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Padova, Società Tip. della Minerva, 1830, in-8, br., con cornice tipografica (minime mancanze), pp. 291. Qualche segno in matita colorata.
ill., br. "L'ombra inquietante di Albert Speer tornerà a ossessionarci? Sembrerebbe che l'avversione per l'architettura moderna sia così forte presso alcuni da sconvolgerne lo spirito al punto da far provare loro ammirazione, se non addirittura una venerazione senza scrupoli o rimorsi, nei confronti dei monumenti e di tutta l'opera di Speer. A voler credere a costoro, l'opera dell'architetto di Hitler costituirebbe un modello per l'architettura pubblica dei tempi nostri e di quelli a venire. Il nazionalsocialismo di Speer, la sua partecipazione ai massimi gradi dell'impresa hitleriana - Hitler pensò a un certo punto di farne il proprio delfino - non sarebbero che elementi contingenti, secondari, che si potrebbe agevolmente mettere da parte, o tra parentesi, allo scopo di riscoprire, sotto la cortina ideologica, l'autentico nucleo architettonico". Così inizia questo breve testo di filosofia politica ed estetica di Miguel Abensour. Abensour si richiama a Elias Canetti e a Hannah Arendt: compattezza dell'architettura, compattezza delle masse, totale eteronomia dell'umano. Il totalitarismo, da qualsiasi epoca o movimento prenda in prestito gli elementi stilistici, produce un'architettura inscindibile dal suo progetto di totale e inedito dominio sull'umano. Totale è perciò la compattezza fra i totalitarismi e le loro architetture.
S.l., s.n.t., (18..), in-4, copertina fittizia, pp. (29). Estratto.
17x10,5 cm; VIII, 175, (1), 23, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto di Paolo Costa inciso. Brossura editoriale della collana “Della Biblioteca Scelta vol. 292” della Silvestri editore. Buono-ottimo esemplare di quest'opera che contiene l'opera “Della Elocuzione” del grande poeta e letterato ravennate Paolo Costa fra i massimi esponenti del movimento neoclassico italiano. In fondo al volume con frontespizio proprio lo scritto del noto letterato latinista originario di Borgo d'Ale (Vercelli), Accio Teodoro dedicato alle arti liberali. Non comune in queste ottime condizioni di conservazione.
94 p.; 21,5 cm. Brossura editoriale. Ottimo
In-8° (22x14), pp. XXVII, (1), 136 + 6 TAVOLE f.t. (tra cui 4 ripiegate) f.t. Manca il ritratto in antiporta. Brossura ed. (interno freschissimo in barbe; dorso mancante, ma appena allentato ma genuino con la sua cucitura originale, piatti staccati, interno immacolato). Due fondamentali trattati di un versatile protagonista del Rinascimento, usciti nel 1436 (Della Pittura: teoria delle proporzioni del corpo, primato del chiaroscuro sul colore) e nel 1464 (Della Statua), usciti in latino e qui nella traduzione italiana dell'umanista cinquecentesco Cosimo BARTOLI. La tecnica e l'estetica delle arti plastiche e figurative. Le 4 TAVOLE3 ipiegate contegono 13 complesse figure geometriche (alc. riferite alla prospettiva); le altre 2 recano pregevoli figure maschili, con bel chiaroscuro: una testa di profilo inserita in un riquadro contrassegnato da lettere e un corpo nudo con panneggio e strumenti; per lo studio delle proporzioni. Senza il ritratto, eppure fresco e integro di testo e tavole!
In-16°, legatura in brossura editoriale, pp. 175(1).
In-8°; pp. (4), 268 rame al frontespizio. Il trattato di estetica è suddiviso in tre parti, nella prima si parla del bello il generale e nelle arti, nella seconda del bello nella pittura (invenzione,m disposizione, colorito, chiaroscuro, disegno...), nella terza del bello in architettura (invenzione, disposizione, espressione). Legatura in mezza pergamena coeva con angoli titolo in oro al dorso
Grand in-8, pleine percaline rouge de l'éditeur sous jaquette rouge imprimée, 1611 p. Très bon exemplaire.
In-folio (340 x 240 mm), en feuilles, sous chemise cartonnée illustrée de l'éditeur, 11 p. de texte et 13 planches de reproductions. Bon exemplaire.
In-4, pleine toile beige éditeur estampée (lég. salie), 56 p., 107 reproductions en noir et 2 planches en couleurs contrecollées. Seconde édition. Bon exemplaire.
SIGNED BY CHRISTOPH WULF. 20x12cm. 550 pages. Hardcover with dust-jacket. Gilt lettering on spine. As new. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
191pp.with bl/w ills., softcover, VG
In-12, pleine toile moderne à la Bradel, couverture conservée, 356 p. Édition originale française traduite par A. Savine. Bon exemplaire.
pet. in-4 carré, 310 pp, ill. in-t. n., broché, couverture illustrée. Bon état. [P-14]
Presses universitaires de Lille, 1986, 236 pp., broché, traces de pli sur le dos, bon état. Bibliothèque Marcelin Pleynet.
brossura L'illusione è un vicolo cieco, tragedia di tragedie. L'incapacità ad accettare il limite non è che cecità, la stessa che accompagna colui che abbraccia chimere nel non rendersi conto dell'unicità positiva del proprio esistere.
Mm 230x270 NUOVO - Edizione a cura di Aldo Colonetti e Alberto Capatti. Volume cartonato rigido di 223 pagine, numerose illustrazioni a colori. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Grand in-4, (303 x 219 mm), pleine toile vert bronze de l'éditeur, titre doré au dos et sur le plat supérieur, 179 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Bon exemplaire.
<p>20 cm, brossura editoriale con titolo al piatto e dorso, p. 125. Tracce d'uso alla copertina. Complessivamente ben conservato.</p>
Fine English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 16 cm). In Turkish. 96 p. Devinimin estetigi ekseninde Ahmet Özol. A study on Turkish painter Ahmet Öol, (1945-).
LIGUORI 1983 273 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
In 8° (15×10 cm); 151, (1 b.) pp. Completo. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Legatura in mezza pelle realizzata fra la fine del settecento ed i primi anni dell’ottocento, con piatti marmorizzati, titolo e fregi in oro al dorso. Un leggero alone al margine basso di una ventina di carte, leggerissimo ed assolutamente ininfluente. Dedicatoria di Daniel Barbato a Ferdinando San Severino principe di Salerno famoso scrittore e filosofo padovano, Sperone Speroni (Padova, 12 aprile 1500 – Padova, 2 giugno 1588). Edizione fra le più rare, dei celebri “Dialoghi” dello Speroni che furono proibiti dall’Inquisizione per una denuncia anonima di villipendio della morale. L’opera contiene 10 dialoghi: Dialogo d’amore; Della dignità delle donne; Del tempo di partorire delle donne; Della cura famigliare; Della usura; Della discordia; Delle lingue; Della rhetorica; Delle laudi del Catajo, villa della S. Beatrice Pia degli Obici; Panico e Bichi. Nato in una celebre famiglia nobile podovana, Speroni degli Alvarotti, il padre Bernardino era archiatra di Papa Leone X, mentre la madre apparteneva alla famiglia Contarini. Considerato un bambino prodigio per le sue capacità d’apprendimento, divenne giovanissimo, a 18 anni, professore di Logica all’Università di Padova. Allievo di Pomponazzi a Bologna, ritornò a Padova dopo la morte di questi, prima per insegnare e poi, per necessità, per seguire gli affari di famiglia. Membro dell’Accademia degli Infiammati, fu l’ultimo dei “Principi” del quali ci rimane testimonianza scritta, succedendo alla carica ad Allessandro Piccolomini. Fu grande amico di Torquato Tasso del quale revisionò, anche, la Gerusalemme Liberata. Come scrisse Luca Piantoni (Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, Volume 93, voce dedicata a Sperone Speroni) i Dialoghi “(…uscirono a Venezia nel 1542, contro la sua volontà e per le cure di Daniele Barbaro), caratterizzati da una struttura dialetticamente policentrica e da non prevedibili movimenti nei contrasti tra le posizioni evocate. […] Nell’ottobre del 1574 gli giunse la notizia della morte di Guidubaldo, che lo aveva incaricato di comporre un’orazione in difesa del padre, Francesco Maria I, contro le accuse di tradimento che Francesco Guicciardini gli aveva mosse per non aver difeso Clemente VII dalle truppe imperiali nella primavera del 1527. Nel medesimo tempo subì le censure dell’Inquisizione per i suoi Dialoghi a causa di un’ignota denuncia per vilipendio della morale. Proibita la vendita del volume ai librai di Roma, l’autore difese i punti controversi dapprima a voce, e con esiti decisamente favorevoli, poi con un’Apologia che inviò agli amici Antonio Riccoboni di Padova e Alvise Mocenigo di Venezia affinché ne facessero circolare le copie («Io mi difesi in voce e li accusatori s’indolcirono assai, ma nella congregazione ogni cosa divenne zucchero e mele. Faccio la Apologia, e la vederete», Opere…, cit., p. 210).”. Celeberrimo il Dialogo dedicato al famosissimo Castello del Catajo a Battaglia Terme sui Colli Euganei. Edizione rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Graesse vol. VI p. 466; Adams cita altre ediz.
in 8°, br. edit. con sovracc. ill., pp. 223, (1), intonso, prima ed., ottimo es..