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ill., br. A quarant'anni dalla morte, oscena, di Pier Paolo Pasolini, artista osceno, è giunto il momento per riflettere con tenacia su un argomento che pochi come lui hanno contribuito a mettere a fuoco. L'osceno, appunto. L'osceno non si può archiviare facilmente, non si può ridurre a questioni di etichetta, di buone maniere, di convenienza ("questo non si dice", "questo non va bene"). L'osceno è molto di più, o meglio: è sempre qualcosa d'altro. Come il sublime, l'osceno agisce da attrattore infinito per la creatività umana: muove dal basso, dal degrado delle periferie, dalla pancia della cultura popolare, dagli organi e dalle sensibilità da sempre considerate inferiori... e tuttavia il suo potere è sommo. La sua virtù è quella di provocare, di impedire che ci si attardi nel solco delle proprie certezze, che ci si accontenti del proprio ordinamento accomodante, che ci si pieghi alla tirannia del proprio realismo. L'osceno turba la tranquillità degli assiomi, ridisegna i confini tra il dicibile e l'indicibile, cancella le distanze e ridistribuisce gli onori e gli oneri dell'organizzazione culturale. Se è vero, come sostenne Walter Benjamin, che cultura e barbarie sono in simbiosi, l'osceno è per così dire il propulsore, il combustibile di questa continua, vitale convivenza. I saggi qui raccolti intendono seguire e sondare questa provocazione; intendono cioè raccogliere la sfida, accettare e sviluppare la complessità che l'osceno rappresenta.
in-8°, da p. 97 a p. 144. Bross. muta recente.
Il fenomeno su cui Massimo Iiritano si interroga in questo suo libro intenso ma di ampio respiro, nonostante la piccola mole, è quanto mai problematico e degno della più attenta riflessione filosofica. Potremmo definirlo attraverso le domande che emergono da quello sfondo non privo di paradossi e di contraddizioni su cui esso si staglia: è ancora cosa per noi. l'arte, o non ci appartiene più, essendosi dileguata o trasformata in altro? E ancora arte, l'arte, o ciò che continuiamo a chiamare così è solo il prodotto di un'inerzia culturale? Autori: Massimo Iiritano.
Le contraddizioni che lacerano il nostro tempo e le aritmie storico-artistiche che con la loro imprevedibilità turbano qualsiasi attesa elevano la dissonanza a emblema del contemporaneo. L'intento principale del volume è quello di accompagnare il lettore nella tempesta di motivi e suggestioni disarmoniche che scuotono la vita e l'arte di oggi. La storia dell'estetica fungerà da bussola nel panorama dell'arte contemporanea, in cui rivivono in forma rinnovata antiche categorie estetiche. Dal bello al sublime, dal kitsch all'orrore, dall'interessante al brutto fino alle soglie del terrore. Le autorevoli voci di sette filosofi e sette artisti dei nostri giorni, impegnate a chiarire lo stato attuale della riflessione artistica ed estetica, risuonano infine in appendice al volume, offrendo un nuovo bagaglio di pensieri preziosi per la prosecuzione dell'analisi e della rappresentazione dell'esistenza umana. Con testi di Karin Andersen, Giampaolo Bertozzi, Remo Bodei, Romano Cagnoni, Pappi Corsicato, Stefano Dal Monte Casoni, Gillo Dorfles, Annemarie Gethmann-Siefert, Ágnes Heller, Dieter Henrich, Jeong-Im Kwon, Ennio Morricone, Otto Pöggeler, Ha Schult, Federico Severino. Autori: Francesca Iannelli.
CD INCLUDED. 285x215mm. 184 pages. Hardcover. Cover corners slightly bumped. Else in good condition.
Due volumi in 8° grande legati in mezza pelle, titolo ai dorsi a riquadri, sguardie, occhielli, frontespizi, XIV, 511, 511 pp.. Eccellente quanto importante ed interessante fatica del Tommaseo, qui nell'edizione superbamente ampliata e completata rispetto alla prima del 1840 in un solo volume e quindi in parte edizione originale. Qualche foglio brunito (massime i frontespizi, per il restante in più che bello stato. Notevolmente poco comune.
Mm 130x200 Nuovo. Collana "L'Arte e le Arti" diretta da Vincenzo Trione. Brossura originale con copertina figurata a colori, 333 pagine. Copia in perfette condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Opera non completa, tomo II. Terza edizione riordinata ed accresciuta dall'autore. Il volume si presenta in buono stato di conservazione. Il dorso e le copertine mostrano segni di usura. Le pagine interne sono ingiallite dal tempo e fruibili con fioritura e alone di umidità. I tagli bruniti e regolari con macchioline di fioritura. La cerniera è ben salda. Numero pagine 511 USATO
Oscar Mondadori 1976. 16°:pp.145n. Bross.editor.
Mm 150x210 Collana "Biblioteca di Cultura" - Brossura editoriale, 190 pagine. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La contemporaneità - ovvero l'epoca che viene «dopo Warhol» - ha conosciuto tre grandi processi di estetizzazione: il pop (dalla metà degli anni cinquanta agli inizi degli anni settanta), il postmoderno (dagli anni settanta alla fine degli anni ottanta) e l'estetica diffusa (dagli anni novanta fino a oggi). Questo studio individua alcuni momenti decisivi di questi passaggi in cui la realtà è stata concepita e vissuta essenzialmente come una costruzione estetica. La cultura pop, che trova in Warhol la sua figura paradigmatica, ha rappresentato la massima espressione estetica della tarda civiltà industriale dando una forma definitiva a ciò che oggi chiamiamo «secondo Novecento»: l'estetico inteso come consumo simbolico. Questo approdo estremo della modernità confluisce nella fase successiva del postmoderno, nel quale le pratiche più diverse rientrano in un'immensa strategia della simulazione e dell'ibridazione: kitsch, estetica del fake, citazionismo, culto dell'apparenza, finzione. Elaborando una continua erosione di ogni gerarchia culturale, il postmoderno ha aperto le porte a una fase post-storica dell'estetico, sempre meno rintracciabile nell'arte e sempre più presente nelle esperienze della quotidianità. Si giunge così al terzo momento, l'estetica diffusa o estetizzazione diffusa, che rappresenta la dimensione estetica della globalizzazione, dove estetizzazione significa fondamentalmente che anche il non estetico è pensato ed esperito come estetico. Quella che emerge è una radiografia di un passato prossimo che è la chiave per comprendere dinamiche ormai tanto autoevidenti da non essere più interrogate.
INVIO AUTOGRAFO dell'Autore FIRMATO e datato 18.V.1939. In-8°, pp. 26 (da p. 81 a p. 106). Bross. edit. Due quaderni staccati, ruggine alle graffe, ma completo. Leteratura, arte, architettura. Da Ronsard a Crébillon, Diderot, Van Loo, Boucher ecc. all'Arcadia italiana, il melodramma, Metastasio, Algarotti, Dutillot e P. Paciaudi a Parma, Salvini, Ricci, Giacomeklli, Ennio Quirino Visconti, i Gozzi, Cochin, Mariette, Caylus, l'architetto Petitot a COLORNO, Piermarini ecc. BEDARIDA, no dei maggiori italianisti francesi.
In-8, demi-chagrin rouge à coins à grain long, dos orné d'un riche décor de compartiments garnis de palettes, roulettes à froid, filets, grecques et fer spécial répété au centre (reliure de l'époque), xvj, 384 p., planche gravée en frontispice, exemplaire non rogné. Edition originale française de ce texte fondateur dans l'histoire de la critique et de l'esthétique modernes. L'ouvrage est illustré d'un frontispice représentant le groupe du Laocoon d'Agésandros gravé par Saint-Aubin d'après J.-G. Salvage. "La découverte, au début du XVIe siècle, à Rome, du groupe du Laocoon que l'on croyait perdu eut un retentissement considérable. Lessing en fait le thème de son oeuvre majeure, dans laquelle il explore les relations, de la peinture et de la poésie et définit leurs frontières. Rompant avec la doctrine dominante du classicisme, il jette les bases d'une esthétique nouvelle où les arts plastiques se trouvent émancipés de la tutelle du langage. Il annonce ainsi les grands développements de la critique artistique, jusqu'aux avancées contemporaines de l'iconologie" (Hubert Damisch). "Lessing's best-known work outside Germany, and it had a world-wide influence" (Printing and the Mind of Man, n°213). Le traducteur Charles Vanderbourg émigra sous la Terreur en Allemagne où il devint l’ami de Jacobi et de Stolberg. Quelques rousseurs et auréoles. Très bon exemplaire, non rogné, bien relié à l'époque dans le goût de Bozerian.
In-8, broché, couverture imprimée, dos fendu, 48, xxi, 496 p., portrait frontispice, rousseurs, parfois soutenues. Bonne édition qui comporte l'importante "Notice historique sur la vie et les travaux de M. Victor Cousin", par Mignet, en pagination particulière (48 p.). L'exposé de la philosophie du bon sens que Victor Cousin voulut populaire et simplifié, "réduit à un spiritualisme avant tout soucieux d'éloigner les conséquences morales et sociales du matérialisme" (cf. Jean Lefranc, in 'Dict. des philosophes', p. 688). De la bibliothèque de l'abbé Jeudon, avec sa signature et son cachet.
In-8° (cm. 24 ca.), pp. 15 (da p. 149 a p. 161). Brossura provvisoria riproducente la copertina della rivista. Segni a penna in cop. Anticipazione "Dal Dizionario di Filosofia di prossima pubblicazione presso l'U.T.E.T. di Torino" che uscì nel 1971.
Mm 145x225 Volume di pp. 304, legatura in tela, titolo in oro su tassello al dorso, sovraccoperta editoriale, 93 tavole in bianco e nero e una pianta ripiegata fuori testo. Lingua tedesca. Opera in buone condizioni.
Chipping and small tears to head of spine. Darkening to boards. Gift inscription to inner cover "CGB [Cedric Boulter] from JLC". ; Includes 16 plates. A careful and detailed study of the beauty and grace of ancient Greek vases. ; 161 pages; 1920. When the discovery was made that the design forms of the Greek vase were strictly dynamic and it became apparent that an analysis of a sufficient number of vase examples would be equivalent to the recovery of the technical methods of Greek designers of the classic age, William Sergeant Kendall, Dean of the Yale School of the Fine Arts, immediately recognized its importance and offered his personal service and that of the University to help in the arduous task of gathering reliable material for a volume. Handsomely illustrated.
Publications de la Sorbonne, 2011, 152 pp., broché, très bon état.
Ides et Calendes, Neuchatel, 1943, édition originale numéroté sur verger des papeteries de Biberist, n° 596, 251 pp., broché,couverture à rabats jaunie et légèrement tachée, coiffe inférieure fendillée, passages signalés au crayon, état très correct.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVE BRUNITURA. «Nelle equazioni umane, contrariamente alle equazioni algebriche, vi sono elementi morali che sconvolgono tutti i calcoli»: la disumanità del capitalismo industriale dell'Ottocento consiste, per Ruskin, proprio nel non tenere conto di questi «elementi morali». Alla base vi è un errore che si è tramandato dal Rinascimento: la credenza che scienza e arte siano la stessa cosa, che il progresso dell'una sia necessariamente il perfezionamento dell'altra. Dunque l'economia politica trascura gli aspetti morali dell'azione umana, distinguendo tra critica estetica e critica sociale, riducendo l'uomo a un astratto «uomo economico»; la tesaurizzazione compromette lo svolgersi armonioso del processo economico, mentre la vera ricchezza dovrebbe essere invece la disponibilità di lavoro da scambiare con altro lavoro. Grande critico borghese della borghesia, nella critica d'arte come nella critica della società, Ruskin teorizza la sua aspirazione, non priva di una vena di nostalgia, a una società fondata sulla cooperazione e sulla giustizia; quella società che attirerà l'attenzione di Tolstoj e poi di Gandhi. John Ruskin (1819-1900) studiò a Oxford. Scrittore e critico d'arte, rivalutò i pittori primitivi italiani e fu vicino al movimento preraffaellita, di cui divenne una sorta di nume tutelare. Sue Opere sono tradotte in italiano da Laterza (Bari 1987). Nel 1857 John Ruskin tiene due conferenze nell'ambito della Art Treasures Exhibition, la colossale esposizione organizzata quell'anno in pieno spirito vittoriano a Manchester, cuore industriale dell'impero britannico. Inaspettatamente, Ruskin, oltre a parlare più di economia politica che delle opere esposte e a proporre la propria visione di un socialismo autoritario e statalistico proprio di fronte agli economisti della scuola di Manchester, si scaglia come un Savonarola del XIX secolo, con la stessa foga iconoclasta, contro ogni manifestazione di spreco o di lusso, contro ogni idolatria e tutto quanto sia superfluo e inautentico. Animato da un'utopia riformista, Ruskin aspira a una società fondata sulla cooperazione, l'armonia e la giustizia, nel ripudio dell'avidità, dell'antagonismo e dello sperpero caratterizzanti il capitalismo moderno. In "Economia politica dell'arte" l'autore riunisce e rielabora i testi delle due conferenze, dando origine a un modello di critica in cui dimensione estetica e condizione etica coincidono. Descrizione bibliografica Titolo: Economia politica dell'arte Titolo originale: The Political Economy of Art Autore: John Ruskin Traduzione di: Lucio Angelini Introduzione di: Giorgio Lunghini Editore: Torino: Bollati Boringhieri, Ottobre 1991 Lunghezza: 146 pagine; 19 cm ISBN: 8833906337, 9788833906331 Collana: Volume 1 di Universale Bollati Boringhieri. Età moderna Soggetti: Arte, Mercato, Aspetti economici, Economia politica, Valore, Estetica, Iconografia, Arti visive, Beni culturali, Collezionismo, Rarità, Collezionisti, Pittura, Business dell'arte, Artisti, Opere, Restauro, Società, Critica, Critici, Storia, Teorie economiche, Capitalismo industriale, Ottocento, Valutazioni, Scambio, Borghesia, Società, Etica, Invention of new wants, Literature, Pilots of the State, Right to Public Support, Silk and Purple, Expo, Esposizione, Gallerie artistiche, Letteratura, Progresso, Seta, Porpora, Oro, Quadri, Pittori, Opere pittoriche, Socialismo, Idolatria, Immagini, Superfluo, Tempo libero, Utopia, Utopisti, Armonia, Giustizia sociale, Cooperazione, Umanità, Conferenze, Seminari, Lezioni, Sperpero, Surplus, Capitale, Marxismo, Sfruttamento, Desiderabilità, Propaganda, Salario, Proletariato, Influenze culturali, Natura, Possesso, Principi morali, Povertà, Ricchezza, Lotta di classe, Classismo, Commercio, Spreco, Produzione, Lusso, Lavoro, Pratica, Apparenza, Accumulazione, Distribuzione, Stato, Assistenza sociale, Invenzione di nuovi bisogni, A Joy For Ever, Concorrenza, Avarizia, Speculazione, Interesse, Analisi, Modernità, Fiery Devil, Compromesso Vittoriano, Medioevo, Mario Pratz, Reform Bill, Finanza, Imperialismo, Età Vittoriana, Vapore, Carlyle, Anticapitalismo, Ideali borghesi, Marx, Engels, William Morris, Proust, Oscar Wilde, Gandhi, Rinascimento, Progresso, Chartism, Mercanti, Profitto, Tory, Conservatori, Moralisti, Architettura, Great Art Treasures, Durevolezza, Filantropia, Talento, Libri Vintage Fuori catalogo, Art, Market, Economic aspects, Political economy, Value, Aesthetics, Iconography, Visual arts, Cultural heritage, Collectibles, Rarity, Collectors, Painting, Artists, Works, Restoration, Society, Criticism, Critics, History, Economic theories, Industrial capitalism, Nineteenth century, Valuations, Exchange, Bourgeoisie, Society, Ethics, Literature, Exhibition, Art galleries, Literature, Progress, Gold, Pictures, Painters, Paintings, Socialism, Idolatry, Images, Superfluous, Leisure, Utopists, Harmony, Social justice, Cooperation, Humanity, Conferences, Seminars, Lessons, Waste, Capital, Exploitation, Desirability, Propaganda, Salary, Proletariat, Cultural influences, Nature, Possession, Moral principles, Poverty, Wealth, Class struggle, Classism, Commerce, Waste, Production, Luxury, Work, Practice, Appearance, Accumulation, Distribution, State, Social assistance, Competition, Avarice, Speculation, Interest, Analysis, Modernity, Compromise Victorian, Middle Ages, Finance, Imperialism, Victorian Age, Steam, Anticapitalism, Bourgeois Ideals, Renaissance, Progress, Merchants, Profit, Conservatives, Moralists, Architecture, Durability, Philanthropy, Talent, Out of print books Parole e frasi comuni appear apply artists authority bear beautiful believe desirable dress economy employed English exist expression eyes fields genius gold hands head hope houses human influence interest Italy labour laws leave living look Luxury matter means merely mind nation natural necessary noble objects painter painting perfect person pleasure political economy poor possess possible practical principles produce Providence quantity question reader rich schools sense simple spend stones things thought trade true waste wealth whole wise young youth
U.G.E., 10 / 18, 1979, 397 pp., poche, couverture un peu défraîchie, tranches brunies, état correct.
TRADUZIONE DI GIULIA VERONESI MONDADORI 1961 191 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, CENNO DI PIEGA AL MARGINE ANGOLARE INFERIORE ESTERNO (COME DA FOTO), PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI.
Faggi, A./Faggi, Adolfo (Professore nella R. Università di Palermo) Eduardo Hartmann e l'Estetica tedesca. Firenze, Tipografia Bonducciana - A. Meozzi (Piazza del Duomo, 27-28) 1895 italian, in ottavo pp. I-IV+5-92 I ed.. VIII/ I-IV+5-92/ brossura in carta pesante grigio melange con titoli e ornati in nero. Stato mediocre (usura della copertina alla quale, in particolare, manca il dorso - copertina e pagine brunite e con gore e fioriture)
(Codice FS/5180) In 8° (21,5 cm) 149 pp. Con 39 foto ed illustrazioni su tavole. Firma di noto studioso. Brossura editoriale, buon volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA