati da un progetto unitario, Nelson Goodman affronta i temi principali della filosofia dell'arte: il rapporto tra rappresentazione e realtà, il potere espressivo di immagini e simboli, i requisiti essenziali dell'esperienza artistica. A differenza di tutti gli altri tentativi di elaborare un'estetica generale, quest'opera, divenuta un classico della scuola analitica, muove da un orizzonte logico ed epistemologico, indaga il nesso tra le arti e il loro medium linguistico e assume la riflessione sul linguaggio come prospettiva di ogni riflessione estetica. Goodman giunge così a una classificazione inedita delle arti, delineando una teoria generale dell'attività simbolica: l'atteggiamento estetico è l'azione del soggetto che reagisce all'opacità dell'arte, all'impossibilità di stabilire un nesso tra simbolo e referente, concentrando tutte le facoltà umane sul simbolo stesso. La rappresentazione, che dipende dalla percezione e di conseguenza dal soggetto che guarda, equivale a una sistematizzazione degli oggetti, e non alla loro semplice imitazione.
br. Dalla fine del XIX secolo il paesaggio metropolitano è divenuto lo scenario culturale dell'Occidente cambiando radicalmente la relazione tra abitante e contesto. Da una visione contemplativa passiva riservata alla natura, si è passati a un'idea di paesaggio urbano come territorio dell'azione, della costruzione e della autodeterminazione. Dal secondo dopoguerra veri e propri movimenti artistici o singoli artisti, hanno interpretato quest'idea dell'attivismo paesaggistico creando opere che implicano una forte volontà di ridisegnare il contesto di vita urbano sia in senso materiale che metaforico. Queste tendenze hanno riletto lo spazio imposto dall'architettura e dall'urbanistica non considerandolo più come un luogo solo della fruizione ma come uno spazio della riappropriazione. La visione di un mondo metropolitano basato sull'attivismo dei propri stessi utenti dà vita oggi a un numero sempre crescente di interventi in tutto il mondo in parte definibili come Public Art e Arte Relazionale.