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br. L'arte è uscita dai musei e fa parte ormai della vita quotidiana, dove tutti ci sentiamo in qualche modo artisti e giudichiamo le opere che vediamo. L'arte è una delle principali espressioni della nostra personalità, e tutti desideriamo avere "cose belle". Definita l'arte come "creazione originale" e "contemplazione simbolica di valori", sono illustrati in modo divulgativo i principali concetti dell'estetica: la classificazione delle arti, l'ispirazione e l'imitazione, la questione della tecnica, il ruolo della critica e del pubblico, la differenza tra arte sacra e arte profana, la relatività del bello e dei giudizi estetici, la rappresentazione del brutto e il rapporto arte/sesso/morale.
(Codice FS/5213) In 8° (21 cm) 160 pp. Brossura originale, ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Che funzione ha l'estetica? Si tratta di una disciplina filosofica che ci fornisce gli strumenti per misurare e capire che cosa è arte, che cosa no (e perché) e che cosa l'arte dice del mondo? Oppure il suo campo di indagine è ancora più vasto e tocca anche altre questioni, legate alla sensibilità e alla sua relazione con la conoscenza? Se uno dei punti cardine della filosofia oggi continua a essere quello di determinare un metodo capace di vedere l'unità nella varietà e di trovare aree condivise in grado di valorizzare le varie tradizioni filosofiche, forse l'estetica si può candidare come quel terreno comune all'interno del quale (al di là degli spazi geografici e temporali) questo dialogo diventa possibile. Grazie alla scelta antologica proposta da Simona Chiodo, emerge in queste pagine una fitta trama, composta di rimandi e di intrecci che legano le domande della contemporaneità anche a quelle del passato, attraverso un dialogo che continua. Questa antologia è una mappa della tradizione dell'estetica analitica che va dagli anni Cinquanta alla contemporaneità, con un'attenzione particolare ai materiali non ancora tradotti in italiano e ad alcuni tra gli autori analitici più celebri, ma dei quali sono poco conosciuti gli studi di estetica. Un'opera per capire l'arte e la sua relazione con il mondo, ma anche per comprendere come funziona una delle tradizioni essenziali della filosofia contemporanea.
br. L'estetica post hegeliana ridiscute la relazione tra produzione artistica e riflessione estetica sull'arte, ora dirigendosi verso un radicale superamento dell'estetica a favore della fondazione di una scienza dell'arte, ora sostenendo una riforma filosofica dell'estetica che la renda una via d'approccio alla produzione artistica contemporanea più flessibile ad accoglierne le esigenze di sperimentazione e infrazione della norma. Si tratta di un percorso ispirato da Kant e che si articola attraverso le riflessioni di Fiedler, Dessoir, Utitz, Mukarovsky, in gran parte raccolte e ulteriormente elaborate dall'estetica d'orientamento fenomenologico della Scuola di Milano.
brossura Se per avere un'idea pratica e non speculativa della vita, essa deve essere pura, teoricamente ciò è possibile solo quando questa idea è capace di contrapporsi a tutto ciò che è teorico. Il presupposto è che l'idea e la sua azione siano cose concrete. In pratica, questo caso della concretezza nel fare, nell'agire della vita essendo una "forza attiva" propria degli esseri umani è sempre un problema che attende una soluzione che si colloca nella natura di ciò che si acquisisce per abitudine attraverso le pulsioni. E cioè attraverso una rappresentazione psichica di contenuti creati per avere dei valori. Ma per fare ciò il pensare deve abituarsi a creare "contenuti mentali" capaci di pesare le pulsioni e i suoi valori. E ciò è possibile solo quando si ha una disposizione naturale verso quell'"abitudine" a tradurre le "forze attive" della vita nei "problemi pratici" dai quali ricavare sempre un valore.
brossura Se la bellezza rappresenta l'ordine di un "modo di fare" è perché per produrre un oggetto ci vuole una capacità formata in una tecnica artistica capace di caratterizzare esteriormente una forma con l'inventività di un talento. In quanto una forma è pertinente a questa determinata ricerca quando diventa fenomeno di un'arte, come ricordo con uno scopo, che è quello di moralizzare autonomamente la propria etica e ordinarla insieme alla forma creata, frutto di una capacità artistica. Etica di un'arte ricevuta da un'opera e, ricordo di un'altra opera in cui questa morale autonoma ha lo scopo a sua volta di ricordarci che l'estetica è il ricordo di un fenomeno indagato e pertinente all'arte, di fare dell'arte un oggetto ordinato con una capacità artistica formatasi nell'invenzione di una talentuosa forma estetica la cui bellezza è stata ordinata dalla capacità di fare di quest'oggetto, un'opera d'arte.
brossura Se la cultura è nella natura delle pulsioni, gli archetipi sono il nostro unico riferimento perché essi rappresentano questa cultura con delle immagini. Immagini che si esprimono in idee, le quali hanno una meta e uno scopo, in uno stato di tensione interiore e pulsionale.
In-8, broché, 271 p., non coupé. Édition originale. Écrivains et miniaturistes. Les primitifs de la peinture. Les origines de l'imprimerie. La décoration du livre. Très bon exemplaire.
brossura L'incontro con la bellezza può lasciarci incolumi? La sua gioia novella può sbocciare senza frantumare all'istante dentro di noi ciò che era vecchio, attraverso quella ferita che solo l'invulnerabile sa infliggere? La sua sovrabbondanza annuncia nella prossimità l'offerta della lontananza. Ciò che ci afferra resta inafferrabile: tanto più quanto più si avvicina. Così Platone fa dello sgomento il primo regalo della bellezza, mentre per Dostoevskij e Rilke essa altro non è che l'inizio del terribile. Questa gioia dolorosa, smisurata come ogni amore, è la dimensione dimenticata dall'estetica. Il saggio indaga lo choc provocato dall'incontro con la bellezza quando essa si manifesta all'uomo. L'uomo ne resta trafitto, sgomento, irrimediabilmente cambiato, ma la ferita lo rivela a se stesso, aprendolo a ciò che lo eccede. Colpito da questa gioia dolorosa, l'uomo non può che celebrare la bellezza.
Mm 125x205 Collection Pleine Marge, n° 2. Brossura originale, 279 pagine con alcune figure in nero nel testo redatto in lingua francese - french text. Libro in perfette condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Viviamo in una civiltà delle immagini, che con la loro enorme diffusione, pervasività e potenza, dalle quali derivano vantaggi e pericoli, sono diventate uno dei temi privilegiati dai filosofi. Questo studio riporta l'attenzione su una dimensione spesso trascurata dell'immagine, quella ontologica, attraversandone le principali declinazioni, da Platone fino agli autori più recenti, e cercando di mettere in luce la possibile funzione di "incremento ontologico" che le immagini assolvono quando non sono semplici copie, ma interpretazioni che mostrano la realtà in modo nuovo. In particolare quando hanno una portata rivelativa, in virtù della quale, manifestando la loro relazione con l'originario, arricchiscono la manifestazione dell'originario stesso. Tale funzione si giustifica in una concezione immaginale dell'essere, ricondotta all'ontologia della libertà, per la quale l'immagine è costitutiva dell'essere stesso.
brossura Ripensare la bellezza vuol dire, certamente, non pensarla più come qualcosa di separato dal mondo reale, come è stato affermato in relazione all'opera d'arte, ma il ripensamento che qui si propone è ancora più radicale. Prende le mosse dalle riflessioni di Gregory Bateson e prova a spingersi oltre sul cammino che queste hanno aperto, continuandolo fino alle sue logiche conclusioni. Il risultato è affascinante. Dapprima, viene confermata la lunga tradizione che ha attribuito una funzione salvifica alla bellezza, declinandola come salvezza ecologica; quindi, si afferma che la conoscenza più adatta a gestire le ecologie mediche e ambientali non è l'attuale conoscenza scientifica, matematizzata, ma è la conoscenza umanistica, che si tende oggi a escludere da ogni intervento sul mondo naturale o sul corpo umano. Agli approcci umanistici al mondo naturale e al corpo umano andrebbe, quindi, affidato un ruolo di moderna epistème, con il compito non soltanto di «assegnare dei fini», come dicono i filosofi, alla téchne matematizzata, ma anche, quando possibile, di intervenire direttamente sulle ecologie micro e macro sistemiche. A testimonianza di ciò, nella seconda parte del lavoro si indicano alcune ecologie e medicine umanistiche che sono già in grado di ricoprire questo ruolo epistèmico: l'etica della terra di A. Leopold, l'architettura del paesaggio, la medicina psicosomatica di V. Weizsäcker ed anche alcune medicine non convenzionali come la medicina omeopatica o l'agopuntura tradizionale cinese. Prefazione di Arnaldo Colasanti e postfazione di Paolo Aldo Rossi.
(Bibl. scelta di opere italiane antiche e moderne).<BR>16°, pp.XXVIII-212 + 1 tav. f.t. inc. in rame ( ritratto). Br. ed., fessure al dor. Lievi fioriture. Nelle cc. preliminari la vita dell'Aut. e l' "Avvertimento premesso all'ediz. dei Classici metafisici, Pavia 1815". Seguono 6 ragionamenti: 1.Della natura e dell'arte; 2.Bello e gli scrittori di tale materia; 3.Forza e misura del bello assoluto; 4.Bello relativo e effetti delle arti d'imitazione; 5.Della grazia; 6.Del sublime; 7.Del bello ideale e delle cause che possono svilupparlo.
Ottima copia - gr 200
Firenze, presso Molini e C., 1808. In 4°, pp. XIV di dedicatoria dell’A. a Napoleone I, + 221 n. + 3 nn. Ragionamenti su: Natura ed arte, delm bello e degli scrittori di tal materia, della forza e misura del bello assoluto, del bello relativo e degli effetti delle arti di imitazione, della grazia, del sublime, del bello ideale e delle cause che possono svilupparlo. Elegante piena tela moderna blu con titolo in oro al d. su tassello.
in-24, pp. 385, (3), broch. edit. Seconda edizione, facente parte della Collezione dei Classici Metafisici (Estetica), a cura di Defendente Sacchi. Trattatello di estetica in sette ragionamenti (prima edizione 1808), che ''costituì il primo tentativo compiuto dal C. per strutturare e far convivere nei suoi sette Ragionamenti suggestioni e convinzioni di differente matrice: l'estetica kantiana, l'evoluzionismo illuministico, il pensiero sensista, l'indagine storica e analitica. Centrale la distinzione tra bello assoluto e bello relativo...'' (D.B.It. XXV, pp. 421-5). Discreto esemplare, lievi aloni d'umido marginali.. Cicognara 1048 (la I ediz. 1808)..
In-8°, pp. 638, tela editoriale con titolo in oro su tassello al dorso
Firenze, G. Barbera, 1935, in-16, br. edit., pp. 198, (2). Intonso.
1 Vol. In-16 pag. 349 PROG 5207 CATT_ATT 13
(Codice BN/3649) Cartella In 8° (24x17 cm) contenente 16 dispositivi: schede a colori su cartoncino, con le istruzioni per la "mini-inchiesta". Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. «Lontano è il tempo in cui san Bonaventura predicava la delectatio. Docere et delectare: a lungo l'arte ha avuto come fine di arricchire lo spirito e di deliziare i sensi. L'arte contemporanea sembra aver cambiato completamente registro. L'età del disgusto è subentrata all'età del gusto: esibizione e desacralizzazione del corpo, svilimento delle sue funzioni e delle sue forme visibili, morphings e deformazioni, mutilazioni e automutilazioni, fascinazione per il sangue, gli umori corporali e gli escrementi, coprofilia, coprofagia... Da Lucio Fontana a Louise Bourgeois, da Orlan a Serrano, da Otto Muehl a David Nebreda l'arte si è impegnata in una strana cerimonia dove il sordido e l'abiezione scrivono un inatteso capitolo della storia dei sensi. Già Platone, nel "Parmenide", affermava che il sudiciume e i peli sono cose per le quali non esiste alcuna Idea. Cos'è dunque accaduto dal Bello ideale platonico a ciò che si potrebbe definire - da aisthesis, sensazione, e da stercus, escrementi - un'estetica dello stercorario? Negli anni Trenta del Novecento, gli scritti di Bataille e di Sartre, sotto il segno di un sacer ambiguo, annunciavano questa involuzione. E il pessimismo di Freud, che considerava impossibile conciliare le rivendicazioni della pulsione sessuale e le esigenze della civiltà, sembra trovare conferma in ciò che si presenta oggi ai nostri occhi. Si pone tuttavia un problema: quale interesse hanno i responsabili delle più importanti istituzioni culturali, a Kassel, a Londra, a New York, a Parigi, a Venezia, nel consacrare questa ritualità con cui si celebra la nuda fisiologia dei corpi?» (Jean Clair)