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In-8, pleine toile grise de l'éditeur, titre en long au dos, illustration sur le plat sup., xiv, 253 p., 10 planches hors texte. Exemplaire provenant de la bibliothèque d'Otto Dix, et comportant l'ex-libris de Friedrich Bienert. Très bon exemplaire.
In-folio, demi-toile beige de l'éditeur, plats cartonné, titre au dos et sur le plat sup., 64 p. de texte et 222 planches de photos en noir. Très bon exemplaire.
Marseille, Cahiers du sud numéro 361, 1961. In-8 broché, 496 pp. + pp. publicitaires. Bon état.
Centre de recherches & d'Etudes Freudiennes, Paris X Nanterre, revue "Cahiers pour la Recherche Freudienne" n° 4, hiver 1989172 pp., broché, légère pliure sur la première de couverture marquant la partie inférieure des 29 premières pages, bon état général.
Volume in 8° legato in mezza pelle, titolo al dorso, tagli marezzati, sguardia, occhiello, frontespizio, prefazione, 486 pp., indice, bianca finale. Interessante e ricco poema che, in bei versi, tratta il gentile argomento dell'estetica, nelle belle arti e nelle lettere. Lieve brunitura e sporadica fioritura della carta, lievi mende alla legatura. Poco comune e di piacevole lettura.
Pubblicato da Reclarn nel 2012 e insignito nel 2016 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferito dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Wolfgang Welsch "Cambio di rotta. Nuove vie dell'estetica" costituisce una cruciale riflessione sulle categorie dell'estetica filosofica. Attraverso una penetrante indagine teorica, Welsch sottolinea la necessità di rivedere le relazioni tra arte e filosofia, allo scopo di superare tanto le indebite assimilazioni quanto la totale incommensurabilità che hanno contrassegnato rispettivamente la modernità e il postmoderno. Analizzando le trasformazioni del concetto di arte nell'ultimo secolo, Welsch argomenta dunque a favore di un'apertura dell'estetica a una serie di sollecitazioni ulteriori, dalla nuova tecnologia elettronica, discussa sulla base di una stimolante rilettura dell'eredità del Bauhaus, alle prestazioni dello sport professionistico, di cui si sostiene con finezza interpretativa lo statuto artistico. Dietro l'ampiezza dello spettro tematico emerge in modo sempre più chiaro l'unità del progetto di Welsch, il quale intende prendere congedo non solo dalle limitazioni imposte dall'estetica moderna, ma anche e soprattutto dall'antropocentrismo che ne rappresentava il presupposto, allo scopo di ricollocare l'uomo all'interno della natura di cui è parte. Prefigurato nelle esperienze artistiche novecentesche (ma anche orientali), dove la presenza massiccia della contingenza mette in scacco l'ideale dell'opus perfectum, il "cambio di rotta" di cui parla Welsch trova così il proprio fondamento filosofico in un'originale riconsiderazione dell'evoluzionismo darwiniano, di cui l'Autore evidenzia le potenzialità per un'estetica riconfigurata a partire dalle sue origini animali. Curatori: Wolfgang Welsch, Leonardo Amoroso. Traduttori: Alessandro Nannini.
Questo libro, pubblicato da Reclam nel 2012 e insignito nel 2016 del “Premio Internazionale d’Estetica” conferito dalla Società Italiana d’Estetica, costituisce una cruciale riflessione sulle categorie dell’estetica filosofica. Attraverso una penetrante indagine teorica, Welsch sottolinea la necessità di rivedere le relazioni tra arte e filosofia, allo scopo di superare tanto le indebite assimilazioni quanto la totale incommensurabilità che hanno contrassegnato rispettivamente la modernità e il postmoderno. Analizzando le trasformazioni del concetto di arte nell’ultimo secolo, Welsch argomenta dunque a favore di un’apertura dell’estetica a una serie di sollecitazioni ulteriori, dalla nuova tecnologia elettronica, discussa sulla base di una stimolante rilettura dell’eredità del Bauhaus, alle prestazioni dello sport professionistico, di cui si sostiene con finezza interpretativa lo statuto artistico. Per altro Welsch prende congedo non solo dalle limitazioni imposte dall’estetica moderna, ma anche e soprattutto dall’antropocentrismo che ne rappresentava il presupposto, allo scopo di ricollocare l’uomo all’interno della natura di cui è parte. Il “cambio di rotta” di cui parla Welsch trova così il proprio fondamento filosofico in un’originale riconsiderazione dell’evoluzionismo darwiniano, di cui l’Autore evidenzia le potenzialità per un’estetica riconfigurata a partire dalle sue origini animali. La presente edizione, puntualmente curata da Leonardo Amoroso e finemente tradotta da Alessandro Nannini, mette finalmente a disposizione dei lettori italiani un volume di fondamentale importanza nell’odierno ripensamento dello statuto epistemologico dell’estetica, scritto da uno dei maestri del pensiero contemporaneo. Curatori: Wolfgang Welsch, Leonardo Amoroso. Traduttori: Alessandro Nannini.
br. Questo libro, pubblicato da Reclam nel 2012 e insignito nel 2016 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferito dalla Società Italiana d'Estetica, costituisce una cruciale riflessione sulle categorie dell'estetica filosofica. Attraverso una penetrante indagine teorica, Welsch sottolinea la necessità di rivedere le relazioni tra arte e filosofia, allo scopo di superare tanto le indebite assimilazioni quanto la totale incommensurabilità che hanno contrassegnato rispettivamente la modernità e il postmoderno. Analizzando le trasformazioni del concetto di arte nell'ultimo secolo, Welsch argomenta dunque a favore di un'apertura dell'estetica a una serie di sollecitazioni ulteriori, dalla nuova tecnologia elettronica, discussa sulla base di una stimolante rilettura dell'eredità del Bauhaus, alle prestazioni dello sport professionistico, di cui si sostiene con finezza interpretativa lo statuto artistico. Per altro Welsch prende congedo non solo dalle limitazioni imposte dall'estetica moderna, ma anche e soprattutto dall'antropocentrismo che ne rappresentava il presupposto, allo scopo di ricollocare l'uomo all'interno della natura di cui è parte. Il "cambio di rotta" di cui parla Welsch trova così il proprio fondamento filosofico in un'originale riconsiderazione dell'evoluzionismo darwiniano, di cui l'Autore evidenzia le potenzialità per un'estetica riconfigurata a partire dalle sue origini animali. La presente edizione, puntualmente curata da Leonardo Amoroso e finemente tradotta da Alessandro Nannini, mette finalmente a disposizione dei lettori italiani un volume di fondamentale importanza nell'odierno ripensamento dello statuto epistemologico dell'estetica, scritto da uno dei maestri del pensiero contemporaneo.
Mm 150x220 Collana "Le navi". Brossura editoriale di 157 pagine a cura di Paolo Martore. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
(Codice AN/3431) Opera completa, due parti rilegate in un solo volume in 8° 180 + 212 pp. Contienre: Saggio sull'uomo, I principi del Gusto ossia Saggio sulla critica, Del Riccio Rapito, Lettera di Eloisa ad Abelardo. Premesse note biografiche. Ogmi parte con propria introduzione e note. Nitida edizione su bella carta, con ampi margini. Rossure a poche pagine, noticina alla sguardia. Mezza pelle coeva e angoli, filetti al dorso, doppio tassello. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
<BR>IN-8°, PP. 166 (8), 8 FIGG. IN NERO N.T., XXX TAVV. COL. F.T., CART. EDIT., SOVR. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO, LIEVISSIMA SCOLORITURA AL PIEDE DEL DORSO), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F/VG), (SAGGI). COR 182
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO: OTTIME CONDIZIONI GENERALI; LIEVI SEGNI DEL TEMPO E MACCHIETTE/FIORITURE ALLA COPERTINA; TAGLI LIEVEMENTE BRUNITI. PAGINE PERFETTE. Cargo, nave per il trasporto di merci, arca che contiene il mondo e fa il giro del mondo, con le stive stracolme di cose e d'anime dannate. Ma soprattutto vascello fantasma, per noi e per i popoli agli antipodi. Il carico è l'immagine stessa del trasporto delle merci: un geroglifico di navigazione che copre sia il movimento delle merci (il loro trasporto da un paese all'altro, da una civiltà all'altra) sia la loro esaltazione (nonché feticcio arcaico divenuto un oggetto d'arte, poi un oggetto da collezione, prima del suo ultimo trasporto in una vetrina di museo). Designare il "carico" in questo modo significa soprattutto dire che stiamo indubbiamente vivendo una crisi molto ampia dell'oggetto, di qualsiasi oggetto: l'aura dell'oggetto magico iniziale - questo è altrettanto vero dell'idolo, dell'icona, della pittura, stampa fotografica, ecc. - si perde o si accresce, a vantaggio, ad esempio, dell'idea di sublime, nel caso del passaggio, altro esempio, dal culto all'artistico. Ma potremmo chiederci, allo stesso modo, cosa fa il kitsch di un oggetto popolare, o cosa diventa di un oggetto comune (una lattina di zuppa Campbell o la foto di Marilyn Monroe) quando un artista come Warhol lo afferra : cosa fa il mito risultante significa, il ready-made che ne è fatto, l'effetto disastro ingigantito che si sperimenta vedendolo in un museo o rappresentato - ad infinitum controtipo del prototipo iniziale? Walter Benjamin sognava "l'aura" del singolo oggetto, Malraux discuteva dell'infinita moltiplicazione dell'arte. Remo Guidieri, interrogandosi su questo museo dell'uomo che tutti stiamo divenendo, la nostra mente cremisi delle immagini, cerca di tracciare possibili fughe, fino a porre come necessaria l'invenzione di una grande metafora che lascerebbe finalmente i mercantili sul sabbia... Informazioni bibliografiche Titolo: Cargo Titolo originale dell'opera: Cargaison Autore: Remo Guidieri Traduzione di: Alberto Folin Editore: Napoli: Napoli: Guida Editori, 1992 Collana: Volume 42 di Saggi ISBN: 8878351490, 9788878351493 Lunghezza: 173 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Antropologia, Nichilismo, Fatalismo, Letteratura francese, Critica letteraria, Arte, Estetica, Mitologia, Simbolismo, Storia, Cultura, Studi culturali, Libri Vintage Fuori catalogo, Paesaggio, Destino, Umanità, Viaggio, Mistero, Memoria, Civiltà, Passaggio, Tradizioni culturali, Opere generali, Meditazioni filosofiche, Esistenzialismo, Philosophy, Anthropology, Nihilism, Fatalism, French literature, Literary criticism, Art, Aesthetics, Mythology, Symbolism, History, Culture, Cultural studies, Out of print books, Landscape, Destiny, Humanity, Travel, Mystery, Memory, Civilization, Passage, Traditions cultural, General works, Philosophical Meditations, Existentialism Nato a Torino, Remo Guidieri è professore di Antropologia all'Università di Paris-X (Nanterre). Oltre numerosi articoli su riviste specializzate, ha pubblicato L'Abondance des pauvres. Six aperçus critiques sur l'anthropologie (1983; trad. it. Voci da Babele. Saggi di critica dell'antropologia, Guida, 1990) e Cargaison (1987; trad. it. Cargo, Guida, 1992). Parole e frasi comuni accumulati apparenza arcaico avanguardie banalità Benjamin bisogno blow-up Chirico cinema Classico compito consumo conversione corpo cubista culto cultura culturale derealizzazione destino distanza Duchamp eidetica epifanica esotico estetico estetizzazione falso fantasmagorico feticcio feticizzazione fonda forme frammenti gioco Giorgio De Chirico Greci HEIDEGGER iconodulia idoli immagini ipnosi kitsch arte aura empatia idolo immagine Marcel Duchamp Marx massa Melanesia memoria mente merci messianica metafisica mistero mito moderno mondanità mondo monoteista morte mostra Museo Nietzsche oggetti orinatoio paesaggio paganesimo Paris parola passato patafisica paura pensare Picasso possibile presenza prodotto prototipo rapporto ready-made reale realtà reificazione reliquia ricordo rovine scarto secolarizzazione senso sguardo simboli simulacro sincretismo sogno spettrale stereotipo storia stregoneria sublime suprematismo T.S. ELIOT telos Todorov traccia tradizione valore vedere visione vista vuoto Wagner Warhol XIX secolo Yves Klein
64pp., 21cm., Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Doktorgrades einer Hohen Philosophischen Fakultät der Martin Luther-Universität Halle-Wittenberg), stamp at verso of title page, text is clean and bright, F113033
Mm 155x215 Saggi. Volume cartonato rigido di pagine 221 con tavole in bianco e nero e a colori fuori testo, sovraccoperta figurata con strappi restaurati, fioriture ai tagli, più rare alle carte. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8, quadr., br. ed. fig. col. pp. 331, ill. col. n.t.dedica in prima bianca, ottimo statoLuogo di pubblicazione TrapaniEditore CoppolaAnno pubblicazione 2009Materia/Argomento Arte, Critica, Estetica, Filosofia
Milano, presso la Società per la pubblicazione degli Annali Universali delle Scienze e dell'Industria (Nella Galleria De-Cristoforis), 1861, in-8, copertina muta coeva, pp. 19, (1). Estratto con invio autografo dell'autore.
brossura L'arte simbolica costituisce una fonte ricchissima per sensibilizzare il nostro sguardo sul mondo. In questo volume, adottando il riferimento analogico alle tre principali fasi dell'opera alchemica, nigredo, albedo e rubedo, si cerca di esemplificare - con riferimenti al campo dell'arte, del cinema, della musica e della poesia - il viaggio che ciascuno di noi tenta di effettuare per raggiungere una comprensione unitaria dell'interiorità ed esteriorità dell'esperienza vivente. Da Soutine a Jouve, da Valls a Ozon, da Penderecki a Hughes e altri, un'immersione nella tessitura immaginale che i grandi artefici moderni e contemporanei dell'opus artistico ci hanno donato per affinare il nostro sguardo e il nostro esserci.
ril. "Se la bellezza può manifestarsi dappertutto con una libertà che sconcerta, allora vuol dire che la sua luce può vincere anche le tenebre più oscure." Da questo spunto parte Enrico Castelli per raccontarci come e perché la bellezza ci guarirà. Tutto intorno a noi è bellezza, non la bellezza intesa attraverso il filtro dei canoni estetici di un'epoca o dell'altra, ma bellezza come sorpresa, stupore di fronte all'armonia e alla piacevolezza di qualcosa che percepiamo attraverso i sensi. Sia che si tratti di oggetti o apparizioni del nostro quotidiano, di elementi naturali o di esseri umani, sia che si tratti di artefatti o di letteratura, cinema o fotografia, Enrico ci insegna a osservare il mondo che ci circonda al fine di trarne piacere. Perché nonostante tutte le brutture che ci capitano, o che ci autoinfliggiamo, il bello che è intorno a noi ha l'immenso potere di mantenerci in vita. Con questo in mente dobbiamo guardare al prossimo futuro, e in particolare a quello del genere umano.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Cesare Brandi è stato critico e storico delle arti, studioso di estetica, teorico e propugnatore di una metodologia del restauro, ormai internazionalmente conosciuta e seguita. Nel volume si traccia, all'interno della multiforme opera brandiana, un percorso che vuole essere anche una rigorosa ricostruzione critica dell'idea che Brandi aveva dell'arte e della posizione che questa assume nella socialità di ogni tempo. Descrizione bibliografica Titolo: Cesare Brandi: teoria e esperienza dell'arte Autore: Massimo Carboni Editore: Roma: Editori riuniti, 1992 Lunghezza: XI, 274 pagine; 22 cm ISBN: 883593642X, 9788835936428 Collana: Gli studi Classe: Filosofia e teoria delle belle arti e arti decorative. Persone Soggetti: Biografia, Scritti, Bibliografia, Opere, Critica d'arte, Architettura, Libri di viaggio, Scrittura, Carmina, Teoria generale della critica, Restauro, Moderno, Contemporaneo, Rilievo stilistico, Archè, Celso, Lingua poetica, Picasso, Morandi, Kant, Argan, Agamben Parole e frasi comuni 15 febbraio 29 gennaio agosto all'interno aprile architettura barocca Argan Aria di Siena artistica astanza Bollettino dell'Istituto Centrale brandiana Burri Carmine Centrale del Restauro Cesare Brandi concetto Corriere della Sera coscienza costituzione d'oggetto Cronache dell'arte dell'immagine dell'oggetto dell'opera d'arte Dialoghi dicembre Editori Riuniti edizione Eftimio Einaudi Eliante esistenziale estetica febbraio fenomeno fenomenologia Fiera Letteraria figuratività flagranza forma formale Garroni Gelso generale della critica gennaio Giacomo Manzù giugno Grecia antica Heidegger Husserl l'arte l'astanza L'Immagine l'oggetto l'opera d'arte linguaggio linguistico luglio maggio Manzù marzo Michele Cordaro Morandi mostra ottobre passo d'uomo percetto Picasso poesia poetica presente problema processo proprio punto realtà pura Resto del Carlino Ripubblicato in Aria Ripubblicato in Scritti Ripubblicato in Terre Rubiu schema preconcettuale Scritti sull'arte contemporanea scultura Segno e immagine semantico semiotica settembre significa significato sostanza conoscitiva spazialità spazio specifico storico Struttura e architettura Teoria del restauro Teoria generale Terre d'Italia zione
162p. Hardcover Very good condition good Laid in is a T.L.S. from the author addressed to Prof. of Asethestics enclosing a copy of his book, 9 Nov. 1973.
Grand in-8, demi-basane, dos lisse orné d'un décor en long mosaïqué de fleurons, fers spéciaux et filets droits, têt dorée, 300 p., 36 planches hors texte en phototypie sous serpentes légendées, 3 plans dépliants. Édition originale. Très nombreuses illustrations et 3 grands plans gravés. Ouvrage de référence consacré à "la plus belle maison de France", selon Henri IV qui en fut un hôte assidu. Bon exemplaire, bien relié.
<p>24 cm, brossura editoriale, p. XI, 295, 12. Ordinari segni del tempo ai margini della brossura, interni ottimi.</p>
(Codice BS/2215) In 8° 235 pp. Prima edizione, dedica autografadell'Autore. Brossura editoriale a risvolti, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
pp. 69, cm 17x12, brossura, sottolineature a matita.
Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni - prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia - che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento... Autori: Arthur C. Danto. Traduttori: Nicoletta Poo.