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ril. Quinto Asconio Pediano è il più importante esegeta antico delle orazioni di Cicerone. Di lui ci rimane il commento, scritto in età neroniana, a cinque discorsi (due senatorii e tre giudiziari) dell'Arpinate: In Pisonem, Pro Scauro, Pro Milone, Pro Cornelio, In toga candida. Composto nella forma del commentario lemmatico, in un linguaggio semplice e scorrevole, l'apparato asconiano, qui per la prima volta tradotto in italiano, illustra le orazioni di Cicerone non tanto dal punto di vista linguistico quanto da quello storico-giuridico, gettando viva luce su alcuni momenti delicati e importanti della storia di Roma repubblicana e fornendoci numerose notizie non trasmesse da altre fonti. Da sottolineare, al riguardo, la grande affidabilità dell'autore, che non di rado fonda il suo commento sulla diretta consultazione di autorevoli documenti d'archivio (quali gli Acta Publica, ove era data notizia degli avvenimenti di interesse pubblico e dei fatti della vita politica della capitale) e su testi di cronaca contemporanea di difficile reperimento (come l'Expositio consiliorum suorum, il "diario segreto" scritto da Cicerone in difesa della sua azione politica).
ril. "Il 'Diario di uno scrittore' fu una pubblicazione mensile redatta interamente da Dostoevskij. Il grande russo se ne occupò negli anni che vanno dal 1873 al 1881, seppur con interruzioni. Non è un'opera omogenea, così almeno come vorrebbe il canone letterario, ma una raccolta di testi che affronta problemi di attualità, o meglio questioni allora dibattute, soprattutto politiche. Tuttavia, in questi articoli legati il più delle volte a situazioni contingenti, Dostoevskij ci fa conoscere le proprie idee sociali, religiose, artistiche e letterarie. Vi ha gran parte, per fare un esempio, la questione slava: nella querelle allora attiva nei circoli culturali di Mosca e San Pietroburgo, Dostoevskij è convinto che la Russia sia superiore all'Europa, o almeno che la civiltà occidentale ormai appartenga alla sua terra. Pur affrontando problemi apparentemente datati, l'opera è perennemente viva, o quanto meno sa spiegare il nostro tempo attraverso suggerimenti preziosi. Così vanno lette le pagine sull'emancipazione femminile, sul problema giudiziario; anzi, su tali argomenti, lo scrittore russo è di una sorprendente attualità: lo scopriamo favorevole al femminismo, lo vediamo intento diverse volte a commentare dei processi, tanto da riuscire a far correggere degli errori alla magistratura zarista. Né vanno dimenticate quelle parti di riflessione, sovente dedicate a problemi esistenziali, che sorprendono per la profondità delle osservazioni." (dall'introduzione di Armando Torno)
brossura
br. Il volume raccoglie gli scritti editi e inediti di Romano Guardini su Dostoevskij. Le figure religiose nelle sue opere: il popolo, le donne devote, i miti e il sacro, gli uomini spirituali, il pellegrino Makàr, l'angelo, la ribellione, La Leggenda del Grande Inquisitore e Ivan Karamazov, Kirìllov, il simbolo di Cristo, la figura di M?skin, l'Idiota. I temi: il paganesimo, l'ateismo, l'espressione religiosa e il male, il tramonto dei valori cristiani. Come afferma Guardini emerge "l'intensità religiosa" e "il modo di esprimere il sacro" nella "creazione di Dostoevskij".
brossura Tra 1343 e 1345 Francesco Petrarca attese alla stesura dei "Rerum memorandarum libri", tra Francia e Italia. L'opera si configura come una grande summa sulle virtù cardinali, costruita per esempi. Gli exempla sono distribuiti in grandi sezioni, i romana e gli externa, cui si aggiunge la categoria dei moderna, in cui Petrarca manifesta talvolta ottime abilità narrative. Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sono i grandi argomenti che avrebbero dovuto dare forma all'ambizioso progetto. I temi dell'otium e della solitudine da un lato, dello studio e della dottrina dall'altro, occupano l'intero primo libro. Però soltanto una porzione limitata dell'idea originale arrivò alla stesura almeno provvisoria: i libri II-IV sviluppano, e parzialmente, la virtù della prudenza. Il volume, dopo l'introduzione generale sul testo e la sua genesi, offre il testo latino dei "Rerum memorandarum libri", accompagnato dalla prima traduzione completa in italiano dell'opera e da un commento che dà conto di tutte numerose fonti tratte a profitto da Petrarca.
IN 8, pp.XXXII, 685, COPERTINA EDITORIALE IN TUTTA TELA RIGIDA BIANCA CON TITOLO AL DORSO + SOVRACOPERTINA ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO + ACETATO DI PROTEZIONE. 21 TAVOLE f.t.a col.DI CUI 4 A DOPPIA PAGINA. NELLA PRESENTE EDIZIONE SI E' RIPRISTINATA ( SALVO L'ABOLIZIONE DI DUE TAVOLE ) L'ILLUSTRAZIONE QUALE L'AVEVA ORIGINARIAMENTE CURATA ELIO VITTORINI NEL 1949, E CHE AVEVA SUBITO QUALCHE VARIAZIONE NELLE RISTAMPE SUCCESSIVE. INOLTRE FIGURA QUI PER LA PRIMA VOLTA, CON FUNZIONE INTRODUTTIVA, IL SAGGIO " FRATE ALBERTO " DI ERICH AUERBACH. LA TRADIZIONE RETORICA, DIVENTA NELLE SUE MANI UNO STRUMENTO MERAVIGLIOSO, CHE CON UN BALZO DA' VITA ALLA PROSA D'ARTE ITALIANA, LA PRIMA PROSA LETTERARIA D'EUROPA CHE SI ABBIA DOPO L'ANTICHITA'. TAGLIO SUPERIORE MARRONE, OTTIMA CONSERVAZIONE CON IL SUO SEGNALIBRO IN SETA. COFANETTO CARTONATO MUTO.<BR>OPERA FACENTE PARTE DELLA COLLANA I MILLENNI. ID 4420
brossura Vladimir Giorgio Scerbanenco, ucraino di nascita (Kiev, 1911) ma italiano d'adozione e di formazione, è morto a Milano nel 1969 dopo essere stato uno tra i maggiori protagonisti della nascita e dello sviluppo della letteratura di massa in Italia. Autentica "macchina per scrivere storie", ha frequentato con perizia e disinvoltura tutti i generi cosiddetti "paraletterari" attribuendo loro nuova dignità. È stato autore di un centinaio di romanzi, di svariati racconti e di numerosi articoli che testimoniano un percorso letterario coerente, personale e innovativo riconosciuto in parte e solo tardivamente dalla critica. Circa vent'anni dopo aver significativamente contribuito al rinnovamento della letteratura "gialla" classica, alla fine degli anni Sessanta, ha usato la propria acuta sensibilità noir per sconvolgere l'immaginario letterario nazionale. In questi ultimi lavori, in particolare, non si tratta di risolvere un enigma, ma piuttosto di rappresentare e comprendere la sfera delle sofferenze individuali all'interno di più ampie determinazioni sociali che pesano fatalmente sulla possibilità del singolo di esperire razionalmente la realtà.
ill., br. Sono trascorsi oltre cinquecento anni da quando Aldo Manuzio, primo e inarrivato fra gli editori di letteratura, pubblicò la Hypnerotomachia Poliphili, e questo abnorme romanzo misteriosofico, ritenuto - anche in virtù delle mirabili xilografie che lo illustrano - il più bel libro della storia della stampa, conserva intatta la sua aura di affascinante enigmaticità. E non cessa di suscitare stupore, interrogativi e acri polemiche. Questa edizione affianca alla riproduzione dell'originale del 1499 (tomo I) la prima traduzione integrale in una lingua moderna e un ampio commento che tenta di chiarire, per la prima volta sistematicamente, i molti enigmi ancora irrisolti. Risolta la questione del suo autore, identificato da Giovanni Pozzi in un Francesco Colonna frate indocile e libertino, resta il mistero del linguaggio, che mescola temerariamente italiano, latino e greco, e che nella sua oltranza espressiva può essere paragonato solo all'ultimo Joyce. E resta il mistero di una narrazione che pare sottrarsi a ogni tentativo di classificarla. Polifilo ritrova in sogno l'amata Polia superando una serie di prove iniziatiche: un viaggio dell'anima, intrapreso in lotta con Amore per raggiungere la vera Sapienza, un pellegrinaggio onirico fatto di trabocchetti e prodigi, meraviglie e incubi, rovine classiche e giardini di delizie, fantastiche e iperboliche architetture, inquietanti e fascinose personificazioni allegoriche, ma anche un'eruditissima enciclopedia di miti, iscrizioni, emblemi, dotte ossessioni filologiche, mirabili lapidari, erbari e bestiari.
a cura di Ettore Mazzali Torquato Tasso. Prose. Milano-Napoli, Riccardo Ricciardi 2004, Copertina in tela, con banda in pelle e titolo dorato al dorso e al piatto. Tagli sporchi di polvere, pagine leggermente ingiallite. Collana:"La letteratura italiana storia e testi Volume 22". Buono (Good) . <br> <br> <br> 1163<br>
Mm 170x240 Numero monografico dedicato ad Eugenio Montale, con scritti di Binni, Lugnani, F. Croce, R. Scrivano, Manciotti, Carpi. Brossura editoriale, da pagina 225 a 515. Segni a pastello su quattro pagine, un segno a penna, titolo a penna al dorso, peraltro buona copia. Conserva la fascetta editoriale. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in-8, pp. 176 illustrate, (42 di pubblicità d'epoca), broch. edit. (appena sciupata dal tempo, minime mancanze alle cuffie) figurata con vignetta e capolettera in rosso, testatine, finalini, vignette, fregi, capilettera in rosso, ed alcune pagine musicali. Buon esemplare.. .
In 16°, pp. 198. Cartonato con qualche piccola mancanza di carta.
in-12° (174x100 mm); leg. in mezza pelle rossa, con carta marmorizzata ai piatti, dorso liscio con decori e titolo dorato; tagli colorati a spruzzo; pp. XVI, 444; tre incisioni in b/n datate 1772 a cura di Gaetano Vascellini (1745-1805), di cui una al frontespizio riproducente scena teatrale con paesaggio pistoiese e titolo dell'opera, una con ritratto di Maria Teresa Ciamagnini d'anni IX e una con ritratto di Francesco Bracciolini; contiene dedica dell'Editore alla Gentilissima Signorina (Maria Teresa Ciamagnini), avviso dell'Editore a chi legge, notizie dell'Autore, Francesco Bracciolini. Rara edizione di Yverdon di quest'opera letteraria del Bracciolini (pubblicata la prima volta nel 1626), effettivamente stampata a Firenze da Giuseppe Allegrini (cfr. M. Parenti, Luoghi di stampa falsi, p.200-202). Francesco Bracciolini (1566-1645), pistoiese, è stato un poeta italiano. Prov.: Etichetta d'appartenenza incollata in alto al contropiatto anteriore con dcitura "Querzola - Libri rari - Roma". Rif.: IT\ICCU\UBOE\124622 (2 copie). OCLC, 558557692 (2 copie in UK). Cond.: Opera su carta pesante e in condizioni molto buone. -- RARE EDITION OF YVERDON OF THIS LITERARY WORK BY BRACCIOLINI (FIRST PUBLISHED IN 1626), EFFECTIVELY PRINTED IN FLORENCE. Copy on heavy paper and in very good condition.
Premessa di Francesco Flora - a cura di Estimatori Milanesi - Edito in occasione delle Onoranze fatte al Poeta milanese Paolo Buzzi nel suo ottantennio, sotto l'Alto Patronato della Ammi9nistrazione Provinciale di Milano 1 28x19,5 cm., legatura cartonata, pagg. 166 non refilate, su carta forte, prima edizione, in italiano, buone condizioni
14,1x10 cm; XII, (2), 173 pp. Legatura rigida in tela nera. Alcune pagine presentano segni di sottolineatura a matita. L'opera raccogli scritti del grande letterato e critico tearale e musicale, Eugenio Cecchi a lungo collaboratore del Fanfulla della Domenica. Nel complesso buone condizioni di conservazione.
16mo.; pp. 386; legatura artigianale in tutta tela con titolo in oro al dorso.<BR>In ottimo stato.<BR>Prima edizione. Dedicato a Eleonora Duse. Disponibile anche il primo tomo in brossura originale.
in-8, pp. 320, (4), leg. d'amatore in m. tela azzurra ed angoli, titolo e filetti in oro al dorso, le coperte edit. illustrate, con titoli in rosso, dei 35 fascicoli che compongono l'opera sono conservate e legate all'inizio di ogni fascicolo. Ottimo esemplare (uniforme e lieve brunitura della carta).. .
in-8, pp. 453, (2), broch. edit.. .
Seconda edizione del 1888 di questa raccolta di prose di Giacomo Leopardi scelta da Averardo Pippi. All'interno: lettere, Saggi sugli errori popolari degli antichi, Dello sternuto, della Fenice, Degli oracoli, Studi filologici, dialoghi e prose di vario argomento, Pensieri. Ex libris al contropiatto anteriore. In buone condizioni. Copertina in tela cont itolo in oro al dorso in ottime condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni. Pagine in ottime condizioni con rare fioriture. In 16. Dim. 17,5x12 cm. Pp. VII+(1)+190. Second edition of 1880 of this collection of proses by Giacomo Leopardi chosen by Averardo Pippi.<BR><BR>Inside: lettere, Saggi sugli errori popolari degli antichi, Dello sternuto, della Fenice, Degli oracoli, Studi filologici, dialoghi e prose di vario argomento, Pensieri. Ex libris in the front counterplate. In good conditions. Cloth cover with gilted title in the spine in very good general conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Inside pages are in very good conditions with occasional foxings. In 16. Dim. 17,5x12 cm. Pp. VII+(1)+190.
in-16, pp. VI, 306, broch. edit. Buon esemplare (uniforme e leggera brunitura dei fogli).. .
in-16, pp. 300, broch. edit. figurata, in antiporta vignetta con ritratto dell'autrice, frontespizio entro graziosa cornice, a colori, testatine, capilettera e finalini. Edizione originale. Romanzo autobiografico ambientato nella Milano di fine '800 di Emma Ivon (Milano 1851 - Genova 1899), che fu prima attrice e socia con E. Ferravilla, G. Sbodio ed E. Giraud. Affascinò il pubblico con bellezza, signorile eleganza ed una recitazione di avvincente schiettezza. Sottoposta a processo nel 1879 per simulata maternità e sostituzione d'infante, fu poi assolta. Oltre al presente romanzo pubblicò un diario (''Le confessioni'', 1863). Buon esemplare, a fogli chiusi (dorso restaurato, legatura debole).. .
<p>2 voll, 10x6 cm, ril. edit. in piena pelle, piatto ill. a sbalzo con disegno di Duilio Cambelotti, segnalibro in tessuto, alcune tracce d'uso ai dorsi, p. 284, 252.</p>
in-16, pp. 75, broch. edit. (parzialmente slegata, dorso da restaurare). Un piccolo classico dell'erudizione ottocentesca, ricco di informazioni e ancor oggi per tanti versi di grande interesse, ''La légende de Saladin'' di Gaston Paris apparve nel 1893 (Paris, Imprimerie Nationale) e fu pubblicato tre anni più tardi nellatraduzione italiana. Buon esemplare.. .
A Sebastiano Raffaelli Urbinate segretario del Comune di Fano ammogliatosi ad Elena Fabbri - Il Traduttore ai lettori - Discorso del Traduttore 1 22x15 cm., in brossura originale, pp. (4) 90 (1), su carta forte speciale, ampi margini con barbe, prima edizione, in italiano, con riferimenti in latino manca copertura dorso, ma bell'esemplare, ben conservato
In 16? (cm 18,5), Leg. edit. tutta tela, pagg.259 titoli in oro al dorso, traduzione di Maria Eugenia Morin, segni del tempo alla cop., ma buon es. Prima edizione italiana. Wallant (1926-1962), scrittore ebreo-americano prematuramente scomparso, riusc? a pubblicare in vita solo due romanzi, tra cui questo, da cui nel 1964 fu anche tratto un film di discreto successo per la regia di Sidney Lumet, in cui, per la prima volta, Hollywood entrava in un campo di concentramento nazista, attraverso i ricordi di un sopravvissuto che non riesce a scacciare i propri fantasmi.