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Un "Dictionnaire des formes artistiques et des écoles d'art" (sous-titre de jaquette): les "styles de toutes les manifestations artistiques de la Préhistoire à nos jours" (rabat de jaquette), en classement alphabétique, par l'historien de l'art Germain BAZIN (1901-1990); index; très nombreuses vignettes en noir in texte; bibliographies par entrées. Exemplaire bien complet de sa jaquette. Français
Presses Universitaires de rennes, PUR, Didact musique, 2000, 136 pp., broché, traces d'usage, exemplaire gondolé, rousseurs, état correct.
ill., br. Qual è il nostro sguardo sulla guerra? In che modo i nuovi media hanno trasformato i conflitti e hanno mutato il nostro modo di guardare gli eventi bellici rispetto al XIX secolo? Che rapporto esiste tra la percezione (o la crescente anestesia) in relazione alla violenza bellica e i media che la mostrano (o la rimuovono)? Le guerre da sempre sono portatrici di violenza, sangue, morte; sono situazioni nelle quali prendono corpo di volta in volta modi concreti di intendere lo spazio politico, in cui si realizza uno specifico modo di vivere dell'uomo. A un secolo dallo scoppio della Prima guerra mondiale - la prima guerra fotografata in massa, in modo diffuso e dissonante -, a settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei campi di sterminio, questa raccolta di studi intende tornare a riflettere su alcuni momenti fondamentali di trasformazione della guerra all'interno della storia contemporanea, a partire dalle immagini cui tali eventi bellici sono connessi. Se le guerre sono i luoghi di esplosione della violenza pura, le immagini ci aiutano a capire se e come i paesaggi che hanno preso forma intorno al fuoco della guerra sono cambiati nel corso del tempo. Le immagini danno un volto alla guerra, indicano il senso (e l'assenza di senso) di un conflitto, in modo consapevole o meno sono prese di posizione politica nella storia.
ill., br. Qual è il nostro sguardo sulla guerra? In che modo i nuovi media hanno trasformato i conflitti e hanno mutato il nostro modo di guardare gli eventi bellici rispetto al XIX secolo? Che rapporto esiste tra la percezione (o la crescente anestesia) in relazione alla violenza bellica e i media che la mostrano (o la rimuovono)? Le guerre da sempre sono portatrici di violenza, sangue, morte; sono situazioni nelle quali prendono corpo di volta in volta modi concreti di intendere lo spazio politico, in cui si realizza uno specifico modo di vivere dell'uomo. A un secolo dallo scoppio della Prima guerra mondiale - la prima guerra fotografata in massa, in modo diffuso e dissonante -, a settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei campi di sterminio, questa raccolta di studi intende tornare a riflettere su alcuni momenti fondamentali di trasformazione della guerra all'interno della storia contemporanea, a partire dalle immagini cui tali eventi bellici sono connessi. Se le guerre sono i luoghi di esplosione della violenza pura, le immagini ci aiutano a capire se e come i paesaggi che hanno preso forma intorno al fuoco della guerra sono cambiati nel corso del tempo. Le immagini danno un volto alla guerra, indicano il senso (e l'assenza di senso) di un conflitto, in modo consapevole o meno sono prese di posizione politica nella storia.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE MACCHIETTA/FIORITURA, LIEVE ONDULATURA. Le grandi correnti dell'estetica novecentesca è una ricognizione a compasso aperto su scuole e protagonisti di questa branca moderna della filosofia, criticamente valutata da chi opera all'interno della comunità accademica italiana e di altri quattordici paesi: Francia, Germania, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Belgio e Paesi Bassi, Polonia, Ungheria, Stati Uniti, Cina, Giappone, India e Turchia. L'occasione per tratteggiare una mappa cosi vasta e precisa degli studi contemporanei di estetica in Occidente e Oriente, un unicum nel suo genere, fu un convegno internazionale all'Università di Siena nel maggio 1990 le cui risultanze, arricchite di ulteriori contributi dall'Asia orientale, sono ora raccolte in questo volume in tre lingue a cura di Grazia Marchianò, di cui è in programma un'edizione condensata in cinese. Atti del Convegno Internazionale svoltosi all'Università di Siena 17-20 Maggio 1990. Grazia Marchiano è una studiosa comparatista impegnata, all'Università di Siena dove è professore straordinario di Estetica, in una serie di progetti interuniversitari volti alla costituzione di un Centro Internazionale di Studi Umanistici «Oriente e Occidente». E segretario generale dell'Associazione Italiana per gli Studi di Estetica (AISE). La sua opera saggistica includei volumi della trilogia: Il codice della forma, L'armonia estetica. Lineamenti di una civiltà laotziana, La parola e la forma (Bari 1968, 1973, 1977), nonché: La cognizione estetica tra Oriente e Occidente, Milano 1987; La creatività. Le basi poetiche della mente, Milano 1988; Aforismi di Ananda K. Coomaraswamy, Roma 1988. I testi degli autori non italiani sono pubblicati nelle lingue originali, tranne quelli di F. Fellmann, tradotto da F. Guano, di L. Wiesing, tradotto da G. Tateo, e di Fei Xinpei, tradotto dal cinese in inglese da Zhou Ping. Descrizione bibliografica Titolo: Le grandi correnti dell'estetica novecentesca: scuole, tendenze, problemi analizzati da specialisti di 14 paesi europei e extra-europei Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Grazia Marchianò Copertina di: Ferdi Arzenton Appendice: Sichuan Aesthetics and Art Association Editore: Milano: Guerini e Associati Studio, Maggio 1991 Lunghezza: 410 pagine; 23 cm; ill. b/n ISBN: 8878022497, 9788878022492 Collana: Università Lingua: Italiano, Inglese, Francese Language: Italian, English, French Soggetti: Filosofia, Estetica, Arte, Correnti artistiche, Pensiero filosofico, Architettura, Scuole, Teorie, Europa, Studi culturali, Novecento, Bellezza, Armonia, Stili, Libri Vintage Fuori catalogo, Seminari, Convegni, Oriente, Asia, Occidente, Tradizioni culturali, Cina, Giappone, Olanda, Polonia, Francia, Italia, Estasi, Bello, Cesare Brandi, Bibliografia, Stefano Benassi, Fosca Mariani Zini, Ferdinand Felmmann, Lambert Wiesing, Bibliografia, Critica, Studi filosofici, Iconografia, Fenomenologia dell'estetico, Praxis, Moritz Geiger, Fruizione, Luciano Anceschi, Opera d'arte, Essenza, Percezione, Gusto, Immaginario, Oskar Becker, Scaramuzza, Stefano Zecchi, Struttura, Teoretica, Metafisica, Waldemar, Piacere, Wertnehmung, Oggettivazione, Canoni, Aloys Fischer, Atteggiamento, Dino Formaggio, Edmund Husserl, Eduard Marbach, Eidetica, Roman Ingarden, Ästhetik, ästhetische, ästhetischen, Hartmann, Intenzionalità, Johannes Daubert, Significato, Ontologia, Coscienza, Gillo Dorfles, Andreas Renyi, Federico Vercellone, Mikel Dufrenne, Hubert Dethier, Carlo Gentili, Sergio Givone, Kortan, Fei Xinpei, Amsterdam, Michael H. Mitias, Moriani, Guido Morpurgo-Tagliabue, Piselli, Benedetto Croce, Giuseppe Prestipino, Sonja Servomaa, Finlandia, Lathi, Donald Crawford, Daniel Charles, Rosario Assunto, Leonardo Amoroso, Francesco Solitario, Vittorio Stella, Antonio Russi, Ananta Sukla, Aldo Trione, Costruzione, Edifici, Mausolei, Templi, Religione, Sacro, Internazionalismo, Ankara, Istanbul, Turchia, Paesi Bassi, Brutalismo, Fascismo, AISE, Strutturalismo, Purismo, Purezza, Razionalismo, Formalismo, Van Der Rohe, Las Vegas, Yener, Eldem, Siena, Arezzo, Toscana, Poesia, Poetica, Gianni Vattimo, Rivista, Riti, Ritualità, Mythe du rite, Giorgio Colli, Fausto Moriani, Svezia, Goran, Sorbon, Scandinavia, Terence J. Diffey, Richard Woodfield, Pragmatismo, Simbolismo, Germania, Berlino, Tecnologia, Willem Elias, Belgio, Sublime, Tatarkiewicz, Alicja Kuczynska, Ungheria, Kenjiro Yoshioka, Grecia, India, Russia, Burkhardt, Est, Politecnico, United States of America, Great Britain, Poland, Netherlands
Arles, Actes Sud, 2006; in-8, 271 pp., broché. État neuf.
br. Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. Malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definizione univoca e conclusiva.
In 8°, br. edit. ill., pp. 143,(1); coll. "Lessico dell'estetica. 1"; ottimo es.. (p012) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Bodei, Remo Le forme del bello. , Il Mulino 1995-08-24 italian, 144 Opera con copertina morbida in brossura. Alcuni segni di penna. Y.14.
Milano, 1906, estratto con copertina posticcia muta, pp. 729/732 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
ill., br. La prospettiva con cui finora abbiamo osservato e interpretato la dimensione di ciò che chiamiamo arte induce a un ripensamento della sua stessa parola, dei suoi termini, del suo rapporto con la storia. L'autore attraverso un confronto con la filosofia, l'antropologia e le teorie dell'immagine affronta alcune questioni problematiche dell'arte contemporanea soprattutto per quanto attiene l'avvento dell'era cibernetica e dell'intelligenza artificiale. La pretesa del contemporaneo è costruire mondi senza necessariamente ricorrere allo status dell'opera. In questo senso il mondo dell'arte finisce per creare diarchie impensabili prima; un sistema gerarchico fatto di chiusure e generalizzazioni anziché favorire un'intesa con il pubblico. In questo senso l'autore ci invita a ripensare il concetto di opera non solo in quanto fare, rappresentazione o presentazione del mondo, ma anche come virtù, universo simbolico, relazione con l'altro, responsabilità dell'artista. Oltre a presentarsi come una riflessione teorica sulle problematiche attuali dell'arte il libro offre una panoramica sui movimenti più importanti dell'arte moderna e contemporanea. È da un universo dominato dalle immagini e da una sfida radicale al concetto di rappresentazione che il volume, a partire dal Novecento, propone una rilettura inedita della pittura in un colloquio ininterrotto con la sua storia, illustrandone limiti e punti di forza.
ill., br. La prospettiva con cui finora abbiamo osservato e interpretato la dimensione di ciò che chiamiamo arte induce a un ripensamento della sua stessa parola, dei suoi termini, del suo rapporto con la storia. L'autore attraverso un confronto con la filosofia, l'antropologia e le teorie dell'immagine affronta alcune questioni problematiche dell'arte contemporanea soprattutto per quanto attiene l'avvento dell'era cibernetica e dell'intelligenza artificiale. La pretesa del contemporaneo è costruire mondi senza necessariamente ricorrere allo status dell'opera. In questo senso il mondo dell'arte finisce per creare diarchie impensabili prima; un sistema gerarchico fatto di chiusure e generalizzazioni anziché favorire un'intesa con il pubblico. In questo senso l'autore ci invita a ripensare il concetto di opera non solo in quanto fare, rappresentazione o presentazione del mondo, ma anche come virtù, universo simbolico, relazione con l'altro, responsabilità dell'artista. Oltre a presentarsi come una riflessione teorica sulle problematiche attuali dell'arte il libro offre una panoramica sui movimenti più importanti dell'arte moderna e contemporanea. È da un universo dominato dalle immagini e da una sfida radicale al concetto di rappresentazione che il volume, a partire dal Novecento, propone una rilettura inedita della pittura in un colloquio ininterrotto con la sua storia, illustrandone limiti e punti di forza.
Macula, collection "Vues", 1993, 244 pp., broché, couverture légèrement jaunie, bon état général.
Mm 160x210 Opera completa in due volumi nella loro brossura originale pubblicati uno nel 1992 e, l'altro, nel 1993. 982 + 914 pagine con indice dei nomi in chiusura di ciascun tomo. Prefazione di Ruggero Puletti. "Ristampa di tutte le cronache od articoli che Gabriele D'Annunzio pubblicò su La Tribuna di Roma". Opera in perfette condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE 1977 XVI - 182 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE ALLA COPERTINA, VOLUME PROBABILMENTE INTONSO, MAI SFOGLIATO
Paris, Flammarion, 1994; in-8, 189 pp., broché. État neuf.
Mm 135x215 Brossura editoriale di pp. 232. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
Volume in 8º piccolo legato in mezza tela, titolo al tassello al dorso, sguardie, occhiello, frontespizio, 351 pp., carta di pubblicità editoriale. Grazioso, tenero manuale ricco di consigli e di ricette che, senza pretese magistrali, vuole occuparsi della bellezza femminile, dispensando sorridenti consigli e svelando piccoli segreti. In ottimo stato, con poche e non significative mende d'uso. Gustoso e di scarsissima reperibilità.
In-4, broché, couverture rempliée, 68 p., (1) f., lettrines et 15 compositions en noir et couleurs. Édition originale. Texte, illustrations et lettrines noir et couleurs de Vlaminck. Tirage sur papier Bambou Téka, limité et numéroté (n°1585).
Autori: Charles Batteux. Curatori: Ermanno Migliorini. Traduttori: I. Torrigiani, F. Vianovi.
Pubblicato nel 1746, "Le Belle Arti ricondotte a un principio" influenzò considerevolmente il pensiero estetico della seconda metà del '700. In esso, richiamandosi alla filosofia cartesiana, Batteux cerca di ricondurre l'insieme eterogeneo delle regole che presiedono alla creazione artistica a un unico principio: l'imitazione del bello di natura. Ogni opera d'arte non deve però limitarsi a rispecchiare la natura, ma deve sceglierne le parti più belle “per comporre un insieme perfetto”. Autori: Charles Batteux. Curatori: Ermanno Migliorini. Traduttori: I. Torrigiani, F. Vianovi.
385pp., 4e édition revue avec soin et illustrée de 48 gravures, 25cm., reliure demi-toile avec titre doré au dos, plats marbrés, br.orig. reliée, avec annotations en crayon (facilement à eraser), bon état, S99474
xxvi + 298pp. + gravures hors-texte, 25cm., 4e éd.revue avec soin et illustrée de nouvelles gravures, reliure toile, bon état, S75004
xxv + 278pp. + 20 gravures hors-texte, 25cm., 3e éd., reliure cart. (plats marbrés, dos en toile), cachet, bon état, S73552
Curatori: P. D'Angelo.