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brossura L'opera di Alexander Gottlieb Baumgarten, rimasta a lungo ai margini degli sviluppi della riflessione filosofica, è ormai al centro del rinnovato interesse degli studiosi perché in colui che tenne a battesimo l'estetica - della quale coniò la parola - si vanno ritrovando indicazioni preziose per il dibattito teorico della contemporaneità. Rinnovata attualità motivata già dalla semplice ragione che Baumgarten intese l'estetica in modo molto più articolato di una mera "filosofia dell'arte", intitolandola a un orizzonte più generale, cioè l'intera esperienza sensibile nei suoi ambiti più diversi: dalla ricerca scientifica alla pratica religiosa, alla stessa vita quotidiana. E tuttavia, proprio l'Estetica, la sua summa teorica, ha continuato a rimanere di difficile accesso, anche per il suo ispido latino. Questa nuova edizione mira dunque a rendere trasparente il pensiero estetico di Baumgarten in tutta la sua ricchezza, dando modo al lettore di confrontarsi proficuamente non solo con il "battista" della nuova scienza, ma con il primo grande piano tematico dell'estetica moderna, tuttora ricco di nessi scarsamente esplorati e di ragioni che conservano la loro smagliante intensità teorica.
brossura Singolare destino, quello di Alexander Gottlieb Baumgarten. Universalmente considerato uno dei più significativi pensatori del suo tempo, è passato alla storia soprattutto come "padre" dell'estetica, della quale coniò anche la parola: "æsthetica" da "aisthesis", cioè "sensibilità". Eppure i suoi maggiori eredi disciplinari hanno finito per emarginare sensibilmente la sua figura, fin quasi alla rimozione. Salvo che, per un curioso gioco del destino, Baumgarten è prepotentemente ritornato in primo piano con una particolare carica d'attrazione. Per la semplice ragione che egli intese l'estetica in modo molto più articolato di quello che poi s'impose nell'Ottocento, ossia una mera "filosofia dell'arte"; laddove per Baumgarten l'estetica riguarda un orizzonte ben più generale, ossia l'intera esperienza sensibile nei suoi vari ambiti: dal mondo delle arti alla ricerca scientifica, dalla pratica religiosa alla stessa vita quotidiana.
Editions Pierre Cailler, Genève, 1964, 324 p., environ 60 planches hors-texte, légères traces de mouillures sur le dos, bon état.
THREE VOLUME SET. VOLUMES X-XII ONLY. [ALL VOLUMES]: 255x170 mm. [192] + [140] + [130] pages. Softcover. Cover and spine yellowing and slightly stained. Cover corners and spine edges slightly wrinkled. Spine slightly wrinkled. Spine edges slightly worn. Few pages slightly stained - no damage to text. Pages yellowing. [VOL. X]: Front cover upper edge slightly torn. [VOL.XI]: Rear cover bottom edge slightly torn. Spine partly detached from few pages. [VOL.XII]: Few page edges slightly worn. [SUMMARY]: Else all volumes in good condition.
Un "Dictionnaire des formes artistiques et des écoles d'art" (sous-titre de jaquette): les "styles de toutes les manifestations artistiques de la Préhistoire à nos jours" (rabat de jaquette), en classement alphabétique, par l'historien de l'art Germain BAZIN (1901-1990); index; très nombreuses vignettes en noir in texte; bibliographies par entrées. Exemplaire bien complet de sa jaquette. Français
(Codice CV/8947) In 4º (32,5x28 cm) 327 pp. Circa 400 esempi di arte figurativa dalla preistoria all'età contemporanea. Grande volume illustrato con 146 tavole a colori, 273 in nero e 23 disegni. Pregevole edizione su carta forte azzurrina. Tutta tela originale, sovraccoperta con qualche strappetto. Ottimo e fresco volume nell'astuccio editoriale. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
INVIO AUTOGRAFO dell'Autore FIRMATO e datato 18.V.1939. In-8°, pp. 26 (da p. 81 a p. 106). Bross. edit. Due quaderni staccati, ruggine alle graffe, ma completo. Leteratura, arte, architettura. Da Ronsard a Crébillon, Diderot, Van Loo, Boucher ecc. all'Arcadia italiana, il melodramma, Metastasio, Algarotti, Dutillot e P. Paciaudi a Parma, Salvini, Ricci, Giacomeklli, Ennio Quirino Visconti, i Gozzi, Cochin, Mariette, Caylus, l'architetto Petitot a COLORNO, Piermarini ecc. BEDARIDA, no dei maggiori italianisti francesi.
112 pages. Most text in English plus some in French. Features: Between Cheerleaders and Skeptics; Diagrams and Determinants - New Technologies and Design research in Architecture; Between the Measurablility of Bytes and Beats; Architectural Photogenicity and the Aesthetics of Time; Anatomie Comparee et Anatomie Philosophiqaue - L'Unite du Monde Selon Viollet-le-Duc; Fields and Theatre Churches - The Non-traditional Space of Evangelism; Transitional Practices - Marosi + Troy Architectes; Marosi + Troy Architectes in Conversation; Memoirs of a Man I Never Met. Light wear. A quality copy. Book
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear only, no tears, wrapped in clear protective cover. Contents include: Running rabbits and talking shit, Tending bar at Brown's, Hanging out,: the sociology of use, Styling, Profiling, Aesthetics of talking shit, etc. Previous owner's name or sticker in front section of the book.
Mm 125x215 Collana "I turbamenti dell'arte". Volume nella sua brossura originale con alette, 108 pagine. Opera in buone condizioni, la copertina è leggermente sbiadita. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
25.5X25.5 cm. 203 pages. Hardcover with dust-jacket. Dust-jacket slightly rubbed. Dust-jacket edges slightly worn and bumped. Sticker on back of dust-jacket. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
Volume in 8° legato in mezza pelle, titolo al dorso, tagli marezzati, sguardia, occhiello, frontespizio, prefazione, 486 pp., indice, bianca finale. Interessante e ricco poema che, in bei versi, tratta il gentile argomento dell'estetica, nelle belle arti e nelle lettere. Lieve brunitura e sporadica fioritura della carta, lievi mende alla legatura. Poco comune e di piacevole lettura.
br. I geroglifici egizi, valorizzati dall'estetica fin dalle sue origini settecentesche, sono considerati, nell'età dei Lumi, la lingua muta della sensazione, una sorta di Characteristica universalis che, dopo aver attirato l'interesse, tra gli altri, di Leibniz, diventa la metafora del parlare per immagini: i "geroglifici espressivi" di cui scrive Diderot, peraltro rifacendosi anche a Bacone, accomunano la lingua dei sordomuti all'arte teatrale "del gesto". Due secoli dopo, "arte geroglifica" è definito il cinema delle origini, ancora concepito come teatro filmato, dove l'enfasi espressionistica della recitazione comunica secondo il principio del rebus, che sta alla base anche della lingua geroglifica: lo scrive Abel Gance, lo esemplifica Chaplin, lo teorizzano, tra gli altri, Balázs e Ejzenstein. Ma v'è di più. Il film è una sorta di "universale fantastico", direbbe Vico, che in questo si ispirava proprio ai geroglifici, traducendo concetti astratti in immagini concrete, il cui significato, tuttavia, non è spesso manifesto. Il film, infatti, è, come vuole Kracauer, un "geroglifico visibile", che illustra in filigrana i cambiamenti ancora invisibili di una realtà storico-politica che va saputa, smascherata e denunciata. È un simbolo, proprio alla maniera ermetica, nel quale si celano le "disposizioni psicologiche" di un popolo: anche nei film d'evasione del periodo classico si può intravedere ciò che sarebbe accaduto durante il nazismo.
ill., br. Molto si parla, e si è parlato, del corpo negli ultimi decenni. Ma era rimasto sinora destinato a una circolazione esoterica questo breve trattato di Hans Bellmer, il pittore che seppe immettere nel surrealismo una carica demoniaca che traeva le sue origini dal primo Romanticismo tedesco. Fin dagli anni Trenta, quando inventò la sua perversa Bambola, Bellmer fu un teorico e uno sperimentatore estremo del corpo. La presenza anatomica del sesso, i rudimenti di una metafisica del voyeur, la capacità delle membra di trasformarsi in una serie di doppi allucinatori: sono temi e tracce di questo scritto che a sua volta si sdoppia in una serie di disegni, quasi a mostrarci la violenta scossa a tutta la nostra percezione che le teorie esposte dall'autore comportano.
ill., br. C'era un volta il cinema, la fotografia, la pittura. Ci sono ormai, sempre più spesso, le immagini. Passaggi tra le immagini. Perché tutto "passa" in televisione. Perché il video ha potuto formare, trasformare tutte le immagini (è il destino delle "nuove immagini"). Tra fotografia, cinema, video l'"entre-image" è un luogo di passaggio, il luogo dove oggi passano le immagini tra immobilità e movimento, figurazione e defigurazione. E, anche, tra pittura e letteratura, o linguaggio. Tra queste immagini, questi passaggi, bisogna scegliere le immagini e le opere per le quali far esistere ancora un mondo e un'arte. I saggi raccolti in questo volume tentano di disegnare un campo d'azione delle immagini, facendo di questo studio uno dei libri più autorevoli sull'arte video: l'indagine tra arte, cinema e video di uno dei più importanti studiosi francesi delle figure in movimento.
leggerissimi segni del tempo
br. "Estetica della partecipazione" - il titolo - come sottolinea più volte lo stesso Mauro Beltrami, è un contenuto rilevante del pensiero di Pavel Florenskij, il filosofo, e non solo, russo al quale è dedicato lo studio e su cui si sviluppa la ricerca appassionata dell'intellettuale italiano, e che va nella direzione di un coinvolgimento cognitivo del soggetto pensante, vale a dire che la conoscenza, la comprensione sono veramente tali solo se partecipati. Già tale assunto pone Florenskij in rottura con la tradizione filosofica occidentale dominante, basata su un quasi assoluto razionalismo. E la rottura si fa ancora più profonda se pensiamo allo sviluppo realizzato oggi dagli strumenti creatori delle cosiddette 'realtà virtuali', che allargano a dismisura distanze ed assenze invece che favorire partecipazioni, vicinanze e prossimità esistenziali, relazionali, culturali.
Rusconi e Paolazzi Editori, Milano, s. d. (ma 1955 circa). In 8vo, pp. 253 + 2 di indice, ill. in b/n e in colore n. t., bross. edit. in cartone nero illustrato in colore al piatto. Tagli ingialliti e sporadiche fioriture ma buona conservazione, molto graziose e vintage le illustrazioni tipiche del periodo.
Mm 140x210 Collana "Biblioteca di estetica. Testi e studi". Brossura editoriale con bandelle, 124 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La bellezza conforta, riscalda e illumina il nostro percorso di vita. Ma è possibile una bellezza indipendente dal bene, perfino alleata del male? Questo libro risponde di no, in primo luogo negando che le immagini siano paradigma di oggettività, emblema di neutralità descrittiva. Anche quando pensiamo che mostrino la realtà nuda e cruda, senza possibilità d'inganno, sono spesso più ambigue di qualsiasi discorso, e danno origine a discorsi senza fine. II modo in cui sono costruite, tagliate e contestualizzate afferma un progetto di mondo, di umanità: la figura della tabaccaia felliniana di Amarcord potrebbe non distinguersi dalle "velone" dell'omonimo programma tv, ma racchiude un messaggio radicalmente diverso. Nelle particolari circostanze in cui viene proposta e percepita, un'immagine è portatrice di giudizi. D'altra parte, se "un'immagine vale più di mille parole" è perché può suscitare emozioni intense e rappresentare un vigoroso stimolo all'azione. Ispirato dai grandi filosofi occidentali, Ermanno Bencivenga ci guida alla scoperta del significato etico delle immagini, muovendosi sul doppio registro della passione e del giudizio. I numerosi esempi tratti dalla storia dell'arte, dal cinema, dalla pubblicità e dalla cronaca confermano uno dei cardini del pensiero kantiano: il bello è simbolo del bene. Lo può rappresentare in modo diretto o in modo indiretto, facendone avvertire la mancanza. L'esito è identico: risvegliare in noi il desiderio del bene.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, COME NUOVO Informazioni bibliografiche Titolo: Aesthetica in nuce Collana: Volume 11 di Piccola biblioteca filosofica Autore: Benedetto Croce Edizione: 7 Editore: Bari, Roma: Laterza, 1969 Lunghezza: 79 pagine; 18 cm Soggetti: Filosofia, Estetica, Saggi, Croce, Arte, Poetica, Poesia, Intuizione, Espressione, Comunicazione, Grammatica, Retorica, Classicità, Romanticismo, Critica letteraria, Storiografia artistica, Generi letterari, Categorie, Bibliografia Parole e frasi comuni AESTHETICA IN NUCE Aesthetik all'arte altre Andromaca apriori Aristotele arte arti azione Bari Baumgarten bello di natura carattere categoria certi ché chiama ciascuna Classicità comica concetti concezione coscienza morale creazione poetica critica Croce dell'espressione didascalica dizio dottrine edonisti effetto Enea epicurea Espressione e comunicazione esprime esso fantasia Filosofia del linguaggio fonografi formageneri letterari giudizio estetico Grammatica Hamann Hegel idealistica ignoratio elenchi immagini Intuizione ed espressione irrealtà Kant l'arte o poesia l'Estetica laddove leibniziana letterari e artistici lirica logica London mente metafora morale musica naturalistica nuova oggetti artistici opere d'arte parole partizioni passato Pergama pittura plasma poeta pratica problemi proprio dell'arte quarta realtà relazione Retorica romanticismo Schelling scienza dell'arte scienza filosofica scultura scuola secolo senso Shaftesbury soltanto speculativi spirito spirituale storia dell'Estetica tale o tale talvolta teoretica teoria trattati trattazioni travaglio utilitari varia vede verisimile verso Vossler vuol dire zione
Benedetto Croce Breviario di estetica. , Laterza 1920, Libro antico usurato dal tempo. Pagine brunite ed intonse, con sottolineature a matita.Tagli irregolari con barbe. Copertina flessibile cartonata usurata con segni di matita e penna. Usato (Used) . <br> <br> <br> 94<br>
Trascurabili segni d'uso, leggermete ingiallito ai bordi rilegatura solida appunti in bella grafia e rare sottolineature alle prime pagine