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br. Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni - prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia - che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento...
In-16 (cm 18x12,2), pp. 123+indice, brossura edit. ill. a col. Seconda serie Vol. V. Dorso ingiallito, brossura leggermente sporca, interno Buono.
ISBN 8835942225
br. Come è possibile accostare l'estetica, ovvero lo studio dell'arte e del bello, alla vita di tutti giorni? Eppure nell'attuale dibattito filosofico angloamericano questa locuzione ossimorica sta prendendo sempre più consistenza teorica nell'ambito di una nuova disciplina, L'EverydayAesthetics. Il libro presenta, per la prima volta in lingua italiana, questo recente campo di indagine, intrecciando le ricerche angloamericane sull'Everyday Aesthetics e quelle europee sull'estetizzazione del reale. Dall'analisi appare evidente che l'estetica è ormai diventata un paradigma transdisciplinare, aperto alle pratiche della vita di ogni giorno (cura del corpo, cibo, moda, design). Tuttavia tale ampliamento di orizzonti verso la quotidianità non deve volgersi a una bellezza superficiale e consumistica, ma all'acquisizione di una consapevolezza corporea (aisthesis) capace di guidarci verso scelte più responsabili e di indurci ad avere maggiore cura di noi stessi, degli altri e dell'ambiente in cui viviamo.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
br. La teoria della letteratura è un territorio di ricerca intermedio tra estetica e critica letteraria: ma non è nè l'una né l'altra. Questo volume è pensato come un'introduzione ai concetti di base, alla "cassetta degli attrezzi" della teoria, e ai grandi autori (da Jakobson a Barthes, da Freud a Derrida). Un saggio che non si limita a esporre la concezione generale dei vari autori riassumendone le opinioni, ma che intende far comprendere come nascano i problemi. Giovanni Bottiroli si serve di esempi per mostrare come operi la teoria quando cerca le proprie verifiche nei testi.
br. Che ruolo gioca il video nella contemporaneità? Quali sono, oggi, le sue declinazioni commerciali e le sue ambizioni artistiche? Qual è la natura dell'immagine elettronica e quali le strategie che il video commerciale adotta per sedurre il fruitore? Che senso assumono nel nuovo orizzonte video- estetico la storia, il kitsch, il post-human, l'errore e il valore veritativo dell'immagine? Attraverso l'analisi estetica di generi e autori del panorama videografico, il volume ricostruisce i percorsi che la videomusica ha intrapreso negli ultimi decenni, diventando l'ambito applicativo privilegiato della sperimentazione videoartistica e dimostrando come la cultura di massa, nella contemporaneità, sia stata in grado di rilanciare e trasporre in ambito commerciale strategie visive, categorie ed elementi sorti nelle avanguardie.
br. Che funzione ha l'estetica? Si tratta di una disciplina filosofica che ci fornisce gli strumenti per misurare e capire che cosa è arte, che cosa no (e perché) e che cosa l'arte dice del mondo? Oppure il suo campo di indagine è ancora più vasto e tocca anche altre questioni, legate alla sensibilità e alla sua relazione con la conoscenza? Se uno dei punti cardine della filosofia oggi continua a essere quello di determinare un metodo capace di vedere l'unità nella varietà e di trovare aree condivise in grado di valorizzare le varie tradizioni filosofiche, forse l'estetica si può candidare come quel terreno comune all'interno del quale (al di là degli spazi geografici e temporali) questo dialogo diventa possibile. Grazie alla scelta antologica proposta da Simona Chiodo, emerge in queste pagine una fitta trama, composta di rimandi e di intrecci che legano le domande della contemporaneità anche a quelle del passato, attraverso un dialogo che continua. Questa antologia è una mappa della tradizione dell'estetica analitica che va dagli anni Cinquanta alla contemporaneità, con un'attenzione particolare ai materiali non ancora tradotti in italiano e ad alcuni tra gli autori analitici più celebri, ma dei quali sono poco conosciuti gli studi di estetica. Un'opera per capire l'arte e la sua relazione con il mondo, ma anche per comprendere come funziona una delle tradizioni essenziali della filosofia contemporanea.
Milano, Riccardo Quintieri, [1916], in-16, cartonatura editoriale, pp. 67, [3]. Segnaliamo un capitolo sulla "Teoria futurista" del bello, con riferimento a Marinetti, Boccioni, Russolo, Pratella, ecc. “Minimi, cultura. Collezione Quintieri”. Ottime condizioni.
br. Il grande Tolstoj è autore di uno dei testi più "inattuali" ed estremi di Filosofia dell'Arte che siano mai stati pensati in età moderna. Se l'arte dev'essere, come ritiene Tolstoj, la rappresentazione del sacro e del messaggio di Dio in terra, ogni torma artistica che privilegi la bellezza rispetto al contenuto religioso dev'essere condannata senza appello. Tutta l'arte rinascimentale viene così bandita, considerata pericolosa per la coscienza e per la spiritualità delle masse. Solo le icone russe, vera scrittura per immagini del divino, può assumere valore artistico significativo. La paradossale interpretazione di Tolstoj assume però una sporta di valore profetico rispetto alla successiva società dello spettacolo dell'età contemporanea. Introduzione di Pierre Dalla Vigna.
Brossura filo refe, vol. IV della collana, copertina illustrata da titoli, segnata ingiallimento e scoloriture non uniforme nei toni, ombre da polvere e umido, abrasioni da attrito diffuse, qualche becca ai fogli in calda tonalità avorio, ossidati i tagli. N. pag. 142. USATO
Confidenze di un chirurgo plastico. Prefazione di Claudio Baglioni.
br. Si sa, la nostra epoca è quella dei belli e giovani a ogni costo. La chirurgia e la medicina estetica sono argomenti popolari, di tendenza, proposti di continuo da tv - nelle serie e nei talk -, radio, quotidiani, riviste, web. Insomma, tutti ne parlano, soprattutto si commentano gli eccessi: quelle labbra un po' troppo gonfie, quello zigomo così pronunciato, quei lineamenti stravolti... Ma ai trattamenti per prolungare la giovinezza o per correggere inestetismi fisici ricorrono molte più persone di quanto si pensi, non certo solo i vip: le possibilità aumentano di pari passo col progresso degli strumenti tecnici, capaci di ottenere risultati lasciando segni appena percettibili. E, come in tutti i campi, esistono miti da sfatare e argomenti da chiarire: la cosiddetta sezione FAQ, le frequently asked questions, giorno per giorno si allunga. Per la prima volta tre chirurghi estetici di fama internazionale si uniscono per fornire un vero e proprio dizionario della disciplina rivolto ai non addetti ai lavori, in cui i trattamenti di medicina e chirurgia estetica sono descritti in maniera chiara, semplice, aggiornata e quanto più possibile oggettiva. Dizionario che contiene, tra l'altro, anche definizioni esplicative di termini scientifici, nomi ereditati dalla cultura anglosassone ed espressioni gergali entrati nel linguaggio di uso comune che spesso risultano incomprensibili, quando non sono fonte di fraintendimento. L'intento è approfondire le conoscenze dei lettori in tema di medicina e chirurgia estetica, rispondere alle domande che i pazienti più frequentemente rivolgono agli specialisti, perché, in un'epoca di "medicina informata", in cui ci si rivolge al professionista dopo aver letto paginate sul web, diventa essenziale la chiarezza.
Il presente contributo è inquadrato nel progetto PN-III-P1-1.1-TE-2016-2299 (finanziato da UEFISCDI, 23/2018), Università di Bucarest. I miei primi sondaggi sul saggio di Garve risalgono al dottorato in Scienze filosofiche, curriculum in Estetica e Teoria delle Arti, presso l'Università di Palermo (2011-2014), sotto la guida del compianto Prof. Luigi Russo e del Prof. Salvatore Tedesco. Lo stimolo iniziale per una ricerca sull'estetica dell'interessante mi è venuto dalle lezioni del Prof. Fernando Bollino, mio primo maestro di estetica e autore di pionieristici studi sul concetto di interesse nella Francia del Settecento, al quale dedico con riconoscenza questo lavoro. Dove non diversamente indicato, le traduzioni sono da considerarsi mie. Autori: Alessandro Nannini.
TIMBRI DI BIBLIOTECA ESTINTA. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO. CONTRIBUTO AD UNA INDAGINE SUL METODO DELLA ANTROPOANALISI DI GRUPPO CINE-CONDIZIONATA. Informazioni bibliografiche Titolo: Cinema d'arte, alienazione e psicoterapia: Contributo ad una indagine sul metodo della antropoanalisi di gruppo cine-condizionata Collana: Volume 5 di Pubblicazioni, Istituto Agostino Gemelli per lo studio sperimentale di problemi sociali dell'informazione visiva Autore: Max Beluffi Editore: Bologna: Il Mulino, 1969 Lunghezza: 322 pagine; 24 cm Note: (In testa al front.: Istituto Agostino Gemelli per lo studio sperimentale di problemi sociali dell'informazione visiva. Soggetti: Cinema, Cinematografo e psicologia, Psicologia, Impiego terapeutico, Psicologia ontologica americana, Neurologia, Medicina, Psichiatria, Comunicazione, Estetica cinematografica, Catarsi, Effetto catartico, Linguistica, Psicodinamica, Comunicazione collettiva, Filmologia, Condizione psicotica spettatoria, Fenomeno eido-catartico, Greci, Psychè, Saggistica
in-12, 161 pp., broche, couv. Tres bel exemplaire. [PH-3] Text in French
br. François Cheng, studioso di origine cinese, membro dell'Accademia di Francia, è considerato il più importante e acuto mediatore culturale tra la Cina e l'Europa. I suoi studi sono un punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi e comprendere la cultura dell'Oriente. Ma il suo merito più grande è quello di aver innovato e arricchito la filosofia occidentale di elementi provenienti da un mondo apparentemente molto diverso e lontano. Essendosi dovuto confrontare sin da giovane con il male e la bellezza per esser stato frequentatore, da un lato, di quell'incredibile luogo che è il Monte Lu, nella sua provincia natale, e dall'altro spettatore del terribile massacro di Nanchino, perpetrato dall'armata giapponese, Cheng ci rende partecipi delle sue riflessioni sulle questioni esistenziali più radicali che non hanno mai smesso di tormentarlo.
In-4 (cm. 29.60), 2 volumi, brossura illustrata, custodia, pp. 458, (4); 188, (4), con numerosissime illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Prima edizione. Abrasioni ai tagli; tracce d’uso alla custodia; peraltro, volumi in buono stato (good copy).
Lingua italiana, Moretti & Vitali, 2008, 118 pp., manca la prima pagina, brossura editore, buono stato.
Grand in-8°, 133 pp., broche, couverture illustree. Très bel exemplaire. [NAN-4]
PREFAZIONE DI DANILO VETTORI Accademia Roveretana degli Agiati di Scienze, Lettere ed Arti EDITORI RIUNITI 1993 X-480 PP. FONDO DI MAGAZZINO: DUE LIEVI ABRASIONI IN QUARTA DI COPERTINA, PER IL RESTO VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Parole e frasi comuni amore Andreev Antonio Banfi Antonio Rosmini Banfi Betocchi Boine bora Canti anonimi cappotto Carlo Bo cerca ch'io cielo città Clemente Rebora conversione Cristo critica Croce cuore Curriculum vitae Dante dantesco dell'amore divino Domodossola donoEdizioni di Storia Eliot esistenziale espressione esprime fede Frammenti lirici fratello Piero Gerard Manley Hopkins Gesù Giovanni Boine Giuseppe Nava Giuseppe Prezzolini guerra Hopkins interiore l'amore Lazzaro Leopardi lettera lettere linguistico Luzi madremamma Marchione Mazzini mente metafora Milano mistero mistico mondo Monteverdi morale natura Novecento nuova parola pensare pensiero personale poesia di Rebora poesia religiosa poeta poetica presente Prezzolini profonda proprio Prose rapporto realtà Rebo reboriana ricerca ritmo rivela Rosmini rosminiana Rovereto russo sangue scelta scritti scrive segno sembra senso sentimento Sibilla Aleramo simbolo spazio spirito spirituale Stresa T.S. Eliot tensione testo traduzione trova umana vedere verità versovivere Waste Land
br. L'immagine diventa sorgente per rivelarsi, infine, immagine assoluta, in grado di aprire un mondo felice, ma anche di portare a manifestazione la dialettica concreta di vita e morte, delineando così un'ontologia penombrale. L'imagosfera contemporanea ci propone immagini fisse, simulacri riproducibili all'infinito, dove la multidimensionalità del Sé si nasconde dietro la variopinta monodimensionalità del selfie. Occorre, allora, lavorare a una nuova antropologia dell'iconico. Per farlo ci viene in aiuto la filosofia di Gaston Bachelard in grado di dar conto della logica figurale propria dell'esperienza estetica delle immagini e della radice antropologica che la caratterizza, facendo segno verso una metafisica dell'immaginazione.