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Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome cinq, fascicule 4, octobre-décembre 1952, 337-447 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome six, fascicule 1, janvier-mars 1953, 119 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome sept, fascicule 1, janvier-mars 1954, 112 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome sept, fascicule 4, octibre-décembre 1954, 337-448 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
U.G.E., 10/18, Revue d'Esthétique n° 3-4, 1979, 436 pp., poche, tranches brunies avec quelques rousseurs, bon état général.
Privat, Revue d'esthétique, nouvelle série, n° 8, 1985, 225 pp., broché, couverture un peu défraîchie et jaunie sur les bords, coins légèrement cornés, état correct.
Armand Colin, Revue de Métaphysique et de Morale n° 2, avril-juin1985, pages 145 à 286, broché, petite pliure sur la quatrième de couverture sinon très bon état.
PUF, Revue philosophique de la France et de l'étranger n° 2-3, avril-sept 1961, 141-396 pp., broché, légères traces d'usage, dos un peu écrasé, état très correct.
Revues d'Esthétique, 1976, n° 4, U.G.E., 10/18, 289 pp., broché, poche, couverture un peu défraîchie, rousseurs aux tranches.
(Codice FS/5229) In 8° 335 pp. Langue: français, anglais, allemand. Signature. Broché, très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
in-4° 255 pages abdt ill. in-t. en noir et en couleurs, index, relie pleine toile decor ed., jaq. ill. Expositions nationales, universelles et internationales - Grands magasins - Interieurs - L'art de la table - La mode - Bijouterie et joaillerie - De l'esthetique au design, Très bel exemplaire. [P-31] Etiquette collée en page de titre sinon bel exemplaire.
In-4 carré, broché, couverture illustrée, 172 p., nombreuses reproductions. Catalogue de l'exposition de l'Université de Tubingen. Bon exemplaire.
brossura I contributi raccolti in questo volume hanno come sfondo le recenti traduzioni in francese e in italiano del capolavoro di John Dewey "Arte come esperienza". Essi delineano percorsi interpretativi che ruotano attorno a temi che vanno dalla naturalizzazione dell'estetico alle politiche dell'arte. Viene così indagata l'evoluzione grazie alla quale le questioni che il pragmatismo di Peirce, James e Dewey ha introdotto in filosofia (non senza scuoterne le fondamenta e le abitudini) sono tornate ultimamente al centro dell'attenzione anche in contesti diversi per storia e dominanti intellettuali. Quali chiarimenti è lecito attendersi ancora oggi da un simile approccio al dominio dell'arte e della cultura, che sta vivendo profonde trasformazioni? Ispirarsi a Dewey significa ripristinare il senso autentico di un pragmatismo inteso come filosofia del cambiamento, cioè come prospettiva che mira a pensare e a incoraggiare il cambiamento soprattutto quando vigono circostanze in cui esso appare la risposta a emancipazioni necessarie, fonti di una visione e di condizioni più inclusive.
New New Turkish Original bdg. Dust wrapper. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). Edition in Turkish. 307, [1] p., color ills. The treasury of human suffering becomes the possession of mankind. Sarkis, Warburg and the social memory of art. Plato. The wax block of the memory. The art of writing will make men forgetful. Aristotle. On memory and remembering. Marcus Tulius Cicero. Memory images, memory places. Marcus Fabius Quintilianus. The treasure house of eloquence. Augustine. Great is the power of memory. Hugh of St Victor. The precious treasures of wisdom. Thomas Aquinas. The treasurre chests recognition images. Juan Luis Vives Memory is the great archive of things complete. Juan Huarte. The blank white sheet of memory. Michel de Montaigne. Excellent memory, poor judgme,t. John Locke. Of retention. Denis Diderot. The reader is the book itself. Karl Philipp Moritz. Mnemosyne, the mother of all kwowledge and thought. Goerg Wilhelm Friedrich Hegel. Out of the deep pit of the ego.
br. Che cos'è il teatro? A questa domanda risponde Waldemar Conrad in "Scena e dramma", uscito nel 1911 e ora tradotto in italiano. Protagonista dell'estetica fenomenologica tedesca, l'autore offre uno dei rari studi filosofici sulla natura dell'arte teatrale, dando un contributo determinante per l'estetica del teatro. Conrad, che scrive sullo sfondo della rivoluzione di Wagner, Appia e Craig ed è a sua volta autore teatrale, difende l'autonomia di quest'arte sia rispetto alla pittura e alle arti rappresentative in genere, sia rispetto alla poesia, andando contro il pensiero dominante e ancora vigente, sopravvissuto nei secoli da Aristotele ad oggi. Svolgendo l'analisi alla luce delle nozioni di corporeità ed empatia, e facendo valere la sua esperienza di spettatore attento e appassionato, egli trova il principio del teatro nella "falsità priva di inganno" e il suo motore nel "corpo vivo" dell'attore in carne e ossa. Conrad affronta così con lucidità le grandi questioni del dramma e della scena: in che rapporto stanno parola e azione? L'attore prova in prima persona i sentimenti del suo personaggio? Come si comporta il pubblico?
br. Il volume ricostruisce in modo esaustivo i temi del dibattito in corso tra l'estetica filosofica, gli approcci scientifici all'estetica, le scienze cognitive. Rispetto a ciascun ambito discusso, attenzione, percezione, atteggiamento, immaginazione, creatività, finzione, narrazione, valutazione, giudizio, piacere, emozione, l'autore elabora un insieme coerente di proposte capace di favorire una piena integrazione tra le diverse prospettive in gioco.
Conte Giuseppe 1° edizione! Il mito giardino. Siracusa, Tema Celeste Edizioni Prisma 1990 italian, 127 SC1090 Brossura editoriale volume come nuovo, 1° edizione, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 127 pagine circaCopertina come da foto
<p>2 volumi 19 cm, bella rilegatura in mezza pelle, titolo e fregi in oro ai dorsi divisi in cinque nervi, piatti e risguardi marmorizzati; p. 428; 460. Tracce di restauro ai dorsi. Ex libris al risguardo del secondo piatto</p>
Terza edizione novamente corretta e aggiunto un capitolo preliminare. Firenze, le Monnier, 1872. 2 volumi in 16° grande, pp. XXIII + 428 n. + 460 n. Belle e solide legature coeve in mezza pelle, con ricchissimi decori e titoli in oro al dorso.
In-8 (cm. 21.20), brossura, pp. 124, (4). Fioriture/macchie, soprattutto al piatto posteriore. Piccola etichetta al medesimo piatto. Scritta d’appartenenza a matita. Peraltro, volume in buono stato (good copy).
<p>18 cm, rilegatura coeva in mezza pelle con angoli, piatti in tela rossa, titoli e fregi impressi in oro al dorso, carte di risguardie decorate con motivi floreali, p. (7) 428 (2). Ordinarie tracce del tempo ai piatti. Interno ottimo.</p>
brossura "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
brossura "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.