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br. Tarkovskij, secondo Zizek, non è solamente una delle più affascinanti e complesse figure della storia del cinema, ma un pensatore che ha dato un contributo decisivo alla riflessione intorno a uno dei grandi temi della filosofia: quello della Cosa. In film come Solaris e Stalker, tutti giocati sul rapporto tra l'uomo e un elemento X indefinibile, sempre al di là delle sue possibilità di comprensione, le analisi del filosofo di Lubiana sottolineano le affinità tra le conclusioni di Tarkovskij e quelle a cui, negli stessi anni, stava giungendo Lacan. E se lo "spazio profondo" da cui emerge l'orribile Cosa che ci paralizza non fosse poi così estraneo a quei soggetti che siamo?
br. Tarkovskij, secondo Zizek, non è solamente una delle più affascinanti e complesse figure della storia del cinema, ma un pensatore che ha dato un contributo decisivo alla riflessione intorno a uno dei grandi temi della filosofia: quello della Cosa. In film come Solaris e Stalker, tutti giocati sul rapporto tra l'uomo e un elemento X indefinibile, sempre al di là delle sue possibilità di comprensione, le analisi del filosofo di Lubiana sottolineano le affinità tra le conclusioni di Tarkovskij e quelle a cui, negli stessi anni, stava giungendo Lacan. E se lo "spazio profondo" da cui emerge l'orribile Cosa che ci paralizza non fosse poi così estraneo a quei soggetti che siamo?
In-8, pleine toile beige de l'éditeur, dos estampé (brunissures sur la couverture, plat sup. lég. déboité), vii, 958 p., 61 planches hors texte. Très bon état intérieur.
In-8, broché (sans couverture), 4 p. Edition originale et unique. Description, par l'astronome Edme-Sébastien Jeaurat, d'un tableau allégorique peint à la gloire de la révolution. (Tourneux, II, 8026).
In-12, pleine basane blonde racinée, dos lisse orné de 4 fers et palettes dorés, pièce de titre de veau noir, tranches marbrées, (1) f. de titre, ix, [10]-300 p., 7 planches gravées en fin. Bel exemplaire de cet ouvrage illustré de 7 planches gravées hors texte. L'auteur était l'un des archéologues les plus réputés de son temps. (Hoefer, 41, 466). Etiquette de distribution des prix de "l'Institution de Mlle Pinel, rue Neuve Saint-Jean, à Caen", attribuée à Mlle Albine Le François, le 17 août 1838.
Mm 130x215 Europe: revue littéraire mensuelle, 86 année, n° 949, Mai 2008. Brossura editoriale di 380 pagine. Esemplare in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Seuil, 1967, édition originale sur papier ordinaire, 327 pp., broché, couverture un peu défraîchie, dos bruni avec nom de l'auteur un peu effacé, état correct.
in 8° br. pp.328 con ill.ni f.testo, ben tenuto
Mm 170x245 Archivio di Filosofia, organo dell'Istituto di Studi Filosofici - Brossura editoriale a stampa, 154 pagine. Scritti di: F. Alquié, E. Zolla, J. Brun, M. Dufrenne, R. Giorgi, M. Olivetti. Un piccolo strappo al piede del dorso con ordinaria brunitura, interno ottimo con pagine ancora intonse. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
56pp., br., bel état
in-8°, 306 pp., notes, index, broché, couverture illustree. Etat d'usage. [MI-9]
ill., br. In una cultura segnata dal virtuale e dal rapido susseguirsi di nuovi media, che posto diamo alla superficie, espressione stessa di una sostanza fisica? Spazio di confine fra mondo interno ed esterno, soglia che separa il visivo dal tattile, la superficie è anche e soprattutto un luogo di relazioni materiali. Per scoprire la materialità delle immagini che popolano il contemporaneo e coglierne la portata, diventa allora indispensabile esplorare lo spazio di tali relazioni e il modo in cui vengono mediate attraverso stipi ilici che assumono di volta in volta le fattezze di una pelle, di un vestito, di uno schermo cinematografico o di una tela, fino ad arrivare ai monitor che dominano il nostro vivere quotidiano. Seguire il filo di questi incontri significa svelare la tessitura che compone il visuale e comprendere che l'immagine non è un mero elemento bidimensionale, ma qualcosa di poroso, un'epidermide che assorbe il tempo, un luogo in cui possono concretizzarsi forme di memoria e di trasformazione, un dispositivo che mette in contatto dimensioni spaziotemporali distanti. Ragionando a fondo sulle relazioni oggettuali tra arte, architettura, moda, design, cinema e nuovi media, Giuliana Bruno si interroga sul concetto di materialità e sulle sue molteplici manifestazioni. Superfici è un magistrale vagabondaggio nella cultura visuale contemporanea, una passeggiata che attraversa gli ambienti luminosi di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony McCall, tocca le superfici tattili degli schermi cinematografici di Isaac Julien, Sally Potter e Wong Kar-wai e viaggia attraverso la materialità delle pratiche architettoniche di Diller Scoficidio + Renfro e Herzog & de Meuron fino all'arte di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, nelle quali la tensione di superficie dei media si tocca con mano. Una dissertazione che riesce a sfatare un mito, che la superficie sia un fatto superficiale.
In una cultura segnata dal virtuale e dal rapido susseguirsi di nuovi media, che posto diamo alla superficie, espressione stessa di una sostanza fisica? Spazio di confine fra mondo interno ed esterno, soglia che separa il visivo dal tattile, la superficie è anche e soprattutto un luogo di relazioni materiali. Per scoprire la materialità delle immagini che popolano il contemporaneo e coglierne la portata, diventa allora indispensabile esplorare lo spazio di tali relazioni e il modo in cui vengono mediate attraverso stipi ilici che assumono di volta in volta le fattezze di una pelle, di un vestito, di uno schermo cinematografico o di una tela, fino ad arrivare ai monitor che dominano il nostro vivere quotidiano. Seguire il filo di questi incontri significa svelare la tessitura che compone il visuale e comprendere che l'immagine non è un mero elemento bidimensionale, ma qualcosa di poroso, un'epidermide che assorbe il tempo, un luogo in cui possono concretizzarsi forme di memoria e di trasformazione, un dispositivo che mette in contatto dimensioni spaziotemporali distanti. Ragionando a fondo sulle relazioni oggettuali tra arte, architettura, moda, design, cinema e nuovi media, Giuliana Bruno si interroga sul concetto di materialità e sulle sue molteplici manifestazioni. Superfici è un magistrale vagabondaggio nella cultura visuale contemporanea, una passeggiata che attraversa gli ambienti luminosi di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony McCall, tocca le superfici tattili degli schermi cinematografici di Isaac Julien, Sally Potter e Wong Kar-wai e viaggia attraverso la materialità delle pratiche architettoniche di Diller Scoficidio + Renfro e Herzog & de Meuron fino all'arte di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, nelle quali la tensione di superficie dei media si tocca con mano. Una dissertazione che riesce a sfatare un mito, che la superficie sia un fatto superficiale. Autori: Giuliana Bruno. Curatori: Maria Nadotti.
br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
In-folio; pp. (2), 29, con 1 tav. a p. pag. incisa su rame. Carta marmorizzata. Esemplare tarlato ai margini interni bianchi. Raro trattato sulla chirurgia plastica.
ill., br. A partire dall'ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo "schermo" del sensibile in cui l'arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell'ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. È una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia - invece di assumere le arti a proprio oggetto secondo le arti riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s'inscrive questo libro, nel contempo discutendola e tentando di prolungarla.
194 pagine; 24 cm. Brossura editoriale. Ottimo
ill., br. I "Discorsi sulla pittura del monaco Zucca Amara" di Shitao (inizi del XVIII secolo) costituiscono uno dei testi più importanti e originali del pensiero estetico cinese, e condensano la maggior parte delle idee filosofiche sulla pittura discusse nel corso dei secoli precedenti da letterati, calligrafi e pittori. I diciotto brevi capitoli del trattato, di cui si offre un'ampia antologia, si presentano non soltanto come un'ottima introduzione all'estetica pittorica cinese, ma anche come densa riflessione sul significato profondo della produzione artistica, dell'incontro tra uomo e natura, del rapporto tra arte e vita.
Piatti MDCCCXXVIII. 16°:pp.45n. bross.origin. muta.
ALFREDO GUIDA 2003 150 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PICCOLA PIEGA AL MARGINE ANGOLARE INFERIORE ESTERNO DELLA COPERTINA, COME FORSE SI VEDE IN FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni Abert Alcmane àpuoviKoi Archita Arist Aristosseno Aristotele Aristox Asheri astronomia Ateneo Barker base Bélis bibliografia citato Comotti considerazione consonanze contesto corde corpi vibranti culto eroico Cultura culturale Damone degenerazione Dùringentrambi epimorici evidente festa dei Poseidoniati festa greca filosofia Filosseno fonti frammento Fraschetti 1981 Glaucone Gostoli Grecia antica Greco-Theodorescu 1983 Greek Harm harmonica imbarbarimento innovazioni intervalli intervalli musicali invece Lasserre letterario Longo curr Lucani Magna Grecia matematica Meriani misura musica musica greca Napoli neopitagoriche npòq numeri Onesicrate oùK òxi Paestum parla particolare passo Pitagorici Plat Platone Plut Plutarco politica Pontrandolfo Poseidonia prassi musicale problemipseudoplutarcheo punto rapporti realtà riferimento Rios rituale Rocconi senso simposio Socrate soltanto Soterico stosseno strumento Taranto teatri tecnico teoria musicale teorici termini Terpandro testimonianza testo tratta Vegetti Visconti Wehrli West Westphal xcòvxf\q xfjc xoù xòv xr|v yàp Ziegler Soggetti: Musica, Grecia, Storia, Antichità, Leipzig, griechischen Musik, Grecia antica, Cultura Classica, Aristosseno di Taranto, V Secolo, VII, VI, Hermann Abert, Glaucone, Socrate, Pitagorici, Tradizioni, Poseidonia, Cerimoniali, De musica, Platone, Struttura letteraria, Lirica, Ellenismo, Empirismo, Bibliografia, Greek Music, Classical, Poetry, Sinfonia, Teatro, Feste, Simposio, Letteratura simposiaca, Organologia
ill., br. Da dove viene? E soprattutto dove va? E giunto fin lì, agli estremi confini del mondo, per poter guardare oltre: fermo e ben saldo sulla roccia, il viandante romantico di Friedrich sembra essere consapevole che l'infinito è più grande di lui, ma proprio da questa smisurata grandezza, da questa espansione soverchiarne è tentato. Irraggiungibile, l'infinito è però anche irrappresentabile. Perché allora non cessa di incuriosire e tormentare pittori, filosofi, matematici e letterati, e in generale tutti i comuni mortali?
br. L'estetica, prima di essere il carattere proprio dell'arte, è un dato fondamentale della sensibilità umana. Il sentimento estetico è un sentimento di piacere e di ammirazione che, quando è intenso, diventa meraviglia e felicità. Può essere suscitato da uno spettacolo naturale, da un'opera d'arte, ma anche da oggetti o opere che noi estetizziamo. Per la prima volta nella sua lunga carriera Edgar Morin riunisce in questo libro le proprie riflessioni sulla bellezza, l'arte e il sentimento estetico. Da dove viene la creatività artistica? Cosa significano ispirazione o genio? Da Lascaux a Beethoven, da Dostoevskij a Orson Welles, Edgar Morin richiama le opere e gli artisti che l'hanno segnato e accompagnato, per mostrare la profondità dell'esperienza estetica. Le grandi opere non sono solo divertissements: consentono la comprensione della condizione umana, con le sue commedie e le sue tragedie.
bross. edit. ill., minime tracce d'uso in cop.
Introduzione - Immanenza dell'elemento estetico - Importanza dell'elemento estetico - Bibliografia 1 20,5x13,5 cm., in brossura, pp. 97 (6), ancora intonse, prima edizione, in italiano, normali segni del tempo, buone condizioni