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(Codice FS/1444) In 8° (24 cm) 144 pp. Contiene: G.Vattimo, Linguaggio, linguaggio artistico, linguaggio musicale. X.Tilliette, Critique letterarie et theologie. V.Cocozza, Tempo storia e poesia; suggerimenti per un'ipotesi mallarmeana. Ngo Tieng-Hien. Sulla definizione dell'arte nell'estetica di E.Souriau. F.Jesi, Heidegger e Rilke "Zwiesprache" e "Andenken". M.Perniola, Blanchot e il problema della scrittura. Brossura editoriale. Volume intonso: come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Marzorati, Milano, 1966 – In 8°, brossura con sovracc, pp.237, esemplare ottimo
Marzorati, Milano, 1965 – In 8°, brossura con sovracc, pp.206, qualche leggerissima sottolineatura a matita a bordo pagina, ma esemplare ottimo
In-8° (cm. 25x17,8), pp. 242 in litografia da dattiloscritto. Bross. edit. Scritta d'appart. Sottolineature a lapis a varie pagine. PAREYSON, allievo di Solari, Guzzo, Jaspers, antifascista; docente al Gioberti; nel 1952 fu istituita per lui una cattedra all'Univ.di Torino.
In-8° (cm. 24,5x17), pp. 408. Cartoncino leggero editoriale. Strappetto minimo al piatto anteriore. Contiene il lungo saggio "I problemi attuali dell'estetica "scrtto appositamente per la vasta opera 'Momenti e problemi di storia dell'estetica' " che è come un libro a sé"; con aggiunti "i più ampi fra i miei antichi e recenti saggi di estetica" ; "contiene in parte la continuazione del pensiero esposto nel mio libro 'Estetica: teoria della formatività' uscito in seconda edizione riveduta l'anno scoso presso Zanichelli".
Mm 130x210 Collana "Biblioteca di Cultura" - Brossura editoriale con sovraccopeta trasparenrte, IX-570 pagine. Opera in ottime condizioni con ancora la fascetta originale. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8°, pp. 19, brossura originale. Ottimo stato. Contributo del noto filosofo e musicologo di scuola crociana relativo all'hegeliano napoletano Nicola Marselli (Napoli, 1832-Roma, 1899). Il Marselli, fatti gli studi nel Collegio militare della Nunziatella, fu ufficiale del genio nell'esercito borbonico e poi in quello italiano, e terminò la carriera col grado di generale di corpo d'armata. Senatore dal 1892, fu anche studioso di Hegel, scrittore militare (La guerra e la sua storia, 1875-'77) e insegnante alla Scuola superiore di guerra a Torino. Le sue idee musicali risentirono di Hegel e delle teorie relative alla "morte dell'arte".
<p>20 cm, brossura illustrata, manca la 2° copertina; p. xii, 298, rari segni a matita</p>
In-8 (Cm 21 x 14), pp. 121, brossura editoriale illustrata, OTTIMO
(Codice FS/5435) In 8° 288 pp. Brossura editoriale. Segno di piega in copertin. Interno: volume come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 145x215 Collana: Problemi e prospettive, Linguistica e critica letteraria, I contesti culturali della letteratura inglese. Contributi di René Wellek, Walter J. Bate, Mario Praz, Arthur O. Lovejoy, Jean H. Hagstrum, Elizabeth Closs Traugott, Stephen K. Land, Eric Rothstein, Marcello Pagnini, Ian Watt, T. Burney Jones, B. De Bear, Ian Watt e altri. Brossura editoriale di 378 pagine, esemplare in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l'arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all'origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all'età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d'arte più letti dell'era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall'astrazione all'appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell'estetica che hanno orientato, e continuano a orientare, la discussione sul senso e sul destino dell'arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell'arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell'arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.
Paolo Spinicci Simile alle ombre e al sogno. La filosofia dell'immagine. , Bollati Boringhieri 2008, Copertina: flessibile in brossura con alette informative, leggermente sporca con lieve segni d'uso anche in quarta di copertina con margini stanchi in modo lieve. Dorso: leggermente sporco, leggermente rovinato con pieghe e margini leggermente stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti e leggermente sporchi. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a colla. Molto buono (Very Good) . <br> <br> <br> 278<br> 9788833918891
ISBN 8886211937
R. CARABBA EDITORE 1915 432 PP. SEGNI DEL TEMPO, DORSO CON SEGNI DI LETTURA, LEGATURA UN PO' LENTA, NEL COMPLESSO CONDIZIONI GENERALI BUONE, CONSIDERATI GLI OLTRE 100 ANNI DEL VOLUME.
Annualità incompleta. Disponibile un numero: n. 7, marzo 1985 del periodico del Centro Internazionale studi di estetica presso la Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Palermo. Legatura editoriale, copertina flessibile, in cartoncino, piatti bruniti all'estremità da usura da scaffale, velature. Pagine naturalmente ambrate godibili nella loro interezza. Numero pagine 62. USATO
La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. Gli avvocati di una volta lo sapevano: guai a farsi sospettare esperti, guai a far trasparire le proprie capacità. Non per nulla l'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati: dalla cosmetica alla politica, dall'arte del tiro con l'arco a quella del giardino, dal galateo all'abbigliamento, senza dimenticare naturalmente le arti nel senso consueto della parola, dalla pittura alla musica, dalla danza alla poesia. Come dovrebbe fare ogni buon saggio di storia delle idee, questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dall'anonimo del "Sublime" al "Cortegiano" di Baldassar Castiglione, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao. Ma attraverso la storia dell'"ars est celare artem" scopriamo anche qualcosa di essenziale per l'idea stessa di arte, il suo essere sempre inevitabilmente regola e invenzione, tecnica e creatività, tradizione e innovazione. Autori: Paolo D'Angelo.
La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. L'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati. Questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao Autori: Paolo D'Angelo.
Cento anni fa Georg Simmel intitolava "Filosofia del paesaggio" un suo saggio famoso. Oggi, però, il discorso sul paesaggio sembra migrato verso altre discipline, come l'architettura o l'ecologia. Questo libro vuole riaffermare che il paesaggio è un oggetto precipuo della riflessione filosofica, perché non può essere compreso e salvaguardato se ci si rifiuta di prendere in considerazione la sua dimensione estetica. Si tratta dunque di ripercorrere la ricca riflessione filosofica sul paesaggio che si è sviluppata nel corso del Novecento, e di qui muovere a comprendere le sfide che pone la situazione del nostro tempo: il rapporto tra paesaggio e arte, in particolare quello con il cinema e con l'arte ambientale; il confronto critico con l'estetica ambientale e i suoi tentativi di dissolvere il paesaggio nell'ambiente; i diversi orientamenti dell'estetica e dell'ecologia. Ma si tratta anche di capire quale idea del paesaggio stia dietro gli interventi che su di esso si attuano, e in particolare quali concezioni fondano le politiche di tutela e riqualificazione, nella convinzione che il modo in cui ci rappresentiamo il paesaggio risulta decisivo per il modo in cui lo abitiamo. Autori: Paolo D'Angelo.
Cento anni fa Georg Simmel intitolava "Filosofia del paesaggio" un suo saggio famoso. Oggi, però, il discorso sul paesaggio sembra migrato verso altre discipline, come l'architettura o l'ecologia. Questo libro vuole riaffermare che il paesaggio è un oggetto precipuo della riflessione filosofica, perché non può essere compreso e salvaguardato se ci si rifiuta di prendere in considerazione la sua dimensione estetica. Si tratta dunque di ripercorrere la ricca riflessione filosofica sul paesaggio che si è sviluppata nel corso del Novecento, e di qui muovere a comprendere le sfide che pone la situazione del nostro tempo: il rapporto tra paesaggio e arte, in particolare quello con il cinema e con l'arte ambientale; il confronto critico con l'estetica ambientale e i suoi tentativi di dissolvere il paesaggio nell'ambiente; i diversi orientamenti dell'estetica e dell'ecologia. Ma si tratta anche di capire quale idea del paesaggio stia dietro gli interventi che su di esso si attuano, e in particolare quali concezioni fondano le politiche di tutela e riqualificazione, nella convinzione che il modo in cui ci rappresentiamo il paesaggio risulta decisivo per il modo in cui lo abitiamo. Autori: Paolo D'Angelo.
LA CITTà DEL SOLE 2001 418 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO.
brossura Il volume raccoglie una serie di studi incentrati sulle nuove prospettive della filosofia estetica scaturite dalla crisi del pensiero romantico. Il percorso viene suddiviso in una prima parte incentrata sul tema del mito e del pensiero utopico nella cultura occidentale, dalle origini greche sino alle riflessioni sulla musica elaborate nel Novecento. Nella seconda parte, attraverso alcune analisi dei linguaggi artistici propri della rappresentazione scenica, e in particolare nei casi paradigmatici della danza moderna e della figura di don Giovanni nella riflessione di Kierkegaard, si perviene alla proposta di un'estetica di tipo esistenziale, basata non più sulle idee tradizionali del "bello" e del "segno" ma su quelle del "possibile" e del "finito", emblema non più di verità ma di libertà, di apertura e rigenerazione continua.
Roma, Tip. Bencini, 1878, in-16, br., pp. (230). Dorso rinforzato. (Stralcio dall'opera "Lo Schopenhauer e il Rosmini").
In 16°, legatura in Mz. pelle coeva con filetti e titolo in oro al dorso, con 12 Tavv. illustate f.t., pp. 314 (1). Ottimo.
br. I rapporti fra musica e filosofia nell mondo antico furono profondi. La matematica musicale pitagorica fornì la chiave per interpretare la struttura dell'ordine cosmico. Trasmessa al Medioevo da Sant'Agostino e da Boezio, essa innestò un fecondo e complesso dialogo con la nascente teoria musicale. All'avvio del XII secolo la riscoperta della filosofia aristotelica, la nuova concezione della scienza e le complesse innovazioni del linguaggio polifonico concorsero ad aprire la strada all'affermarsi del principio di autonomia del comporre musicale, gettando le basi per la moderna scienza acustica. L'esposizione storica di questo volume coniuga la musica, la filosofia e la scienza, considerando il pensiero musicale come luogo privilegiato per delineare elementi di continuità tra mondo antico, medievale e moderno.